Un anno fa dalla Scuola Superiore di Sant’Anna di Pisa giungeva la notizia che il pomodoro s’era rifatto il trucco. Il professor Pierdomenico Perata e i ricercatori del progetto Tom-anto l’hanno ottenuto senza alcuna tecnologia OGM.

Lo strano colore scuro presente sulla buccia del pomodoro, rinominato Black sun o Tomantho, è dovuto alla presenza di antociani, pigmenti colorati (presenti anche nei mirtilli, per esempio) che hanno come principale proprietà quella di essere antiossidanti e sono quindi una cura naturale contro l’invecchiamento e la formazione di radicali liberi. Il Sun black contiene in sè tutte le qualità del pomodoro comune, unite a quelle dell’uva nera e dei mirtilli. Il suo sapore non cambia, al contrario di quanto l’aspetto potrebbe far credere.

Attualmente sono stati depositati i primi due marchi comunitari «Sun black» e «Tomantho». I semi del pomodoro nero sono a disposizione e si possono coltivare come quelli dei normali pomodori rossi. Il Black Sun non si deve confondere con il pomodoro nero di Crimea, anch’esso ricco di antiossidanti, in particolare del licopene, il quale compie attività di prevenzione dei tumori e riduce il rischio di cancro alla prostata nell’uomo.

L’innovazione presente nel Black sun è data appunto dagli antociani e l’importanza di non essere stato prodotto con tecnologie OGM. Insomma… provare per credere!

Written by sally

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