Gli eccessi sono sempre belli quando sono degli altri. Ci sono personaggi che se non avessero tentato di superare il confine per tutta la loro vita, oggi non godrebbero di alcuna reputazione.

E invece grazie al loro puzzo malinconico di alcol e fumo e al loro genio compreso solamente dopo, alcuni personaggi hanno trovato la loro fortuna. Ad occhi chiusi.

Così un giorno ho iniziato a studiare un po’ di vita di Amedeo Modigliani, il personaggio è così affascinante che ne valeva la pena. Ero pronta a fare i bagagli per consumare i miei piedi lungo le strade di Parigi, così avevo preparato un itinerario per andare in tutti i punti dove avrei potuto simbolicamente salutare quelli che avrei voluto fossero vecchi amici. Quelli di Montmartre e Montparnasse, con cui scambiare chiacchiere e vino.

Ma niente, il risultato è stato peggiore, sono stata travolta dalla frustrazione di vivere in un’epoca in cui lo straordinario è un gattino che suona la batteria ed ogni cosa è stata privata della poesia. Però ho deciso di andare a vedere la mostra a Palazzo Blu a Pisa, perché Parigi dal punto di vista “modigliano” non mi aveva dato grandi soddisfazioni.

Dopo aver salutato Jim Morrison ho passato almeno un’altra ora e mezza a cercare Modì a Pére Lachaise, con scarsi risultati devo aggiungere. Però al cimitero di Montmartre c’è un corvo che si chiama Maudit, per due motivi che mi sembrano piuttosto chiari. Ho passato mezz’ora in Rue de la Grande Chaumière a guardare perplessa tutto quello che non c’era più.

Dove sei, Amedeo, dove sei? C’era solo neve, una bufera di neve, motorini, un ombrello rotto e le mie Converse bucate.

Written by sally

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