Ora Muoio, Dammi Tempo

I morti sanno soltanto una cosa: che è meglio essere vivi.

Un’ottima annata

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Se nel 1809 non fosse nato Louis Braille, forse i non vedenti non avrebbero avuto la possibilità di leggere. Se lo stesso anno non ci avesse regalato Charles Darwin e Abraham Lincoln, da che parte sarebbe andata la storia? E se non fosse nato nemmeno Edgar Allan Poe, ci sarebbe stato uno spazio vuoto nel della letteratura?

Doppio anniversario per il leggendario  Geronimo, nato nel 1829 e morto nel 1909. Come dimenticare il 1929, invece, con il crollo di Wall Street e la Grande Depressione? Lo stesso anno vede la stipulazione dei Patti Lateranensi, la strage di San Valentino (Al Capone), la nascita di Braccio di Ferro. Nel 1939 iniziava la Seconda Guerra Mondiale, il 1949 vede la nascita del COMECON nei paesi dell’ dell’Est mentre  in America si celebra la grandezza di Joe Di Maggio. Nascono la Repubblica Federale Tedesca (RFT) e la Repubblica Popolare Cinese di Mao.

Nel 1959, invece, viene rovesciato il regime di Fulgencio Batista a Cuba, per mano di Fidel Castro, la Barbie fa il suo ingresso nel , Aldo Moro diviene segretario della DC. L’anno seguente, in Cecoslovacchia prende vita la Primavera di Praga, Jan Palach si da fuoco per protestare contro l’invasione dell’URSS. Muore Bryan Jones dei Rolling Stones, che terranno un concerto storico in suo onore ad Hyde Park, Armstrong e Aldrin sono i primi uomini a mettere piede sulla LunaGheddafi subentra nella libica con un colpo di Stato ed è anche l’anno del terrorismo nero e quindi della Strage di Piazza Fontana, l’ è in pieno autunno caldo. E’ l’anno di Woodstock.

Il 1979 vede il riavvicinamento di Cina e USA, mentre viene deposto il regime di Pol-Pot in Cambogia, dopo aver provocato la morte di circa un terzo della popolazione del Paese. Muore Syd Vicious dei Sex Pistols e viene concluso, a Catanzaro, il processo per la Strage di Piazza Fontana. E’ l’anno della morte di Aldo Moro e di Peppino Impastato, della prima donna al governo inglese, Margaret Thatcher. L’anno dei sandinisti al potere in Nicaragua e dell’ascesa di Saddam Hussein, del sequestro De Andrè-Ghezzi, l’URSS invade l’Afghanistan.

Il 1989 vede finalmente la caduta del muro di Berlino, si conclude il processo per la strage di Piazza della Loggia con l’assoluzione di tutti gli imputati, è l’anno della nascita di , della morte di Salvador Dalì, in Polonia viene riconosciuto il movimento Solidarnosc mentre a Pechino si assite alla repressione di Piazza Tiananmen. In Cecoslovacchia prende vita la Rivoluzione di Velluto, Havel diventa presidente, inizia la dissoluzione dell’Unione Sovietica.

Dieci anni dopo nasce ufficialmente l’Euro, Prodi è presidente dell’UE, la NATO interviene in Jugoslavia per fermare la repressione attuata da Milosevic, le Brigate Rosse uccidono Massimo D’Antona, muoiono Fabrizio De Andrè, Joe Di Maggio, Stanley Kubrick.

Il 2009 è l’anno internazionale dell’Astronomia, l’anno del PD di Franceschini, del Popolo delle Libertà che diviene unico partito, l’anno di Obama alla presidenza USA, del terremoto e del  G8 a L’Aquila, del divorzio e degli scandali di Silvio Berlusconi, della visita del Papa in Terra Santa, delle guerre infinite in Medioriente, dell’Onda Verde di Moussavi, del colpo di stato in Honduras, della morte di Eluana Englaro e quella ancor più seguita, di Michael Jackson. L’anno di Marco Carta che vince Sanremo e di Alessandra Amoroso che vince Amici. Impossibile riportare tutti gli ma comunque anche questa pare sia storia.

Ci siamo dentro. Ora la riscrivo, datemi tempo.

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Il nuovo mondo

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Dalla nascita degli schieramenti politici -, se si fa un piccolo resoconto, si nota un vero e proprio alternarsi a e a manca nel corso del tempo. Ci sono i periodi per le sinistre e i socialismi e i periodi per le destre e i totalitarismi. Dal emancipato del 2009 ci aspetteremmo forse una più democratica, meno tendenze totalitariste e meno visioni del da utopisti socialisti. Ma non è affatto vero che la storia insegna.

Se così fosse, l’ del 2009 non si ritroverebbe ad affrontare una crisi che scade nel ridicolo, con un Presidente del Consiglio che  giudica il Parlamento pletorico e come un limite ai suoi poteri, che finisce su tutti i giornali per il rapporto non precisamente definito con l’adolescente Noemi Letizia, che finisce col dare spettacolo di sè anche nella stampa internazionale, con una ormai ex moglie che comunica i suoi stati d’animo tramite la stampa. L’ però non è solo Silvio Berlusconi. E’ troppe cose, questa . E’ anche un’opposizione debole, incapace di contrastare la maggioranza in maniera adeguata e senza ricorrere a giochetti privi di utilità concreta, per tentare di acquisire maggiore credibilità, sempre pronta ad aspettare il passo falso del nemico per poi puntare il dito. Possibile che non esistano mezzi più efficaci?

Se così fosse, a Mosca non si parlerebbe del ripristino dell’impianto di altoparlanti risalenti al regime sovietico per entrare nuovamente e pienamente nelle vite dei cittadini e, forse, anche nelle case, a creare una sorta di situazione orwelliana.

Se così fosse, in Cina non si ricorrerebbe al web per rendere noti gli atti di brutalità e la realtà del popolo cinese. La rete si trasforma in un nuovo strumento di rivolta, una finestra aperta sul per far conoscere a tutti quello che accade al di fuori delle nostre case, lontano dai nostri monitor e dalle nostre realtà ovattate.

Se così fosse, il governo di Cuba non tremerebbe per il di Yoani Sanchez, ormai divenuto simbolo di lotta contro il regime ed unico modo per difendere e diffondere le idee, in un paese in cui i cittadini sono autorizzati ad utilizzare i cellulari, computer e lettori dvd soltanto nel 2008, quando nel resto del ci si è già stancati di averli intorno.

Se così fosse, Mugabe non festeggerebbe il suo compleanno circondandosi di lusso e sfarzo in un Paese, lo Zimbawe, tra i più poveri del , con un tasso di inflazione che definire “disastroso” sarebbe soltanto un eufemismo. Oppure inviterebbe il suo popolo affamato alla sua tavola imbandita, oppure non c’è rispetto per l’umanità che dovrebbe contraddistinguerci, oppure mors tua vita mea, oppure dalla storia abbiamo imparato soltanto a fare sempre peggio, a distruggerci e a distruggere.

“You may say I’m a dreamer, but I’m not the only one.

I hope someday you’ll join us and the world we’ll be as one”. (Imagine – John Lennon)

Diventeremo democratici, diamoci tempo.

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La blogosfera italiana non rappresenta il popolo italiano

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La , voce dei media e stampa alternativa del ventunesimo secolo,  dovrebbe in qualche modo rappresentare la voce del popolo. Da diverso tempo mi chiedo se ciò sia vero e da diverso tempo mi rispondo allo stesso modo, in i non rappresentano l’idea.

Guardiamolo dal punto di vista pratico, ogni volta che Silvio Berlusconi parla in , dice qualcosa o partecipa ad un evento, 9 su 10 commentano negativamente sul premier, vignette satiriche lo accompagnano, il dissenso è quasi unanime. Eppure i risultati politici dicono altro, i media tradizionali dicono l’opposto, il popolo lo elegge, il suo nuovo partito si avvia al totalitarismo, un unico partito in nome del popolo e della libertà.
I gli danno torto, il popolo gli da ragione. Lui i suoi interessi li fa.

Secondo caso a conferma dell’argomentazione è Beppe Grillo. Il “comico”, nviene malvisto  dalla italiana, non viene linkato, io ne sono un esempio, ma ha uno dei più visti al , avvia campagne con una buona risposta dal popolo, fa scendere la gente in piazza, non ottiene risultati politici, cerca solo consenso, per ora. Usa i media a proprio comodo, li usa come vuole, va ad Exit, costringe la D’Amico a chiedere scusa. Nonostante ciò ha il favore della gente, si erge a voce del popolo e professa libertà.
I gli danno torto, il popolo gli da ragione. Lui i suoi interessi li fa.

Allora la italiana indica qualcosa? Può la voce dei rappresentare in sentimento collettivo della popolazione?

Esistono posti dove la rivoluzione è da sempre nell’animo delle persone, dove i devono sforzarsi per dire la loro, perchè in nessun posto possono dire quale è il vero pensiero. Esiste Cuba, dove Yoani Sanchez è costretta a far sopravvivere il suo GeneracionY e a farlo sfuggire alla censura. Lei si batte per il suo popolo, per la sua libertà di parola, per la sua libertà di vivere. Con i suoi appelli riferisce ciò che il popolo sente. Lei è appoggiata dai di tutto il , dai pochi del suo paese, lei non ha il bisogno nè la possibilità di usare i media tradizionali. Il popolo è con lei e la libertà è il loro sogno.
I gli danno ragione, il popolo gli da ragione. Lei fa gli interessi del propio popolo che anche se sono gli stessi suoi hanno almeno un valore ideale.

E io? Io nella sono nullo, di libertò ne ho parlato anche troppo, il popolo non mi conosce.
Io bloggo, se non muoio per avere avuto troppo tempo.

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