Un’umanità che non vuole crescere.
Non servono molte parole, ma solo un rispettoso silenzio per tutte le anime che sono nel vento.
Tags: Attualità, Auschwitz, guerra, Mondo, Musica, Politica, Società, Storia, VideoE’ stato attribuito a Barack Obama, presidente degli Stati Uniti, il premio Nobel per la pace.
La causa della pace sta a cuore all’umanità intera e in precedenza il prestigioso premio era stato assegnato a personaggi del calibro di Martin Luther King, Madre Teresa di Calcutta e Aung San Suu Kyi.
Il premio assegnato ad Obama è stato particolarmente discusso, poichè il Presidente da poco eletto, è stato premiato semplicemente per le intenzioni più che per le gesta compiute. Non si può mettere in discussione la sua volontà di mediare con i vari Paesi del mondo nel tentativo di costituire un posto migliore in cui vivere, ma alla luce dei fatti ancora la strada per raggiungere una pace o qualcosa di simile, è abbastanza lunga e ripida. Gli USA sono un paese ancora impegnato nella guerra.
Obama ha commentato l’evento sostenendo di non essere sicuro di meritarlo. “Come Presidente, Obama ha creato un clima nuovo nella politica internazionale: la diplomazia multilaterale ha riguadagnato una posizione centrale, con un’enfasi sul ruolo che le Nazioni Unite e le altre organizzazioni internazionali possono svolgere” è quello che ha detto il Comitato, ma una pioggia di critiche è arrivata da più giornali.
Il presidente venezuelano Hugo Chavez si è chiesto cosa abbia fatto Obama per meritare un tale riconoscimento. Quest’ultimo è stato considerato “bizzarro e postmoderno” dal Wall Street Journal, che ironizzato aggiungendo: “Per aver fatto pace con Hillary Clinton? Per aver rinunciato allo scudo missilistico e per aver incoraggiato gli iraniani? Perché sta preparando un aumento delle truppe in Afghanistan?“.
Sebbene gli intenti siano più che ammirevoli, non sarebbe stato più giusto premiare qualcuno attivo sulla scena mondiale e impegnato per la pace da molto più tempo di Obama e soprattutto con delle prove concrete da mostrare?
A questo proposito anche su Facebook sono sorti diversi gruppi che proponevano Gino Strada come candidato al Nobel. Strada è attivo da tantissimi anni, gli ospedali di Emergency sono dei piccoli miracoli che sorgono in mezzo alla guerra, eppure a lui non è arrivato alcun riconoscimento.
Non sarebbe allora il caso di prendere in considerazione anche gli intenti di Silvio Berlusconi? Anche quest’ultimo ha dei meriti diplomatici e più anni di attività politica alle spalle, rispetto al presidente americano. Tutte le motivazioni sono spiegate nel sito nato appositamente per proporre Berlusconi come candidato al Nobel.
Adesso facciamo la Pace, datemi tempo.
Tags: Attualità, Aung San Suu Kyi, Cultura, Emergency, Esteri, Eventi, Gino Strada, guerra, Hugo Chavez, Madre Teresa di Calcutta, Martin Luther King, Mondo, Obama, pace, Politica, premio Nobel per la pace, Silvio Berlusconi, USAPersepolis, celebre fumetto autobiografico dell’iraniana Marjane Satrapi, racconta la rivoluzione iraniana del 1979.
Il fumetto è diventato anche film nel 2007 ma oggi passa al web, il nuovo e più efficace mezzo di diffuzione di notizie. Quindi nasce Persepolis 2.0, ad opera di Sina e Payman e racconta la storia dell’Iran di oggi, dell’onda verde di Moussavi, il regime di Ahmadinejad e la morte di Neda, divenuta il simbolo della protesta.
Entrambi gli autori vivono attualmente a Shangai e si occupano di marketing, hanno deciso di riprendere alcune tavole di Marjane Satrapi, per raccontare la storia dell’Iran oggi, fondamentalmente non troppo diversa da quella di trent’ann fa. Il fumetto prende vita durante i primi esiti della campagna elettorale, nel momento in cui i due autori si sentono frustrati per la situazione del loro Paese.
I disegni rimangono nella loro versione originale, a cambiare sono solo i dialoghi, più adatti al mondo del web e ricalcati sulla realtà odierna. E’ possibile trovare il fumetto sia nel sito ufficiale che nella pagina di flickr.

Persepolis 2.0
Basterà il cordoglio del Presidente del consiglio, il discorso del ministro della Difesa, che il Presidente della Repubblica torni da Tokyo?
Oppure basterà dire che i Lince sono dei mezzi molto resistenti, che li usiamo solo noi e gli inglesi, quindi roba buona.
Ma non resistono ai kamikaze e non riportano indietro nessuno. Per chi stanno morendo?
Ed è esattamente questa la strategia della pace?
Silenzio. A volte, è meglio tacere.
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