Ora Muoio, Dammi Tempo

I morti sanno soltanto una cosa: che è meglio essere vivi.

Ora esplodo, dammi tempo

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Aggiornamenti sull’avvicinarsi della fine del mondo.

Di notizie clamorose ne sentiamo tutti i giorni, tant’è che ormai non ci stupiscono neanche più. Facciamo il sunto delle cose più simpatiche che accadono al e sul nostro pianeta, che si sta gingillando in attesa di farci esplodere, i presupposti ormai ci sono tutti.
A Pordenone un insegnante è stato licenziato in tronco perchè qualche volta si esprimeva in dialetto. Considerando che il dialetto da lui parlato fosse campano e che si trovasse a Pordenone, il perchè del licenziamento è facilmente deducibile. I genitori si sono presentati addirittura allarmati, terrorizzati dalla possibilità che i figli potessero non apprendere correttamente la lingua e che potessero essere contaminati da un dialetto proveniente dal profondo Sud.
“La “marilenghe” è un’altra cosa – dicono le esperte di lingua -. Questo non appartiene alla nostra tradizione”.
Il “Settati, piccì” desta scalpore perchè interrompe la tradizione nordica portandoci dentro un pò di quel Sud di cui lassù al Nord sembrano avere il terrore. Non per niente si tratta di quella fetta di Italia che promuove il dialetto, ma non il dialetto da terùn, diciamocelo. Non sia mai che la razza pura venga contaminata dal virus del meridionale. Ma cosa sarebbe successo a Napoli se a parlare il dialetto fosse stato un docente di Pordenone? Niente.
Il fatto è che non possiamo nemmeno lontanamente immaginare il disagio di un genitore al pensiero di avere un figlio istruito così male. Nemmeno a quello dell’insegnante deriso dagli alunni per il suo accento e licenziato per lo stesso motivo.

Mentre in Canada si fanno i banchetti a base di foca e in India i leoni rischiano l’estinzione, sull’Isola dei Famosi la gente muore di fame ed è depressa, e Mauro Marin vince il Grande Fratello, alla faccia di tutti quelli che lo odiavano.Valerio Scanu vince Sanremo, lanciando il tormentone del far l’amore in tutti i luoghi e in tutti i laghi. In tutto questo subbuglio di vittoria e depressione, l’amore trionfa su ogni cosa. Angelo Izzo finalmente sposa la giornalista Donatella Papi. La notizia del matrimonio imminente aveva già destato abbastanza scalpore, adesso che la frittata è fatta rimarremo in trepidante attesa per sapere che fine è stata riservata a quella povera donna.

Ricordiamo anche che viviamo nell’era in cui tutto è social network, in cui è possibile sapere tutto di tutti poichè ognuno è sempre intento ad aggiornare i suoi status tra piccole frasi e fotografie. La nuova tecnologia non sfugge neanche alla mafia, ma nemmeno la mafia sfugge alla nuova tecnologia.
Per esempio, Roberto Settineri, boss palermitano intento a costruirsi un impero in America, aveva deciso di utilizzare Skype come mezzo di comunicazione tra lui e i suoi colleghi d’affari. Con Skype, infatti, non lo avrebbero potuto intercettare. Ma è andata a finire male quando polizia ed Fbi sono andati a fargli visita.
Non da meno è la vicenda di Chris Crego, arrestato nel suo rifugio segreto grazie al suo aguzzo intelletto. Il criminale se ne stava a socializzare su Facebook, dove si poteva tranquillamente trovare l’indirizzo del suo nascondiglio, leggendo il suo profilo. Per non farsi mancare nulla, anche luogo e nome dell’azienda in cui lavorava. Adesso Crego non può più stare su Facebook, ma attende con ansia il 5 aprile, giorno in cui verrà processato, per sapere che ne sarà di lui.
Per il momento è tutto, o anche troppo. Ora ti taggo su Facebook, dammi tempo.

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Parigi spiata dai pannelli pubblicitari

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“L’appartamento era al settimo piano e Winston, che aveva trentanove anni e un’ulcera varicosa alla caviglia destra, procedeva lentamente, fermandosi di tanto in tanto a riprendere fiato. Su ogni pianerottolo, di fronte al pozzo dell’ascensore, il manifesto con quel volto enorme guardava alla parete. Era uno di quei ritratti fatti in modo che, quando vi muovete, gli occhi vi seguono. IL GRANDE FRATELLO VI GUARDA, diceva la scritta in basso.”

Eric Arthur Blair, meglio noto come George Orwell, è diventato celebre per la sua opera “1984″, della quale si è già parlato in questo blog.

Il termine “Big Brother”, che in lingua originale ha il significato di “Fratello maggiore”, in italiano è stato tradotto come “Grande Fratello” ed è entrato ormai a far parte del linguaggio comune.

Grande Fratello, oltre ad essere una trasmissione televisiva di grande e discusso successo, oggi diviene una presenza invisibile ma concreta nelle nostre vite.
Orwell nel suo libro raccontava di una società in cui gli uomini erano perennemente controllati da telecamere e schermi e non avevano possibilità di scampo. Nel 2009 i luoghi nei quali trascorriamo la maggior parte del nostro tempo sono cosparsi di telecamere, le schede elettroniche delle quali ormai facciamo largamente uso (vedi il bancomat) permettono di sapere quando e in quale posto ci troviamo, cosa stiamo facendo. Nelle nostre case non viviamo ancora con la pesante presenza di uno schermo che ci osserva, ci limitiamo ad osservarlo, divertiti dai programmi in cui la vita altrui è spiata 24 ore su 24, non ci sono voci metalliche che comunicano con noi, se escludiamo l’ingresso in banca, i navigatori satellitari, i caselli autostradali, i frigoriferi, le lavatrici… Quanto tempo passerà prima che i cartelli ci comunichino che LUI ci sta guardando e che tutto diventi grigio e soffocante?

Nel frattempo a Parigi sono stati installati dei particolari pannelli pubblicitari capaci di misurare il tempo che una persona trascorre guardandoli, quante persone si fermano a guardarli, molto probabilmente riconoscono anche il sesso del passante, oltre ad inviare sms pubblicitari.

I pannelli, inizialmente quattro e presenti nella stazione Etoile, in autunno dovrebbero moltiplicarsi e diventare ottocento. Ma nel frattempo il Consiglio comunale ha chiesto maggiore chiarezza alla RATP, l’azienda che gestisce i trasporti pubblici di Parigi, arrivando perfino in tribunale, poichè la videosorveglianza è garantita per motivi di sicurezza ma non prevede un utilizzo a scopo pubblicitario. I cittadini parigini, ovviamente non ne gioiscono, si sentono ulteriormente osservati. Non ci resta che vedere come andrà a finire.

In base alla fantasia di Orwell, che diventa sempre più reale, va a finire così:

“Alzò lo sguardo verso quel volto enorme. Ci aveva messo quarant’anni per capire il sorriso che si celava dietro quei baffi neri. Che crudele, vana inettitudine! Quale volontario e ostinato esilio da quel petto amoroso! Due lacrime maleodoranti di gin gli sgocciolarono ai lati del naso. Ma tutto era a posto adesso, tutto era a posto, la lotta era finita. Era riuscito a trionfare su se stesso. Ora amava il Grande Fratello.”

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60 anni, 1984, oggi

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Sono passati 60 anni da quando George Orwell pubblicò “1984“, romanzo scritto nel 1948 ed il cui nome naque invertendo le ultime due cifre .

1949 – Nel libro il protagonista Winston Smith aveva l’incarico di aggiornare i libri e gli articoli di giornale con il fine di rendere veritiere e reali le previsioni fatte dal partito.
2009 – Studio Aperto dice che “Berlusconi è stato assolto dal caso Mills” mentre altri media generano “informazione ad hoc“.

1949 - In “1984″ se non si accetta il condizionamento sociopolitico del Socing, si applica la tecnica del Bispensiero attraverso tre fasi: apprendimento, comprensione, accettazione. Si infligge dolore. Si lascia il soggetto solo per capire la propria solitudine. Lo si porta innanzi alle proprie paure per farlo cedere.
2009 – Le TV e i giornali passano notizie sui problemi della spazzatura, sulla crisi economica, sul terremoto. I media proclamano i consensi riscossi dal Premier (il cavalier Silvio Berlusconi): 75% personali, 45% di partito. Dopo elezioni ci si chiede cosa resta di una Sinistra ormai allo sbando e si proclama l’assoluto primato.

1949 – George Orwell per la prima volta nomina il “Grande Fratello”.
2009 – Il “Grande Fratello è quasi realtà, non quello del reaity show. Vogliono regolamentare internet, vogliono controllare gni cosa che facciamo.

1949 – Era un’ipotesi che non doveva mai realizzarsi, non c’era bisogno di tempo.
2009 – Ora vi controlla, dategli tempo.

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Non è Dittatura, è Show Business!

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In Italia si parla spesso ultimamente di Fascimo e Dittatura. In effetti tale cosa non esiste. In Italia il 4% circa delle persone vive in povertà, ma va tutto bene.

Tutti attaccano il premier, il cavaliere Silvio Berlusconi, ma una contestazione con tanto di identificazione non significa che si è privati di esprimere la propria opinione e fare sentire la propria voce, nè tantomeno il fatto che una presentatrice della RAI, nella fattispecie Lorena Bianchetti, si sente in dovere di dissociarsi dalla battuta di un ospite nei confronti di Berlusconi.

Eppure Silvio Berlusconi si sente ossessionato da alcuni pareri espressi da giornalisti e blogger nostrani, minaccia azioni dure contro la disinformazione, anche se qualcuno potrebbe lamentare il fatto che la stampa estera, tra cui il New York Times e la BBC, non vede sempre di buon occhio il premier.

Il primo ministro si trova così a fronteggiare diverse parti e a doversi difendere da attacchi plurimi, da Casini che vuole governare il paese a Franceschini che vede Berlusconi nervoso ed ormai alla fine del suo ciclo. Molti parlano di malcontento eppure il consenso nei suoi confronti cresce.

Forse il popolo davvero non ha capito che Berlusconi non è un dittatore ma è soltanto uno che si preoccupa del bene del paese? Non ha capito che non è nè Dittatura nè Politica, è solo Show Business.
Business, perchè alla fine di interessi propri si parla, anche se magari sono solo sogni di gloria, perchè in fondo è abituato alla vita mediatica e alle grandi aspirazioni, dalla politica alla finanza, dalla televisione al calcio.
Show, quello a cui assistiamo tutti i giorni, con i media controllati, con giornalisti, presentatori e quanto altro gira intorno che propongono notizie, informazioni e atteggiamenti vergognosi. Show quello formato da veline e soubrette candidate al governo o alle europee. Show quello che viene visto da diverse riviste straniere, come il Daily Mail, il Times, il Telegraph, El Mundo, El Pais e Abc, fatto da quelle che ormai sono definite in rete come le “pupe del berlusca” (le “Berlusca Babes”. Già nella lista di  Berlusconi, che da sempre viene visto come un amante delle belle donne, erano comparse l’ex conduttrice e show girl Mara Carfagna, oggi Ministro per le Pari Opportunità, definità da diversi media internazionale il ministro (e la donna politica) più bella al mondo, Federica Zarri, pornostar italiana molto conosciuta, Michela Brambilla, sottosegretaria al turismo dagli esordi non proprio floreali, e Fiorella Ceccacci Rubino, ex attrice a luci rosse sui set con Tinto Brass che proprio ultimamente ha dichiarato che vorrebbe Berlusconi e la Gelmini in un suo film.
Per rafforzare una vecchia affermazione di Berlusconi alle già citate persone in lista andranno ora aggiunte Camilla Ferranti, attrice di soap opera, l’ex stellina della televisione Eleonora Gaggioli, Angela Sozio, che nel suo curriculm vanta una partecipazione al Grande Fratello, e Barbara Matera, unica laureata del gruppo, che vanta numerose apparizioni in diversi programmi TV.

Quindi non prendetevela se per caso pensate che qualcosa sta andando per il verso storto, non è per il male del vostro paese, è solo abitudine mediatica.

Per il resto c’è una voce dal basso che potrebbe essere una speranza per molti, per molti una luce che corrisponde al nome di Debora Serracchiani.
Ora la conoscerete, datele tempo.

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