E niente, esiste una categoria di donne che riescono a trasformarsi da cessi a gnocche con una velocità sovrumana.

Le vedi qualche mese prima che quasi quasi ti senti una brutta persona perché a guardarle ti consoli un po’ e pensi che il tuo aspetto poco curato, la sciattezza che a volte diventa abitudine e il fatto di non avere nemmeno un selfie sul cellulare, non siano poi cose così gravi di fronte al cospetto di questo brutto anatroccolo. Però allo stesso tempo provi ammirazione per questa magia che avviene in maniera quasi inspiegabile e in tempi incontrollabili.

Il problema è il secondo incontro, qualche mese dopo, quando l’autostima si aggrappa alle tue gambe e ti implora di non abbandonarla. Ma è arrivato il momento di lasciarla andare, come fa Rose con Jack, che lo lascia morire congelato in mezzo all’oceano come un filetto di merluzzo della Coop. E’ la stessa sorte che si merita la tua autostima, perché davanti ti ritrovi un’incredibile trasformazione.

Io, nella mia fase di massimo splendore

Io, nella mia fase di massimo splendore

Di questi tempi l’estetica ha fatto passi da gigante e non sempre c’è di mezzo il bisturi, è solo che ci sono queste ventenni con gli ormoni che esplodono e si gonfiano, si gonfiano come palloni per poi diventare degli splendidi figurini. Io invece mi gonfio, mi gonfio, mi gonfio come un pallone… e permane il mio stato di autodifesa da pescepalla perché mi sento minacciata dalla possibile scomparsa della cioccolata e delle patatine dal nostro pianeta, permane il mio stato di leggiadria rinocerontesca, la sottigliezza del polpaccio che sembra disegnato da Botero, ma passo il tempo cercando altri brutti anatroccoli su cui rifarmi quando il copriocchiaie non mi dà il risultato sperato. E per consolarmi ulteriormente mangio tutto quello che trovo che sembro Pacman.

Il peggio è quando questi brutti anatroccoli rinati, resuscitati dal fondotinta, dai tutorial di Clio Makeup, dalla palestra e dalla corsa al parco che è più per acchiappare che per altro, iniziano a intasare Facebook con la loro ritrovata autostima, con status che pullulano di saggezza e citazioni vittoriane e, ovviamente, ci sono un sacco di selfie in pose innaturali che nemmeno Bar Refaeli.

Le bocche a culo di gallina governeranno questo universo e governano i cervelli di queste donne che pensano che basti quella posa per rendere il mondo un posto migliore. Quando invece sono già diventate degli splendidi cigni e forse se ne sono accorte solo in parte, la parte dei like su Facebook. Dentro, invece, si sentono ancora dei brutti anatroccoli e adesso che ho scoperto il trucco, ammetto che un pochino mi sento meglio. E per festeggiare, magno.

Written by sally

Rispondi