Gli estremismi sono sempre il male, tipo i vegani che ti costringono a essere vegano e abitano in case in cui sono solo tra di loro, gli islamici che ti vogliono islamico, i fiorentini e le femministe afflitte da amenorrea che ti vogliono fare odiare il mondo intero per qualunque cosa. Allora è esplosa questa polemica assurda per lo spot della Huggies che promuove questi pannolini che assorbono in base alle “differenze anatomiche“.
La giornalista Giulia Siviero de Il Post che si vanta di essere femminista ha iniziato a lamentarsi degli stereotipi maschio-femmina con cui vengono presentati i bambini nella pubblicità, senza considerare che spesso e volentieri gli spot giocano solo sugli stereotipi, magari caricandoli. Il problema di chi si ostina a cercare maschilismo e critiche anche nelle cose più cretine come uno spot di pannolini usa e getta è il portare sempre tutto all’esasperazione.

Una bambina femminista che non vuole essere accostata al rosa come stereotipo.

Una bambina femminista che non vuole essere accostata al rosa come stereotipo.


Dunque, c’è troppo maschilismo in questo spot che recita “Lei penserà a farsi bella, lui a fare gol. Lei cercherà tenerezza, lui avventure. Lei si farà correre dietro, lui invece ti cercherà. Così piccoli e già così diversi“. Considerandola come una questione gender, sarebbe carino se la Huggies eliminasse le distinzioni anatomiche. Perché se è vero che a un certo punto della propria vita uno può decidere di cambiare sesso, dobbiamo rimuovere anche il fatto che la natura crei uomini e donne con le suddette differenze. Magari potrebbe realizzare uno spot in cui oltre alla scena che si vede, si mostra anche un bambino che vuole fare a tutti i costi la pipì come una femminuccia e viceversa. Chissà se ci sarà una rivoluzione anche in ambito assorbenti Lines e derivati? Perché, per la logica della parità dei sessi, se un uomo diventa donna non può avere le mestruazioni e la libertà di comprarsi una scatola di assorbenti? Tutto ciò è inconcepibile!

Un ruttino, tipico stereotipo del maschio rozzo

Un ruttino, tipico stereotipo del maschio rozzo


Viste anche le polemiche su quella povera disgraziata della Cristoforetti, consiglierei all’azienda di rendere tutti più felici e dire che “Lei penserà a diventare un’astronauta e a parlare 60 lingue, lui starà sul divano a fare rutti giocando a Call of Duty“. Immagino che se fosse stata così, l’immagine della donna ne sarebbe uscita debitamente esaltata e quella del maschio non sminuita, ma semplicemente trattata con ironia o incredibilmente veritiera. A questo punto, che differenza fa.

Dopotutto, il vero problema non sono i genitori che non si occupano direttamente  dell’educazione dei figli, il loro futuro dipende dalle strategie di marketing delle aziende. Che però non sono il Ministero dell’Istruzione nè mamma e papà e stanno semplicemente facendo il loro lavoro.

Non è un problema nemmeno il fatto che tutte le energie e le riflessioni di questo Paese vengano spese per questioni così futili e svaniscano nel momento esatto in cui si ha bisogno di concretezza e capacità decisionale. Elementi fondamentali, per esempio, per crescere dei figli. Che invece passano il loro tempo a giocare a Candy Crush. Basta che le caramelline non siano stereotipate.

La parità dei sessi nel mondo reale

La parità dei sessi nel mondo reale

Written by sally

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