Tags: Attualità, Italia, Mafia, Paolo Borsellino, Politica, Società, Storia, SudLa lotta alla mafia, il primo problema da risolvere nella nostra terra bellissima e disgraziata, non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale che coinvolgesse tutti e specialmente le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità.
I veri eroi: Paolo Borsellino, 19 luglio 1992
23 maggio 1992- 2010: la strage di Capaci
Mentre l’Italia è in festa per la vittoria dell’Inter, qualcun altro ricorda con dolore il 23 maggio 1992.
Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro. La strage di Capaci.
La mafia è una montagna di merda. (cit.)
Tags: Antonio Montinaro, Attualità, Francesca Morvillo, Giovanni Falcone, Inter, Italia, Mafia, Politica, Rocco Dicillo, Società, Sport, Storia, Vito SchifaniPost correlati
- Author: sally
- Published: mag 9th, 2010
- Category: Attualità, Cinema, Politica, Società, Storia
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9 maggio 1978 – 2010: Peppino Impastato e Aldo Moro
- Author: sally
- Published: mar 28th, 2010
- Category: Approfondimenti, Attualità, Internet, Libri, Politica, Società
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Le perversioni del nuovo millennio: Donatella Papi e Silvia Valerio
Tempi duri per noi esseri umani in questo nuovo millennio. Siamo arrivati ad avere così tanto che ormai non sappiamo più da che parte voltarci. Siamo arrivati a vedere così tanto, che siamo finiti col dare ogni cosa per scontata. Gli orrori della guerra, gli omicidi, e qualsiasi altra cosa che fino a pochi anni fa sarebbe stata sconvolgente, ormai non ha più alcun valore, è una notizia e niente più. Quindi per riuscire a far parlare un attimino di sè, bisogna mettersi d’impegno, aguzzare l’ingegno e avere delle trovate davvero geniali.
Oggi post tutto al femminile, la prima protagonista della nostra storia è la giornalista Donatella Papi. Sapevamo che l’informazione italiana fosse in una fase poco piacevole della sua esistenza, ma che circolassero elementi simili non lo sapevamo ancora. Abbiamo già parlato di questa donna in occasione della sua scelta di sposare Angelo Izzo, meglio noto come “Il Mostro del Circeo“. Il suo sogno si è avverato, con tutto lo scalpore che ne è conseguito inevitabilmente. Ma Donatella non s’arrende e ci mette in mezzo pure un nuovo ingrediente: la camorra.
Ormai magicamente sparita da Facebook, fino a qualche giorno fa Donatella Papi sulla sua pagina relativa al famoso social network ringraziava i Casalesi, il suo regalo più bello “dopo mio marito, l’amore dei Rom e il bene di mio figlio“.

Per chi non abbia ancora le idee chiare sui Casalesi, trattasi di un clan camorristico che, citando Wikipedia, dal 1984 al 2005 avrebbe compiuto ben 646 omicidi. Non si tratta di un gruppo di angioletti, insomma. Ma anche il diavolo, è evidente, necessita di difesa, per cui Donatella Papi ormai è solita schierarsi dalla parte del cattivo e sostiene di poter trovare la soluzione per salvarli dal terribile 41 bis:
Ho ricevuto dei magnifici auguri per le nozze dai Casalesi. Grazie grazie di cuore. Vi amo. Amo le vostre famiglie, le vostre donne, i vostri figli soprattutto. Spero che lo Stato li accolga e tuteli per farli crescere nei valori e nelle speranze di cittadini italiani. E che insieme a tutti i capaci di buona volontà si possa abbattere gli ostacoli disumani del 41 bis, il carcere senza speranza. Una aberrazione che ho studiato non solo essere anticostituzionale. Ma, ho anche io un regalo per voi, c’è un aspetto ancora non considerato che ne potrebbe escludere l’applicazione. Fatemi provare, forse ci riusciamo. Le parole che mi avete indirizzato sono belle, sincere, le migliori.
Non servono molte parole per giudicare questa donna che chissà per quale misterioso motivo non è in cella a far compagnia al marito e agli amichetti del clan. Concludo la sua storia citando quanto ha scritto su Roberto Saviano:
Non mi piace Roberto Saviano. Non mi piace il suo sguardo. E’ sinistro, basso, traverso…da arcidiacono. [...] Saviano e’ uno dei quei giovanotti rampanti della nostra dis-informazione che non rischiano un baffo, sono stati costruiti nei retrobottega dei giornali e di certi partiti, fanno torcere i parenti di tanti giornalisti caduti.
Questo è quanto scrive un’indignata Donatella Papi, pronta a difendere i Casalesi offesi ed irritati. Eloquente, non c’è che dire.
Ma passiamo ad un’altra scrittrice in erba che ultimamente ha fatto parlare di sè. Silvia Valerio, la diciannovenne più vergine d’Italia, vuole offrire tutta la sua purezza al presidente iraniano Ahmadinejad. La giovane scrittrice padovana ha scritto il libro “C’era una volta un presidente. Ius Primae Noctis” in cui parla proprio di Ahmadinejad:
Un eretico del nostro tempo. Nega l’olocausto; pensa di usare l’atomica; mette a tacere l’opposizione; minaccia l’America. [..] Non concede alle donne di sentirsi il vento tra i capelli.
Il presidente mi sembra davvero l’unico che si comporta in modo che va oltre le solite politiche di equilibrio. Per fare una metafora da circo lui, tra gli uomini di Stato, è un lanciatore di coltelli mentre gli altri solo dei clown.
Silvia Valerio è quindi pronta a concedersi al Signor Presidente, che sprizza virilità da tutti i pori e sarebbe anche pronta a scappare in Iran, indossare il velo, poichè non la vede come una cosa così drammatica. Se davvero non è una cosa così drammatica, allora ci sono milioni di donne pazze in Medio Oriente, pronte a perdere la vita per levarsi dalla testa un velo che “non mi risulta che sia pesante né provochi cefalee, non capisco tutta questa indignazione delle donne. Ci sono problemi ben peggiori del velo“.
La giovane sarebbe pronta a rinunciare alla sua carriera appena avviatasi, tanto in Iran gli scrittori non ci possono stare perchè il Presidente non li vuole:
Non farò la scrittrice, in un mondo dove non c’è molto di cui lamentarsi si può anche rinunciare a scrivere.
E’ deciso, gli iraniani che si ribellano e quelli che vorrebbero farlo, non ci hanno capito un bel niente. Speriamo di poter spedire Silvia Valerio a Teheran a spiegarglielo meglio, mentre intanto con la sua mossa di marketing azzeccatissima è riuscita a far parlare di sè.
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- Author: sally
- Published: mar 11th, 2010
- Category: Arte e Cultura, Attualità, Musica, Società, TV
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Ora esplodo, dammi tempo
Aggiornamenti sull’avvicinarsi della fine del mondo.
Di notizie clamorose ne sentiamo tutti i giorni, tant’è che ormai non ci stupiscono neanche più. Facciamo il sunto delle cose più simpatiche che accadono al e sul nostro pianeta, che si sta gingillando in attesa di farci esplodere, i presupposti ormai ci sono tutti.
A Pordenone un insegnante è stato licenziato in tronco perchè qualche volta si esprimeva in dialetto. Considerando che il dialetto da lui parlato fosse campano e che si trovasse a Pordenone, il perchè del licenziamento è facilmente deducibile. I genitori si sono presentati addirittura allarmati, terrorizzati dalla possibilità che i figli potessero non apprendere correttamente la lingua e che potessero essere contaminati da un dialetto proveniente dal profondo Sud.
“La “marilenghe” è un’altra cosa – dicono le esperte di lingua -. Questo non appartiene alla nostra tradizione”.
Il “Settati, piccì” desta scalpore perchè interrompe la tradizione nordica portandoci dentro un pò di quel Sud di cui lassù al Nord sembrano avere il terrore. Non per niente si tratta di quella fetta di Italia che promuove il dialetto, ma non il dialetto da terùn, diciamocelo. Non sia mai che la razza pura venga contaminata dal virus del meridionale. Ma cosa sarebbe successo a Napoli se a parlare il dialetto fosse stato un docente di Pordenone? Niente.
Il fatto è che non possiamo nemmeno lontanamente immaginare il disagio di un genitore al pensiero di avere un figlio istruito così male. Nemmeno a quello dell’insegnante deriso dagli alunni per il suo accento e licenziato per lo stesso motivo.
Mentre in Canada si fanno i banchetti a base di foca e in India i leoni rischiano l’estinzione, sull’Isola dei Famosi la gente muore di fame ed è depressa, e Mauro Marin vince il Grande Fratello, alla faccia di tutti quelli che lo odiavano.Valerio Scanu vince Sanremo, lanciando il tormentone del far l’amore in tutti i luoghi e in tutti i laghi. In tutto questo subbuglio di vittoria e depressione, l’amore trionfa su ogni cosa. Angelo Izzo finalmente sposa la giornalista Donatella Papi. La notizia del matrimonio imminente aveva già destato abbastanza scalpore, adesso che la frittata è fatta rimarremo in trepidante attesa per sapere che fine è stata riservata a quella povera donna.
Ricordiamo anche che viviamo nell’era in cui tutto è social network, in cui è possibile sapere tutto di tutti poichè ognuno è sempre intento ad aggiornare i suoi status tra piccole frasi e fotografie. La nuova tecnologia non sfugge neanche alla mafia, ma nemmeno la mafia sfugge alla nuova tecnologia.
Per esempio, Roberto Settineri, boss palermitano intento a costruirsi un impero in America, aveva deciso di utilizzare Skype come mezzo di comunicazione tra lui e i suoi colleghi d’affari. Con Skype, infatti, non lo avrebbero potuto intercettare. Ma è andata a finire male quando polizia ed Fbi sono andati a fargli visita.
Non da meno è la vicenda di Chris Crego, arrestato nel suo rifugio segreto grazie al suo aguzzo intelletto. Il criminale se ne stava a socializzare su Facebook, dove si poteva tranquillamente trovare l’indirizzo del suo nascondiglio, leggendo il suo profilo. Per non farsi mancare nulla, anche luogo e nome dell’azienda in cui lavorava. Adesso Crego non può più stare su Facebook, ma attende con ansia il 5 aprile, giorno in cui verrà processato, per sapere che ne sarà di lui.
Per il momento è tutto, o anche troppo. Ora ti taggo su Facebook, dammi tempo.
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- Author: sally
- Published: gen 12th, 2010
- Category: Attualità, Politica, Società, Storia
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Di Rosarno e di altri demoni
La storia è ciclica. Siamo arrivati anche a New York. Inutile aggiungere altre parole.
“Il tuo Cristo è ebreo. La tua democrazia greca. Il tuo caffè brasiliano. La tua vacanza turca. I tuoi numeri arabi. Il tuo alfabeto latino. Solo il tuo vicino è straniero”
(1994, manifesto sui muri di Berlino)

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- Author: Jack
- Published: nov 29th, 2009
- Category: Approfondimenti, Attualità, Cinema, Libri, Politica, Storia, TV
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La Mafia non esiste. Strozziamoci tutti.
La Mafia non esiste.
Non è una frase nuova.
Lo dicevano già i politici democristiani tra gli anni ’60 e ’70.
Lo ha più volta fatto capire Giulio Andreotti.
Lo ha detto Vittorio Sgarbi.
Lo ha ribadito Marcello Dell’Utri.
Ora anche il nostro Premier Silvio Berlusconi lo lascia intendere.
La mafia non esiste.
Chi ha scritto seri televisive come “La Piovra”, dovrebbe essere strozzato. Lo stesso per chi ha scritto libri che parlano dell’argomento.
Queste persone creano una pessima immagine dell’Italia e grazie alle loro invenzioni ottengono successo.
Poco importa che c’è chi ci crede davvero e sa dove andremo a finire.
Però che la mafia non esiste andiamo a dirlo alle oltre 150 vittime di Cosa nostra, alle oltre 30 vittime della Camorra, alle altrettante vittime della ‘Ndrangheta, alle poco pià di dieci vittime della Sacra Corona Unita.
Andiamo tutti quanti a dire che la mafia non esiste a coloro che ancora ricordano la Strage di Capaci, che lo sappiano Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro, che lo sappiano le rispettive moglie e i figli.
Urlatelo a coloro che hanno subito la Strage di Via D’Amelio, Paolo Borsellino, Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina, e le loro rispettive famiglie devono saperlo.
La mafia non esiste. Le stragi di mafia non esistono.
E’ tutta fiction! E’ un’invenzione di chi vuole male all’Italia. Mi spiace per Roberto Saviano, ma inventa cose che danneggiano la nostra immagine. Insieme a lui anche Mario Puzo ha scritto cose assurde e come quelli della “Piovra” anche Francis Ford Coppola nel riprendere “Il Padrino” ha disegnato qualcosa che non esiste.
Non importa poi se la maggior parte di produzioni della TV che negli ultimi anni abbiano avuto a che fare con mafie di vario genere siano state prodotte da Mediaset. Il resto non va bene.
La mafia non esiste.
Non ha quindi senso di esistere nel Codice Penale l’associazione per delinquere di tipo mafioso, possiamo tranquillamente eliminare da esso l’art. 416 bis.
Non ha nemmeno valore l’esistenza del concorso esterno in associazione mafiosa, quindi può scomparire proprio l’art. 416 del codice penale. Forse è proprio questo il motivo di tanto parlare vero?
E tutti qui poveri detenuti per queste infamanti accuse? Liberiamoli no? Sono vittime di invenzioni!
E i pentiti di mafia? I cosiddetti collaboratori di giustizia? Puniamoli perchè hanno detto il falso! All’inferno!
La mafia non esiste.
Datevi tempo e abituatevi a crederci. Strozziamoci tutti.
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- Author: sally
- Published: set 16th, 2009
- Category: Approfondimenti, Arte e Cultura, Attualità, Politica, Sanità, Scienze, Società, TV
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Le notizie delle ultime ore
Cala il consenso per Obama, presidente degli Stati Uniti acclamato dalle folle, in continua ascesa e poi STOP. C’è un punto in cui non si sale più, baratro e passo indietro. Ha toccato argomenti sbagliati.
Il consenso per il Presidente del Consiglio italiano invece è costante, ma soprattutto elevato. Nel frattempo la mala recitazione di Gabriel Garko batte la mala recitazione di Bruno Vespa, che in “Porta a porta” accenna al contraddittorio mentre Berlusconi divora la scena e mette tutti a tacere.
In Calabria c’è il mare inquinato. Lo sapevamo. Per i rifiuti tossici. Lo sapevamo. Colpa della mafia. Lo sapevamo. Sapevamo che le navi non sono affondate ieri, però siamo rimasti zitti. Anche questo, ci piace così.
L’UE dice che non si possono respingere coloro che richiedono asilo politico. Maroni sa che non si rivolge all’Italia. Mandiamoli via tutti.
E’ morto Patrick Swayze, il 2009 continua a mietere vittime. Ogni mese si ricorda che è morto Michael Jackson, è morto pure Mike Bongiorno. E’ morta un sacco d’altra gente. Voglio commemorare anche le persone saltate in aria in Afghanistan, i morti di fame in Nigeria e i condannati a morte, i cinesi che hanno parlato troppo.
Il principe Harry fa il compleanno, tanti auguri.
Le balene muoiono nel Tamigi e i gatti australiani tornano a casa dopo tre anni di pellegrinaggio. Julia Roberts mangia la pizza a napoli, gli uomini dicono più bugie delle donne.
Tra le notizie psico-scientifiche, che ci avvertono quando la cioccolata fa venire il mal di testa e quando invece lo cura, arriva un nuovo messaggio: Non sculacciate i vostri bambini, cresceranno aggressivi. Ecco perchè poi uccidono un uomo per una sigaretta o per dieci euro Perchè li avete sculacciati. Quando finiranno in tribunale potrete sbaciucchiarli.
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- Author: sally
- Published: set 13th, 2009
- Category: Attualità, Ecologia, Economia, Politica, Sanità, Società, Storia, TV
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A che ora è la fine del mondo?
Cito direttamente dal mio libro di sociologia, riguardo il “processo di civilizzazione”, teoria proposta settant’anni fa da Norbert Elias:
“Secondo questa teoria, nel Medioevo la vita quotidiana era caratterizzata dal sopruso, dalla violenza, dalla guerra, perchè in Europa vi era una pluralità di poteri sovrani in concorrenza e in lotta fra loro. Gli uomini vivevano così in uno stato permanente di insicurezza e di paura, pronti a difendersi dagli altri e ad attaccarli per primi. La situazione iniziò a cambiare [...] quando un potere territoriale più forte trionfò su quelli più deboli e a poco a poco si instaurò il monopolio della violenza legale da parte dello stato. [...] Gli individui abbandonarono a poco a poco la spontaneità, l’irruenza, l’autoindulgenza ed impararono a dominare se stessi, a controllare le proprie pulsioni e passioni, a regolare l’aggressività.”
Nel 2009 siamo ben lontani dal periodo medievale, dalla caccia alle streghe e tutto il resto. Anche se abbiamo avuto massacri e morti a non finire, roba da far provare invidia ai soldati dell’Impero Romano. Abbiamo inventato le bombe intelligenti, così colpiscono solo dove c’è da colpire, come se realmente si dovesse fare. Abbiamo inventato l’informazione. Così tutti possono essere sempre al corrente di quel che avviene intorno a loro. Abbiamo inventato il potere, così chi lo detiene può filtrare le informazioni. Abbiamo inventato il terrore, o meglio, abbiamo imparato a manipolarlo.
Nel 2009 siamo ben lontani dal periodo medievale, eppure leggo che in Giappone massacri e mattanze di delfini e balene sono ancora attuali, nonostante i richiami e le proteste di animalisti e persone sensibili riguardo l’argomento. Così il mare si riempie di sangue, il mare è un immenso cimitero in cui vi sono sepolti tesori, popoli, rifiuti tossici. Uno sterminato deposito di sangue, che tutto nasconde e sempre tace. E nonostante sia così sporco e pieno di sé, riesce sempre a lavarci la coscienza.
Siamo nel 2009, lontani dal medioevo e da quell’accozzaglia di persone in procinto di evolversi e pronte alla civilizzazione, e leggo che a Ponteranica, in provincia di Bergamo, il sindaco leghista ha deciso di rimuovere la targa di Peppino Impastato, morto nel 1978 per mano della mafia, simbolo di una lotta che non scorge una fine. Lotta scoraggiata da persone come colui che ha motivato la sua decisione sostenendo di voler onorare principalmente personalità locali. Come se nel morire non fossimo tutti uguali, come se a saltare in aria in Sicilia piuttosto che in Lombardia sia tutt’altra cosa. Forse perchè in Lombardia hanno più dignità di un “terrone”, forse perchè in Lombardia la mafia non c’è, ma i paraocchi sì.
Siamo nel 2009 e quasi mi sembra di tornare al medioevo, impazza l’omofobia. Mi sembra di tornare ai lager, mi sembra che vogliano riaprire i gulag, mi sembra di tornare semplicemente indietro. Mandiamoli tutti fuori questi poveri gay, sono la rovina della società! Non importa se il Presidente del Consiglio e i politici tutti si prendono gioco di noi. Il vero dramma della società sono i gay, sono piaghe da curare, eliminare. Per cui prendiamoli a botte, sono diversi da noi. Siamo negli anni zero, quelli di un posto migliore nel mondo, quelli in cui ancora esistono categorie di persone. Esistono gli immigrati, i gay, i meridionali, è l’era del diverso. E’ l’era in cui ci si dimentica che sono tutte persone, buone e cattive indipendentemente dalla loro provenienza e dalla direzione che hanno scelto di seguire.
Gli anni zero, quelli dei nuovi divertimenti per adolescenti. Picchia la coppietta, e sarai più “figo”. Quelli in cui il divertimento va di pari passo con la violenza. Se non c’è sangue e bestialità la vita diviene fallimento. Dov’è il punto in cui tutto si è spezzato e ci siamo lasciati cadere a peso morto dritti verso l’inferno?
Gli anni zero, l’evoluzione, gli anni in cui il tg mi parla perennemente della stagione più calda degli ultimi vent’anni esattamente da vent’anni. Lo stesso tg che mi parla per trenta secondi del tentativo del Presidente degli Stati Uniti di offrire una garanzia sanitaria per tutti e per i cinque minuti successivi mi parla dei video-scandalo di Pamela Anderson e delle lotte di stile tra gli emo e i truzzi in Piazza del Popolo. Il tg che consulta psicologi e specialisti di ogni genere, perchè la scuola sta per iniziare e i bambini non sanno che zaino indossare per non rovinarsi la schiena, subiscono un trauma perchè è finita la stagione dei divertimenti e si dimentica del Darfur, lo Zimbabwe, il Congo, la Cambogia, l’Afghanistan, il Brasile, si dimentica di mezzo mondo, dei bambini soldato, di quelli che spacciano il crack, quelli che vivono nelle fogne, di quelli che saltano in aria tra le mine anti-uomo, che non hanno nemmeno più le mani per scrivere il tema del loro primo giorno di scuola, o le gambe per camminare fino alla scuola, soprattutto perchè a scuola non ci vanno. Non c’è tempo, nella guerra, per consultare lo psicologo e chiedere quale sia il modo migliore per superarla.
Il tg in cui si chiede alla gente che sta male come sta. Siamo negli anni in cui va di moda l’ecologia, la gente si lamenta delle città sporche e poi butta i fazzoletti, le carte e le sigarette per la strada. Il mondo in cui tutti si lamentano del mondo e se ne stanno fermi, aspettando che decida di cambiare da sé.
A che ora è la fine di quel mondo? Datemi un orario, perchè io, quel giorno voglio esserci e voglio stare in prima fila.
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- Author: sally
- Published: set 9th, 2009
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Meno male che Silvio c’è!
Ieri il Paese è rimasto sconvolto dalla notizia dell’improvvisa morte di Mike Bongiorno, personaggio storico della televisione italiana.
Mike è un personaggio indimenticabile, chi non è cresciuto guardando almeno uno dei suoi programmi?
Quello che più mi ha colpito, oltre alla notizia della sua morte, è stato leggere, nell’informazione appena sputata dall’ANSA, il commento immediato di Silvio Berlusconi.
Perchè Silvio Berlusconi è ovunque e lo è sempre in prima linea. Per cui, più che la morte di Mike Bongiorno, sembrava spiccare il commento del premier, triste per la perdita di un “grande amico”.
Il “grande amico” di Silvio Berlusconi, qualche mese fa, in un’intervista a “Che tempo che fa” con Fabio Fazio, sosteneva di essere molto rammaricato per il fatto di essere stato licenziato da Mediaset senza aver ricevuto nemmeno un trattamento propriamente rispettoso.
Come si può vedere dal video, Mike Bongiorno dice:
“Sono molto triste perchè dico, cosa ho fatto? Non è possibile che dopo 30-35 anni che uno lavora in un gruppo contribuendo a fondarlo di colpo sei fuori e nessuno neanche ti saluta o ti stringe la mano!”.
Solamente dopo la lamentela in diretta, il “Gran Patrono“, così lo definisce Mike, ha ritenuto opportuno telefonare per poter parlare con il suo “grande amico”.
Il “grande amico” è anche colui che ha fondato Mediaset con Silvio Berlusconi, definito adesso dal figlio, Pier Silvio, “un pezzo della storia della televisione, della storia del nostro paese e anche della mia vita personale.”
Berlusconi sostiene anche di aver parlato con Bongiorno proprio la settimana scorsa, poichè aveva in progetto di farlo diventare senatore a vita, l’unico sogno rimasto irrealizzato del famoso presentatore.
E se è sempre di Berlusconi che bisogna parlare, piuttosto che d’altre questioni meno rilevanti, dimentichiamoci delle elezioni in Afghanistan, dell’annuncio di Isabel Allende, colpita dall’Influenza A, i morti nell’alluvione ad Instanbul , gli incendi, la mafia, l’Iran e da tutto quello che il mondo ha da riservare alla sezione cronaca. Concentriamoci invece sull’intervento del premier alla Fiera del Tessile di Milano, in cui, colpa di un lapsus, definisce le tendopoli allestite in Abruzzo, “tangentopoli“. Soltanto dopo essere stato interrotto si rende conto dell’errore e come sempre, punta all’ironia, immancabile. Lancia la moda dei “cattocomunisti” e promette sempre il meglio per il nostro splendido Paese, la crisi è quasi completamente svanita. E come lui stesso sostiene, sempre nell’ambito dell’intervento alla fiera, “meno male che Silvio c’è“. Altrimenti non sapremmo più che argomento tirar fuori tra una parrucchiera e una fermata d’autobus.
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