Io evito accuratamente di recarmi in posti in cui sia necessario fare anche la minima fila alla cassa in orari affollati, ma c’è sempre qualcuno pronto a diventare molesto. All’Esselunga anche se la cassa è intasata e davanti a te hai 14 persone, la signora alle tue spalle cercherà sempre di caricare altra roba sul nastro e una volta che avrà finito, continuerà a spingerti in avanti con il carrello e se ti giri a guardarla, fischietta e guarda altrove. Perfino nel piccolo negozietto da 99 cent sono in grado di avere fretta, una donna con 4 candeline in mano continua a spostarti col braccio mentre stai finendo di pagare, come se dietro avesse il Tristo Mietitore pronto a portarsela via. Magari, vien da pensare.

Il mio essere così italiana e costretta a vivere in questa situazione di disagio, mi ha portato ad ignorare completamente le vere leggi naturali sulla fila esistenti nel resto del mondo. Come quella volta in Inghilterra che vedevo la cassa praticamente vuota perché un lungo scaffale mi copriva la fila. Così mi misi accanto alla signora che stava finendo di pagare, senza vedere che alle mie spalle c’erano altre 20 persone e le loro espressioni dicevano tutte: “Scommetto che è italiana“. Mi sono vergognata come una ladra, ho rifatto il giro del negozio prima di tornare a pagare i calzini di Spongebob.
Il problema è che queste leggi naturali sulla fila non esistono nemmeno in Inghilterra o in Germania in giorni come oggi, che iniziano i saldi.

Tremo quasi al pensiero di dover uscire e cercare di avere la fortuna di tornare a casa con almeno un capo pagato a metà prezzo. Perché so che la maglia made in Vietnam che solitamente trovo da Zara al prezzo per me improponibile di 40 € mi costerà 20 € ma anche qualche dente rotto e un paio di etti di dignità.
Oggi è un giorno importante, in cui bisogna commemorare tutte le menti lucide che sono andate perse durante i saldi degli anni precedenti. Tutti quei commessi e quelle commesse che hanno dovuto fare le ore piccole e rimettere a posto negozi che sembravano essere stati appena colpiti da uno tsunami. Perché le donne quando vengono sfidate nello shopping non hanno pietà: gli abiti non vengono riposti dove li hanno trovati, vengono lanciati per depistare le nemiche, le scarpe vengono spaiate da un piano all’altro, tengono un braccio col gomito a mezz’aria per mantenere tutti i vestiti che devono provarsi e per scaraventare a terra ogni tipo di intralcio, con l’altro tengono in mano la borsa da usare come mazzafrusto.
Insomma, prima di andare a provare a comprare qualcosa durante i saldi, avete bisogno di una sessione intensiva di allenamento con Hattori Hanzō.

Se riuscirete a sopravvivere, vi prego di farmelo sapere.

Written by sally

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