Ora Muoio, Dammi Tempo

I morti sanno soltanto una cosa: che è meglio essere vivi.

Primo maggio: siete dei poveri comunisti!

Tags: , , , , ,

Primo maggio: quello che per gli italiani è solamente un concerto in piazza San Giovanni per ubriacarsi e cantare Bella Ciao alla faccia del suo significato, in realtà è frutto di anni di sconfitte e lotte.

E noi italiani, dovremmo apprezzare maggiormente questa data, la Festa del Lavoro negli anni del fascismo è stata soppressa (spostata al 21 aprile, con il Natale di Roma), perché da molti considerata di matrice socialista. Ed anche se è vero che di mezzo c’è la Seconda Internazionale, è anche vero che gli operai non necessariamente hanno un colore, ma devono avere dei diritti, da qualunque parte essi vogliano stare.

Il primo maggio in Italia, dovrebbe essere ricordato anche per la prima Strage di Stato a Portella della Ginestra (Palermo). Era l’1 maggio del 1947, duemila lavoratori festeggiavano il primo maggio e manifestavano contro il latifondismo, ma la mafia agraria adottò il terrorismo per sopprimere la voglia di riscatto dei contadini siciliani. Un evento significativo, dal 1947 ad oggi, è cambiato, purtroppo, molto poco.

LA STRAGE DI PORTELLA DELLA GINESTRA

Ora ti bombardo, dammi tempo: la carta delle Nazioni Unite

Tags: , , , , , , , , , ,

Ci sono alcuni documenti, alcune Convenzioni e trattati che uno studente di diritto internazionale dovrebbe conoscere a memoria e che deve ritenere sacri come fossero la Bibbia. Secondo il mio opinabile parere, certi documenti, certe Convenzioni e trattati, dovrebbero essere resi noti a tutti obbligatoriamente, e non solo a coloro che decidono di studiare, perché le nostre vite, burocraticamente, socialmente, psicologicamente, pragmaticamente e bellicosamente parlando, dipendono da quei pezzi di carta, le cui parole, spesso e volentieri, vengono girate e rigirate fino ad ottenere il senso voluto.

In questi giorni la comunità internazionale sta offrendoci uno spettacolo di quelli che non si vedevano da anni e le parole che vengono pronunciate più spesso sono “missione sotto l’egida dell’ONU“. Ma che cos’è l’ONU e quali sono i suoi compiti, i suoi doveri?

Nata dalla Carta di San Francisco il 26 giugno 1945, l’Organizzazione delle Nazioni Unite, come ogni organizzazione che si rispetti, è dotata di uno statuto, che ne spiega le funzioni e quindi ne motiva l’esistenza. Il preambolo della Carta delle Nazioni Unite, recita che i popoli delle Nazioni Unite sono “decisi (corsivo originale) a salvare le future generazioni dal flagello della guerra“. Teniamo in considerazione l’anno di nascita dell’associazione, il 1945. La comunità internazionale, proprio come accadde con la nascita della Società delle Nazioni tempo prima, era più intenzionata che mai a far cessare la guerra una volta per tutte. Diciamo anche che i presupposti affinché ciò accadesse erano un po’ campati in aria, se consideriamo che il 6 agosto dello stesso anno, gli Stati Uniti sganciavano un “Little Boy” su Hiroshima e, non contenti, successivamente un “Fat Man” su Nagasaki. Alla faccia delle buone intenzioni.

La Carta (vi invito a leggerla, cliccando qui) è adorna di bellissime parole, sognanti e pacifiste: uguaglianza, solidarietà, tolleranza. L’attacco armato, sia per quanto riguarda l’ONU che le norme generali di diritto internazionale, deve essere preceduto da tutte le azioni coercitive possibili che possano escludere l’uso della forza. Il problema è che le potenze fremevano, avevano delle bombe in più in magazzino e Gheddafi, diciamolo, aveva anche un po’ stancato. Quindi via con la “missione“. Questa volta non la chiamano “missione di pace”, nessuno ha parlato di “peace keeping”, “peace enforcement”, “caschi blu”, ma tutti pronunciano la parola guerra solo per negarne l’esistenza. Un po’ come quando si parla della mafia. Questa non è una guerra, che sia chiaro. E’ una missione. Stiamo salvando la Libia. Tanto Gheddafi mente. Non c’è tolleranza o norma che tenga, bisogna attaccare, anche se chiede il cessate il fuoco, sta bluffando. Come in una partita di Risiko, quindi t’attacco.

Vorrei far presente che i primi ad accogliere il dittatore libico a braccia aperte, sborsando fior fior di euro per garantirgli ogni comodità, sono stati proprio quelli che hanno deciso di prendere parte alla missione per primi. Francia e Italia, determinate come non mai a difendere il loro caro Mediterraneo, mentre dagli USA il presidente Obama, quello pacifista, quello delle promesse e della fine di ogni conflitto, tiene i fili di questi burattini e li muove, qua e là, tanto gli eroi, che bombardino oppure no, hanno sempre la faccia a stelle e strisce. Ora ti bombardo, dammi tempo.

La fine del mondo è il 21 maggio 2011: parola di Harold Camping

Tags: , , , , , , , , , ,

Ora muoio: dammi tempo fino al 21 maggio. E’ proprio il caso di dirlo, ora che un altro geniaccio del calcolo ha rivelato la data di morte globale, il più grande quesito esistenziale dopo “è nato prima l’uovo o la gallina?”. Sono secoli che questo dubbio ci attanaglia, quand’è che siamo destinati a morire tutti? Faremo in tempo a ritirare il vestito di Capodanno in lavanderia e metterlo nell’armadio con l’anti-tarme? Riusciremo a realizzare tutti i desideri della nostra lista? Riuscirò mai ad indossare un Lines è? Chi può saperlo, da qui a maggio il tempo non è che sia poi così tanto.

La Bibbia smentisce totalmente la previsione dei Maya che ci spaventa ormai da diversi anni. Allo scoccare della mezzanotte, non appena siamo entrati nel 2011, abbiamo avvertito tutti un lungo brivido lungo la schiena. Dobbiamo sbizzarrirci, ci resta ben poco da vivere, i Maya predicono come data finale il 21 dicembre 2012.

Ma poi arriva un certo Harold Camping ed infrange ogni illusione possibile: di qui a 5 mesi saremo tutti richiamati al cospetto del Grande Capo. Io ormai non ho più alcun dubbio, i segnali sono evidenti: Lula non ci manda indietro Cesare Battisti, Silvio Berlusconi salva i colibrì e parla ancora di comunisti, le tortorelle e i corvi muoiono e piovono dal cielo come nulla fosse di qua e di là dal mare, le veline vengono considerate delle ballerine professioniste e le labbra di Alba Parietti sono sempre più gonfie. Esploderemo tutti, diamoci tempo.  Non si può contraddire la teoria di Camping, nonostante il flop sia già arrivato in passato (nel 1994 predisse una data sbagliata, giustificandola come un errore di calcolo).

Questo pover’uomo si diletta da settanta anni (mica da ieri) a studiare la Bibbia, a mettere insieme una serie di elementi producendo un gran minestrone di calcoli che secondo lui indicherebbero la data di fine mondo. Ma perché tutta ‘sta fretta di andarsene, poi? Prima ci lamentiamo che la vita è breve e poi ci ammazziamo per trovare una data certa per la fine? E quando la fine arriverà davvero, oltre ai colibrì, Silvio Berlusconi salverà anche noi? Dio gli ha affidato un’arca?

Il giorno del giudizio universale è fissato per il 21 maggio 2011: uomini e donne, sbarbatevi a modo, non fatevi cogliere impreparati. Ma questo sarebbe solo l’assaggio perché gli Angeli dell’Apocalisse se la prenderanno comoda fino al 21 ottobre successivo. Sempre di 2011 si parla, paura e delirio si diffonderanno nel mondo, il grande fuoco ci brucerà tutti.

C’è quasi da sperarlo, a dirla tutta. Cinque mesi di tempo per fare tutto quello che avreste sempre voluto fare, tanto prima o poi vi tocca comunque.

Cliccare qui per informazioni meno simpatiche.

In memoria di Peppino Impastato

Tags: , , , , , ,

Giuseppe Impastato

Cinisi, 5 gennaio 1948 – 9 maggio 1978

Sud, questo sconosciuto

Tags: , , , , , , , ,

L’Italia pre-invasione dei Mille era spezzata in due. Un Nord che iniziava a proliferare, nascevano i primi centri industriali e le città si popolavano, se ci fosse stato Bossi all’epoca avrebbe potuto elogiare i frutti della terra padana, motore dello stivale. A Sud c’erano i briganti ma non c’erano le strade. Si parlava di barbarie e a dire il vero, gran parte dell’Italia non sapeva cosa ci fosse a Sud. Era come se vi fosse, da un certo punto in poi, l’ingresso per l’inferno, luoghi inaccessibili e condizioni di vita sconosciute anche ai personaggi politici. Cristo che si fermava a Eboli, e forse era già andato troppo in là.

Poi è arrivato un omino di nome Garibaldi ed ha messo insieme le due cose, se ci fosse stato Bossi all’epoca, sarebbe stato particolarmente stizzito dal gesto del Beppe, pensate che a distanza di secoli lo è ancora e non ha nemmeno visto com’è andata.

Dal 1860 al 2010 non è cambiato poi tanto. L’Italia è divisa in due, il Nord continua ad andare per la sua strada, al Sud le strade ancora non ci sono, o meglio, non ci sono più. E parliamo di strade in senso materiale, ma anche in senso metaforico. Quelle che ci sono, vanno via. Quelle che non vanno via, te le tolgono. Basta un po’ di pioggia per disagiare un’intera regione, eppure non se ne preoccupa nessuno, lo Stato latita nel momento del bisogno, ma chissà perché ad espiare le colpe della politica italiana è sempre e solo il malfamato Sud. Non piace da nessuna angolazione, tant’è che ci vogliono levare pure i treni, così è sicuro che non andiamo ad invadere la terra buona, che dell’immigrazione ci siamo stancati un po’ tutti.

I Siciliani magari per arrivare a Roma prenderanno un taxi, un traghetto, e poi un altro taxi, perché tanto le Ferrovie dello Stato hanno deciso che di treni laggiù non ne servono. Non pensate sia davvero ridicolo che per andare da Gioia Tauro a Bari ci metta otto ore e debba cambiare tre treni? E’ lo stesso tempo che ci metto per andare a Firenze e con un solo treno o, male che vada, cambio a Roma e da lì è una passeggiata.

Come in tutti i luoghi abbandonati, le case vecchie, diroccate, quelle di campagna, poi, arrivano i topi. I topi del Sud sono un male che sembra essere inestirpabile, ci dicono che dobbiamo combatterlo con determinazione, ma se ci tolgono ogni mezzo per poter reagire, se ci indeboliscono, saranno i topi a prendere il sopravvento. O lo hanno fatto già. E noi non abbiamo il veleno buono per farli fuori.

Oggi voglio ringraziare lo Stato per la sua presenza costante nel Meridione, per tutti i problemi risolti. Ringrazio Silvio Berlusconi, il miglior Presidente del Consiglio degli ultimi 150 anni capace di fare miracoli, insieme al suo Governo, di aver combattuto assiduamente la mafia raggiungendo progressi inaspettati, di aver levato il fango dalle strade, di averle ripristinate e rese agibili anche sotto il temporale, ringrazio le Ferrovie dello Stato che ci tolgono una corsa per volta, in modo tale da facilitare il viaggio verso Nord. Ma forse questo Nord, questo Paese dei Balocchi dove tutto funziona e la mafia non esiste, noi del Sud non ce lo meritiamo. Noi siamo il cancro del Paese, e pertanto siamo destinati a sguazzare, letteralmente, nel fango. Grazie, Italia.

Pier Paolo Pasolini seppellito dal Bunga Bunga

Tags: , , , , ,

Il 2 novembre 1975 moriva Pier Paolo Pasolini, ma il 2 novembre 2010 non se n’è ricordato nessuno, perché Ruby Rubacuori era diventata maggiorenne il giorno prima e c’erano questioni più importanti da affrontare.

Pier Paolo Pasolini

Pasolini aveva capito tutto, per questo motivo possiamo dichiarare, ad oggi, il decesso cerebrale dell’Italia, che preferisce eliminare i Pasolini, piuttosto che far crescere il Paese.

Sapeva ma non aveva le prove, noi sappiamo e ci va bene così. Grazie, Pier Paolo Pasolini, di averci almeno provato, l’Italia non ti meritava, non ti ha mai meritato.


(Questo post è stato scritto in ritardo per mancanza di tempo e non per dimenticanza)

Immagina John Lennon ancora qui con noi

Tags: , , , , , , ,

In realtà non se n’è mai andato.

John Lennon: 9 ottobre 1940 – 2010

Immagina che non esista il paradiso,
è facile se provi,
nessun inferno sotto di noi,
sopra di noi solo il cielo.
Immagina tutta la gente
vivere per il presente.
Immagina che non esistano frontiere,
non è difficile da fare,
nessuno per cui uccidere o morire
e nessuna religione.
Immagina tutta la gente
vivere una vita in pace.
Puoi darmi del sognatore,
ma non sono il solo.
Spero che un giorno
tu ti unirai a noi e il mondo sarà unito.
Immagina che non ci siano ricchezze,
mi meraviglierei se tu ci riuscissi,
né avidità né cupidigia,
una fratellanza di uomini.
Immagina che tutta la gente
si divida tutto il mondo.
Spero che un giorno
tu ti unirai a noi e il mondo vivrà unito.

Charlie Brown e i Peanuts compiono sessant’anni

Tags: , , , , , ,

Lo sai che ci sono più di due miliardi di persone al mondo? E nemmeno una di loro mi apprezza! E… lo sai cos’è ancora peggio? Che con il continuo aumento della popolazione, io divento impopolare ogni giorno di più! (Charlie Brown)

Charlie Brown e Snoopy

Charlie Brown e i Peanuts sono nati il 2 ottobre 1950 da Charles Monroe Schulz.

New York 11 settembre 2001: Molto forte, incredibilmente vicino

Tags: , , , , , , , , ,

L’attacco alle Torri Gemelle è stata una vera e propria svolta nella storia della politica mondiale, e non solo politica. Pensate a quanto e quante vite sono cambiate quel giorno. Molti e differenti sono stati gli spunti per opere cinematografiche e letterarie, tra queste “Molto forte, incredibilmente vicino“, libro di Jonathan Safran Foer (Ogni cosa è illuminata) che presto diventerà un film.

New York, 11 settembre 2001

Si tratta del secondo romanzo dello scrittore, il protagonista è il piccolo Oskar, un bambino newyorkese di nove anni che deve affrontare l’improvvisa scomparsa del padre. Tra invenzioni e curiosità, si attacca a tutto quello che ha per non perdere il ricordo di suo padre , soprattutto ad una chiave trovata nel suo armadio, che gli permette di mettersi in cerca della serratura giusta, alla scoperta di risorse ed indizi che gli lasceranno inevitabilmente qualcosa dentro. Il racconto dell’attentato visto dagli occhi ingenui di un bambino, alternato alle vite dei nonni e all’orrore della Seconda Guerra Mondiale, due epoche diverse, due esperienze forti, ma incredibilmente vicine. La scrittura scorrevole e la genialità e l’irriverenza di uno dei più grandi scrittori contemporanei, un libro da non perdere.

In occasione dell’anniversario dell’attentato, ci tengo a citare un pezzo del libro, che amo particolarmente, per rendere omaggio alle vittime ed ai loro cari che non le hanno viste più tornare a casa, vittime anch’essi.

“E inventare dei grattacieli per i morti, costruiti verso il basso? Potrebbero star sotto i grattacieli per i vivi, che sono costruiti verso l’alto. Si potrebbe seppellire la gente cento piani nella terra, e ci sarebbe tutto un mondo morto sotto quello vivo. A volte penso che sarebbe pazzesco se ci fosse un grattacielo che va su e giù mentre il suo ascensore resta fermo. Per esempio, se vuoi andare al novantacinquesimo piano, basta che schiacci il tasto 95 e il novantacinquesimo viene da te. Sarebbe anche utile al massimo perchè se sei al novantacinquesimo piano e un aereo si schianta sotto di te, il palazzo ti può portare a terra, e tutti si salverebbero anche se quel giorno avessero lasciato a casa la camicia di becchime”.

Ora vado a Cuba, dammi tempo

Tags: , , , , , , ,

Cito il titolo da Repubblica.it:

Cuba, l’ultima scossa di Fidel “Il socialismo non funziona”.

Commento: meglio tardi che mai.

© 2009 Ora Muoio, Dammi Tempo. All Rights Reserved.

This blog is powered by Wordpress and Magatheme by Bryan Helmig.