Avatar è l’ultimo kolossal lanciato da James Cameron, una sfida tecnologica, una sfida al botteghino ed una sfida alla psiche umana. Nonostante sia stato accolto con clamoroso successo e apprezzamento da parte di pubblico e critica, non possono non arrivare i giudizi e le critiche negative.

La pellicola è stata criticata per le sigarette fumate da Sigourney Weaver, tra i protagonisti principali del film, tanto per dirne una. Col sangue e le commedie indecenti (da ogni punto di vista) che circolano, parlar male della sigaretta della Weaver sembra proprio l’atteggiamento di chi sta a cercare il pelo nell’uovo, come si suol dire.

La nuova voce che circola ormai da qualche giorno, ben più grave di quella della sigaretta, è quella che sostiene che “Avatar” istighi al suicidio. Pare infatti che la visione dello splendido e florido pianeta Pandora scateni qualcosa dentro lo spettatore che, finito di vedere il film, non sa più come ripredersi, dopo aver realizzato in che triste realtà vive.

Effettivamente non è piacevole essere terrestri, sempre disastrati da terremoti, uragani, eserciti, kamikaze e politici. Una vita stressante, non c’è che dire. Non si può fare a meno di invidiare i Na’vi, che sono capaci di “vedere”, sono al 100% ecologici, saltano da un ramo all’altro, hanno la loro divinità che si manifesta più concretamente delle nostre, per le quali tra l’altro ci uccidiamo a vicenda e in gran quantità da secoli. Inoltre hanno dei fisici da far paura e delle code per i legami che altro che le porte USB.

Insomma, a pensarci a fondo forse la depressione potrebbe essere giustificata. Se non fosse che uno si siede su quelle poltrone e indossa quegli occhialini perfettamente cosciente del fatto di essere uno sfortunato terrestre che sta andando a vedere una pellicola che è pura finzione.

Agli esordi del cinema il concetto forse fu un pò più difficoltoso da introdurre ma ragazzi, siamo nel 2010, com’è che vi passa per la testa di deprimervi per il pianeta Pandora? Nessuno s’è depresso perchè il Titanic è affondato o perchè non c’è un Batman o un Superman a proteggere le nostre città? Nessuno s’è depresso perchè non vive nel Paese di Molto Molto Lontano o nel Paese delle Meraviglie e non può bere il tè con il Cappellaio Matto?

Al posto di scrivere sui vari socialnetwork che il vostro pianeta è stato distrutto, uscite dalle stanze e cercate di salvare il salvabile. Non diamo lavoro inutile agli psicologi, diventiamo persone migliori, che magari Pandora no, ma un Pianeta decente su cui vivere possiamo ancora procurarcelo. Sempre che non sia già troppo tardi.

Ci deprimeremo tutti, diamoci tempo.

Intanto io scrivo a James Cameron una breve letterina per parlargli del problema.

Caro signor regista James Cameron,

ho visto il suo ultimo film e l’ho molto apprezzato ma adesso mi sento un pò confusa perchè non so se essere depressa perchè il pianeta Pandora non esiste o sentirmi semplicemente appagata per aver introdotto nel mio cervello una piccola dose di cultura cinematografica. Prima di esporle le mie richieste vorrei complimentarmi con lei e tutto il suo staff per il lavoro realizzato.

Adesso procedo con le richieste. Si fanno sempre più intense le voci che la vogliono responsabile di eventuali suicidi, poichè il numero di aspiranti è aumentato dopo la diffusione di “Avatar”. Visto che lei e la tecnologia siete ormai in rapporti più che ottimali, non è che potrebbe costruirci un Pandora per tutta questa gente che soffre non appena partono i titoli di coda? Noi non glielo diremo, ma la faremo funzionare come una vera e propria casa di cura per malati mentali. Ci pensi a fondo e poi mi faccia sapere.

I miei più cari cordiali e stimati saluti.

Written by sally

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