La Lega, si era capito da un pò, è un partito che tende all’innovazione. Dopo il federalismo fiscale, le gabbie salariali, le ronde in ogni dove e il ritiro delle truppe dall’Afghanistan, la nuova idea sorta dalle menti legate alla terra padana, è quella delle bandiere e degli inni regionali.
Il Tricolore non viene minimamente considerato, così come l’inno di Mameli, contro il quale da anni si porta avanti una battaglia. La Lega si mostra sempre più insofferente nei confronti di chi tende sempre a contrastare ogni proposta.
L’Italia dell’Unità garibaldina forse non c’è mai stata, il divario tra Nord e Sud è più che palese, nonostante gli inutili tentativi attuati nel corso del tempo per ricolmarlo. Perciò che gli insegnanti meridionali imparino a parlare il dialetto,che imparino anche la storia e le tradizioni dei luoghi in cui vanno a lavorare. Che i siciliani, i sardi, i campani, i calabresi, imparino la storia della Lombardia e sappiano a memoria i nomi dei Dogi. E che i veneti, i lombardi, i piemontesi, imparino, allora, i nomi dei Borboni e le storie del nostro Sud malato e di peso per un Nord così evoluto. Talmente evoluto che oltre ai test si propongono anche i vocabolari in dialetto. E che questo dialetto possa finalmente entrare a far parte delle minoranze linguistiche riconosciute. Cos’avranno mai il sardo o il ladino, il friulano o catalano in più del lombardo o del veneto?
Manca poco tempo e scopriremo che la razza padana è la razza pura, un immenso muro separerà il Nord dal Sud e nell’oasi padana tra ronde e dialetti, vivranno per sempre felici e contenti.

Written by sally

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