Ora Muoio, Dammi Tempo

I morti sanno soltanto una cosa: che è meglio essere vivi.

La fine del mondo è il 21 maggio 2011: parola di Harold Camping

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Ora muoio: dammi tempo fino al 21 maggio. E’ proprio il caso di dirlo, ora che un altro geniaccio del calcolo ha rivelato la data di morte globale, il più grande quesito esistenziale dopo “è nato prima l’uovo o la gallina?”. Sono secoli che questo dubbio ci attanaglia, quand’è che siamo destinati a morire tutti? Faremo in tempo a ritirare il vestito di Capodanno in lavanderia e metterlo nell’armadio con l’anti-tarme? Riusciremo a realizzare tutti i desideri della nostra lista? Riuscirò mai ad indossare un Lines è? Chi può saperlo, da qui a maggio il tempo non è che sia poi così tanto.

La Bibbia smentisce totalmente la previsione dei Maya che ci spaventa ormai da diversi anni. Allo scoccare della mezzanotte, non appena siamo entrati nel 2011, abbiamo avvertito tutti un lungo brivido lungo la schiena. Dobbiamo sbizzarrirci, ci resta ben poco da vivere, i Maya predicono come data finale il 21 dicembre 2012.

Ma poi arriva un certo Harold Camping ed infrange ogni illusione possibile: di qui a 5 mesi saremo tutti richiamati al cospetto del Grande Capo. Io ormai non ho più alcun dubbio, i segnali sono evidenti: Lula non ci manda indietro Cesare Battisti, Silvio Berlusconi salva i colibrì e parla ancora di comunisti, le tortorelle e i corvi muoiono e piovono dal cielo come nulla fosse di qua e di là dal mare, le veline vengono considerate delle ballerine professioniste e le labbra di Alba Parietti sono sempre più gonfie. Esploderemo tutti, diamoci tempo.  Non si può contraddire la teoria di Camping, nonostante il flop sia già arrivato in passato (nel 1994 predisse una data sbagliata, giustificandola come un errore di calcolo).

Questo pover’uomo si diletta da settanta anni (mica da ieri) a studiare la Bibbia, a mettere insieme una serie di elementi producendo un gran minestrone di calcoli che secondo lui indicherebbero la data di fine mondo. Ma perché tutta ‘sta fretta di andarsene, poi? Prima ci lamentiamo che la vita è breve e poi ci ammazziamo per trovare una data certa per la fine? E quando la fine arriverà davvero, oltre ai colibrì, Silvio Berlusconi salverà anche noi? Dio gli ha affidato un’arca?

Il giorno del giudizio universale è fissato per il 21 maggio 2011: uomini e donne, sbarbatevi a modo, non fatevi cogliere impreparati. Ma questo sarebbe solo l’assaggio perché gli Angeli dell’Apocalisse se la prenderanno comoda fino al 21 ottobre successivo. Sempre di 2011 si parla, paura e delirio si diffonderanno nel mondo, il grande fuoco ci brucerà tutti.

C’è quasi da sperarlo, a dirla tutta. Cinque mesi di tempo per fare tutto quello che avreste sempre voluto fare, tanto prima o poi vi tocca comunque.

Cliccare qui per informazioni meno simpatiche.

Giornata mondiale dei diritti dei bambini per il logo di Google

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Nonostante liste e liste di diritti che dovrebbero spettare loro, non tutti i bambini possono essere davvero bambini. Sensibilizzare le masse, però, è un piccolo passo verso la strada del miglioramento.

Logo di Google

Ci sono convenzioni che vincolano gli Stati che le ratificano, contenenti le leggi sui diritti fondamentali dell’infanzia che, come spesso accade a molti altri diritti, vengono calpestati, ma:

I bambini hanno diritto al nome, tramite la registrazione all’anagrafe subito dopo la nascita, nonché alla nazionalità (art.7), hanno il diritto di avere un’istruzione (art. 28 e 29), quello di giocare (art. 31) e quello di essere tutelati da tutte le forme di abuso (art. 34).

Noi vogliamo che questi diritti siano rispettati in tutto il mondo, senza che vi sia l’effettivo bisogno di vincolare uno Stato tramite una Convenzione, i bambini devono essere tutelati sempre e comunque.

Come già fatto su CineZapping, in occasione dell’iniziativa che si è diffusa su Facebook, vi invitiamo ad informarvi sulla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia, sappiamo benissimo che la cultura e l’informazione sono strumenti potentissimi e mai come adesso questi strumenti sono stati così indispensabili. Informatevi, informatevi, informatevi.

Caro Il Giornale.it

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Caro il giornale.it,

questa volta devo proprio dirlo che come scrivi a sproposito tu nessuno mai. Io sono una persona che un tempo aveva sognato di diventare giornalista, ma la mia idea di giornalismo si avvicinava più a quella di gente come Tiziano Terzani, e poi ogni cosa è sfumata perché il mio quotidiano è circondato da articoli scritti da gente come quella che lavora per ilgiornale.it, che significa circondato dal nulla.


[Ieri sera Fabio Fazio e Roberto Saviano hanno fatto una cosa straordinaria, sono riusciti a distogliere gran parte d'Italia dallo svuotamento cerebrale che ogni lunedì sera va in onda su Canale 5 e che non nominiamo per non inserire troppi pessimi elementi in questo post (ho già scritto Il Giornale e Canale 5).

L'unica argomentazione che oggi il giornale ha per screditare "Vieni via con me" è quella economica, ha fatto i conti in tasca al programma più che basarsi sui contenuti concreti, che non nega però di non aver apprezzato. Impossibile apprezzare il fatto che si aprano gli occhi della gente e si parli di decadenza della democrazia quando siamo tutti liberi di esprimere la nostra opinione e abbiamo un angioletto di presidente del consiglio e giornalisti dalla indicibile bravura che ci raccontano solo la verità nuda e cruda.

Le argomentazioni del programma vengono ridicolizzate, da Fazio("l’intervista­tore più morbido di Gigi Mar­zullo, ha trovato un nuovo mestiere: il barman") a Saviano (il "pezzo forte" della serata è il suo show) che viene descritto come un uomo ossessionato dalla mafia e dalla democrazia, praticamente un povero cretino che gira con la scorta e parla di cose che non sono mai esistite. La mafia. Ma anche la democrazia.

Sembra che tirare in ballo la scomoda morte di Giovanni Falcone sia stata una scelta poco azzeccata, la prossima volta consiglierei a Fazio di scrivere la trasmissione direttamente con la redazione de il giornale, che non ha gradito il poco spazio ottenuto. Perché tirare in ballo la mafia e i problemi della libertà del Paese, in una democrazia come quella italiana è un gesto da non imitare: bambini, non fatelo a casa.

Questo è un Paese libero in cui ognuno ha il diritto di esprimere la propria opinione, un così bel Paese dove nessuno mai è morto per mafia per il semplice fatto che la mafia non esiste e se mai ci fosse stato un accenno di mafia (questa misteriosa creatura), il governo attuale e solo il governo attuale, è riuscito a combatterla. Italia, paese dei miracoli, la spazzatura di Napoli sparisce e spariscono anche le accuse al Presidente del Consiglio che a giorni andrà dal papa per farsi incoronare re, mentre tutte le sue escort saranno le più attive nel mondo politico, ma solo dai 13 anni in su. E così come sparisce tutto questo, spariscono gli italiani, fagocitati da una realtà controllata dall'alto, ancora convinti di essere in un sistema equo.]

Io non lo so quale sia il modo per divincolarsi da tutto questo, ma una via d’uscita ci deve essere sempre ed io oggi, caro ilgiornale.it, vorrei ringraziarti con tutta me stessa di farmi sentire ogni giorno più convinta e determinata che dobbiamo trovare questa soluzione al più presto.

Un calippo e ‘na bira: ora muoio per davvero, dammi tempo

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L’altra sera ho visto Chiambretti che ospitava le due celebrità dell’estate: le due ragazze di Ostia che non conoscono altra lingua al di fuori del dialetto romano e che hanno inspiegabilmente avuto un successo clamoroso con il video sottotitolato che le prende palesemente in giro.

Tutti i telegiornali, a parte il web, a parlare di queste due. Si è capito che in Italia non abbiamo eroi e miti da seguire, ci piace fare raccolta di ignorantoni e farli spopolare. Forse per sentirci meno peggiori di quel che siamo? I fenomeni da baraccone rassicurano l’ego dell’italiano medio?

Chiambretti non è stato, al solito suo, clemente con le ragazze, che sembravano essere state stordite e piazzate sulle poltrone e ridevano senza mai capire il senso di una frase intera, al massimo qualche parola.

Il bello è che oggi mi è capitato di vedere che sono anche a Verissimo, mentre spiegavano di avere un agente che si cura dei loro impegni. Quindici anni, due volte bocciate alle scuole medie, l’italiano un ricordo lontano, voja de studià saltami addosso, sguardo vuoto e risata ebete. Poi che gusto c’è a farsi prendere in giro in diretta tv davanti a tutta Italia, qualcuno me lo spieghi.

E qualcuno mi spieghi perchè l’Italia vuole vedere questi due esseri privi di materia grigia, a questo punto decreto il mio decesso morale. Poi muoio tutta, datemi tempo.

Sfizi, Armistizi, Giudizi, Vizi e Supplizi

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Nel mondo succede che Google decida di scassare le palle ai suoi utenti, l’ETA dica basta agli spargimenti di sangue, Michela Murgia vinca il Premio Campiello 2010 e allo stesso tempo e stesso posto che Bruno Vespa faccia apprezzamenti poco carini nei confronti di Silvia Avallone.

Nel mio ufficio succede che siamo da 16 giorni senza un condizionatore, a soffrire tutto il giorno il caldo. Qui dentro puzza un pò di bestiame. Ma forse perchè in fondo si, come bestie siamo trattati.

Arcani da svelare

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Se a Roma c’è una targa più grande di me con su scritto Monte Citorio, perchè scriviamo Montecitorio?

Addio a Josè Saramago

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“Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono
prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione”.

Josè Saramago

25 aprile 1945 – 2010

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Dall’Italia liberata, ad un’Italia che non sa come liberarsi.

Google dedica il logo di oggi al Telescopio Spaziale Hubble

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Il Telescopio Spaziale Hubble (HST) è stato lanciato in orbita esattamente il 24 aprile di venti anni fa ed oggi Google omaggia l’evento con un logo, che vede al posto delle due “o” proprio il Telescopio Spaziale.

Il telescopio avrebbe dovuto essere in orbita già nel 1986, ma il lancio fu rimandato in seguito al disastro del Challenger e rinviato al 24 aprile 1990. Il telescopio, quindi, fu lanciato in orbita con la missione Shuttle  STS-31, con lo Space Shuttle Discovery, per il progetto comune NASA-ESA.

Il telescopio si trova a circa 600 km di altezza, in orbita attorno alla Terra, e prende il nome dall’astronomo Edwin Hubble, che nei primi decenni del secolo scorso riuscì a dimostrare che l’universo è in perenne espansione.

Il Telescopio Spaziale Hubble verrà sostituito nel 2014 dal Telescopio Spaziale James Webb, che prende il nome dal secondo amministratore NASA, James E. Webb, scomparso nel 1992.

Logo di Google dedicato ai vent'anni dal lancio del Telescopio Spaziale di Hubble

Logo di Google dedicato ai vent'anni dal lancio del Telescopio Spaziale di Hubble

Le perversioni del nuovo millennio: Donatella Papi e Silvia Valerio

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Tempi duri per noi esseri umani in questo nuovo millennio. Siamo arrivati ad avere così tanto che ormai non sappiamo più da che parte voltarci. Siamo arrivati a vedere così tanto, che siamo finiti col dare ogni cosa per scontata. Gli orrori della guerra, gli omicidi, e qualsiasi altra cosa che fino a pochi anni fa sarebbe stata sconvolgente, ormai non ha più alcun valore, è una notizia e niente più. Quindi per riuscire a far parlare un attimino di sè, bisogna mettersi d’impegno, aguzzare l’ingegno e avere delle trovate davvero geniali.

Oggi post tutto al femminile, la prima protagonista della nostra storia è la giornalista Donatella Papi. Sapevamo che l’informazione italiana fosse in una fase poco piacevole della sua esistenza, ma che circolassero elementi simili non lo sapevamo ancora. Abbiamo già parlato di questa donna in occasione della sua scelta di sposare Angelo Izzo, meglio noto come “Il Mostro del Circeo“. Il suo sogno si è avverato, con tutto lo scalpore che ne è conseguito inevitabilmente. Ma Donatella non s’arrende e ci mette in mezzo pure un nuovo ingrediente: la camorra.

Ormai magicamente sparita da Facebook, fino a qualche giorno fa Donatella Papi sulla sua pagina relativa al famoso social network ringraziava i Casalesi, il suo regalo più bello “dopo mio marito, l’amore dei Rom e il bene di mio figlio“.

Donatella Papi su Facebook

Per chi non abbia ancora le idee chiare sui Casalesi, trattasi di un clan camorristico che, citando Wikipedia, dal 1984 al 2005 avrebbe compiuto ben 646 omicidi. Non si tratta di un gruppo di angioletti, insomma. Ma anche il diavolo, è evidente, necessita di difesa, per cui Donatella Papi ormai è solita schierarsi dalla parte del cattivo e sostiene di poter trovare la soluzione per salvarli dal terribile 41 bis:

Ho ricevuto dei magnifici auguri per le nozze dai Casalesi. Grazie grazie di cuore. Vi amo. Amo le vostre famiglie, le vostre donne, i vostri figli soprattutto. Spero che lo Stato li accolga e tuteli per farli crescere nei valori e nelle speranze di cittadini italiani. E che insieme a tutti i capaci di buona volontà si possa abbattere gli ostacoli disumani del 41 bis, il carcere senza speranza. Una aberrazione che ho studiato non solo essere anticostituzionale. Ma, ho anche io un regalo per voi, c’è un aspetto ancora non considerato che ne potrebbe escludere l’applicazione. Fatemi provare, forse ci riusciamo. Le parole che mi avete indirizzato sono belle, sincere, le migliori.

Non servono molte parole per giudicare questa donna che chissà per quale misterioso motivo non è in cella a far compagnia al marito e agli amichetti del clan. Concludo la sua storia citando quanto ha scritto su Roberto Saviano:

Non mi piace Roberto Saviano. Non mi piace il suo sguardo. E’ sinistro, basso, traverso…da arcidiacono. [...] Saviano  e’ uno dei quei giovanotti rampanti della nostra dis-informazione che non rischiano un baffo, sono stati costruiti nei retrobottega dei giornali e di certi partiti, fanno torcere i parenti di tanti giornalisti caduti.

Questo è quanto scrive un’indignata Donatella Papi, pronta a difendere i Casalesi offesi ed irritati. Eloquente, non c’è che dire.

Ma passiamo ad un’altra scrittrice in erba che ultimamente ha fatto parlare di sè. Silvia Valerio, la diciannovenne più vergine d’Italia, vuole offrire tutta la sua purezza al presidente iraniano Ahmadinejad. La giovane scrittrice padovana ha scritto il libro “C’era una volta un presidente. Ius Primae Noctis” in cui parla proprio di Ahmadinejad:

Un eretico del nostro tempo. Nega l’olocausto; pensa di usare l’atomica; mette a tacere l’opposizione; minaccia l’America. [..] Non concede alle donne di sentirsi il vento tra i capelli.

Il presidente mi sembra davvero l’unico che si comporta in modo che va oltre le solite politiche di equilibrio. Per fare una metafora da circo lui, tra gli uomini di Stato, è un lanciatore di coltelli mentre gli altri solo dei clown.

Silvia Valerio è quindi pronta a concedersi al Signor Presidente, che sprizza virilità da tutti i pori e sarebbe anche pronta a scappare in Iran, indossare il velo, poichè non la vede come una cosa così drammatica. Se davvero non è una cosa così drammatica, allora ci sono milioni di donne pazze in Medio Oriente, pronte a perdere la vita per levarsi dalla testa un velo che “non mi risulta che sia pesante né provochi cefalee, non capisco tutta questa indignazione delle donne. Ci sono problemi ben peggiori del velo“.

La giovane sarebbe pronta a rinunciare alla sua carriera appena avviatasi, tanto in Iran gli scrittori non ci possono stare perchè il Presidente non li vuole:

Non farò la scrittrice, in un mondo dove non c’è molto di cui lamentarsi si può anche rinunciare a scrivere.

E’ deciso, gli iraniani che si ribellano e quelli che vorrebbero farlo, non ci hanno capito un bel niente. Speriamo di poter spedire Silvia Valerio a Teheran a spiegarglielo meglio, mentre intanto con la sua mossa di marketing azzeccatissima è riuscita a far parlare di sè.

Silvia Valerio

Silvia Valerio

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