Camminando per le strade di Firenze, mi sono imbattuta in alcuni manifesti che hanno contribuito non poco a farmi innervosire. Trattasi dei manifesti per la commemorazione di Mao, noto leader del PCC morto il 9 settembre 1976.
Nonostante abbia lasciato ferite molto profonde nel paese che governava con dedizione e passione, Mao viene tutt’ora elogiato.

Il boom del maoismo si ebbe già negli anni ’60, quando tra una lotta e l’altra le nuove generazioni credevano fortemente nei valori del comunismo, mai applicati dal Quattro volte grande Mao Zedong. Colpa della disinformazione, si dice oggi. Mi stupisce leggere, tra le righe di Wikipedia, che tra i personaggi celebri che hanno appoggiato l’ideale Maoista, ci sia stata una personalità importante quanto quella di Dario Fo. Mi stupisce che a 33 anni di distanza ci sia ancora gente che abbia il desiderio di commemorare una persona che ha distrutto un Paese grande come la Cina, mettendolo in ginocchio più di quanto non lo fosse già, in nome di ideali che non sono mai esistiti e che mai hanno trovato la corretta applicazione nella realtà. Oggi non si può parlare di disinformazione a riguardo, non ci sono giustificazioni.
Girando per il web, non posso fare a meno di notare che Firenze è particolarmente affezionata alla figura di Mao, per cui leggo della commemorazione del 2008, in cui si parla soprattutto contro il “neoduce” Silvio Berlusconi, inneggiando al proletariato, al colore rosso, ai grandi maestri Marx, Lenin e Stalin con un entusiasmo che fa semplicemente rabbrividire.
Mao Zedong è colpevole della morte di 65.000.000 di innocenti, grazie ai suoi interventi in campo culturale ed economico.
Se diamo per scontato che le persone che celebrano l’anniversario della morte di una figura così importante, conoscano tutti i fatti che lo riguardano, di conseguenza viene da chiedersi com’è possibile che tutto questo avvenga. Che si vada contro un neoduce, perchè si teme il ritorno dell’estrema destra, e si passa all’estrema sinistra, elogiando un personaggio che ha mietuto più vittime di quanto non abbiano fatto Hitler e Stalin messi insieme.
Mi chiedo se siano a conoscenza dei campi di lavoro dove migliaia di cinesi sono stati torturati in maniera atroce, anche per le strade, come monito per il resto della popolazione. Se siano a conoscenza di come sia stato prodotto l’acciaio che incrementava l’economia del Paese, dei giochetti tra la Cina e l’Unione Sovietica, del Grande Balzo in Avanti che ha portato la carestia, dell’elevato tasso di suicidi e di mortalità infantile, e di qualunque altra fascia d’età. Della rivoluzione culturale, che ha visto finire tra le fiamme i più grandi tesori della secolare cultura cinese, la distruzione di migliaia di opere, di ogni genere, in nome del comunismo e di Mao.

Mi chiedo se siano a conoscenza che tutt’ora il volto di un uomo del genere domini su Piazza Tienanmen, la stessa in cui, sempre in nome dell’ideale comunista, è stato sparso sangue innocente. Mi chiedo se siano a conoscenza dell’odio profondo provato da Mao nei confronti della classe contadina, la stessa che poi ha supportato per raggiungere l’apice, per il potere. Lo stesso potere che volevano Mussolini, Stalin, Hitler, senza che si facciano ora distinzioni di colore politico. Quando un ideale è sano, non importa da che parte stia. Importa che un intero paese non ne paghi le conseguenze. Importa che sia da esempio per non veder ripetere sempre gli stessi errori. Importa che una civiltà progredita e modernizzata impari a divenire concreta, smettendo di andare contro determinati personaggi soltanto per partito preso, elogiandone di peggiori, per lo stesso motivo. Importa che il comunismo non è quello. Il comunismo non è.

Written by sally

1 Comment

Rispondi