Ora Muoio, Dammi Tempo

I morti sanno soltanto una cosa: che è meglio essere vivi.

Io sto con Emergency: firma l’appello

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200.000 adesioni in soli due giorni. ed Emergency lanciano l’ per i tre operatori dell’ospedale Emergency afghano di Lashkar Gah, arrestati dalle autorità locali.

Il dibattito istituzional-politico si trascina da giorni e sabato 17 aprile alle 14.30 si terrà una manifestazione a Roma, a Piazza Navona, per chiedere giustizia nei confronti dei tre operatori. E chiarezza, abbiamo bisogno anche di quella.

Io sto con Emergency, e tu?

Vauro per Emergency

Vauro per Emergency

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Il premio Nobel per la pace: a chi lo dareste?

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E’ stato attribuito a Barack Obama, presidente degli Stati Uniti, il premio Nobel per la pace.

La causa della pace sta a cuore all’umanità intera e in precedenza il prestigioso premio era stato assegnato a personaggi del calibro di , e .

Il premio assegnato ad Obama è stato particolarmente discusso, poichè il Presidente da poco eletto, è stato premiato semplicemente per le intenzioni più che per le gesta compiute. Non si può mettere in discussione la sua volontà di mediare con i vari Paesi del mondo nel tentativo di costituire un posto migliore in cui vivere, ma alla luce dei fatti ancora la strada per raggiungere una pace o qualcosa di simile, è abbastanza lunga e ripida. Gli sono un paese ancora impegnato nella guerra.

Obama ha commentato l’evento sostenendo di non essere sicuro di meritarlo. “Come Presidente, Obama ha creato un clima nuovo nella internazionale: la diplomazia multilaterale ha riguadagnato una posizione centrale, con un’enfasi sul ruolo che le Nazioni Unite e le altre organizzazioni internazionali possono svolgere” è quello che ha detto il Comitato, ma una pioggia di critiche è arrivata da più giornali.

Il presidente venezuelano Hugo Chavez si è chiesto cosa abbia fatto Obama per meritare un tale riconoscimento. Quest’ultimo è stato considerato “bizzarro e postmoderno” dal Wall Street Journal, che ironizzato aggiungendo: “Per aver fatto pace con Hillary Clinton? Per aver rinunciato allo scudo missilistico e per aver incoraggiato gli iraniani? Perché sta preparando un aumento delle truppe in Afghanistan?“.

Sebbene gli intenti siano più che ammirevoli, non sarebbe stato più giusto premiare qualcuno attivo sulla scena mondiale e impegnato per la pace da molto più tempo di Obama e soprattutto con delle prove concrete da mostrare?

A questo proposito anche su Facebook sono sorti diversi gruppi che proponevano come candidato al Nobel. Strada è attivo da tantissimi anni, gli ospedali di Emergency sono dei piccoli miracoli che sorgono in mezzo alla guerra, eppure a lui non è arrivato alcun riconoscimento.

Non sarebbe allora il caso di prendere in considerazione anche gli intenti di Silvio Berlusconi? Anche quest’ultimo ha dei meriti diplomatici e più anni di attività alle spalle, rispetto al presidente americano. Tutte le motivazioni sono spiegate nel sito nato appositamente per proporre Berlusconi come candidato al Nobel.

Adesso facciamo la Pace, datemi tempo.

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Buon compleanno, Emergency

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Si è tenuto dall’8 al 13 di settebre l’incontro nazionale di Emergency, a Firenze, per festeggiare i suoi quindici anni.

Una festa di compleanno inaspettatamente affollata, organizzata tra incontri, mostre, workshop, e serate di intrattenimento che via via vedevano affluire sempre più gente.

Gli incontri, tenutisi nel Palazzo dei Congressi di Piazza Adua, trattavano argomenti che spaziavano dalla cardiochirurgia, al dei , all’Afghanistan, dalla guerra al razzismo e la xenofobia dilagante. Incontri totalmente gratuiti, ad alto livello di partecipazione, che offrivano al pubblico la possibilità di porre domande e soprattutto di venire a conoscenza di realtà che troppo spesso sono occultate dai mezzi di comunicazione.

L’associazione di Emergency offre assistenza medico-chirurgica gratuita e di elevata qualità alle vittime civili delle guerre. In questi giorni ha offerto anche testimonianze e dati reali di quello che succede nel mondo, a volte nemmeno troppo lontano da noi.

Ho personalmente assistito all’incontro tenutosi sabato mattina, “Il razzismo, strana malattia” che oltre alla presenza di Gabriele Del Grande, Franco Pittau, Don Virginio Colmegna, e Christian Elia, prevedeva anche quella dello scrittore Erri De Luca. Ho assistito, in parte, anche all’incontro precedente, in cui si è parlato delle attività svolte fino ad oggi da Emergency e ai progetti in cantiere. Si è parlato quindi dell’ospedale di Palermo, divenuto ormai fondamentale in territorio siciliano. E si è parlato anche di nuovi ospedali che saranno costruiti in Africa, con una testimonianza del dramma che vivono i migranti nel tentativo di trovare una nuova vita lontani dal proprio paese. Una a lieto fine, purtroppo una delle poche che può permetterselo.

Ho partecipato anche alle serate organizzate presso il Mandela Forum. La prima sera è stata presentata da Diego Cugia, tornato appositamente dall’America. L’immancabile presenza di è stata affiancata da quella di un acceso Vauro e un ironico e sempre calmo Gianni Mura. Sul palco Piero Pelù e Jovanotti si sono esibiti insieme con “Il mio nome è mai più”, mentre Marco Paolini ha intrattenuto le 6.500 persone presenti con un monologo indimenticabile. Innumerevoli gli interventi per ricordare Teresa, moglie di , alla quale sono stati dedicati un albero a Firenze e un altro in Darfur ed un ospedale in Uganda, per mantenere vivo il suo ricordo, quello di una donna che ha dedicato la sua vita agli altri, con estrema passione.

La serata successiva ha visto le lacrime di Serena Dandini, nel ricordare la chioma rossa di Teresa, insieme alla commozione di Paola Turci. La serata è iniziata alla grande con l’apertura di Patty Smith, rimasta a Firenze per l’occasione. Si è esibita con unaPeople have the power” accompagnata semplicemente dal battito delle mani di diecimila persone che tenevano il tempo.

Prima di andare via, Patty Smith ha dichiarato che sì, sono le persone ad avere il potere. Di sognare, e di agire. A seguire si sono alternati Antonio Cornacchione, la banda Osiris, la Casa del Vento, Paolo Hendel, Fiorella Mannoia, tornata di corsa dalla Sicilia, pronta a cantare, anche lei, senza musica per concludere la serata con un duetto, insieme a Paola Turci, dedicando “Quello che le non dicono” sempre all’indimenticabile Teresa.

Una festa di compleanno a dir poco ben riuscita, della quale si sono stupiti gli stessi organizzatori.

Il popolo di Emergency c’era, esiste ancora una parte d’ che vuole il bene assoluto, che non vuole distinzioni di sesso, razza o religione. Esiste ancora una parte del nostro Paese che crede in valori veri, reali e puri. Speriamo soltanto che non rimanga in silenzio. Questa volta si è fatta sentire.

Pubblico del Mandela Forum

Pubblico del Mandela Forum

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