Ora Muoio, Dammi Tempo

I morti sanno soltanto una cosa: che è meglio essere vivi.

L’elenco di come il Premier Silvio Berlusconi definisce gli altri

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E’ tempo di liste, non di quelle elettorali, ma di elenchi che indicano qualcosa, come ci ha insegnato “Vieni Via Con Me”. Noi di Ora Muoio Dammi Tempo sicuramente alla trasmissione di Fabio Fazio e Roberto Saviano non ci arriveremo mai, ma vogliamo pubblicare il nostro, quello dei titoli, degli appellativi e dei modi in cui il nostro Premier Silvio Berlusconi ha chiamato ed identificato gli avversari politici, i presentatori, le persone comuni, i suoi contestatori, i concorrenti, gli amici e i nemici.

  • Comunisti
  • Mistificatori
  • Gay
  • Catto-Comunisti
  • Giovane, Bello e Abbronzato
  • Coglioni
  • Pletorico
  • Più Bella che intelligente
  • Matti
  • Sovvertitori
  • Cornuto
  • Antidemocratici
  • Matto
  • Cancro
  • Disturbati Mentali
  • Gelosi
  • Troppo intelligente per essere un mafioso
  • Menzogneri
  • Creatori di menzogna
  • Corrotti
  • Magistrati rossi
  • Magistrati di sinistra
  • Prepotenti

Tutti sono rinvenibili in rete o nei vari quotidiani usciti in edicola negli ultimi anni, sicuramente ce ne saranno tanti altri che abbiamo dimenticato, ma siamo certi di come questi già bastino.

Giornata mondiale dei diritti dei bambini per il logo di Google

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Nonostante liste e liste di diritti che dovrebbero spettare loro, non tutti i bambini possono essere davvero bambini. Sensibilizzare le masse, però, è un piccolo passo verso la strada del miglioramento.

Logo di Google

Ci sono convenzioni che vincolano gli Stati che le ratificano, contenenti le leggi sui diritti fondamentali dell’infanzia che, come spesso accade a molti altri diritti, vengono calpestati, ma:

I bambini hanno diritto al nome, tramite la registrazione all’anagrafe subito dopo la nascita, nonché alla nazionalità (art.7), hanno il diritto di avere un’istruzione (art. 28 e 29), quello di giocare (art. 31) e quello di essere tutelati da tutte le forme di abuso (art. 34).

Noi vogliamo che questi diritti siano rispettati in tutto il mondo, senza che vi sia l’effettivo bisogno di vincolare uno Stato tramite una Convenzione, i bambini devono essere tutelati sempre e comunque.

Come già fatto su CineZapping, in occasione dell’iniziativa che si è diffusa su Facebook, vi invitiamo ad informarvi sulla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia, sappiamo benissimo che la cultura e l’informazione sono strumenti potentissimi e mai come adesso questi strumenti sono stati così indispensabili. Informatevi, informatevi, informatevi.

Sud, questo sconosciuto

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L’Italia pre-invasione dei Mille era spezzata in due. Un Nord che iniziava a proliferare, nascevano i primi centri industriali e le città si popolavano, se ci fosse stato Bossi all’epoca avrebbe potuto elogiare i frutti della terra padana, motore dello stivale. A Sud c’erano i briganti ma non c’erano le strade. Si parlava di barbarie e a dire il vero, gran parte dell’Italia non sapeva cosa ci fosse a Sud. Era come se vi fosse, da un certo punto in poi, l’ingresso per l’inferno, luoghi inaccessibili e condizioni di vita sconosciute anche ai personaggi politici. Cristo che si fermava a Eboli, e forse era già andato troppo in là.

Poi è arrivato un omino di nome Garibaldi ed ha messo insieme le due cose, se ci fosse stato Bossi all’epoca, sarebbe stato particolarmente stizzito dal gesto del Beppe, pensate che a distanza di secoli lo è ancora e non ha nemmeno visto com’è andata.

Dal 1860 al 2010 non è cambiato poi tanto. L’Italia è divisa in due, il Nord continua ad andare per la sua strada, al Sud le strade ancora non ci sono, o meglio, non ci sono più. E parliamo di strade in senso materiale, ma anche in senso metaforico. Quelle che ci sono, vanno via. Quelle che non vanno via, te le tolgono. Basta un po’ di pioggia per disagiare un’intera regione, eppure non se ne preoccupa nessuno, lo Stato latita nel momento del bisogno, ma chissà perché ad espiare le colpe della politica italiana è sempre e solo il malfamato Sud. Non piace da nessuna angolazione, tant’è che ci vogliono levare pure i treni, così è sicuro che non andiamo ad invadere la terra buona, che dell’immigrazione ci siamo stancati un po’ tutti.

I Siciliani magari per arrivare a Roma prenderanno un taxi, un traghetto, e poi un altro taxi, perché tanto le Ferrovie dello Stato hanno deciso che di treni laggiù non ne servono. Non pensate sia davvero ridicolo che per andare da Gioia Tauro a Bari ci metta otto ore e debba cambiare tre treni? E’ lo stesso tempo che ci metto per andare a Firenze e con un solo treno o, male che vada, cambio a Roma e da lì è una passeggiata.

Come in tutti i luoghi abbandonati, le case vecchie, diroccate, quelle di campagna, poi, arrivano i topi. I topi del Sud sono un male che sembra essere inestirpabile, ci dicono che dobbiamo combatterlo con determinazione, ma se ci tolgono ogni mezzo per poter reagire, se ci indeboliscono, saranno i topi a prendere il sopravvento. O lo hanno fatto già. E noi non abbiamo il veleno buono per farli fuori.

Oggi voglio ringraziare lo Stato per la sua presenza costante nel Meridione, per tutti i problemi risolti. Ringrazio Silvio Berlusconi, il miglior Presidente del Consiglio degli ultimi 150 anni capace di fare miracoli, insieme al suo Governo, di aver combattuto assiduamente la mafia raggiungendo progressi inaspettati, di aver levato il fango dalle strade, di averle ripristinate e rese agibili anche sotto il temporale, ringrazio le Ferrovie dello Stato che ci tolgono una corsa per volta, in modo tale da facilitare il viaggio verso Nord. Ma forse questo Nord, questo Paese dei Balocchi dove tutto funziona e la mafia non esiste, noi del Sud non ce lo meritiamo. Noi siamo il cancro del Paese, e pertanto siamo destinati a sguazzare, letteralmente, nel fango. Grazie, Italia.

Caro Il Giornale.it

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Caro il giornale.it,

questa volta devo proprio dirlo che come scrivi a sproposito tu nessuno mai. Io sono una persona che un tempo aveva sognato di diventare giornalista, ma la mia idea di giornalismo si avvicinava più a quella di gente come Tiziano Terzani, e poi ogni cosa è sfumata perché il mio quotidiano è circondato da articoli scritti da gente come quella che lavora per ilgiornale.it, che significa circondato dal nulla.


[Ieri sera Fabio Fazio e Roberto Saviano hanno fatto una cosa straordinaria, sono riusciti a distogliere gran parte d'Italia dallo svuotamento cerebrale che ogni lunedì sera va in onda su Canale 5 e che non nominiamo per non inserire troppi pessimi elementi in questo post (ho già scritto Il Giornale e Canale 5).

L'unica argomentazione che oggi il giornale ha per screditare "Vieni via con me" è quella economica, ha fatto i conti in tasca al programma più che basarsi sui contenuti concreti, che non nega però di non aver apprezzato. Impossibile apprezzare il fatto che si aprano gli occhi della gente e si parli di decadenza della democrazia quando siamo tutti liberi di esprimere la nostra opinione e abbiamo un angioletto di presidente del consiglio e giornalisti dalla indicibile bravura che ci raccontano solo la verità nuda e cruda.

Le argomentazioni del programma vengono ridicolizzate, da Fazio("l’intervista­tore più morbido di Gigi Mar­zullo, ha trovato un nuovo mestiere: il barman") a Saviano (il "pezzo forte" della serata è il suo show) che viene descritto come un uomo ossessionato dalla mafia e dalla democrazia, praticamente un povero cretino che gira con la scorta e parla di cose che non sono mai esistite. La mafia. Ma anche la democrazia.

Sembra che tirare in ballo la scomoda morte di Giovanni Falcone sia stata una scelta poco azzeccata, la prossima volta consiglierei a Fazio di scrivere la trasmissione direttamente con la redazione de il giornale, che non ha gradito il poco spazio ottenuto. Perché tirare in ballo la mafia e i problemi della libertà del Paese, in una democrazia come quella italiana è un gesto da non imitare: bambini, non fatelo a casa.

Questo è un Paese libero in cui ognuno ha il diritto di esprimere la propria opinione, un così bel Paese dove nessuno mai è morto per mafia per il semplice fatto che la mafia non esiste e se mai ci fosse stato un accenno di mafia (questa misteriosa creatura), il governo attuale e solo il governo attuale, è riuscito a combatterla. Italia, paese dei miracoli, la spazzatura di Napoli sparisce e spariscono anche le accuse al Presidente del Consiglio che a giorni andrà dal papa per farsi incoronare re, mentre tutte le sue escort saranno le più attive nel mondo politico, ma solo dai 13 anni in su. E così come sparisce tutto questo, spariscono gli italiani, fagocitati da una realtà controllata dall'alto, ancora convinti di essere in un sistema equo.]

Io non lo so quale sia il modo per divincolarsi da tutto questo, ma una via d’uscita ci deve essere sempre ed io oggi, caro ilgiornale.it, vorrei ringraziarti con tutta me stessa di farmi sentire ogni giorno più convinta e determinata che dobbiamo trovare questa soluzione al più presto.

Pier Paolo Pasolini seppellito dal Bunga Bunga

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Il 2 novembre 1975 moriva Pier Paolo Pasolini, ma il 2 novembre 2010 non se n’è ricordato nessuno, perché Ruby Rubacuori era diventata maggiorenne il giorno prima e c’erano questioni più importanti da affrontare.

Pier Paolo Pasolini

Pasolini aveva capito tutto, per questo motivo possiamo dichiarare, ad oggi, il decesso cerebrale dell’Italia, che preferisce eliminare i Pasolini, piuttosto che far crescere il Paese.

Sapeva ma non aveva le prove, noi sappiamo e ci va bene così. Grazie, Pier Paolo Pasolini, di averci almeno provato, l’Italia non ti meritava, non ti ha mai meritato.


(Questo post è stato scritto in ritardo per mancanza di tempo e non per dimenticanza)

La politica del Bunga Bunga: this time for Italy

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Se vi dico “Bunga Bunga” voi a cosa pensate?

Da oggi sicuramente, come per ogni cosa che accade al mondo, non potrete fare a meno di pensare a Silvio Berlusconi. Effettivamente le due paroline rimandano a qualche atto di natura sessuale, non perfettamente definito.

Sappiamo che Silvio Berlusconi lo ha importato in Italia dalla Libia, è una pratica che ha imparato dal grande maestro Gheddafi. Ovviamente nella rete si è scatenato il putiferio, tutti sono alla ricerca di una definizione di questo misterioso rituale sessuale, lanciato dalla testimonianza dell’ennesima escort che ha deciso di aprir bocca.

Ma è possibile che un personaggio potente come Silvio Berlusconi non sappia mettere a tacere la gente? Non bastano soldi e regali di lusso per tenere tutti comodi? Non c’è proprio da fidarsi, come dargli torto quando parla di cospirazione?

“Bunga bunga”, dicevamo. Il termine è ricercatissimo ma nessuno sa cosa sia. Solo The Urban Dictionary parla in sostanza di una violenta orgia anale praticata dalle tribù africane. Sappiamo anche quanto ci tenga l’amico Gheddafi alla vita tribale, si porta le tende dappertutto. E qui poi, potete volare con l’immaginazione. A me viene da pensare che il bunga bunga lo stiamo subendo noi italiani. Quelli che non sono seduti in parlamento.

Insomma, l’ennesimo scandalo sessuale. Non se ne esce in nessun modo. Ma cosa succederà al nostro Presidente del Consiglio? Io farei partire le scommesse ed opto per “Niente”. E voi?

Marchionne sputa nel piatto dove ha mangiato

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Ieri sera Sergio Marchionne, Amministratore Delegato del Gruppo Fiat, è stato ospite di Fabio Fazio a “Che Tempo Che Fa”, nel corso della quale ha dichiarato: “Nemmeno un euro dei 2 miliardi dell’utile operativo previsto per il 2010 arriva dall’Italia. La Fiat non può continuare a gestire in perdita le proprie fabbriche per sempre”, sputando di fatto nel piatto dove da anni mangia.

Al di là della verità di tale dichiarazione, sacrosanta per l’amor del cielo, capita che in un paese una azienda arrivi a non prendere profitti, ma forse tale manager dovrebbe ricordarsi di tutti gli aiuti ricevuti dal governo, di tutti i finanziamenti statali, delle varie casse integrazioni passate (e di quelle che stanno arrivando), così magari se la sua idea è quella di andare via dall’Italia, prima di farlo potrebbe anche pensare di restituire i soldi agli italiani.

Sergio Marchionne - A.D. FIAT

Sergio Marchionne - A.D. FIAT

Sarà anche vero che “l’Italia è al 118/mo posto su 139 per efficienza del lavoro e al 48/mo posto per la competitività del sistema industriale“, ma essendo la FIAT il più grande gruppo industriale italiano, forse una buona cattiva parte la fa soprattutto lei.

Michele Misseri è un orco. E i giornalisti?

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Michele Misseri è un orco. Ha ucciso la nipote e ha fatto sesso con il suo cadavere. O almeno, questo è quanto dice in una delle sue sei versioni.

La vicenda sul delitto Sarah Scazzi è stata un’occasione più ghiotta del terremoto a L’Aquila per i giornalisti, tant’è che ormai si sono trasferiti tutti ad Avetrana, ci sono servizi su Sarah Scazzi a tutte le ore, aggiornamento in tempo reale. Manca solo che i pm aprano un account su Facebook o Twitter per comunicare con i fan della scena del crimine.

Tutti avranno sicuramente visto la crisi isterica di Valentina Misseri che ha urlato ai giornalisti accaniti di fronte casa di smetterla, e poi ha aggiunto “Mia sorella l’avete rovinata voi”. Certo, un’affermazione pesante. Ma non è normale che i giornalisti continuino ad andare da persone sofferenti a chiedere come stanno. Dovrebbero rinchiuderli tutti, specialmente quando vanno da Concetta Serrano a chiederle cosa pensa di suo cognato e “Chi ha ucciso sua figlia secondo lei?” per poi lamentarsi della freddezza di quella donna. E dovrebbe essere censurata l’espressione “tristezza standard” di Barbara D’Urso, che ha difeso a spada tratta l’innocenza di quella che oggi è considerata un’assassina.

Il giornalismo è un mestiere vergognoso per chi non lo sa svolgere. E come ho già detto, in questo squallido Paese solo il 10% dei giornalisti è capace di compiere il proprio mestiere.  Perché, parafrasando una celebre frase, si può essere professionisti, senza mai perdere la tenerezza.

Dov’è finita l’umanità? Ora lo scopro, datemi tempo.

Ora mi vergogno, dammi tempo

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Avete ascoltato e guardato bene questo video?

Ditemi che sta parlando del magico Natale di Topolino e che non sta paragonando l’uscita dei poveri minatori cileni a quella dei concorrenti del Grande Fratello.

Ritengo che i giornalisti (almeno il 90% per non esagerare) del nostro Paese non debbano essere etichettati come tali, ma dovrebbero vergognarsi di propinare certi servizi alla gente.

“A colpo d’occhio, le sequenze sono identiche e, in un certo senso, è identico lo stato d’animo di chi esce…[...]“. Peccato ci siano differenze sostanziali: mentre le immagini scorrono e il mio volto ha un’espressione sempre più contrita non posso fare a meno di pensare alla differenza tra la gioia di Mauro Marin e del povero signor Nessuno Sepulveda che dopo mesi di buio ha finalmente potuto riabbracciare i suoi cari. Uno è stato in una casa a far nulla e a dimostrare nulla, vincendo una notevole somma di denaro per nulla, rivelando poi di essere anche uno schizofrenico e passando da una discoteca all’altra acclamato come un supereroe. L’altro è rimasto sotto terra perchè stava lavorando per portare il pane a casa, ad attenderlo fuori una folla di persone in ansia per la sua vita e quella dei suoi colleghi, niente soldi, niente stress da televisione, non avrà nessuna crisi in diretta, da domani non ci ricorderemo nemmeno che tutto questo è accaduto.

Peccato che queste piccole differenze rendano il paragone a dir poco blasfemo, soprattutto considerando che viene lanciato dal TG5, in onda su una delle reti più seguite d’Italia. Recuperiamo la frase: “A colpo d’occhio, le sequenze sono identiche e, in un certo senso, è identico lo stato d’animo di chi esce dalla cattività, che sia in miniera o in un reality [...]“. Non so se ve ne state rendendo conto, ma il disagio di quest’uomo viene sminuito come se avesse trascorso gli ultimi due mesi della sua vita a prendere il sole in giardino e a tuffarsi in piscina e a litigare con i colleghi perchè voleva gli spaghetti al posto delle penne.

Non siamo forse in pieno regime, quando la tv propone servizi così vergognosi? Santoro viene sbattuto fuori e noi ingurgitiamo notizie accuratamente selezionate per non temere il peggio. Ma il peggio è già qua. Io mi vergogno di un Paese così, mi vergogno di una televisione così, mi vergogno di giornalisti così, mi vergogno del fatto che prendano soldi per scrivere spazzatura, mi vergogno del fatto che ci sia gente meritevole a fare la muffa. Mi vergogno, ma se mi date tempo muoio, così non ci penso più.

Immagina John Lennon ancora qui con noi

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In realtà non se n’è mai andato.

John Lennon: 9 ottobre 1940 – 2010

Immagina che non esista il paradiso,
è facile se provi,
nessun inferno sotto di noi,
sopra di noi solo il cielo.
Immagina tutta la gente
vivere per il presente.
Immagina che non esistano frontiere,
non è difficile da fare,
nessuno per cui uccidere o morire
e nessuna religione.
Immagina tutta la gente
vivere una vita in pace.
Puoi darmi del sognatore,
ma non sono il solo.
Spero che un giorno
tu ti unirai a noi e il mondo sarà unito.
Immagina che non ci siano ricchezze,
mi meraviglierei se tu ci riuscissi,
né avidità né cupidigia,
una fratellanza di uomini.
Immagina che tutta la gente
si divida tutto il mondo.
Spero che un giorno
tu ti unirai a noi e il mondo vivrà unito.

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