Siamo nel 2009 e purtroppo ci aspetteremmo di non leggere più determinate notizie che, stranamente, per motivi culturali o (forse peggio) di interesse, ritroviamo in abbondanza tra le pagine dei quotidiani, siano essi virtuali o meno.

La notizia in questione riguarda una legge che sarebbe stata approvata dal governo afghano, e che prevede la possibilità del marito di obbligare la moglie a concedersi senza opporre resistenza, oltre ad imporre alle donne una serie di restrizioni che hanno suscitato opposizione e critiche da ogni parte del mondo.

Il presidente Hamid Karzai avrebbe elaborato la legge per ottenere i consensi della minoranza sciita presente in Afghanistan, ritenuta fondamentale per le prossime elezioni presidenziali che si terranno ad agosto. La scelta del presidente, però, oltre a favorire la minoranza sciita, trova la netta opposizione dei sunniti, nonchè del codice civile afghano e dello stesso diritto internazionale.

Il ministro degli esteri Frattini interviene, chiedendo maggiori chiarimenti, poichè non può essere approvata una legge che mortifichi il ruolo delle donne nella società.

Nel mondo della politica la notizia provoca anche la reazione di Hillary Clinton, la quale sottolinea l’importanza dei diritti delle donne in Afghanistan, in occasione della Conferenza dell’Aja, tenutasi lo scorso 31 marzo. Per ottenere dei risultati positivi in un paese come l’Afghanistan, è di fondamentale importanza compiere dei passi verso la riconciliazione. Il messaggio è chiaro.

Una legge che opprima ulteriormente le donne e ne sminuisca il ruolo all’interno della società, non consentirebbe un vero e proprio sviluppo del paese.

Dall’Afghanistan il ministero della giustizia conferma che il presidente Karzai ha firmato la legge, ma che il testo verrà pubblicato solo dopo la risoluzione di alcuni “problemi tecnici“. Speriamo che i problemi tecnici da risolvere riguardino proprio il ruolo delle donna all’interno della società, che possano decidere di non concedersi, di uscire di casa quando ne sentono il bisogno, di andare dal medico, di educare i figli che mettono al mondo, di poter lavorare e di non essere considerate dei contenitori di sperma o degli accessori wireless.

Intanto in Italia si dimostra solidarietà alle donne oppresse organizzando una fiaccolata a Montecitorio. Basterà qualche fiaccola per farle stare meglio?

Written by sally

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