Ora Muoio, Dammi Tempo

I morti sanno soltanto una cosa: che è meglio essere vivi.

L’elenco di come il Premier Silvio Berlusconi definisce gli altri

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E’ tempo di liste, non di quelle elettorali, ma di elenchi che indicano qualcosa, come ci ha insegnato “Vieni Via Con Me”. Noi di Ora Muoio Dammi Tempo sicuramente alla trasmissione di Fabio Fazio e Roberto Saviano non ci arriveremo mai, ma vogliamo pubblicare il nostro, quello dei titoli, degli appellativi e dei modi in cui il nostro Premier Silvio Berlusconi ha chiamato ed identificato gli avversari politici, i presentatori, le persone comuni, i suoi contestatori, i concorrenti, gli amici e i nemici.

  • Comunisti
  • Mistificatori
  • Gay
  • Catto-Comunisti
  • Giovane, Bello e Abbronzato
  • Coglioni
  • Pletorico
  • Più Bella che intelligente
  • Matti
  • Sovvertitori
  • Cornuto
  • Antidemocratici
  • Matto
  • Cancro
  • Disturbati Mentali
  • Gelosi
  • Troppo intelligente per essere un mafioso
  • Menzogneri
  • Creatori di menzogna
  • Corrotti
  • Magistrati rossi
  • Magistrati di sinistra
  • Prepotenti

Tutti sono rinvenibili in rete o nei vari quotidiani usciti in edicola negli ultimi anni, sicuramente ce ne saranno tanti altri che abbiamo dimenticato, ma siamo certi di come questi già bastino.

Sud, questo sconosciuto

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L’Italia pre-invasione dei Mille era spezzata in due. Un Nord che iniziava a proliferare, nascevano i primi centri industriali e le città si popolavano, se ci fosse stato Bossi all’epoca avrebbe potuto elogiare i frutti della terra padana, motore dello stivale. A Sud c’erano i briganti ma non c’erano le strade. Si parlava di barbarie e a dire il vero, gran parte dell’Italia non sapeva cosa ci fosse a Sud. Era come se vi fosse, da un certo punto in poi, l’ingresso per l’inferno, luoghi inaccessibili e condizioni di vita sconosciute anche ai personaggi politici. Cristo che si fermava a Eboli, e forse era già andato troppo in là.

Poi è arrivato un omino di nome Garibaldi ed ha messo insieme le due cose, se ci fosse stato Bossi all’epoca, sarebbe stato particolarmente stizzito dal gesto del Beppe, pensate che a distanza di secoli lo è ancora e non ha nemmeno visto com’è andata.

Dal 1860 al 2010 non è cambiato poi tanto. L’Italia è divisa in due, il Nord continua ad andare per la sua strada, al Sud le strade ancora non ci sono, o meglio, non ci sono più. E parliamo di strade in senso materiale, ma anche in senso metaforico. Quelle che ci sono, vanno via. Quelle che non vanno via, te le tolgono. Basta un po’ di pioggia per disagiare un’intera regione, eppure non se ne preoccupa nessuno, lo Stato latita nel momento del bisogno, ma chissà perché ad espiare le colpe della politica italiana è sempre e solo il malfamato Sud. Non piace da nessuna angolazione, tant’è che ci vogliono levare pure i treni, così è sicuro che non andiamo ad invadere la terra buona, che dell’immigrazione ci siamo stancati un po’ tutti.

I Siciliani magari per arrivare a Roma prenderanno un taxi, un traghetto, e poi un altro taxi, perché tanto le Ferrovie dello Stato hanno deciso che di treni laggiù non ne servono. Non pensate sia davvero ridicolo che per andare da Gioia Tauro a Bari ci metta otto ore e debba cambiare tre treni? E’ lo stesso tempo che ci metto per andare a Firenze e con un solo treno o, male che vada, cambio a Roma e da lì è una passeggiata.

Come in tutti i luoghi abbandonati, le case vecchie, diroccate, quelle di campagna, poi, arrivano i topi. I topi del Sud sono un male che sembra essere inestirpabile, ci dicono che dobbiamo combatterlo con determinazione, ma se ci tolgono ogni mezzo per poter reagire, se ci indeboliscono, saranno i topi a prendere il sopravvento. O lo hanno fatto già. E noi non abbiamo il veleno buono per farli fuori.

Oggi voglio ringraziare lo Stato per la sua presenza costante nel Meridione, per tutti i problemi risolti. Ringrazio Silvio Berlusconi, il miglior Presidente del Consiglio degli ultimi 150 anni capace di fare miracoli, insieme al suo Governo, di aver combattuto assiduamente la mafia raggiungendo progressi inaspettati, di aver levato il fango dalle strade, di averle ripristinate e rese agibili anche sotto il temporale, ringrazio le Ferrovie dello Stato che ci tolgono una corsa per volta, in modo tale da facilitare il viaggio verso Nord. Ma forse questo Nord, questo Paese dei Balocchi dove tutto funziona e la mafia non esiste, noi del Sud non ce lo meritiamo. Noi siamo il cancro del Paese, e pertanto siamo destinati a sguazzare, letteralmente, nel fango. Grazie, Italia.

Caro Il Giornale.it

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Caro il giornale.it,

questa volta devo proprio dirlo che come scrivi a sproposito tu nessuno mai. Io sono una persona che un tempo aveva sognato di diventare giornalista, ma la mia idea di giornalismo si avvicinava più a quella di gente come Tiziano Terzani, e poi ogni cosa è sfumata perché il mio quotidiano è circondato da articoli scritti da gente come quella che lavora per ilgiornale.it, che significa circondato dal nulla.


[Ieri sera Fabio Fazio e Roberto Saviano hanno fatto una cosa straordinaria, sono riusciti a distogliere gran parte d'Italia dallo svuotamento cerebrale che ogni lunedì sera va in onda su Canale 5 e che non nominiamo per non inserire troppi pessimi elementi in questo post (ho già scritto Il Giornale e Canale 5).

L'unica argomentazione che oggi il giornale ha per screditare "Vieni via con me" è quella economica, ha fatto i conti in tasca al programma più che basarsi sui contenuti concreti, che non nega però di non aver apprezzato. Impossibile apprezzare il fatto che si aprano gli occhi della gente e si parli di decadenza della democrazia quando siamo tutti liberi di esprimere la nostra opinione e abbiamo un angioletto di presidente del consiglio e giornalisti dalla indicibile bravura che ci raccontano solo la verità nuda e cruda.

Le argomentazioni del programma vengono ridicolizzate, da Fazio("l’intervista­tore più morbido di Gigi Mar­zullo, ha trovato un nuovo mestiere: il barman") a Saviano (il "pezzo forte" della serata è il suo show) che viene descritto come un uomo ossessionato dalla mafia e dalla democrazia, praticamente un povero cretino che gira con la scorta e parla di cose che non sono mai esistite. La mafia. Ma anche la democrazia.

Sembra che tirare in ballo la scomoda morte di Giovanni Falcone sia stata una scelta poco azzeccata, la prossima volta consiglierei a Fazio di scrivere la trasmissione direttamente con la redazione de il giornale, che non ha gradito il poco spazio ottenuto. Perché tirare in ballo la mafia e i problemi della libertà del Paese, in una democrazia come quella italiana è un gesto da non imitare: bambini, non fatelo a casa.

Questo è un Paese libero in cui ognuno ha il diritto di esprimere la propria opinione, un così bel Paese dove nessuno mai è morto per mafia per il semplice fatto che la mafia non esiste e se mai ci fosse stato un accenno di mafia (questa misteriosa creatura), il governo attuale e solo il governo attuale, è riuscito a combatterla. Italia, paese dei miracoli, la spazzatura di Napoli sparisce e spariscono anche le accuse al Presidente del Consiglio che a giorni andrà dal papa per farsi incoronare re, mentre tutte le sue escort saranno le più attive nel mondo politico, ma solo dai 13 anni in su. E così come sparisce tutto questo, spariscono gli italiani, fagocitati da una realtà controllata dall'alto, ancora convinti di essere in un sistema equo.]

Io non lo so quale sia il modo per divincolarsi da tutto questo, ma una via d’uscita ci deve essere sempre ed io oggi, caro ilgiornale.it, vorrei ringraziarti con tutta me stessa di farmi sentire ogni giorno più convinta e determinata che dobbiamo trovare questa soluzione al più presto.

Bunga Bunga e Rubacuori: meglio porci che gay

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Il mondo omosessuale è in subbuglio per l’ultima battuta geniale di Silvio Berlusconi, che per difendere il suo stile di vita che non cambierà mai, ha dichiarato che è meglio apprezzare le belle donne che essere gay.

Oltre al caso di omofobia, avranno tutti compreso che si trattava di una battuta di pessimo gusto e forse gli italiani, da brave pecorelle, inizieranno a capire che è di cattivo gusto mantenere un personaggio simile al governo.

Berlusconi non avverte minimamente l’importanza della carica che detiene e che dovrebbe essere un esempio per gli italiani, ma se è questo che gli italiani vogliono, se è questa la figura che li impersona e li rappresenta nel resto del mondo, allora io mi dissocio. Mandatemi in esilio.

Meglio porci che gay, quindi. Intanto la vicenda di Ruby Rubacuori appassiona l’Italia e il resto del mondo, ma ho come l’impressione che ormai la gente sia assuefatta e che scambi gli eventi di cronaca per le puntate di Beautiful e Centovetrine.

La differenza, per me, è che adesso non devo aspettare l’ora di pranzo per rigurgitare, se ne parla a tutte le ore. E se il caso Sarah Scazzi aveva appassionato l’Italia, che si è riscoperta come un Paese di criminologi, è ben più appassionante lo scandalo sessuale, l’ennesimo che coinvolge il nostro simpaticissimo Presidente del Consiglio. Arrivano i racconti scandalo, se ancora rimane qualcosa che ci scandalizzi, sui festini del PDL, manco fosse una vera novità.

E’ questo il governo che ci meritiamo? E’ questa la nostra identità? Ragazzine minorenni che si prostituiscono a casa di chi poi fa le leggi contro la prostituzione e la pedofilia? Quello dell’escort è il mestiere del decennio? Per entrare in politica bisogna per forza perdere le mutande strada facendo? Italia, svegliamoci, vogliamo cambiare questa situazione? Sarebbe bello, meraviglioso, scandalizzarsi per aver fatto salire al governo un Presidente serio. Utopia, oramai.

Marchionne sputa nel piatto dove ha mangiato

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Ieri sera Sergio Marchionne, Amministratore Delegato del Gruppo Fiat, è stato ospite di Fabio Fazio a “Che Tempo Che Fa”, nel corso della quale ha dichiarato: “Nemmeno un euro dei 2 miliardi dell’utile operativo previsto per il 2010 arriva dall’Italia. La Fiat non può continuare a gestire in perdita le proprie fabbriche per sempre”, sputando di fatto nel piatto dove da anni mangia.

Al di là della verità di tale dichiarazione, sacrosanta per l’amor del cielo, capita che in un paese una azienda arrivi a non prendere profitti, ma forse tale manager dovrebbe ricordarsi di tutti gli aiuti ricevuti dal governo, di tutti i finanziamenti statali, delle varie casse integrazioni passate (e di quelle che stanno arrivando), così magari se la sua idea è quella di andare via dall’Italia, prima di farlo potrebbe anche pensare di restituire i soldi agli italiani.

Sergio Marchionne - A.D. FIAT

Sergio Marchionne - A.D. FIAT

Sarà anche vero che “l’Italia è al 118/mo posto su 139 per efficienza del lavoro e al 48/mo posto per la competitività del sistema industriale“, ma essendo la FIAT il più grande gruppo industriale italiano, forse una buona cattiva parte la fa soprattutto lei.

Ora mi vergogno, dammi tempo

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Avete ascoltato e guardato bene questo video?

Ditemi che sta parlando del magico Natale di Topolino e che non sta paragonando l’uscita dei poveri minatori cileni a quella dei concorrenti del Grande Fratello.

Ritengo che i giornalisti (almeno il 90% per non esagerare) del nostro Paese non debbano essere etichettati come tali, ma dovrebbero vergognarsi di propinare certi servizi alla gente.

“A colpo d’occhio, le sequenze sono identiche e, in un certo senso, è identico lo stato d’animo di chi esce…[...]“. Peccato ci siano differenze sostanziali: mentre le immagini scorrono e il mio volto ha un’espressione sempre più contrita non posso fare a meno di pensare alla differenza tra la gioia di Mauro Marin e del povero signor Nessuno Sepulveda che dopo mesi di buio ha finalmente potuto riabbracciare i suoi cari. Uno è stato in una casa a far nulla e a dimostrare nulla, vincendo una notevole somma di denaro per nulla, rivelando poi di essere anche uno schizofrenico e passando da una discoteca all’altra acclamato come un supereroe. L’altro è rimasto sotto terra perchè stava lavorando per portare il pane a casa, ad attenderlo fuori una folla di persone in ansia per la sua vita e quella dei suoi colleghi, niente soldi, niente stress da televisione, non avrà nessuna crisi in diretta, da domani non ci ricorderemo nemmeno che tutto questo è accaduto.

Peccato che queste piccole differenze rendano il paragone a dir poco blasfemo, soprattutto considerando che viene lanciato dal TG5, in onda su una delle reti più seguite d’Italia. Recuperiamo la frase: “A colpo d’occhio, le sequenze sono identiche e, in un certo senso, è identico lo stato d’animo di chi esce dalla cattività, che sia in miniera o in un reality [...]“. Non so se ve ne state rendendo conto, ma il disagio di quest’uomo viene sminuito come se avesse trascorso gli ultimi due mesi della sua vita a prendere il sole in giardino e a tuffarsi in piscina e a litigare con i colleghi perchè voleva gli spaghetti al posto delle penne.

Non siamo forse in pieno regime, quando la tv propone servizi così vergognosi? Santoro viene sbattuto fuori e noi ingurgitiamo notizie accuratamente selezionate per non temere il peggio. Ma il peggio è già qua. Io mi vergogno di un Paese così, mi vergogno di una televisione così, mi vergogno di giornalisti così, mi vergogno del fatto che prendano soldi per scrivere spazzatura, mi vergogno del fatto che ci sia gente meritevole a fare la muffa. Mi vergogno, ma se mi date tempo muoio, così non ci penso più.

Un calippo e ‘na bira: ora muoio per davvero, dammi tempo

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L’altra sera ho visto Chiambretti che ospitava le due celebrità dell’estate: le due ragazze di Ostia che non conoscono altra lingua al di fuori del dialetto romano e che hanno inspiegabilmente avuto un successo clamoroso con il video sottotitolato che le prende palesemente in giro.

Tutti i telegiornali, a parte il web, a parlare di queste due. Si è capito che in Italia non abbiamo eroi e miti da seguire, ci piace fare raccolta di ignorantoni e farli spopolare. Forse per sentirci meno peggiori di quel che siamo? I fenomeni da baraccone rassicurano l’ego dell’italiano medio?

Chiambretti non è stato, al solito suo, clemente con le ragazze, che sembravano essere state stordite e piazzate sulle poltrone e ridevano senza mai capire il senso di una frase intera, al massimo qualche parola.

Il bello è che oggi mi è capitato di vedere che sono anche a Verissimo, mentre spiegavano di avere un agente che si cura dei loro impegni. Quindici anni, due volte bocciate alle scuole medie, l’italiano un ricordo lontano, voja de studià saltami addosso, sguardo vuoto e risata ebete. Poi che gusto c’è a farsi prendere in giro in diretta tv davanti a tutta Italia, qualcuno me lo spieghi.

E qualcuno mi spieghi perchè l’Italia vuole vedere questi due esseri privi di materia grigia, a questo punto decreto il mio decesso morale. Poi muoio tutta, datemi tempo.

Sfizi, Armistizi, Giudizi, Vizi e Supplizi

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Nel mondo succede che Google decida di scassare le palle ai suoi utenti, l’ETA dica basta agli spargimenti di sangue, Michela Murgia vinca il Premio Campiello 2010 e allo stesso tempo e stesso posto che Bruno Vespa faccia apprezzamenti poco carini nei confronti di Silvia Avallone.

Nel mio ufficio succede che siamo da 16 giorni senza un condizionatore, a soffrire tutto il giorno il caldo. Qui dentro puzza un pò di bestiame. Ma forse perchè in fondo si, come bestie siamo trattati.

De Eloquentia: aggiornamenti dalla fine del mondo, vogliamo Bossi laureato

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Siccome una laurea vera non ce l’ha, la mitica Gelmini ha ben pensato che Bossi abbia bisogno di riceverne una, senza però faticare troppo che si sa, il cervello regge quel poco che può.

Così la geniale ministra che si occupa dell’istruzione delle vostre creature, che usciranno mentalmente deformate dal sistema, ha proposto una laurea honoris causa all’Università dell’Insubria a Varese.

In scienze della comunicazione. Sono diversi gli elementi nella vicenda che fanno venire la pelle d’oca: il fatto che la Gelmini si sia scomodata tanto, il fatto che Bossi meriti una laurea, il fatto che la richiesta sia stata avanzata già diversi anni fa, il fatto che nessuno si opponga, il fatto che sia in scienze della comunicazione.

Un leghista capace di comunicare non l’avevo mai visto prima d’ora, sinceramente. E il massimo della comunicazione che Bossi è stato in grado di esprimere è questo:

Umberto Bossi

Il laureato per eccellenza, altro che Dustin Hoffman, è Umberto Bossi. Ma perchè al posto di dare riconoscimenti a vanvera non impediamo a questi personaggi di prolificare e mettere al mondo creature come il Trota?

Tra i vari problemi di salute, Umberto Bossi deve aver avuto anche una paralisi al dito medio e sarà proprio per questo che è stato definito da Dario Galli “l’uomo politico.. più significativo degli ultimi 30 anni“. Meno male che non sono gli ultimi 150, altrimenti l’Altissimo Silvio (perdonate il giochetto di parole) si sarebbe incazzato.

Ora mi laureo, dammi tempo.

Strage di Bologna. 2 Agosto 1980 – 2 Agosto 2010. 30 anni.

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Era il 2 Agosto 1980, l’orologio segnava le 10:25, un boato scosse l’aria e nella sala d’aspetto di 2º classe della Stazione di Bologna Centrale, dove il pieno di persone in partenza o di ritorno dalle vacanze era assicurato, un ordigno a tempo esplose e fu la causa del crollo dell’ala ovest della Stazione.
Fu un’operazione precisissima e studiata, la bomba era posizionata con precisione militare, su un tavolino portabagagli alto 50 centimetri posizionato sotto il muro portante dell’ala ovest, lo scopo era quello di aumentare l’effetto dell’esplosione, in ciò fu perfetto, perfetto e cattivo, 25 kg di esplosivo che non lasciano scampo.

Strage di Bologna - 2 Agosto 1980

Strage di Bologna - 2 Agosto 1980

All’epoca i giornali intitolarano senza troppi limiti, e poco dopo Giuseppe Fioravanti (meglio noto come Giusva Fioravanti) ed il suo gruppo dei NAR furono incolpati della vicenda, negarano sempre e oggi ancora, in tutto ciò fu implicato anche Licio Gelli, forse per caso, forse no, era a capo della P2.
La gravità dei fatti fu comunque subito chiara, la scossa che diede l’accaduto non passò inosservata, vi fu una manifestazione di protesta in Piazza Maggiore durante la celebrazione dei funerali delle vittime che fece capire quanto la città fosse presente.

85 vittime, 85 persone morte,questo il resoconto finale della tragica esplosione, senza dimenticare gli oltre 200 feriti, di cui addirittura molti mutilati.

Oggi, a trent’anni da quel giorno, molti ancora chiedono giustizia, mentre infuriano le polemiche per la mancata presenza dei rappresentanti del governo che il Ministro della Difesa Ignazio La Russa giustifica richiamando il fatto che gli esponenti dello stato sono sempre stati fischiati negli anni precedenti.

Credo ci sia poco da dire, molto da riflettere. Oggi non ci sarà nessuno del governo, dove la situazione è esplosiva già di suo, ma ci sarà il mio pensiero, ci sarà il vostro, ci sarà un Italia che vuole essere migliore e che vuole giustizia.

Ora esplodono, dategli tempo.

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