Ora Muoio, Dammi Tempo

I morti sanno soltanto una cosa: che è meglio essere vivi.

Ultimi aggiornamenti dal mondo: piccoli indizi che ci portano verso il 2012

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Voi pensavate che i Maya fossero un branco di fessi intenti a costruire piramidi e a scarabocchiare sulle rocce, ma la realtà è ben più dura: ci hanno azzeccato in pieno.

Cerchiamo di distoglierci da questo macabro pensiero ma il 2012 è vicino e con lui la fine del mondo. Dagli indizi che la Terra ci manda, dai vari “mayday“, e chiamate alla Torre di Controllo che persiste nella sua indifferenza, si deduce che ogni cosa è a favore della fine totale e non di quella metaforica.

Prima di tutto, un vulcano in Islanda  è riuscito a paralizzare il mondo intero. E ne ha risentito, com’è giusto che sia, l’ mondiale. Forse di poco, ma era già risentita di suo. Difatti in Grecia sta partendo un nuovo ’29 e le nazioni europee giocano, come al solito, ad una specie di Risiko in versione più diplomatica: la Germania non vuole piazzare i suoi carri armati in quello Stato.

In Italia c’è crisi in , confusione e paura. Mentre le statistiche ci dicono che l’informazione italiana è libera come un orso polare a Central Park, i politici si dimettono, mettono in discussione e continuano le loro farse. Fini litiga con Berlusconi, si dimette Italo Bocchino e Claudio Scajola lo segue a ruota.

A Studio Aperto l’atmosfera è tuttavia ancora sul goliardico sostenuto: imperterriti da giorni continuano a riproporre la nostrana leggenda di Lockness, trapiantata nel casertano. Nel lago di Falciano è stato avvistato un coccodrillo e da una settimana i giornalisti (abilissimi, non c’è che dire) di Studio Aperto ci ricamano su notizie che riescono a sopraffare l’emergenza ambientale che sta distruggendo le coste degli USA.

E per distogliere l’attenzione dal petrolio che praticamente sta mandando varie specie dritte verso l’estinzione, si parla di che fa le corna alla moglie. è cornuta, per la gioia di tutte quelle che le invidiavano un marito così perfetto (e la giudicavano elegante, con tanto di  stupore del TG5). Dall’Italia quelli del staranno pensando che gli americani non sono poi tanto diversi dagli italiani, soprattutto i Presidenti, mentre il riesce a trovare un pò di respiro tra una dimissione e l’altra, illudendosi di poter accrescere il proprio potere sulle debolezze altrui.

Di tanto in tanto esplode qualche bomba a Kabul e non si sconvolge nessuno, mentre a New York è allarme terrorismo, si vede che non si sono ancora abituati. Qua e là la gente si ammazza, i bambini volano dalle finestre degli ospedali perchè le mamme applicano la loro legge ad personam: io ti ho fatto, io ti distruggo. Il Pianeta non può che ripeterci, a suo modo, lo stesso concetto.

E procediamo, a piccoli passi, a volte strisciando miseramente, verso la Grande Fine.

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Post correlati

Io sto con Emergency: firma l’appello

Tags: , , , , , , , , ,

200.000 adesioni in soli due giorni. Gino Strada ed lanciano l’ per i tre operatori dell’ospedale afghano di Lashkar Gah, arrestati dalle autorità locali.

Il dibattito istituzional-politico si trascina da giorni e sabato 17 aprile alle 14.30 si terrà una manifestazione a Roma, a Piazza Navona, per chiedere giustizia nei confronti dei tre operatori. E chiarezza, abbiamo bisogno anche di quella.

Io sto con Emergency, e tu?

Vauro per Emergency

Vauro per

Tags: , , , , , , , , ,

Post correlati

Alla ricerca della verginità perduta

Tags: , , , , , , , , , , , , ,

La chirurgia estetica continua a fare passi da gigante e non solo quella.

Abbiamo già visto, con la Virginity Soap, l’importanza del valore della verginità nel mondo musulmano. In Egitto era possibile, quindi, acquistare questa saponetta che restituiva magicamente la purezza e l’integrità della donna.

Dalla Cina invece arriva l’imene artificiale. Se la saponetta “restringente” sembrava essere l’ultima frontiera in ambito sessuale, ci eravamo sbagliati. L’imene artificiale costa solamente 15 dollari e si può acquistare su un sito di “giochi per adulti”. Consiste in un prodotto da inserire nella vagina quindici minuti prima di avere il rapporto che, inoltre, se stimolato, lascia fuoriuscire del liquido rossastro, simulando una deflorazione perfetta. In tal modo i partner più tradizionalisti potranno cascare nel tranello preparato dalle donne, che nei paesi islamici rischiano la vita a causa del sesso pre-matrimoniale.

Dall‘Egitto, a tal proposito, è partita una fatwa da Abdul Bouti Mayoumi, che ha chiesto la pena di morte per chi dovesse importare o usare il prodotto. Nonostante i reclami da parte di alcuni parlamentari, pare che il fenomeno sia ormai abbastanza diffuso nel Medioriente, diventando quindi una via di fuga per le donne, che per salvare la propria vita avrebbero altrimenti dovuto ricorrere ad interventi chirurgici ben più costosi.

imene

Tags: , , , , , , , , , , , , ,

Post correlati

A che ora è la fine del mondo?

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Cito direttamente dal mio libro di sociologia, riguardo il “processo di civilizzazione”, teoria proposta settant’anni fa da Norbert Elias:

Secondo questa teoria, nel Medioevo la vita quotidiana era caratterizzata dal sopruso, dalla , dalla guerra, perchè in Europa vi era una pluralità di poteri sovrani in concorrenza e in lotta fra loro. Gli uomini vivevano così in uno stato permanente di insicurezza e di paura, pronti a difendersi dagli altri e ad attaccarli per primi. La situazione iniziò a cambiare [...] quando un potere territoriale più forte trionfò su quelli più deboli e a poco a poco si instaurò il monopolio della legale da parte dello stato. [...] Gli individui abbandonarono a poco a poco la spontaneità, l’irruenza, l’autoindulgenza ed impararono a dominare se stessi, a controllare le proprie pulsioni e passioni, a regolare l’aggressività.”

Nel 2009 siamo ben lontani dal periodo medievale, dalla caccia alle streghe e tutto il resto. Anche se abbiamo avuto massacri e morti a non finire, roba da far provare invidia ai soldati dell’Impero Romano. Abbiamo inventato le bombe intelligenti, così colpiscono solo dove c’è da colpire, come se realmente si dovesse fare. Abbiamo inventato l’informazione. Così tutti possono essere sempre al corrente di quel che avviene intorno a loro. Abbiamo inventato il potere, così chi lo detiene può filtrare le informazioni. Abbiamo inventato il terrore, o meglio, abbiamo imparato a manipolarlo.

Nel 2009 siamo ben lontani dal periodo medievale, eppure leggo che in Giappone massacri e mattanze di delfini e balene sono ancora attuali, nonostante i richiami e le proteste di animalisti e persone sensibili riguardo l’argomento. Così il mare si riempie di sangue, il mare è un immenso cimitero in cui vi sono sepolti tesori, popoli, rifiuti tossici. Uno sterminato deposito di sangue, che tutto nasconde e sempre tace. E nonostante sia così sporco e pieno di sé, riesce sempre a lavarci la coscienza.

Siamo nel 2009, lontani dal medioevo e da quell’accozzaglia di persone in procinto di evolversi e pronte alla civilizzazione, e leggo che a Ponteranica, in provincia di Bergamo, il sindaco leghista ha deciso di rimuovere la targa di Peppino Impastato, morto nel 1978 per mano della , simbolo di una lotta che non scorge una fine. Lotta scoraggiata da persone come colui che ha motivato la sua decisione sostenendo di voler onorare principalmente personalità locali. Come se nel morire non fossimo tutti uguali, come se a saltare in aria in Sicilia piuttosto che in Lombardia sia tutt’altra cosa. Forse perchè in Lombardia hanno più dignità di un “terrone”, forse perchè in Lombardia la non c’è, ma i paraocchi sì.

Siamo nel 2009 e quasi mi sembra di tornare al medioevo, impazza l’omofobia. Mi sembra di tornare ai lager, mi sembra che vogliano riaprire i gulag, mi sembra di tornare semplicemente indietro. Mandiamoli tutti fuori questi poveri gay, sono la rovina della società! Non importa se il Presidente del Consiglio e i politici tutti si prendono gioco di noi. Il vero dramma della società sono i gay, sono piaghe da curare, eliminare. Per cui prendiamoli a botte, sono diversi da noi. Siamo negli anni zero, quelli di un posto migliore nel mondo, quelli in cui ancora esistono categorie di persone. Esistono gli immigrati, i gay, i meridionali, è l’era del diverso. E’ l’era in cui ci si dimentica che sono tutte persone, buone e cattive indipendentemente dalla loro provenienza e dalla direzione che hanno scelto di seguire.

Gli anni zero, quelli dei nuovi divertimenti per adolescenti. Picchia la coppietta, e sarai più “figo”. Quelli in cui il divertimento va di pari passo con la . Se non c’è sangue e bestialità la vita diviene fallimento. Dov’è il punto in cui tutto si è spezzato e ci siamo lasciati cadere a peso morto dritti verso l’inferno?

Gli anni zero, l’evoluzione, gli anni in cui il tg mi parla perennemente della stagione più calda degli ultimi vent’anni esattamente da vent’anni. Lo stesso tg che mi parla per trenta secondi del tentativo del Presidente degli Stati Uniti di offrire una garanzia sanitaria per tutti e per i cinque minuti successivi mi parla dei video-scandalo di Pamela Anderson e delle lotte di stile tra gli emo e i truzzi in Piazza del Popolo. Il tg che consulta psicologi e specialisti di ogni genere, perchè la scuola sta per iniziare e i bambini non sanno che zaino indossare per non rovinarsi la schiena, subiscono un trauma perchè è finita la stagione dei divertimenti e si dimentica del Darfur, lo Zimbabwe, il Congo, la Cambogia, l’Afghanistan, il Brasile, si dimentica di mezzo mondo, dei bambini soldato, di quelli che spacciano il crack, quelli che vivono nelle fogne, di quelli che saltano in aria tra le mine anti-uomo, che non hanno nemmeno più le mani per scrivere il tema del loro primo giorno di scuola, o le gambe per camminare fino alla scuola, soprattutto perchè a scuola non ci vanno. Non c’è tempo, nella guerra, per consultare lo psicologo e chiedere quale sia il modo migliore per superarla.

Il tg in cui si chiede alla gente che sta male come sta. Siamo negli anni in cui va di moda l’ecologia, la gente si lamenta delle città sporche e poi butta i fazzoletti, le carte e le sigarette per la strada. Il mondo in cui tutti si lamentano del mondo e se ne stanno fermi, aspettando che decida di cambiare da sé.

A che ora è la fine di quel mondo? Datemi un orario, perchè io, quel giorno voglio esserci e voglio stare in prima fila.

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Post correlati

Buon compleanno, Emergency

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Si è tenuto dall’8 al 13 di settebre l’incontro nazionale di Emergency, a Firenze, per festeggiare i suoi quindici anni.

Una festa di compleanno inaspettatamente affollata, organizzata tra incontri, mostre, workshop, film e serate di intrattenimento che via via vedevano affluire sempre più gente.

Gli incontri, tenutisi nel Palazzo dei Congressi di Piazza Adua, trattavano argomenti che spaziavano dalla cardiochirurgia, al cinema dei diritti, all’Afghanistan, dalla guerra al razzismo e la xenofobia dilagante. Incontri totalmente gratuiti, ad alto livello di partecipazione, che offrivano al pubblico la possibilità di porre domande e soprattutto di venire a conoscenza di realtà che troppo spesso sono occultate dai mezzi di comunicazione.

L’associazione di offre assistenza medico-chirurgica gratuita e di elevata qualità alle vittime civili delle guerre. In questi giorni ha offerto anche testimonianze e dati reali di quello che succede nel mondo, a volte nemmeno troppo lontano da noi.

Ho personalmente assistito all’incontro tenutosi sabato mattina, “Il razzismo, strana malattia” che oltre alla presenza di Gabriele Del Grande, Franco Pittau, Don Virginio Colmegna, e Christian Elia, prevedeva anche quella dello scrittore Erri De Luca. Ho assistito, in parte, anche all’incontro precedente, in cui si è parlato delle attività svolte fino ad oggi da e ai progetti in cantiere. Si è parlato quindi dell’ospedale di Palermo, divenuto ormai fondamentale in territorio siciliano. E si è parlato anche di nuovi ospedali che saranno costruiti in Africa, con una testimonianza del dramma che vivono i migranti nel tentativo di trovare una nuova vita lontani dal proprio paese. Una storia a lieto fine, purtroppo una delle poche che può permetterselo.

Ho partecipato anche alle serate organizzate presso il Mandela Forum. La prima sera è stata presentata da Diego Cugia, tornato appositamente dall’America. L’immancabile presenza di Gino Strada è stata affiancata da quella di un acceso Vauro e un ironico e sempre calmo Gianni Mura. Sul palco Piero Pelù e Jovanotti si sono esibiti insieme con “Il mio nome è mai più”, mentre Marco Paolini ha intrattenuto le 6.500 persone presenti con un monologo indimenticabile. Innumerevoli gli interventi per ricordare Teresa, moglie di Gino Strada, alla quale sono stati dedicati un albero a Firenze e un altro in Darfur ed un ospedale in Uganda, per mantenere vivo il suo ricordo, quello di una donna che ha dedicato la sua vita agli altri, con estrema passione.

La serata successiva ha visto le lacrime di Serena Dandini, nel ricordare la chioma rossa di Teresa, insieme alla commozione di Paola Turci. La serata è iniziata alla grande con l’apertura di Patty Smith, rimasta a Firenze per l’occasione. Si è esibita con unaPeople have the power” accompagnata semplicemente dal battito delle mani di diecimila persone che tenevano il tempo.

Prima di andare via, Patty Smith ha dichiarato che sì, sono le persone ad avere il potere. Di sognare, e di agire. A seguire si sono alternati Antonio Cornacchione, la banda Osiris, la Casa del Vento, Paolo Hendel, Fiorella Mannoia, tornata di corsa dalla Sicilia, pronta a cantare, anche lei, senza musica per concludere la serata con un duetto, insieme a Paola Turci, dedicando “Quello che le donne non dicono” sempre all’indimenticabile Teresa.

Una festa di compleanno a dir poco ben riuscita, della quale si sono stupiti gli stessi organizzatori.

Il popolo di c’era, esiste ancora una parte d’Italia che vuole il bene assoluto, che non vuole distinzioni di sesso, razza o religione. Esiste ancora una parte del nostro Paese che crede in valori veri, reali e puri. Speriamo soltanto che non rimanga in silenzio. Questa volta si è fatta sentire.

Pubblico del Mandela Forum

Pubblico del Mandela Forum

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Post correlati

Ad esempio a me piace il Sud

Tags: , , , , ,

Se si potesse vivere solamente del calore del sole e della bellezza del mare, il Sud sarebbe il posto migliore in cui vivere. Siccome per vivere sono necessari altri elementi e nel corso del tempo si sono formate le società e le strutture, il Sud non è esattamente il posto migliore in cui decidere di piantare le tende e non muoversi più.

Perchè, per esempio, se si va all’ospedale di Locri, che vanta orgogliosamente con una targa all’ingresso di essere frutto dei finanziamenti della Cassa del Mezzogiorno, si scoprono dei lati di questa splendida terra che forse sarebbe sempre meglio non scoprire. Come più di venti persone ammassate davanti allo sportello per il pagamento del ticket, in attesa del loro turno.

Il problema è che, al contrario di un normale ospedale in cui il turno si stabilisce tramite i numerini che poi appaiono sul monitor o dove addirittura esistono le macchinette automatiche, per prenotare il proprio turno si lasciano le ricette sotto un rettangolo di marmo rudimentale, che fa da fermacarte. Quando gli impiegati finiscono col primo blocco, prendono le altre ricette e iniziano a chiamare gli altri nomi. L’altro problema che sorge, oltre a 37° gradi di frescura in un corridoio stretto e con le finestre chiuse, è riuscire a sentire il proprio cognome quando si viene chiamati. A meno che non si stia ammassati tutti addosso al vetro continuando a ripetere alla marmaglia dietro di fare silenzio, si rischia di trascorrere l’intera giornata davanti allo sportello in attesa di essere chiamati senza rendersi conto che il proprio nome è già passato e per un attimo di distrazione non lo si è sentito.

Effettivamente l’Italia è ben nota per il suo modo di rispettare le file, ma non ho mai visto una fila peggiore di quella di oggi. Altro che privacy e linee di confine segnate sul pavimento. Uno addosso all’altro, chi va e chi viene, giusto per controllare un attimo se è stato chiamato, giusto per chiedere un’informazione.
I santi e le madonne sono molto utili in queste occasioni. Si sentono un sacco di bestemmie di gente nervosa che passa ore a fare avanti e indietro perchè i medici hanno scritto le ricette in modo errato, perchè vengono mandati a far altro prima di poter pagare il ticket e solo quando iniziano ad invocare la madonna in malo modo, allora qualcuno si da una mossa e quasi la situazione migliora.
Le condizioni dell’ospedale non sono propriamente quelle che uno si aspetterebbe di trovare all’interno di una struttura che, almeno esternamente, quasi promette bene. Se sorvoliamo sulle incongruenze dell’asfalto del parcheggio, che possiamo anche chiuderci un occhio, troviamo comunque le crepe nei muri, i pavimenti luridi, la muffa sul soffitto che si sgretola tutta. La gente si lamenta, continua a dire che siamo ridotti peggio del terzo mondo, ma oltre alle lamentele sono/siamo tutti rassegnati. Non c’è rimedio, vedremo questa terra annegare e non potremo muovere un dito. In ogni caso, sarebbe una battaglia persa in partenza.

Sullo sportello del ticket noto un annuncio che riguarda due cani da regalare. Sulle porte dei bagni c’è scritto “servizi igienici” e molto finemente, sotto la scritta c’è disegnato un water sbilenco. Su una delle porte richiedono di bussare prima di entrare.
Nella stanza in cui entro, c’è un armadietto che contiene qualche libro, sul vetro c’è attaccato un foglio con su scritto “Il tecnico è in rianimazione”. Cerco di capire se la frase possa avere un senso ironico o se il tecnico in questione stesse al momento lavorando in un altro reparto. Il tecnico che arriva, ovviamente con qualche minuto di ritardo, ci tiene a precisare che non si danno appuntamenti prima delle nove, come se tutto il resto funzionasse alla perfezione, e ha dei modi bruschi. Indossa pantaloni a coste di velluto e sandali senza calze, che mica siamo come i tedeschi noi. Io ci tengo a ricordare i 37° gradi che fanno da sfondo alla mattinata. Indossa il camice, è scucito e sgualcito in zona ascella. Inizia a fare le domande di rito, si intromette nelle diagnosi degli altri medici, giudicandole imprecise come fosse un professionista. Poi però sottolinea il suo ruolo di semplice tecnico che sicuramente ne sa molto meno di loro, ma in ogni caso non hanno azzeccato le diagnosi, secondo lui.
Quel che dovevo andare a fare era un elettroencefalogramma. Dopo aver compiuto le operazioni necessarie per un EEG, tra i capelli mi rimane il gel elettroconduttivo. Il tecnico, che NON è un dottore, stacca un pò di carta dal rotolo e la preme forte sulla mia testa e mi dice di pulirmi. Ha dei modi molto professionali, mi fanno amare ulteriormente la mattinata appena trascorsa. Rido pensando al portiere all’ingresso dell’ospedale che nel sentire la parola “elettroencefalogramma” sbarra gli occhi e dice “che??”, rido perchè è l’unica soluzione per convivere con i nostri mali, con i nostri modi di fare, con la professionalità di questa gente, con la perfezione delle strutture, dell’igiene che domina incontrastata nei water con gli escrementi umani galleggianti, le ragnatele negli angoli, la polvere dei pavimenti, le finestre pulite che fuori non si può vedere, l’organizzazione modello svizzero dei vari reparti. L’immagine di un ascensore chiuso con un foglio di carta che recita “funziona solo a partire dal primo piano” e un vecchio zoppo e gobbo che se ne sta fermo davanti al primo gradino prendendo fiato prima di affrontare la traversata fino al primo piano.

Questo è il nostro Sud.

Tags: , , , , ,

Post correlati

© 2009 Ora Muoio, Dammi Tempo. All Rights Reserved.

This blog is powered by Wordpress and Magatheme by Bryan Helmig.