La notizia risale ormai al 24 febbraio, ma al momento della sua uscita ha sollevato molte critiche, seppure sia anche stata largamente approvata.

Si tratta dell’articolo di Alessandro Baricco uscito su Repubblica, che dichiara: basta soldi pubblici al teatro. Meglio puntare su scuola e tv per rialzare il livello culturale del nostro Paese. In un momento in cui l’Italia deve far fronte alla crisi economica e al crollo dei valori e delle fondamenta della cultura, Baricco ritiene importante riuscire a trovare la strada migliore per far sì che non si perdano i principi morali  e la giusta informazione.

L’epoca in cui si parla di “intelligenza di massa” è però quella in cui l’intervento pubblico è ancora riservato a campi ristretti. Per cui il noto scrittore propone come obiettivo lo spostamento del denaro pubblico nella scuola e nella televisione, visti come i mezzi migliori per l’istruzione di massa, volti alla formazione di un pubblico “consapevole, colto e moderno“.

L’articolo ha suscitato non poche polemiche, in particolar modo in campo teatrale. Il giorno successivo a quella che è stata definita una “bomba culturale”, sempre in un articolo pubblicato su Repubblica, replicano vari esponenti del teatro e dell’opera, quali Sergio Escobar, Luca Barbareschi, Lella Costa e Paolo Sorrentino. La riflessione trova invece l’approvazione del direttore d’orchestra Riccardo Muti, che sostiene invece che gli sprechi ci sono, così come lo sostengono molti  dei commentatori dell’articolo di Baricco.

Il Paese si divide a metà, così come lo stesso mondo teatrale. C’è chi sostiene che realmente i costi vadano contenuti e che l’idea di Baricco potrebbe essere seriamente presa in considerazione e chi invece la considera troppo drastica e ritiene più opportuno revisionare il sistema dello spettacolo italiano, come Luca Barbareschi.

E nella polemica, sorge un’altra polemica.

Perchè è proprio Baricco ad alzare il polverone, dopo essere stato lui stesso a trarre benefici dal teatro?

Concludo riportando un commento all’articolo del 24/02 (pg.5) e lascio a voi l’ardua sentenza.

“Illustre professore, faccia un gesto elegante e meritorio: restituisca il denaro pubblico da lei incassato, direttamente o indirettamente, negli ultimi 25 anni. Si tratta, senz’altro, di una percentuale del PIL decisamente irrisoria rispetto a quella, già di per sé ridicola e mal spesa, che ogni anno è destinata al fus ma …”

Written by sally

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