Il mio 2014 si conclude malamente: tendo a sviluppare la sindrome di Stoccolma come fosse un comune raffreddore.

Premessa

Da quando ho svolto il sottovalutatissimo lavoro di promoter, nutro molto più rispetto di prima nei confronti di qualsiasi categoria di lavoratori, specialmente quelli che ricevono insulti con maggiore facilità e frequenza. Come i centralinisti. Alcuni, però, se li meritano tutti.

I fatti

Ho vissuto un’estate intensa, telefonicamente parlando. Cristina mi aveva avvisata, nonostante i 400 minuti di chiamate a disposizione, stavo sviluppando una sorta di logorrea dovuta al fatto che considerassi tutto gratuito. Avevo bisogno di staccarmi da questa realtà crudele e tornare al mio consueto silenzio, ai monosillabi. Perciò rifiutavo in tutti i modi di aumentare l’offerta mensile a 500 minuti e no, non volevo nemmeno più internet, basta internet. Volevo solo una pagoda a cinque piani nella zona più remota del Giappone.

Dopo settimane di stalking da parte di Cristina, la centralinista Vodafone proveniente dal misterioso est Oiropa che voleva per forza appiopparmi una promozione insinuando che io avessi problemi mentali a causa del mio rifiuto, ho ricevuto un’altra telefonata, ieri. Era Emma da Milano, che però sembrava più arrivare dalle parti di Bucarest. Mentre era intenta a parlare con qualcun altro lamentandosi di non trovare le cuffiette e se la rideva, ha provato anche lei ad appiopparmi una promozione ma ci sono rimasta malissimo, perché al mio “no” si è arresa subito, senza chiedermi che cosa mi crucciasse e perché non avessi chiesto 5734 minuti in più per farmi spiegare bene bene da mia madre la ricetta delle lasagne la domenica mattina. Mi sono sentita poco capita e abbandonata, nemmeno il tempo di rispondere malamente al quindicesimo invito ad aggiungere minuti “gratis”, Emma non si fa mettere i piedi in testa da nessuno e non agisce cercando di plagiare l’interlocutore. Che dramma. La mia vita è cambiata in 30 secondi.

Così la telefonata si è conclusa senza che nemmeno mi dicesse addio o mi augurasse buone feste, l’ho sentita parlare con quella sua strana cadenza milanese della zona di Plovdiv e sono rimasta lì, con il telefono in mano, senza più motivi per continuare a mantenere un contratto con la Vodafone o un telefono o contatti con il mondo circostante.

Buon anno a tutti, un felice 2015, io ho una pagoda che mi aspetta laggiù, nell’estremo Oriente, che se mi sposto un po’ più in là mi ritrovo di nuovo in Oiropa.

Foto: Wikinut

Written by sally

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