pieta-sedia-elettrica

La Pietà di Fryer

Cattedrale di Gap, Francia. L’esposizione della scultura di Cristo morto su una sedia elettrica genera polemica. L’opera è di Paul Fryer, artista britannico, intitolata “La Pietà” ed a proporla è stato lo stesso vescovo della diocesi Jean-Michel di Falco. Quest’ultimo ha dato la possibilità ai suoi fedeli di esprimere i loro pareri sul sito web della diocesi, e non tutti sono discordanti.

Secondo uno dei fedeli, la sedia elettrica sulla quale giace il Cristo de La Pietà di Fryer sarebbe l’equivalente moderno della croce dell’epoca romana, mentre secondo un altro, un messaggio così forte avrebbe riportato la sua attenzione sull’immagine principale, poichè «oggi entriamo in una chiesa senza neanche guardare Cristo sulla croce.» Secondo altri invece l’opera appare inappropriata per essere esposta il Venerdì Santo ed in particolar modo all’interno della Cattedrale.

La vicenda ricorda per certi aspetti quella di Bolzano, avvenuta l’anno scorso, quando al museo d’arte moderna Museion era stata esposta la rana crocifissa di Martin Kippenberger e poi prontamente occultata in seguito ad una serie di aspre proteste da parte del mondo ecclesiastico.

Si sa che in materia religiosa la polemica è inevitabile, ma la differenza tra Italia e Francia è che, per quanto scalpore abbia suscitato la nuova Pietà, l’opera non è stata censurata ed è stato dato largo spazio alle opinioni.

Tra i commenti dei lettori nei vari articoli trovati sul web, molti fanno riferimento a quello che avrebbe potuto suscitare un’opera del genere nel mondo islamico. Sicuramente l’artista sarebbe stato condannato a morte, come spesso è accaduto anche per delle semplici vignette. La domanda in cui vorrei racchiudere una serie di altri interrogativi, allora è:

Ma davvero l’arte non ha limiti?

Zuerst die Füße - La rana crocifissa di Kippenberger

Zuerst die Füße - La rana crocifissa di Kippenberger

Written by sally

1 Comment

Massimo

Si tratta di due opere cui sottostanno idee estetiche completamente differenti. Nell’opera di Fryer v’è l’esaltazione del valore religioso e civile della figura mitica del Cristo, riattualizzata in termini contemporanei e dunque rilanciata nella universalità intrinseca di cui si fa portatrice; al contrario la rana crocifissa di Kippenberger configura un processo poiesico ed estesico di decostruzione della dimensione misterica e dogmatica del Cristo al fine di disvelarne il costrutto mitico e favolistico dello stesso. Non paragonerei dunque i due lavori rispetto al riscontro avuto nel pubblico e nella gerarchia cattolica. Ovviamente sono state recepite diversamente.

Reply

Rispondi