Nel 1957, nel celeberrimo “On the road” Jack Kerouac scriveva: Per me l’unica gente possibile sono i pazzi, quelli che sono pazzi di vita, pazzi per parlare, pazzi per essere salvati, vogliosi d’ogni cosa allo stesso tempo, quelli che mai sbadigliano o dicono un luogo comune, ma bruciano, bruciano, bruciano come favolosi fuochi artificiali che esplodono tra le stelle e nel mezzo si vede la luce azzurra dello scoppio centrale e tutti fanno “oooh!”

Pazzi - Camicia di Forza

Non tutti e non sempre l’hanno pensata così. Specialmente a partire dal XIV secolo, con la nascita dell’ospedale psichiatrico, comunemente chiamato manicomio, nel quale venivano rinchiusi tutti quegli individui etichettati come mentalmente insani. I motivi per i quali venivano internati erano, inizialmente, i più svariati. Al giorno d’oggi potrebbe apparire assurdo sapere che un libero pensatore, un omosessuale o un alcolizzato era destinato alla tortura all’interno di un manicomio, ma non dovrebbe stupire poi più di tanto se si pensa alla Germania di Hitler, all’Unione Sovietica o alla Cina Comunista, che a distanza di secoli hanno discriminato omosessuali e liberi pensatori praticando torture che di poco si allontanavano da quelle messe in atto all’interno dei manicomi nel 1600, credute allora delle efficaci cure psichiatriche.

Mi sono recata ieri alla mostra multimediale Psichiatria, un viaggio senza ritorno, organizzata dal CCDU (Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani), organizzazione fondata in Italia nel 1979 per denunciare le violazioni dei diritti fondamentali dell’uomo compiute dalla psichiatria nel campo della salute mentale.

La mostra si è rivelata estremamente interessante, presentava 15 documentari riguardanti la storia della psichiatria, che ne denunciavano le ingiustizie commesse nel corso del tempo in nome della ricerca e del guadagno.

La storia della psichiatria parte dalla nascita dei manicomi, come quello di Bethlem a Londra, nel quale i pazienti diventavano fenomeni da baraccone, e venivano incatenati e maltrattati, per poi percorrere le tappe fondamentali della medicina fino ad arrivare ai giorni nostri e passando per nomi importanti, come quello di Benjamin Rush, considerato il padre fondatore della psichiatria. Inoltre, vorrei citare, in ordine non cronologico, il comportamentismo di Skinner, che arrivò ad usare sua figlia per i propri esperimenti nella Skinner box; la lobotomia di Moniz, poi perfezionata da Freeman e Watts, le “vite indegne di vita” secondo il pensiero di Hoche, la scoperta e la diffusione della pratica dell’elettroshock di Cerletti e Bini.

Oltre a parlare della storia della psichiatria, passando inevitabilmente per le pratiche eugenetiche, i documentari fanno molta attenzione allo stretto collegamento che c’è tra psichiatri (americani, nella fattispecie) e case farmaceutiche, nonché sul grave problema in cui riversano i bambini americani sulla diagnosi della sindrome da deficit di attenzione e iperattività, meglio nota come ADHD o ADD e per la quale milioni di bambini sono sottoposti a cure psichiatriche che li danneggiano, fino a portarli spesso al suicidio o a renderci spettatori di spiacevoli fatti di cronaca.

(Venerdì, 3 aprile 2009, alle ore 17.30 presso la Sala Presidenziale, alla Stazione Santa Maria Novella (Firenze) si terrà un Convegno sull’argomento: Dove sta andando la scuola?)

Insomma, l’attacco al mondo della Psichiatria è molto duro. Mentre continuo a fissare il monitor noto il continuo sottolineare lo stretto collegamento tra psichiatri e case farmaceutiche, poi il mio sguardo cade su uno dei pannelli dove sono raffigurate le facce di alcuni personaggi famosi, tra i quali Marilyn Monroe, Kurt Cobain, Ernest Hemigway. Riguarda le limitazioni della creatività causate dall’uso di psicofarmaci e dalle sedute di elettroshock. In alto c’è proprio una frase di Ernest, che di elettroshock ne sapeva qualcosa e di suicidio ne seppe altrettanto:Che senso ha avuto distruggere la mia mente e cancellare la mia memoria, che costituiscono il mio capitale, e senza di loro sono disoccupato?E’ stata un’ottima cura, ma abbiamo perso il paziente.

La ragazza all’ingresso ci chiede di firmare una petizione contro l’elettroshock in Italia e ci spiega che anche qui vorrebbero cercare di introdurre i test per poter somministrare farmaci ai bambini per l’ADD. Siamo un attimino confusi. Tutta colpa dell’ultimo video. Bisogna fare un piccolo passo indietro, al CCDU.

Il CCDU è l’emanazione italiana della CCHR (Commission for Human Rights) fondata nel 1969 negli USA dal Dott. Thomas Szasz. Ecco chi era quel dottore col nome strano che appariva sempre in video a contestare tutti gli psichiatri. Il dottor Szasz è Professore Emerito di Psichiatria all’Università di Syracuse, nello Stato di New York e fa parte della Chiesa di Scientology.

E’ guerra aperta tra Scientology e psichiatria. Quest’ultima è considerata una pseudo-scienza che vuole schiavizzare le masse mentre il movimento di Scientology, insieme alle varie associazioni ad esso legate, si propone come salvatore e accusa gli psichiatri di prescrivere farmaci sulla base di diagnosi inventate con il solo scopo di permettere alle case farmaceutiche di vendere i loro prodotti ed arricchirsi sulle spalle dei pazienti. Nascono così i dibattiti con l’APA (American Psichiatric Association) e si aprono discussioni talmente vaste che questo post non basterebbe a parlarne adeguatamente e non vorrei annoiare.

Ritengo che l’elettroshock sia una pratica disumana così come la lobotomia e che i bambini non debbano assumere psicofarmaci. Mi rifaccio ai Blink 182: what the hell is ADD? Un bambino è irrequieto e tende a distrarsi perchè è un bambino, gioca, non pensa a studiare, e non perchè è malato. Senza usare troppi “forse”, gli esseri umani nel corso della storia sono stati usati come cavie tanto quanto gli animali negli esperimenti scientifici e pensare all’elettroshock come cura per la depressione post-parto è un’immagine assolutamente ripugnante, insieme a tante altre.

Ma Scientology è il movimento che crede nei viaggi extra-corporei di Hubbard (fondatore del movimento) per l’universo e negli spazioplani di Xenu.

La mia firma su quella petizione non c’è stata. Ritenevo più opportuno avere informazioni corrette e in base alla mia opinione nessuno riusciva ad avere ragione.

Per concludere non potevo non citare Randall Mc Murphy (Jack Nicholson), da “Qualcuno volò sul nido del cuculo” di Milos Forman, 1975.

Ma credete veramente di essere pazzi? Davvero? Invece no, voi non siete più pazzi della media dei coglioni che vanno in giro per la strada, ve lo dico io!

Sicuramente non più di Hubbard, possa riposare in pace, da qualche parte nella galassia.

Un Pazzo Fumetto un pò storto

Un Pazzo Fumetto un pò storto

Written by sally

2 Comments

Giovanni

Szasz comunque che io ne sappia non fa parte di Scientology, ha solo collaborato con loro per fini comuni.

Reply
Sally

No, non ne è membro, ma ne condivide l’operato, ha co-fondato con Scientology il CCHR (Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani), mi sembrano elementi sufficienti 😉
Saranno pure fini comuni, ma sono comuni a quelli di Scientology.

Reply

Rispondi