LA MORTE AI TEMPI DI FACEBOOK – PARTE I

L’adolescenza è la fase più turbolenta della vita di ogni persona, ma com’è che nel 2014 sembra un percorso impossibile da superare?

Anziché generare entusiasmo per il passaggio dall’infanzia all’età adulta, per nuovi sogni e nuove esperienze, l’adolescenza sembra scoraggiante. Forse è il mondo che ci siamo costruiti tutto intorno ad essere altrettanto scoraggiante, ogni giorno qualche giovane vita ci lascia e i motivi, a volte, non sono così gravi da lasciar perdere tutto, da giocarsi ogni cosa.

A volte si tratta di bullismo, altre volte di depressione, ma perché un quattordicenne nel 2014 dovrebbe soffrire di depressione? Sarà il facile accesso alla vita da adulti, sarà che si bruciano le tappe, si scoprono troppo presto gli eccessi, ci si stanca troppo facilmente del quotidiano, si cerca di spingere sempre oltre il limite, ritrovandosi senza più stimoli intorno.

Non credo di riuscire a capire il problema da vicino, vorrei che qualcuno me lo spiegasse, perché per me l’adolescenza sì è stata turbolenta, come lo era per tutti i miei coetanei, ma è stata anche una botta di vita, di quelle che non tornano indietro, che poi te le ricordi con gli occhi lucidi, perché avevamo un entusiasmo in corpo che ci sembrava di mangiarci il mondo. Gli adolescenti di oggi, invece, si fanno mangiare dal mondo.

Social Network

L’ultimo caso di cronaca riguarda una ragazzina di 14 anni che si è suicidata, lasciando delle lettere alla famiglia e ad alcuni amici. Nel suo pc c’erano degli insulti provenienti da Ask.fm, in cui lei parlava di suicidio, depressione ed autolesionismo. Sarà che i genitori al giorno d’oggi trascurano troppo i figli, senza capire le loro problematiche, con il marciume di una società sempre meno attenta ai valori e asfissiata dal vizio… Su MattinoPadova ho letto però una frase che mi ha infastidito parecchio:

Non ci sarebbe quindi una spiegazione netta e definitiva del gesto, se non l’enorme fragilità dell’adolescenza e la fatica di crescere che talvolta appare insopportabile ai ragazzi.

Crescere non dovrebbe essere faticoso, crescere dovrebbe essere un processo naturale, non sempre sereno e forse non sempre gioioso, ma fa parte della vita umana, non dovrebbe risultare insopportabile al punto tale da togliersi la vita di fronte anche al minimo ostacolo. I problemi dovrebbero essere ridimensionati, la fragilità di un’età piena di incertezze dovrebbe essere compensata dalla gioia che portano i sogni e le aspettative, la voglia e la curiosità di scoprire cosa c’è dopo. Invece qui c’è solo la peggio gioventù, che al primo muro, al posto di trovare il modo di scavalcarlo, volta le spalle e si chiude in sé. E nessuno intorno, a tendere una mano.

Foto via RT.com

Written by sally

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