Ormai dire “mafioso al Governo” sarebbe come dire “spogliarellista in un night club“, cosa c’è da stupirsi? Il Governo attuale da tempo ormai predica la lotta contro la mafia e mostra con orgoglio i progressi raggiunti in questi anni tra un TG1 e un Tg4, ma se poi ci scappa un Ministero per un indagato, che problema c’è? Se il Presidente del Consiglio è l’uomo più perseguitato dalla giustizia degli ultimi 150 anni, il problema non sarà di certo Saverio Romano, nuovo Ministro per le Politiche Agrarie.

Saverio Romano

Solamente a settembre 2010, Saverio Romano abbandonava l’UDC senza risparmiarsi le polemiche e sul suo sito ufficiale commentava il suo possibile ingresso tra le fila del Governo con un titolo già di per sé eloquente, che recitava “Non sono interessato alle offerte di Berlusconi“:

Leggo già da diversi giorni di un mio inserimento in una lista di futuri sottosegretari del governo, ma è evidente che si tratta di fantasticherie. E’ chiaro che il premier ha tutto l’interesse a cavalcare l’onda del dissenso che ho espresso all’interno dell’Udc, ma la mia è una posizione politica dettata dalla voglia di dare un contributo alla crescita del nostro Paese. Non so quindi se piangere o ridere davanti a ciò che hanno scritto i giornali in questi giorni.

Davanti a tutte queste fantasticherie, evidentemente l’attuale Ministro deve aver perso la testa, poiché nel corso di pochi mesi ha cambiato idea. Ma diamo un’occhiata ai suoi guai giudiziari e cerchiamo di capire se il suo è un curriculum valido per entrare in politica e gestire l’agricoltura italiana. A leggere nomi come Cuffaro e Ciancimino, sembra proprio che Saverio Romano, palermitano, classe 1964, sia uno dei migliori candidati in circolazione:

  • Dal 1997 al 2011, Saverio Romano è stato presidente dell’IRCAC, ente creditizio siciliano. Da qui, galeotto fu l’incontro con Gianni Lapis con il quale Romano collaborò in qualità di consulente. Gianni Lapis è il prestanome di Ciancimino, Romano non ha alcun problema a negare di averlo conosciuto e successivamente ad ostentare tutta la sua sicurezza e tranquillità, rivelando ai magistrati:

Non ho alcun problema a dirle che lo conosco: fino a qualche anno fa era per tutti solo uno stimato avvocato tributarista e un docente universitario. Lapis è stato soprattutto consulente dell’Ircac, di cui ero presidente. Quando arrivai, lui era già lì da anni. Non sapevo che avesse altri interessi al di fuori di quelli del suo studio. Quando sono diventato deputato mi avrà cercato una volta al telefono per parlare, credo, di riforma fiscale.

  • Nel 2003, una volta iniziati i problemi giudiziari di Totò Cuffaro, iniziano anche quelli di Saverio Romano, fedelissimo compagno d’avventura. Su Totò Cuffaro pende una condanna di sette anni per favoreggiamento a Cosa Nostra e rivelazione di segreto d’ufficio, tanto per capire l’andazzo della compagnia.
  • Tra gli incontri eccellenti di Saverio Romano, rientra anche il boss mafioso Giuseppe Guttadauro. Saverio Romano lo incontrò per assicurarsi il suo sostegno elettorale.
  • Nel 2005, un altro personaggio legato a Cuffaro (ma anche alla famiglia Mandalà di Villabate), Francesco Campanella, rivela che Saverio Romano (all’epoca era Sottosegretario al lavoro del Governo Berlusconi) era stato eletto con i voti della mafia. Consapevolmente anzichenò. Ne dà conferma anche Nino Mandalà: un uomo, una garanzia.
  • Due anni fa è stato proprio Massimo Ciancimino a dichiarare che Saverio Romano è stato destinatario di un’ingente somma di denaro, che ammontava a 1.300.000 euro in contanti. Fu proprio Romano a prelevarla da un conto svizzero e la somma era necessaria ai fini di corruzione e parte della somma era destinata a Cuffaro.
  • Appena ottenuto l’incarico in qualità di Ministro delle Politiche Agrarie, Saverio Romano nomina Antonello Colosimo come nuovo capo di Gabinetto. Chi è Colosimo? Per farla breve, uno di quelli che ebbe un attacco di ridarella mentre L’Aquila cadeva a pezzi a causa del terremoto.

Tuttavia, Saverio Romano si dice sereno e non ha alcun problema a fare il Ministro. A giudicare dalla lista di misfatti, Romano ha la coscienza a posto e merita il ruolo che gli è stato affidato più di chiunque altro.

Non potrei essere più sereno leggo su Repubblica che i magistrati vorrebbero chiedere alla Camera dei deputati l’autorizzazione a utilizzare alcune intercettazioni che mi riguarderebbero: non ho nulla da nascondere, che siano pure utilizzate quelle intercettazioni, se esistono davvero. Intanto, faccio con serenità il ministro dell’Agricoltura. E le assicuro che ho tanti progetti, perché è l’agricoltura che ha unito l’Italia.

Se proprio dobbiamo essere un Paese sporco, dobbiamo esserlo fino in fondo.

Written by sally

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