Dalla nascita degli schieramenti politici destra-sinistra, se si fa un piccolo resoconto, si nota un vero e proprio alternarsi a destra e a manca nel corso del tempo. Ci sono i periodi per le sinistre e i socialismi e i periodi per le destre e i totalitarismi. Dal mondo emancipato del 2009 ci aspetteremmo forse una politica più democratica, meno tendenze totalitariste e meno visioni del mondo da utopisti socialisti. Ma non è affatto vero che la storia insegna.

Se così fosse, l’Italia del 2009 non si ritroverebbe ad affrontare una crisi politica che scade nel ridicolo, con un Presidente del Consiglio che  giudica il Parlamento pletorico e come un limite ai suoi poteri, che finisce su tutti i giornali per il rapporto non precisamente definito con l’adolescente Noemi Letizia, che finisce col dare spettacolo di sè anche nella stampa internazionale, con una ormai ex moglie che comunica i suoi stati d’animo tramite la stampa. L’Italia però non è solo Silvio Berlusconi. E’ troppe cose, questa Italia. E’ anche un’opposizione debole, incapace di contrastare la maggioranza in maniera adeguata e senza ricorrere a giochetti privi di utilità concreta, per tentare di acquisire maggiore credibilità, sempre pronta ad aspettare il passo falso del nemico per poi puntare il dito. Possibile che non esistano mezzi più efficaci?

Se così fosse, a Mosca non si parlerebbe del ripristino dell’impianto di altoparlanti risalenti al regime sovietico per entrare nuovamente e pienamente nelle vite dei cittadini e, forse, anche nelle case, a creare una sorta di situazione orwelliana.

Se così fosse, in Cina non si ricorrerebbe al web per rendere noti gli atti di brutalità e la realtà del popolo cinese. La rete si trasforma in un nuovo strumento di rivolta, una finestra aperta sul mondo per far conoscere a tutti quello che accade al di fuori delle nostre case, lontano dai nostri monitor e dalle nostre realtà ovattate.

Se così fosse, il governo di Cuba non tremerebbe per il blog di Yoani Sanchez, ormai divenuto simbolo di lotta contro il regime ed unico modo per difendere e diffondere le idee, in un paese in cui i cittadini sono autorizzati ad utilizzare i cellulari, computer e lettori dvd soltanto nel 2008, quando nel resto del mondo ci si è già stancati di averli intorno.

Se così fosse, Mugabe non festeggerebbe il suo compleanno circondandosi di lusso e sfarzo in un Paese, lo Zimbawe, tra i più poveri del mondo, con un tasso di inflazione che definire “disastroso” sarebbe soltanto un eufemismo. Oppure inviterebbe il suo popolo affamato alla sua tavola imbandita, oppure non c’è rispetto per l’umanità che dovrebbe contraddistinguerci, oppure mors tua vita mea, oppure dalla storia abbiamo imparato soltanto a fare sempre peggio, a distruggerci e a distruggere.

“You may say I’m a dreamer, but I’m not the only one.

I hope someday you’ll join us and the world we’ll be as one”. (Imagine – John Lennon)

Diventeremo democratici, diamoci tempo.

Written by sally

Rispondi