Ora Muoio, Dammi Tempo

I morti sanno soltanto una cosa: che è meglio essere vivi.

Come back Silvio

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I Maya hanno fatto profezie su qualunque cosa, anche sul numero di bestemmie che avrebbero detto nella dodicesima edizione del Grande Fratello, ma si sono tenuti la parte migliore per loro. Perché pensa quanto se la stanno ridendo dal giorno che Silvio Berlusconi ha detto che vuole tornare in campo.

All’UE tremano e vogliono correre ai ripari, hanno già comprato i tappi per le orecchie così non devono sorbirsi le barzellette che non fanno ridere e si stanno esercitando per trattenere le risate per i discorsi che terrà, che quelli sì fanno ridere. Silvio non si accorge che tutti intorno bisbigliano cose brutte su di lui, ha un ego talmente spropositato che ormai fa da isolamento con il mondo esterno, come se fosse in una grande, immensa, bolla di ego. E tutto quello che gli succede intorno non è che gli sfugga, è che lui ha questa tendenza un po’ dispettosa, come il tizio di turno che mentre sei concentrato a fare un castello di carte o il domino, viene lì e butta giù tutto. Silvio è quello che quando sei arrivato agli ultimi dieci pezzi di un puzzle da 5000, ti manda tutto all’aria.

Silvio Berlusconi saluta affettuosamente al suo ritorno

Silvio ha una nuova fidanzata, giovanissima, ma questo non è bastato per salvarci. Si vede che lei non ci ha messo abbastanza impegno. L’ha detto la Santanché, “E’ fidanzato con la Pascale“, provando a distogliere l’attenzione e farla ricadere sul lato rosa della faccenda, e sul suo ultimo intervento chirurgico.

Nel frattempo ci siamo persi Ruby Rubacuori per strada. Non si è presentata al processo e non la trova più nessuno. C’è chi dice che sia in Francia, altri parlano del Messico. Qua mi sa tanto che Silvio si era sbagliato, questa non è la nipote di Mubarak, è la nipote di Bin Laden.

Vabbè vi confesso una cosa per la quale forse dopo mi odierete. Ma ho chiesto io a Silvio di tornare, perché non sapevo più che scrivere sul blog. E lui è uno che la gente la aiuta, non avrebbe mai permesso ad un blog che parla sempre di lui, di non farlo più. E anche l’Italia, che ha parlato sempre di lui anche quando se ne stava zitto zitto, non avrebbe potuto non parlarne più. E quindi è tornato, evviva evviva.

Caro Silvio Berlusconi

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Caro Silvio Berlusconi,

in queste ore tutti sono allarmati perché hai dichiarato di essere interessato all’acquisto a La7. Hai mai sentito parlare di regole della concorrenza sul mercato? Forse, data la tua età, la tua demenza senile ti porta a pensare di stare giocando a Monopoli? Hai mai pensato all’idea di andare in pensione? Ti rendi conto che stavolta hai veramente spaventato gli italiani con le tue idee moleste?

Caro Silvio, hai invaso il mondo della tv e della politica, avevamo un piccolo spiraglio di speranza quando a La7 ci hanno offerto trasmissioni che non mettono poppe in vista, con delle conduttrici di bella presenza che però riescono anche ad esprimere un concetto, anni luce lontane dal “Mi sono rifatta il sedere e ho l’ottava di seno sennò non posso lavorare in tv” di quella tizia di cui non ricordo il nome che comunque in tv non ci è rimasta a lungo e le è scoppiato pure il sedere finto.

Caro Silvio, Chicco Mentana è scappato a gambe levate da Mediaset e adesso dice che se tu arrivi anche su La7 se ne va pure da lì. Tu, cara piovra di Arcore, perché vuoi rendere questo povero giornalista un fuggitivo? Tra poco il povero Menty se ne va in esilio, ma poi a 90 anni non te ne vai in pensione solo per dimostrare agli italiani che non è una cosa necessaria? Non hai abbastanza soldi per passare gli anni che ti restano a farti spupazzare dalla Minetti? Non ci bastano gli sguardi contriti e le bislaccate di Barbara D’Urso, i servizi di studio aperto sui colibrì che si incagliano tra i rami degli alberi e la flora di Rimini? Non ci basta una casa di gente incapace di intendere e di volere che si fa guardare per 24 ore al giorno per poi prendere un fracco di soldi per niente? Non ci bastano le notizie geneticamente modificate della Rai e i modellini di Bruno Vespa, oltre che la struggente assenza dei suoi nei che ci svuota l’anima?

Suvvia Silvio, dici sempre che ci vuoi bene. E faccelo un favore, e levati dalle palle, perdincibacco.

Nuovi segnali che ci portano verso la fine del mondo

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In questa giornata particolarmente bislacca (d’ursianamente parlando) quale questo venerdì 13, ho deciso di prendere notizie a caso per confermare che il mondo sta per finire. Come si sentiva in “Per colpa di chi?” di Zucchero, “Edizione straordinaria, extra straordinaria, il mondo è ammalato!”, senza considerare, poi, che Zucchero è lo stesso che canta “Datemi una pompa” e canzoni rivolte a dubbi uccellini.

Insomma, scorro le notizie su Facebook e mi appare una foto di Alemanno tutto vestito di nero, che vuole fare il giustiziere della notte, vicino alla sua bat-moto, che se ne va in giro per Roma dopo la mezzanotte per vedere che succede in giro e qual è il livello di degrado. Alemanno, che ha un mezzo a Roma per muoversi di notte, è quasi come un miraggio nel deserto. Probabilmente ha soppresso le corse notturne per correre più veloce e senza intoppi, ma chi glielo spiega che per i suoi cittadini questo è un problema?

Alemanno e la sua Batmoto

Non parliamo, poi, della home page di Libero, il mio quotidiano preferito dopo Il Giornale, che scrive “Il Cav fa pulizia nel Pdl Trombata la Minetti”. Gioco di parole facile se si pensa alla siliconata che sotto la t-shirt ha di meglio da mostrare e che tanto si dilettava con il BungaBunga a casa di Silvio Berlusconi, ma se il giornalismo italiano è a questi livelli, allora siamo messi bene. Giornalismo italiano, che rischia ormai l’estinzione che nemmeno il varano di Komodo.

Se il materiale vi sembra poco, Silvio Berlusconi intende ricandidarsi. E penso sia doveroso fermarci qui, perché al peggio non c’è mai fine, far scorrere altre pagine ed altre notizie istiga al suicidio. Bambini, don’t try this at home.

Ora mi dimetto, dammi tempo

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Oggi è un gran giorno. Silvio Berlusconi ha dimostrato ancora una volta di volere il bene degli italiani. Loro lo hanno sollecitato, e lui si è dimesso. Perché in  fondo, ci vuole bene.

Sarcasmo a parte, non facciamo i soliti italiani che si rilassano con troppa velocità. I caroselli, gli abbracci e i trenini di stasera al Quirinale sono il simbolo di un’Italia che non si prende più a botte, ma preferisce gli abbracci. Dopo la mezzanotte, però, le carrozze si trasformano in zucche. Cerchiamo di far durare tutto un po’ di più.

Ricambi generazionali

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Ich bin ein berliner.

John F. Kennedy, 1963

 

Ora sono lampedusano anch’io.

Silvio Berlusconi, 2011

La comicità del Governo italiano: il tunnel Gelmini

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Siamo alla frutta. Da quanto tempo è che ce lo diciamo? Ci guardiamo in faccia e le cose non cambiano mai. Se proprio devono smuoversi, peggiorano e nulla più. E se possono ancora peggiorare, vuol dire che forse non c’è più un limite da oltrepassare, ci è concessa un’infinita gamma di vergogne e figure ridicole su scala mondiale.

Gli americani ridono di noi da tempo immemore, chissà perché il popolo italiano deve contraddistinguersi con amara comicità. Pensavamo che i tempi delle bizzarre idee espansionistiche di Benito fossero lontani, ma abbiamo un pagliaccio al Governo e altrettanti di contorno, che nessuno più sa come si potrebbe schiodare l’omino dal suo trono e lui non si pone di certo il problema. Il Governo è eterno finché dura e qua sembra proprio voler durare parecchio ed è ancora troppo presto per far partire i countdown.

La Gelmini colta nell'atto di pronunciare una stronzata colossale

David Letterman, alla guida di uno degli show più famosi d’America e del mondo, lo prende in giro per il suo grande amore per le donne (video qui). “Bisogna far girare la patonza“, è stata una delle dichiarazioni più amate del premier emersa negli ultimi giorni. Inutile che state a lamentarvi, Ligabue esprimeva lo stesso concetto con “Metti in circolo il tuo amore” e allora non s’è lamentato nessuno, perché ve la prendete tutti con Silvio?

Dopotutto ci sono altri personaggi nel panorama italiano che sono decisamente degni di nota. Come Mariastella Gelmini, che nell’arco di poche ore si è trasformata nel principale trend su Twitter, a mio parere il social network più utile e sensato per lo scambio di informazioni, che quotidianamente mi sorprende e mi fa conoscere centinaia di geni capaci di battute sagaci.

Sarebbero troppe quelle geniali da riportare, fattosta che il Ministro dell’Istruzione sembra essere davvero poco istruito, ma di questo ce n’eravamo accorti da tempo e nonostante tutto, abbiamo lasciato che con le sue manine ben curate sgretolasse quel poco di cultura che era rimasta al nostro Paese, coadiuvata da altri eccellenti personaggi. Più che un Paese, sembriamo essere Il Bagaglino in versione maggiorata. Anche Pedro Almodovar ha parlato di Berlusconi, è uscito l’articolo su El Pais (articolo qui), lo definisce un “omofobo ossessionato dalle donne”. Lo diceva anche la sua ex moglie, a suo tempo. Eppure a noi ci piace così: ‘cchiù pilu pe tutti, lavorare se proprio si deve, a tempo perso e fottere il prossimo. In questo non ci batte nessuno. Viva l’Italia. Viva la.

Ora muoio dammi tempo: di Berlusconi e di altri demoni

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C’è qualcosa che non va, nell’aria. Rassegniamoci. E’ inutile che nel 2011 ci ricordiamo di tirar fuori dal cilindro le auto elettriche, le buste della spesa che puzzano e si rompono e tutte le soluzioni possibili per salvare il pianeta, dopo aver fatto per secoli i nostri porci comodi senza curarci della sua salute.

Abbiamo l’aria inquinata, uscire in città diventa ogni giorno una prova fisica non da poco, ci vorrebbero dei distributori automatici di mascherine per i polmoni meno resistenti. E poi abbiamo le radiazioni. Anche se ci siamo convinti che il Giappone sia lontano e che qui stanno tutti bene.

Silvio Berlusconi: stiamo tutti bene!

Se stessimo tutti bene, per esempio, non avremmo un Premier a tempo perso. Se Silvio Berlusconi leggesse questo blog, avrebbe l’ennesima conferma, è il più grande perseguitato della storia. Gesù Cristo in confronto era un pischellino, diciamocelo. Tutti a parlare di Silvio, tutti ad ascoltare le sue intercettazioni e lui che si indigna e vuole affrontare la sinistra malvagia che gli mette il bastone fra le ruote, abbiate Fede, prima o poi ci salverà e ci ricrederemo.

Robert De Niro realizza di essere andato dalla De Filippi

No, dicevo. Deve esserci qualcosa di strano nell’aria. Ieri sera credevo di aver mangiato troppo pesante e si sa, quando si va a dormire poi si pagano le conseguenze con incubi terrificanti. Invece dopo mi sono resa conto che ero sveglia, avevo acceso la tv e in preda a un raptus avevo premuto sul tasto 5. Mi sono ritrovata davanti Maria De Filippi, la regina della strumentalizzazione del dolore a livello mediatico, e vicino a lei c’era quello lì di “Taxi Driver”, quello di “chiacchiere e distintivo”, insomma, Robert De Niro. A un certo punto l’ho visto anche piangere, avrà preso improvvisamente coscienza di quel che stava accadendo. La vecchiaia gioca scherzi bruttissimi, quando l’Alzheimer imperversa, c’è ben poco da fare, finisci per lavorare anche al fianco di Monica Bellucci, dichiarando che sia la più brava attrice dell’universo, senza renderti conto delle sciocchezze che ti escono di bocca. Il mondo sta finendo, rassegniamoci. A proposito di grandi attrici, la sapete la storia di Manuela Arcuri, no? Prima applausi e complimenti perché ha rifiutato di cedere alle avances di Berlusconi (non è mica colpa mia se ha il dono dell’ubiquità, costringe il mondo a parlare di lui!) e poi si scopre che è talmente sfigata che nemmeno il vecchietto la vuole più e la reputa pure una “troia”, lui che ne ha un minimo di 20 a sera che gli girano per casa. Ma le vuole tutte di un certo stile, il Bunga Bunga non è mica roba per tutti.

Nuove nuove dalla fine del mondo: barzellette nucleari

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Era da molto tempo che non mi aggiornavo sui piccoli passi che ci stanno portando verso la fine del mondo. Certo, il dramma del Giappone è stato un segnale fin troppo evidente, non c’era bisogno di aggiungere altro, ma a quanto pare la fine del mondo vuole iniziare proprio dall’Italia.

A Lampedusa continuano ad arrivare loschi personaggi dalla pelle scura, giungono dal mare e puzzano e danno fastidio e il signor Ministro Maroni non sa più dove metterli, così va a destra e a manca a chiedere ospitalità. Sarà che i francesi sono intrinsecamente stronzi, sarà che gli italiani ormai sono un popolo di giullari, ma nessuno vuole prendersi questi terroni potenziati. Quindi che fa Maroni per non creare ulteriore tensione in Europa? Dice che meglio soli che male accompagnati. Peccato che non si sia accorto che soli lo siamo già e incredibilmente, siamo così bravi da essere anche male accompagnati, nella nostra solitudine. E poi che dice il sior Maroni? “Usciamo dall’Europa“. Ma se proprio gli sta scomoda, perché non esce solamente lui? Punto di domanda.

Maroni medita di abbandonare l'Europa

Nel frattempo abbiamo Silvio Berlusconi che si diletta a scrivere brani sul Bunga Bunga insieme alle papi-girls e soprattutto a raccontare le sue esilaranti barzellette, che divertono solo e solamente lui. Tra tutte le barzellette che il premier, da buon mattatore, ha raccontato nel corso del tempo, c’è chi è disposto a giurare che la più assurda e divertente sia quella della “mela che sa di fi**” (censuriamoci, su), ma secondo il mio modestissimo parere, la barzelletta più divertente del premier è quella della prostituta che viene pagata per non prostituirsi. Non vi ha fatto morire dalle risate?

Che la fine abbia inizio, l’Italia è pronta!

Ora ti compro, dammi tempo: Berlusconi è un lampedusano

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Il potere di GOGOL è immenso. Si può trovare casa a buon prezzo. Qualcosa che non vada sopra i due milioni di euro. Magari su un’isoletta siciliana che giace in mezzo al mare, dove ci sia abbastanza movida da non annoiarsi. Che so, sbarchi di clandestini a tutto spiano, cose così, da adrenalina, insomma.

Applausi e gioia a Lampedusa, Silvio Berlusconi la vuole candidare al Nobel per la Pace (GUARDA IL VIDEO). Io il Nobel lo darei a Silvio. Ha comprato casa a Lampedusa per diventare lampedusano. Una bella casa vista mare. Vi mostro le foto pubblicate dall’agenzia. E’ bastato un click per salvare un’isola. Adesso Lampedusa spera che questo saggio acquisto del premier possa risollevare il turismo, che boccheggia da quando sul’isola non fanno che arrivare volti scuri e spaventati, con lo stomaco sottosopra, sporchi e sudici. Silvio è profumato, sorride, la sua voce è radiosa, sembra eterno, quest’uomo che promette il paradiso a tutti. Purtroppo, sembra eterno. Mentre il giorno del processo si avvicina, il nostro eroe si rivela impeccabile e incredibilmente presente.

Ha così tanti soldi che si compra villa Le Palme, ma non regala un posto a chi è arrivato la notte prima, la mattina, il pomeriggio, ringraziando Dio, Allah o chi per lui, di averlo fatto arrivare. Vivo. Pensa alla terrazza, Silvio, dove magari potrà fare il Bunga Bunga con qualche bellezza nordafricana, spulciando tra i nuovi arrivi, qualcosa di buono si troverà.

Lodato e applaudito, Silvio si sente come un dio, sorridente davanti al popolo lampedusano che sembra aver visto il Salvatore. Perché Silvio, ricordate, è come la charitas e prima o poi ci salva tutti, diamogli tempo.

Foto: vulcanoconsult.it

L’Italia è un Paese libero: God Save the Premier

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Ok, ho deciso. IlGiornale.it è il mio preferito. Addio al Corriere e Repubblica e PeaceReporter e quant’altro, io oggi dichiaro ufficialmente il mio amore per IlGiornale. Perché è come Emilio Fede: mi fa ridere. E si sa che in questo mondo crudele, c’è un infinito bisogno di sorrisi.

Mi spiace sembrare monotona, ma l’argomento m’appassiona, come succede un po’ a tutti gli italiani. Silvio Berlusconi ogni giorno ci offre così tante argomentazioni che se lo vedessi lo bacerei e lo ringrazierei senza chiedergli un centesimo. Ci lamentiamo sempre che al giorno d’oggi stiamo sempre abbracciati ai monitor dei pc e non c’è comunicazione. Meno male che Silvio c’è, perché tanto “Silvioberlusconi” è un termine (sì, uno) più gettonato di “Facebook” e se non ci fosse Silvio, Facebook a un certo punto non ci offrirebbe molto materiale di cui discutere, a meno che qualcuno non saccheggi le nostre fattorie di Farmville. Lui lo fa per noi.

Il prossimo 25 marzo al cinema arriverà un documentario che ha già suscitato scalpore. E’ “Silvio Forever” e la Rai ha deciso di non passare il trailer nelle sue reti, perché è “inopportuno” e perché non rende giustizia alla memoria della defunta cara madre di Silvio Berlusconi. E poi perché utilizza male la satira. Puntuale, arriva l’attacco da IlGiornale.it, contro la LuckyRed che ha osato proporre una pellicola così scandalosa e sacrilega. Dopo un’indignata introduzione, Pedro Armocida ci offre qualche delucidazione sulla casa di produzione:

A portarla nelle sale sarà la Lucky Red di Andrea Occhipinti che già in passato ha firmato un altro tassello di quella che sta diventando una vera e propria documentaristica antiberlusconiana, Viva Zapatero! di Sabina Guzzanti. Le due operazioni hanno molto in comune, a partire dall’effetto sorpresa.

La teoria del “giornalista” è che un film annunciato last minute ottenga più successo di uno annunciato con largo anticipo. Come nel caso di “Silvio Forever“. Ma tanto per tornare alla Guzzanti, “Draquila” di scalpore ne ha fatto eccome, ma se la memoria non m’inganna, se n’è parlato per mesi, senza che fosse intaccato il suo successo.

La particolarità però è che la società di Andrea Occhipinti da un lato è la protagonista di film che mostrano Berlusconi come il diavolo, dall’altro con il Premier intesse affari. E non marginali. È infatti noto che tutti i film del catalogo Lucky Red (circa 200) sono stati comprati dalla berlusconiana Medusa per la distribuzione in dvd.

Andrea Occhipinti sarebbe un voltagabbana cronico e Silvio Berlusconi è il martire di tutta questa spiacevole situazione mediatica, ormai tramutatasi in complotto internazionale. Perfino in Finlandia contestano il premier e giù di raccomandazioni: non toccare la nipote di Babbo Natale! Tanto ha già dato quella (finta) di Mubarak e a quanto pare, viste le conseguenze ed il successo, pare che abbia dato davvero molto.

E sempre la società del gruppo Mediaset sarà quella che si accollerà la maggior parte dei rischi del nuovo film di Paolo Sorrentino This must be the place con Sean Penn che ha un budget molto importante per un film italiano, 28 milioni di euro, a cui partecipa anche la Lucky Red (oltre a Indigo e Intesa Sanpaolo). Anche se poi sarà solo Medusa a scommettere nella distribuzione nelle sale tanto che lo stesso Occhipinti ammette: «È la prima volta che collaboriamo in un film che non verrà distribuito da noi». Anche per questo si respira un certo malumore nei corridoi di Medusa per un’operazione come quella di Silvio Forever che qualcuno potrebbe definire di «killeraggio cinematografico».

Non possiamo che dedurre che Silvio Berlusconi, proprio come hanno testimoniato in moltE, ha un cuore immenso e anche se il mondo ce l’ha con lui e nelle sue case di produzione continuano a screditarlo, lui non demorde e regala all’Italia tutta la libertà che merita. Grazie, Silvio, e grazie, Medusa, perché il 25 aprile potremo vedere il nostro Presidente del Consiglio virtualmente lapidato sul grande schermo. Lo immagino già, Silvietto, in lacrime perché l’Italia non lo comprende, ma ancora una volta non si arrenderà e sfoggerà un enorme sorriso. E pensare che di lui dicono che sia un pagliaccio, mentre ci offre in dono cultura e libertà.

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