Ora Muoio, Dammi Tempo

I morti sanno soltanto una cosa: che è meglio essere vivi.

Emergency chiude col botto a Firenze

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Tremila persone sono rimaste fuori dal Mandela Forum a guardare la serata dagli schermi, circa diecimila all’interno, e questo è accaduto per la seconda volta. Firenze ha ospitato gente da tutta italia per l’incontro nazionale di Emergency, che si è tenuto dallo scorso 7 settembre e si concluderà oggi, 12 settembre, con gli incontri presso l’Auditorium del Palazzo degli Affari di piazza Adua, punto facilmente raggiungibile, poichè si ritrova proprio fuori dalla stazione.

Oltre alla presenza dell’immancabile Gino Strada, accompagnato dalla figlia Cecilia, ora presidente di Emergency, anche la presenza spirituale di Teresa Strada, ad un anno dalla sua morte, che ancora oggi viene ricordata da tutti con immenso affetto. E poi innumerevoli progetti di cui parlare, momenti goliardici alternati a momenti di serietà ed una voragine di emozioni già a partire dalla prima sera, anche se i programmi, proprio nello stile di Emergency, non sono andati tutti per il verso giusto.

Tra il colpo della strega di Stefano Bollani, recuperato poi ieri sera, l’assenza di Andrea Camilleri, un pò troppo in là con l’età per affrontare il lungo viaggio e la polmonite “da auto blindata” di Roberto Saviano, le giornate di Emergency sono giunte a conclusione nel migliore dei modi. Tantissimi gli ospiti intervenuti, da Vauro Senesi, David Riondino, Marco Paolini, Lorenzo Monguzzi, Bebo Storti, Renato Sarti.

La prima serata del Mandela Forum, venerdì sera, ha visto condurre Fabio Fazio, con la presenza di Gino Strada, Vauro e lo scrittore Antonio Tabucchi. Ovviamente la discussione si è concentrata sul documento di Emergency e sulle “ovvietà e banalità” che ci vengono negate, quali i diritti elementari nonchè fondamentali di ogni uomo. La serata si è conclusa con il concerto di Samuele Bersani e il numero delle persone è sicuramente aumentato questa sera, con una fila fuori dal palazzetto già lì dalle quattro del pomeriggio.

Una serata importante, condotta da Serena Dandini, già scelta lo scorso anno, che ha visto salire sul palco la cantante Fiorella Mannoia, in forma come sempre: si è esibita con “Ho imparato a sognare“, una versione leggermente modificata di “Clandestino” ed “Il cielo di Irlanda“. Poi c’è stata una grandiosa e commovente Lella Costa, ed un’isterica ed in menopausa Anna MeacciNeri Marcorè, che per l’occasione è diventato Gasparri, Di Pietro e Casini (“La politica è una cosa sporca, facciamola insieme!”), che come sempre si conferma un grandissimo imitatore. Per ribattere non poteva mancare Antonio Albanese ed il suo amatissimo Cetto LaQualunque, parodia di una raccolta di particolarissimi sindaci del nostro disgraziato meridione.

La più attesa della serata ovviamente era Patty Smith, che ha preso parte anche all’evento dello scorso anno e che ormai prende parte attivamente all’organizzazione. Inoltre Patty Smith ha portato con se il gruppo La casa del vento, ascoltato e scoperto proprio durante il raduno nazionale dell’anno scorso, sempre a Firenze, sempre al Mandela Forum. La cantante di Chicago si è innamorata della musica del gruppo, tant’è che ha deciso di suonare con loro ed insieme hanno tenuto un piccolo concerto che ha mandato in delirio le persone con la conosciutissima “Because the night”. Non sono mancati gli sputi a terra di rito, Patty Smith, classe 1946 (per non rivelare palesemente l’età, visto che in teoria trattasi di donna!) mostra una carica davvero invidiabile ed ha chiuso il suo piccolo concerto con “Gloria”, dopo aver lasciato spazio anche a La casa del vento con “Ogni splendido giorno” e la famosa “Carne da cannone“,  per poi tornare sul palco per cantare l’immancabile ed indimenticabile “People have the power“.

Ed è proprio questa la frase chiave di tutta questa settimana e dell’intero operato di Emergency, che da sedici anni porta assistenza nelle zone più disagiate del mondo, curando chiunque abbia bisogno di aiuto senza discriminazione alcuna. Cassettine trasparenti- proprio come l’organizzazione, ci tiene a dire la Dandini-  sono state sempre in giro tra la gente a raccogliere le offerte che, speriamo, riusciranno a salvare la vita di molte altre persone. Non sono mancati due dei tre operatori sequestrati lo scorso aprile in Afghanistan, i momenti emozionanti sono stati davvero molti, tanto che non possono essere racchiusi in un solo post. Ma è vero, ed è importante ricordarlo sempre, sono le persone ad avere il potere, è l’unione a fare la forza, frasi fatte che hanno perso di senso nel corso del tempo solo perché abbiamo lasciato fare, invece adesso è arrivato il momento di agire.

Proprio come dice Gino Strada, le utopie non esistono. Non devono esistere, aggiungerei. Un mondo migliore è quello che vogliamo ed un mondo migliore è quello che dobbiamo cercare di ottenere. Una strada lunga e tortuosa, ma crederci è già il primo passo verso il successo. Io sto con Emergency, e tu?

La rivoluzione di Gino Strada: il documento di Emergency

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Il mondo che vogliamo

Crediamo nella eguaglianza di tutti gli esseri umani a prescindere dalle opinioni, dal sesso, dalla razza, dalla appartenenza etnica, politica, religiosa, dalla loro condizione sociale ed economica.

Ripudiamo la violenza, il terrorismo e la guerra come strumenti per risolvere le contese tra gli uomini, i popoli e gli stati. Vogliamo un mondo basato sulla giustizia sociale, sulla solidarietà, sul rispetto reciproco, sul dialogo, su un’equa distribuzione delle risorse.

Vogliamo un mondo in cui i governi garantiscano l’eguaglianza di base di tutti i membri della società, il diritto a cure mediche di elevata qualità e gratuite, il diritto a una istruzione pubblica che sviluppi la persona umana e ne arricchisca le conoscenze, il diritto a una libera informazione.

Nel nostro Paese assistiamo invece, da molti anni, alla progressiva e sistematica demolizione di ogni principio di convivenza civile. Una gravissima deriva di barbarie è davanti ai nostri occhi.

In nome di “alleanze internazionali”, la classe politica italiana ha scelto la guerra e l’aggressione di altri Paesi. In nome della “libertà”, la classe politica italiana ha scelto la guerra contro i propri cittadini costruendo un sistema di privilegi, basato sull’esclusione e sulla discriminazione, un sistema di arrogante prevaricazione, di ordinaria corruzione. In nome della “sicurezza”, la classe politica italiana ha scelto la guerra contro chi è venuto in Italia per sopravvivere, incitando all’odio e al razzismo.

E’ questa una democrazia? Solo perchè include tecniche elettorali di rappresentatività? Basta che in un Paese si voti perchè lo si possa definire democratico?

Noi consideriamo democratico un sistema politico che lavori per il bene comune privilegiando nel proprio agire i bisogni dei meno abbienti e dei gruppi sociali più deboli, per migliorarne le condizioni di vita, perchè si possa essere una società di cittadini.

E’ questo il mondo che vogliamo. Per noi, per tutti noi. Un mondo di eguaglianza.

Emergency

“Banalità ed ovvietà” che ci sfuggono sotto gli occhi. Si può fare?

Io sto con Emergency: firma l’appello

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200.000 adesioni in soli due giorni. Gino Strada ed Emergency lanciano l’appello per i tre operatori dell’ospedale Emergency afghano di Lashkar Gah, arrestati dalle autorità locali.

Il dibattito istituzional-politico si trascina da giorni e sabato 17 aprile alle 14.30 si terrà una manifestazione a Roma, a Piazza Navona, per chiedere giustizia nei confronti dei tre operatori. E chiarezza, abbiamo bisogno anche di quella.

Io sto con Emergency, e tu?

Vauro per Emergency

Vauro per Emergency

Il premio Nobel per la pace: a chi lo dareste?

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E’ stato attribuito a Barack Obama, presidente degli Stati Uniti, il premio Nobel per la pace.

La causa della pace sta a cuore all’umanità intera e in precedenza il prestigioso premio era stato assegnato a personaggi del calibro di Martin Luther King, Madre Teresa di Calcutta e Aung San Suu Kyi.

Il premio assegnato ad Obama è stato particolarmente discusso, poichè il Presidente da poco eletto, è stato premiato semplicemente per le intenzioni più che per le gesta compiute. Non si può mettere in discussione la sua volontà di mediare con i vari Paesi del mondo nel tentativo di costituire un posto migliore in cui vivere, ma alla luce dei fatti ancora la strada per raggiungere una pace o qualcosa di simile, è abbastanza lunga e ripida. Gli USA sono un paese ancora impegnato nella guerra.

Obama ha commentato l’evento sostenendo di non essere sicuro di meritarlo. “Come Presidente, Obama ha creato un clima nuovo nella politica internazionale: la diplomazia multilaterale ha riguadagnato una posizione centrale, con un’enfasi sul ruolo che le Nazioni Unite e le altre organizzazioni internazionali possono svolgere” è quello che ha detto il Comitato, ma una pioggia di critiche è arrivata da più giornali.

Il presidente venezuelano Hugo Chavez si è chiesto cosa abbia fatto Obama per meritare un tale riconoscimento. Quest’ultimo è stato considerato “bizzarro e postmoderno” dal Wall Street Journal, che ironizzato aggiungendo: “Per aver fatto pace con Hillary Clinton? Per aver rinunciato allo scudo missilistico e per aver incoraggiato gli iraniani? Perché sta preparando un aumento delle truppe in Afghanistan?“.

Sebbene gli intenti siano più che ammirevoli, non sarebbe stato più giusto premiare qualcuno attivo sulla scena mondiale e impegnato per la pace da molto più tempo di Obama e soprattutto con delle prove concrete da mostrare?

A questo proposito anche su Facebook sono sorti diversi gruppi che proponevano Gino Strada come candidato al Nobel. Strada è attivo da tantissimi anni, gli ospedali di Emergency sono dei piccoli miracoli che sorgono in mezzo alla guerra, eppure a lui non è arrivato alcun riconoscimento.

Non sarebbe allora il caso di prendere in considerazione anche gli intenti di Silvio Berlusconi? Anche quest’ultimo ha dei meriti diplomatici e più anni di attività politica alle spalle, rispetto al presidente americano. Tutte le motivazioni sono spiegate nel sito nato appositamente per proporre Berlusconi come candidato al Nobel.

Adesso facciamo la Pace, datemi tempo.

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