Dalla Romania piovono insulti sulla politica italiana. Per la precisione gli insulti sono due e, sempre per la precisione, sono due i politici che vengono insultati. Uno è il sindaco di Verona, Flavio Tosi. L’altra è Alessandra Mussolini. Per la precisione, uno un “sindaco di merda” e l’altra “una puttana”. Perdonatemi, ma riporto le notizie così come stanno.

L’opera di cui si parla, il contenitore degli insulti insomma, è  “Francesca” del regista romeno Bobby Paunescu. Un ottimo esordio, se vogliamo. O quantomeno, un ottimo modo di ottenere pubblicità ed incuriosire il pubblico. Probabilmente le sale si riempiranno più che altro per la scena con gli insulti che per il film in sè.

Senza offesa, ovviamente. La pellicola ha comunque ottenuto largo consenso alla Mostra del Cinema di Venezia, all’apertura della sezione”Orizzonti”. Il regista cerca di rimandare l’attenzione al significato del film in sè, ma la Mussolini, giustamente offesa, ha risposto energicamente con una diffida, facendo slittare l’uscita del film al 20 novembre.

Distribuito dalla Fandango, il film uscirà comunque un versione fedelissima all’originale.

Si è parlato di  libertà d’espressione nel mondo dell’arte, ma certe volte forse si dovrebbe parlare anche di buon senso. Qui ci troviamo di fronte ad insulti belli e buoni che colpiscono direttamente delle persone, non si tratta di semplice satira. A quella ci siamo abituati bene ormai da tempo.

Per quanto ci si possa discostare dalla posizione politica dei personaggi, arrivare ad insultarli pesantemente è una scelta priva di senso e, ancor di più, di alcun carattere artistico. Non c’è infatti artisticità nell’offendere una donna e, di conseguenza la sua dignità, nè tantomeno il sindaco e, forse, il suo operato, con tanto di accusa palese di razzismo. Perchè, ricordiamolo, prima che di politici, stiamo parlando di esseri umani.

Qual è quindi il limite tra l’arte e il buon senso?

Written by sally

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