Ora Muoio, Dammi Tempo

I morti sanno soltanto una cosa: che è meglio essere vivi.

De Eloquentia: aggiornamenti dalla fine del mondo, vogliamo Bossi laureato

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Siccome una laurea vera non ce l’ha, la mitica Gelmini ha ben pensato che Bossi abbia bisogno di riceverne una, senza però faticare troppo che si sa, il cervello regge quel poco che può.

Così la geniale ministra che si occupa dell’istruzione delle vostre creature, che usciranno mentalmente deformate dal sistema, ha proposto una laurea honoris causa all’Università dell’Insubria a Varese.

In scienze della comunicazione. Sono diversi gli elementi nella vicenda che fanno venire la pelle d’oca: il fatto che la Gelmini si sia scomodata tanto, il fatto che Bossi meriti una laurea, il fatto che la richiesta sia stata avanzata già diversi anni fa, il fatto che nessuno si opponga, il fatto che sia in scienze della comunicazione.

Un leghista capace di comunicare non l’avevo mai visto prima d’ora, sinceramente. E il massimo della comunicazione che Bossi è stato in grado di esprimere è questo:

Umberto Bossi

Il laureato per eccellenza, altro che Dustin Hoffman, è Umberto Bossi. Ma perchè al posto di dare riconoscimenti a vanvera non impediamo a questi personaggi di prolificare e mettere al mondo creature come il Trota?

Tra i vari problemi di salute, Umberto Bossi deve aver avuto anche una paralisi al dito medio e sarà proprio per questo che è stato definito da Dario Galli “l’uomo politico.. più significativo degli ultimi 30 anni“. Meno male che non sono gli ultimi 150, altrimenti l’Altissimo Silvio (perdonate il giochetto di parole) si sarebbe incazzato.

Ora mi laureo, dammi tempo.

Ora ti converto, dammi tempo.

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E’ stata seguita da un inevitabile ondata di proteste la decisione presa dalla Corte Europea a Strasburgo, riguardo la presenza dei crocifissi nei luoghi pubblici.

La questione è stata sollevata più volte nel corso del tempo e si tratta, inoltre, di un argomento che tocca particolarmente l’Italia, a causa della non indifferente presenza della Santa Sede.

La Corte ha stabilito che  si tratti di “una violazione della libertà dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni e della libertà di religione degli alunni”.

L’Italia ha presentato ricorso. La decisione non è piaciuta a molti esponenti del mondo politico. Non la accetta Casini, non la accetta il PdL, non la accetta soprattutto il mondo cattolico. Il crocifisso è il simbolo della nostra civiltà e deve restare là dove è sempre stato. E’ una tradizione che contraddistingue le radici dell’Europa, poco conta che per le aule scolastiche ci passino cinesi, marocchini, senegalesi.

L’Italia agli Italiani, insomma. Questo, vorrei ricordarlo, non è mica un Paese multietnico. Per cui il crocifisso deve rimanere al suo posto. E’ Mariastella Gelmini a sostenere che  “la presenza del crocifisso in classe non significa adesione al cattolicesimo, ma è un simbolo della nostra tradizione”. Secondo Buttiglione la decisione è da considerarsi addirittura “Aberrante“.

E se pensavate che fossimo i soli nel continente a prendecela tanto, sappiate che la Spagna non è messa molto meglio.

E voi, cosa ne pensate? E’ giusto mantenere appese a un muro le tradizioni del nostro Paese, la nostra Storia? Oppure è meglio che ognuno coltivi il proprio credo in privato?

E’ strettamente necessario mantenere il simbolo della religione prevalente nel Paese, anche laddove vi siano persone che non la praticano? Oppure perchè non possiamo fare degli altarini con gli oggetti di culto di ogni religione?

Cosa significa veramente, per voi, un crocifisso appeso a un muro?

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