La politica italiana guarda sempre più al progresso. L’ultimo “risultato storico” giunge dal canale di Sicilia, dal quale sono stati respinti 227 emigranti clandestini provenienti dalla Libia e diretti a Lampedusa,  soccorsi e poi riportati a Tripoli da due motovedette della Guardia Costiera e una della Guardia di Finanza. La decisione è stata presa durante la notte, dopo una trattativa tra i due Paesi. Molto soddisfatto appare il ministro dell’Interno Roberto Maroni, parlando di una svolta della politica italiana nel contrasto all’immigrazione clandestina che, come ben sappiamo, da tempo è diventata ormai un problema spesso degenerato in casi di xenofobia. In accordo con Maroni si trova anche il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che ha dichiarato che l’Italia non dev’essere un paese multietnico, al contrario di quanto auspicato dalla sinistra.

Dalle naturali opposizioni sorte dalla vicenda, la risposta viene data è che, in pieno accordo con le disposizioni degli accordi europei ed internazionali, è stata offerta l’assistenza in mare, ma in Italia potranno entrare soltanto coloro che saranno in grado di chiedere il diritto d’asilo, in base a quanto previsto, appunto, dagli accordi e potrà essere respinto chi dovesse essere individuato al di fuori delle acque territoriali.
Il Presidente della Camera, Gianfranco Fini non è dell’idea che i respingimenti degli immigrati siano violazioni del diritto internazionale, ritiene necessario valutare se l’immigrato ha titolo per chiedere o meno il diritto d’asilo, ma si dissocia dalla questione sollevata da Berlusconi che riguarda la multietnicità del nostro Paese. A riguardo, risponde prontamente la Conferenza Episcopale Italiana (CEI), sostenendo che l’Italia è già un paese multietnico e multiculturale.
Il ministro degli Esteri Frattini parla del respingimento come di una linea da adottare in nome di una causa europea, poichè l’immigrazione ha assunto un certo peso in altri Paesi che non sono solo l’Italia o Malta, ma anche la Francia, la Germania o l’Olanda.
Maroni sostiene però che la linea adottata sia stata molto efficace ed oltre ad essere pienamente conforme a tutte le normative internazionali trova largo consenso tra la popolazione italiana.

L’unico largo consenso che io riscontro è quello della Lega, che gioisce delle decisioni prese da Berlusconi, con Umberto Bossi che commenta: “Stiamo facendo proseliti, le nostre idee camminano perché hanno gambe”.
Per il resto, i consensi che ne derivano sono la scontata ed inevitabile opposizione del PD,  dell’Italia dei Valori, Rifondazione, insomma da tutta la sinistra, oltre al Vaticano, già in parte menzionato con la CEI. Se vogliamo oltrepassare il confine, le lamentele arrivano dal Consiglio d’Europa, dal quale interviene direttamente il commissario per i diritti umani Thomas Hammarberg, e non manca l’ONU.
Dopo le provocazioni avanzate dalla Lega, accusata di razzismo in seguito alla possibilità di proporre all’ATM dei vagoni esclusivamente “milanesi” a causa dell’alta percentuale di presenza di extracomunitari e la  legge anti-kebab varata dal Consiglio regionale Lombardo, questo sembra essere un gesto ben più drastico che porta dritti sulla strada della xenofobia ed inoltre ricorda tempi che il popolo italiano di certo non vorrebbe veder tornare.
Nonostante l’immigrazione sia un problema serio e difficile da affrontare, è questa la strada giusta da intraprendere? E realmente gli italiani ritengono efficace la linea adottata dal ministro Maroni?
Chi si è preso cura dei 277 emigranti ritornati a Tripoli?
Affermare che l’Italia non sarà un paese multietnico oltre a cozzare con le idee di sinistra, sembra far ristagnare quei valori (chiamiamoli così) che avremmo voluto seppellire una volta per tutte. Non tornerà mica a galla il mito della razza? Ci ritroveremo nelle scuole gli insegnanti che, come Benigni ne “La vita è bella” ci spiegheranno la bellezza e l’importanza dell’ombelico italico, male che vada.

Ora ti respingo, dammi tempo.

Written by sally

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