Io ogni tanto penso a come sarebbe il mondo senza Nutella e senza Berlusconi e piuttosto vorrei una morte lenta, atroce, truculenta e terrificante. Vi immaginate che Italia sarebbe senza le avventure di Gian Burrasca Silvio? Una tragedia. Se state pensando che sarebbe un posto migliore, vi state sbagliando. Sarebbe incredibilmente noioso, e non c’è niente di peggio di un posto incredibilmente noioso. E banale. La banalità è immorale, lo sapevate, no? Silvio non è banale, ma è immorale, però parla di moralità.

Ok, sono un po’ confusa anche io. E’ normale, dopotutto. Silvio dice che nelle scuole pubbliche l’educazione non è buona, che è meglio studiare nelle private perché nelle pubbliche i docenti vogliono inculcare idee contrarie a quelle dei genitori. E, lasciatemelo dire, se qui c’è qualcuno che vuole inculcare qualcosa, non si tratta di certo degli insegnanti.

Si sarà offesa Maria Stella Gelmini al suono di queste affermazioni, mentre noi rabbrividiamo. Micio, bello, bamboccione che paga fior fior di quattrini per le sue dame, che lancia il fenomeno Bunga Bunga, spera di diventare immortale mangiando qualche frutto del diavolo (citazione colta), ha alle spalle un divorzio ed un rapporto particolarmente stretto-ma non per questo armonioso- con la giustizia, è ridicolizzato dalla stampa estera ed è considerato un pagliaccio da buona parte della popolazione mondiale, frequenta gente come Apicella, Fede e Mora e poi si preoccupa di giudicare l’educazione che viene impartita nelle scuole?

Meno male che Silvio c’è, mi vien da dire. Senza di lui, non ci sarebbe più niente da dirsi. Sarebbe un’Italia silenziosa e triste. E magari educata. E noi certe cose, diciamocelo, non le vogliamo.

Silvio Berlusconi

Written by sally

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