Il 12 giugno si sono tenute le elezioni presidenziali in Iran, con una netta vittoria del conservatore Ahmadinejad e seguite dalla contestazione del risultato da parte dello sfidante riformista Moussavi.
Dal 12 giugno ad ora, la popolazione si è mobilitata per appoggiare Moussavi e contestare il risultato delle elezioni, sfidando i divieti del nuovo governo.

Ahmadinejad, anche sindaco di Teheran dal 2003 al 2005, fu contestato proprio a causa del risultato delle elezioni del 2005, che lo portarono al primo ballottaggio della storia dell’Iran con Hasemi Rafsanjani, e lo videro vincitore.
E’ stato proprio Hasemi Rafsanjani ad appoggiare  Moussavi e a chiedere di portare l’attenzione sul rischio dei brogli elettorali.  A mobilitarsi è stato anche il terzo candidato alle elezioni, il conservatore Moshen Rezai, che sostiene di avere le prove dei brogli avvenuti, e che ha già presentato ricorso al Consiglio dei Guardiani.

Già nei giorni precedenti alle elezioni, Ahmadinejad distribuiva patate alla popolazione più povera per raccogliere consensi, portando l’attenzione sulla campagna riguardante il programma nucleare, effettuando anche il lancio di un missile sperimentale in grado di raggiungere sia Israele che l’Europa occidentale. Mentre Facebook veniva chiuso, per prevenzione, e veniva impedito persino lo scambio di sms,  Moussavi portava la protesta su Twitter .

Gli ambasciatori dei paesi stranieri sono stati convocati dalle autorità diplomatiche iraniane, che intendono protestare contro i giudizi espressi da alcuni stati contro il risultato delle elezioni. A causa della mobilitazione a favore di Moussavi, i magistrati minacciano di giustiziare chi organizza la protesta. Nonostante ciò, su youtube appaiono ancora i video della repressione, tra i quali quello della morte di un ragazzo. I giornalisti inviati si accingono ad abbandonare il paese a causa del mancato rinnovamento dei permessi, alcuni stati esteri sono accusati di fomentare la rivolta.
La protesta non accenna a fermarsi, prosegue per le strade, sui blog, si estende agli altri Paesi, la nazionale di calcio iraniana indossa i braccialetti verdi, simboleggiando il loro appoggio a Moussavi, che per precauzione deve rimanere in un luogo sicuro. L’Onda verde porterà alla fine della dittatura o sarà seguita da una nuova e sanguinosa ondata repressiva?

Written by sally

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