Pochi giorni fa si è ampiamente parlato della truffa del secolo messa in atto da Bernard Mudoff. L’imprenditore statunitense ha commesso una truffa dell’importo di 50 milioni di dollari ed è stato condannato a 150 anni di carcere. Mudoff è diventato quasi una leggenda, di certo il mito dei truffatori, è subito nata una pagina su wikipedia. La condanna pare eccessiva, soprattutto perchè Mudoff, classe 1938, molto probabilmente non sconterà nemmeno la metà degli anni di prigione ai quali è stato destinato. Ma si sa, è una condanna esemplare, simbolica se vogliamo, e poi in molti stati del Paese stars and stripes vige ancora la pena di morte, lì è tutta un’altra storia.

In Italia invece, si passa all’altro estremo. Un uomo ruba un pacco di wafer e viene condannato a tre anni di carcere.

Un uomo che ubriaco e drogato ne investe un altro uccidendolo, invece, viene prontamente rilasciato.  Poi c’è chi viene espulso, ritorna, viene fermato e poi rilasciato. E se pensavate che fosse finita qui, vi siete sbagliati. Se pensavate, inoltre, che fosse impossibile condannare ai domiciliari un clochard poichè sprovvisto di un tetto sotto il quale ripararsi, vi siete doppiamente sbagliati. Nulla è impossibile, e infatti accade anche questo.

La lista potrebbe continuare all’infinito. Numerosi sono i casi di leggi applicate male, giustizia latitante, una legge che deve essere uguale per tutti, motto esposto nei tribunali, parole al vento, come tante, in questa meravigliosa Italia.

Written by sally

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