Ora Muoio, Dammi Tempo

I morti sanno soltanto una cosa: che è meglio essere vivi.

Ora mi dimetto, dammi tempo

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Oggi è un gran giorno. Silvio Berlusconi ha dimostrato ancora una volta di volere il bene degli italiani. Loro lo hanno sollecitato, e lui si è dimesso. Perché in  fondo, ci vuole bene.

Sarcasmo a parte, non facciamo i soliti italiani che si rilassano con troppa velocità. I caroselli, gli abbracci e i trenini di stasera al Quirinale sono il simbolo di un’Italia che non si prende più a botte, ma preferisce gli abbracci. Dopo la mezzanotte, però, le carrozze si trasformano in zucche. Cerchiamo di far durare tutto un po’ di più.

Ricambi generazionali

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Ich bin ein berliner.

John F. Kennedy, 1963

 

Ora sono lampedusano anch’io.

Silvio Berlusconi, 2011

Nuove nuove dalla fine del mondo: barzellette nucleari

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Era da molto tempo che non mi aggiornavo sui piccoli passi che ci stanno portando verso la fine del mondo. Certo, il dramma del Giappone è stato un segnale fin troppo evidente, non c’era bisogno di aggiungere altro, ma a quanto pare la fine del mondo vuole iniziare proprio dall’Italia.

A Lampedusa continuano ad arrivare loschi personaggi dalla pelle scura, giungono dal mare e puzzano e danno fastidio e il signor Ministro Maroni non sa più dove metterli, così va a destra e a manca a chiedere ospitalità. Sarà che i francesi sono intrinsecamente stronzi, sarà che gli italiani ormai sono un popolo di giullari, ma nessuno vuole prendersi questi terroni potenziati. Quindi che fa Maroni per non creare ulteriore tensione in Europa? Dice che meglio soli che male accompagnati. Peccato che non si sia accorto che soli lo siamo già e incredibilmente, siamo così bravi da essere anche male accompagnati, nella nostra solitudine. E poi che dice il sior Maroni? “Usciamo dall’Europa“. Ma se proprio gli sta scomoda, perché non esce solamente lui? Punto di domanda.

Maroni medita di abbandonare l'Europa

Nel frattempo abbiamo Silvio Berlusconi che si diletta a scrivere brani sul Bunga Bunga insieme alle papi-girls e soprattutto a raccontare le sue esilaranti barzellette, che divertono solo e solamente lui. Tra tutte le barzellette che il premier, da buon mattatore, ha raccontato nel corso del tempo, c’è chi è disposto a giurare che la più assurda e divertente sia quella della “mela che sa di fi**” (censuriamoci, su), ma secondo il mio modestissimo parere, la barzelletta più divertente del premier è quella della prostituta che viene pagata per non prostituirsi. Non vi ha fatto morire dalle risate?

Che la fine abbia inizio, l’Italia è pronta!

Ora ti compro, dammi tempo: Berlusconi è un lampedusano

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Il potere di GOGOL è immenso. Si può trovare casa a buon prezzo. Qualcosa che non vada sopra i due milioni di euro. Magari su un’isoletta siciliana che giace in mezzo al mare, dove ci sia abbastanza movida da non annoiarsi. Che so, sbarchi di clandestini a tutto spiano, cose così, da adrenalina, insomma.

Applausi e gioia a Lampedusa, Silvio Berlusconi la vuole candidare al Nobel per la Pace (GUARDA IL VIDEO). Io il Nobel lo darei a Silvio. Ha comprato casa a Lampedusa per diventare lampedusano. Una bella casa vista mare. Vi mostro le foto pubblicate dall’agenzia. E’ bastato un click per salvare un’isola. Adesso Lampedusa spera che questo saggio acquisto del premier possa risollevare il turismo, che boccheggia da quando sul’isola non fanno che arrivare volti scuri e spaventati, con lo stomaco sottosopra, sporchi e sudici. Silvio è profumato, sorride, la sua voce è radiosa, sembra eterno, quest’uomo che promette il paradiso a tutti. Purtroppo, sembra eterno. Mentre il giorno del processo si avvicina, il nostro eroe si rivela impeccabile e incredibilmente presente.

Ha così tanti soldi che si compra villa Le Palme, ma non regala un posto a chi è arrivato la notte prima, la mattina, il pomeriggio, ringraziando Dio, Allah o chi per lui, di averlo fatto arrivare. Vivo. Pensa alla terrazza, Silvio, dove magari potrà fare il Bunga Bunga con qualche bellezza nordafricana, spulciando tra i nuovi arrivi, qualcosa di buono si troverà.

Lodato e applaudito, Silvio si sente come un dio, sorridente davanti al popolo lampedusano che sembra aver visto il Salvatore. Perché Silvio, ricordate, è come la charitas e prima o poi ci salva tutti, diamogli tempo.

Foto: vulcanoconsult.it

Ora sono sereno, dammi tempo: Saverio Romano, il Ministro Mafioso

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Ormai dire “mafioso al Governo” sarebbe come dire “spogliarellista in un night club“, cosa c’è da stupirsi? Il Governo attuale da tempo ormai predica la lotta contro la mafia e mostra con orgoglio i progressi raggiunti in questi anni tra un TG1 e un Tg4, ma se poi ci scappa un Ministero per un indagato, che problema c’è? Se il Presidente del Consiglio è l’uomo più perseguitato dalla giustizia degli ultimi 150 anni, il problema non sarà di certo Saverio Romano, nuovo Ministro per le Politiche Agrarie.

Saverio Romano

Solamente a settembre 2010, Saverio Romano abbandonava l’UDC senza risparmiarsi le polemiche e sul suo sito ufficiale commentava il suo possibile ingresso tra le fila del Governo con un titolo già di per sé eloquente, che recitava “Non sono interessato alle offerte di Berlusconi“:

Leggo già da diversi giorni di un mio inserimento in una lista di futuri sottosegretari del governo, ma è evidente che si tratta di fantasticherie. E’ chiaro che il premier ha tutto l’interesse a cavalcare l’onda del dissenso che ho espresso all’interno dell’Udc, ma la mia è una posizione politica dettata dalla voglia di dare un contributo alla crescita del nostro Paese. Non so quindi se piangere o ridere davanti a ciò che hanno scritto i giornali in questi giorni.

Davanti a tutte queste fantasticherie, evidentemente l’attuale Ministro deve aver perso la testa, poiché nel corso di pochi mesi ha cambiato idea. Ma diamo un’occhiata ai suoi guai giudiziari e cerchiamo di capire se il suo è un curriculum valido per entrare in politica e gestire l’agricoltura italiana. A leggere nomi come Cuffaro e Ciancimino, sembra proprio che Saverio Romano, palermitano, classe 1964, sia uno dei migliori candidati in circolazione:

  • Dal 1997 al 2011, Saverio Romano è stato presidente dell’IRCAC, ente creditizio siciliano. Da qui, galeotto fu l’incontro con Gianni Lapis con il quale Romano collaborò in qualità di consulente. Gianni Lapis è il prestanome di Ciancimino, Romano non ha alcun problema a negare di averlo conosciuto e successivamente ad ostentare tutta la sua sicurezza e tranquillità, rivelando ai magistrati:

Non ho alcun problema a dirle che lo conosco: fino a qualche anno fa era per tutti solo uno stimato avvocato tributarista e un docente universitario. Lapis è stato soprattutto consulente dell’Ircac, di cui ero presidente. Quando arrivai, lui era già lì da anni. Non sapevo che avesse altri interessi al di fuori di quelli del suo studio. Quando sono diventato deputato mi avrà cercato una volta al telefono per parlare, credo, di riforma fiscale.

  • Nel 2003, una volta iniziati i problemi giudiziari di Totò Cuffaro, iniziano anche quelli di Saverio Romano, fedelissimo compagno d’avventura. Su Totò Cuffaro pende una condanna di sette anni per favoreggiamento a Cosa Nostra e rivelazione di segreto d’ufficio, tanto per capire l’andazzo della compagnia.
  • Tra gli incontri eccellenti di Saverio Romano, rientra anche il boss mafioso Giuseppe Guttadauro. Saverio Romano lo incontrò per assicurarsi il suo sostegno elettorale.
  • Nel 2005, un altro personaggio legato a Cuffaro (ma anche alla famiglia Mandalà di Villabate), Francesco Campanella, rivela che Saverio Romano (all’epoca era Sottosegretario al lavoro del Governo Berlusconi) era stato eletto con i voti della mafia. Consapevolmente anzichenò. Ne dà conferma anche Nino Mandalà: un uomo, una garanzia.
  • Due anni fa è stato proprio Massimo Ciancimino a dichiarare che Saverio Romano è stato destinatario di un’ingente somma di denaro, che ammontava a 1.300.000 euro in contanti. Fu proprio Romano a prelevarla da un conto svizzero e la somma era necessaria ai fini di corruzione e parte della somma era destinata a Cuffaro.
  • Appena ottenuto l’incarico in qualità di Ministro delle Politiche Agrarie, Saverio Romano nomina Antonello Colosimo come nuovo capo di Gabinetto. Chi è Colosimo? Per farla breve, uno di quelli che ebbe un attacco di ridarella mentre L’Aquila cadeva a pezzi a causa del terremoto.

Tuttavia, Saverio Romano si dice sereno e non ha alcun problema a fare il Ministro. A giudicare dalla lista di misfatti, Romano ha la coscienza a posto e merita il ruolo che gli è stato affidato più di chiunque altro.

Non potrei essere più sereno leggo su Repubblica che i magistrati vorrebbero chiedere alla Camera dei deputati l’autorizzazione a utilizzare alcune intercettazioni che mi riguarderebbero: non ho nulla da nascondere, che siano pure utilizzate quelle intercettazioni, se esistono davvero. Intanto, faccio con serenità il ministro dell’Agricoltura. E le assicuro che ho tanti progetti, perché è l’agricoltura che ha unito l’Italia.

Se proprio dobbiamo essere un Paese sporco, dobbiamo esserlo fino in fondo.

I peccati dei padri ricadono sui figli: Roberto Saviano e i guai di Luigi

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Oggi per la redazione de IlGiornale.it, la mia redazione preferita, è un giorno di festa. Immagino tutti intenti a stappare spumante da cinque euro con quattro pastine alla crema perché hanno finalmente trovato il modo di accusare (sì, vabbè, lo fanno sempre) Roberto Saviano. Uno della sinistra, un comunista, uno controcorrente. Uno che ha addirittura il coraggio di dire che la mafia esiste e che parla di camorra, ma come si fa?

Roberto Saviano

Ebbene, si fa. Il padre di Roberto Saviano, stando all’articolo de IlGiornale, avrebbe qualche problemino giudiziario. Medico di base presso l’ASL di Napoli, Luigi Saviano è sotto processo per prescrizioni di ricette false e rimborsi non dovuti. I fatti hanno avuto inizio nel 2000, ma vanno avanti fino al 2006. Quasi esultando, nel pezzo viene raccontato che venivano prescritte delle ricette fittizie, non riconosciute, infatti, da coloro a cui risultavano attribuite.

Che vergona, Robbè. Tu che parli tanto di giustizia, e poi tuo padre ti frega così? Luigi Saviano sostiene di essere vittima delle truffe e di essere ignaro di ogni cosa. Valutando l’ipotesi che il tutto sia vero e che quindi l’uomo sia veramente colpevole per l’accusa di truffa, ricettazione, corruzione e concussione ai danni dell’Asl, che c’entra Roberto Saviano?

Il problema rimane sempre lo stesso, in saecula saeculorum: i peccati dei padri ricadono sui figli. Se nasci nel posto sbagliato, sei fregato a vita. Se il padre di Roberto Saviano è un truffatore, allora anche Roberto Saviano lo è. Questa è la logica che segue IlGiornale e che, diciamocelo, seguiamo un po’ tutti, divorati dal pregiudizio. Mettiamo caso che anche lo scrittore di “Gomorra” sia un truffatore: tutto quello che chiede un cittadino medio è la debita punizione del reato. Che sia fatto un processo, che ci sia una condanna e tutto il resto. E’ quello che si spera anche per Luigi Saviano, sebbene l’autore dell’articolo sia seriamente preoccupato che il processo possa scadere in prescrizione. In ogni caso, la criminalità merita una punizione come logica conseguenza.

La criminalità merita una punizione come logica conseguenza.

La criminalità merita una punizione come logica conseguenza.

La criminalità merita una punizione come logica conseguenza (nel caso in cui il concetto non fosse chiaro).

I guai giudiziari di Silvio Berlusconi sono iniziati nel 1979. Siamo nel 2011. Silvio Berlusconi è stato accusato, indagato, prescritto assolto, eccetera, per traffico di droga, falsa testimonianza, corruzione, finanziamenti illeciti, falso in bilancio, prostituzione minorile, sulle stragi del 1992-93, concorso esterno in associazione mafiosa, concussione, diffamazione aggravata dall’uso del mezzo televisivo, e molto eccetera, ad esser brevi.

Silvio Berlusconi è il Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana. Seguendo questa logica, Luigi Saviano ha ancora molta strada da fare, ma se continuasse a truffare e poi magari si mettesse a fare anche robe un po’ più serie, può darsi che diventi anche Papa.

L’amore ai tempi di Silvio Berlusconi

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Colui che sborsa settemila euro per sentirsi dire “micio, bello e bamboccione“.

Bunga Bunga parte II, Silvio Berlusconi indagato: maledetti comunisti!

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Riporto lo stesso articolo pubblicato su Forbiciate.com, riguardante il caso Ruby, “Bunga bunga parte II“. Silvio Berlusconi dichiara di non temere nulla e non si può non essere d’accordo con lui. Purtroppo ci sono molti “non comunisti” che continuano ad appoggiare il suo operato (e che operato!) e molti “comunisti” che inutilmente e invano tentano di farlo cadere dal trono, al quale è ben radicato. Ecco un piccolo (si fa per dire) sunto sui nuovi indagati.

Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi ancora una volta al centro del mirino ed ancora una volta pronto a puntare il dito contro i magistrati di sinistra e tutti quei comunisti che voglioni farlo fuori.

Il caso Ruby Rubacuori sembrava ormai acqua passata ed invece potrebbe essere la chiave per concludere una volta per tutte questo scomodo caso. Dalle indagini eseguite, risulta che la ragazza marocchina, Karima El Marhoug, abbia mentito durante gli interrogatori. Ruby Rubacuori, nome d’arte, avrebbe dichiarato di aver passato solamente poco tempo a casa del premier, che Silvio Berlusconi non era a conoscenza della sua età e non avrebbe avuto rapporti sessuali con lei. Ruby avrebbe dichiarato di essere stata  ad Arcore il 14 febbraio dello scorso anno, accompagnata da Emilio Fede, ed andò via dopo cena. La seconda volta fu il mese successivo, quella del fatidico Bunga Bunga, mentre l’ultima volta fu una cena molto tranquilla alla quale, secondo la testimonianza di Ruby, presero parte anche George Clooney ed Elisabetta Canalis.

EMILIO FEDE, LELE MORA E NICOLE MINETTI INDAGATI -Adesso, però, arrivano le perquisizioni a Milano e nella dimora genovese della ragazza marocchina, ora maggiorenne. Nel caso, oltre a lei, sono coinvolti Nicole Minetti, consigliere della regione lombardia, Emilio Fede e Lele Mora. Gli ultimi due sarebbero i gestori veri e propri di tutto il giro di starlette, prostitute, e varie ragazze di varie nazionalità disposte a tutto pur di ottenere qualcosa. E poi c’è Niccolò Ghedini, che deve occuparsi della difesa di Silvio Berlusconi, che oltre che dalla moglie, è stato definito “malato” anche da un’altra importante testimone, la cui identità rimane sconosciuta, ma fondamentale ai fini dell’inchiesta. Proprio questa testimone, insieme ad altre due, tutte amiche di Nicole Minetti, ha spiegato cosa succede durante le serate del Bunga Bunga: dopo una cena noiosa in cui il premier chiacchiera e racconta le famose barzellette, le ragazze vengono condotte nella “sala del bunga bunga”, una sorta di discoteca in cui possono travestirsi nei camerini. Infermiere, poliziotte, tutte a seno scoperto, hanno il compito di mimare scene di sesso nel modo più spregiudicato e disinibito possibile, per fare la gioia di Silvio Berlusconi ed Emilio Fede, oltre che di eventuali ospiti. La più brava, spregiudicata e convincente tra tutte, sarà debitamente premiata.

14 RAGAZZE  A MILANO 2- Al centro dell’inchiesta ci sono ben 14 ragazze che vivono a Milano 2, in appartamenti interamente pagati dal premier Silvio Berlusconi. Gli appartamenti sono stati perquisiti e al loro interno sono stati trovati vari oggetti e abiti di valore, sex toys ed anche le prove di versamenti in contanti che vanno dai mille ai cinquemila euro. Tra i nomi più in vista risultano Iris Berardi (18 anni, Miss Rocchetta 2009), Eleonora ed Imma De Vivo (le famose sorelle napoletane de “L’isola dei famosi”), Barbara Guerra, Marysthelle Garcia Polanco (Colorado Cafè) e diverse altre aspiranti showgirls, alcune già coinvolte nel caso d’Addario, collegato all’imprenditore Giampaolo Tarantini, altre provenienti dalla scuderia di Lele Mora, indicato insieme ad Emilio Fede e Nicole Minetti tra i più attivi “collaboratori” di Silvio Berlusconi per le serate di Arcore.

LA DIFESA DEGLI AVVOCATI DEL PREMIER- Niccolò Ghedini e Pietro Longo, ignorando le testimonianze veritiere e la gravità dei fatti, finiti sulle testate giornalistiche di mezzo mondo, continuano a compiere il loro lavoro, difendendo Silvio Berlusconi e parlando di un’indagine ” assurda e infondata”, una vicenda da considerarsi “più mediatica che processuale”; le ipotesi su cui si basa “sono state già ampiamente smentite da tutti i testimoni e dai diretti protagonisti” e l’unica conclusione possibile per questa faccenda, rimane l’archiviazione. I due proseguono, in una nota:

Si tratta in realtà di una gravissima intromissione nella vita privata del Presidente del Consiglio che non ha precedenti nella storia giudiziaria del Paese e che dimostra la insostenibile situazione dei rapporti con una certa parte della magistratura.

Intanto, dal PDL, Daniele Capezzone offre ai cittadini italiani la possibilità di “indignarsi o sbadigliare“, seppure Berlusconi sia assolutamente indifendibile, siamo certi che la giustizia italiana, la sua giustizia italiana, trionferà ancora una volta e l’Italia rimarrà sommersa da pagine di giornali che inneggiano al Bunga Bunga.

In memoria di Peppino Impastato

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Giuseppe Impastato

Cinisi, 5 gennaio 1948 – 9 maggio 1978

L’Italia sta finendo: Addio a Mario Monicelli

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Mario Monicelli

16 maggio 1915 – 29 novembre 2010

Mario Monicelli

Solo gli stronzi muoiono.

Il Maestro, però, rimane per sempre.

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