L’Italia è caduta nella febbre del Texas Holdem. Sono bastati un paio di giorni a Sanremo, gli articoli di qualche giornale e l’apertura dei soliti telegiornali per far scoprire gli italiani tutti grandi amanti di questo gioco.
Ma, sarà vero?

Delle volte si ha l’impressione che certe “mode”, che certi modi di vendere le notizie nascondano la voglia di convincere tutti che in un modo o nell’altro sia tutto vero.

Quando eravamo bambini ci avevano insegnato che il poker, come tanti altri giochi che coinvolgono il denaro, poteva essere bello ma era sicuramente pericoloso. Poi, magicamente, in tanti hanno cominciato a pensare che il poker non fosse un gioco ma fosse uno sport, salutare come il nuoto e prestigioso come gli scacchi.

Certo, gli articoli che insegnano la strategia del poker e che spiegano come la fortuna giochi un ruolo molto marginale non si risparmiano, ma a volte riesce complesso pensare che ci si possa fidare completamente.

Quando poi si scopre che il governo, solo dalle licenze vendute alle sale da poker italiane, guadagna fior di milioni di euro, allora quello che era un semplice sospetto diventa un macigno difficile da digerire.
Per carità, il gioco è divertente ed è un buon passatempo, ma penso che il mondo abbia cose ben più serie da fare che mettersi a giocare ad Holdem, però un pensiero lo si fa sempre.
Ora gioco, dammi tempo.

Written by Jack

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