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Ora ti racconto Halloween, dammi tempo.

Da un pò di anni a questa parte, non si può fare a meno di notare il grande entusiasmo che precede il 31 ottobre per i preparativi della festa di Halloween. Se ci dobbiamo globalizzare, quantomeno facciamolo bene. Per cui, poco ci manca a vedere tacchini sulle tavole italiane il quarto giovedì di novembre.

L’America è sempre stata un modello, anche per coloro che si sono professati e dichiarati anti-americani. Nessuno è immune. La festa di Halloween è una delle “americanate” più esportate e le persone confluiscono tutte in una grande massa che festeggia e fa baldoria ma non sa nemmeno perchè. E soprattutto non sa che Halloween è tutto tranne che americano.

E se non sapete perchè, proverò a spiegarvelo io.
E’ diventata ormai usanza comune “trasformare” le cose e dar loro un tocco più, come dire… commerciale. A fare questo contribuisce senza alcun dubbio il mondo cinematografico che necessita di continue ispirazioni per raccontare storie nuove e che, spesso e non so quanto volentieri, le rende delle vere e proprie tendenze. Da qui, bisogna anche dirlo, son venuti fuori anche dei veri e propri capolavori.

Nel periodo di Halloween, che ricade precisamente tra la notte del 31 ottobre e del 1 novembre, casualmente vengono fuori tutti i film horror possibili e immaginabili o, quantomeno, ci si organizza una bella serata all’insegna dell’horror e del macabro, talvolta con conseguenti episodi spiacevoli e aloni di mistero che si creano laddove di misterioso c’è ben poco.

Per esempio, tra le vittime di Halloween abbiamo i gatti neri. Pare che queste povere bestiole se ne vadano nell’altro mondo in 30 mila all’anno. Solamente per degli stupidi rituali. E non è tutto. I satanisti più sfegatati non aspettano altro che “la notte delle streghe” per darsi da fare. Adesso fermatevi a meditare un attimo e poi traetene le dovute conclusioni. Siamo una massa di imbecilli oppure no?

Al di là di questo, forse si cade anche nell’esagerazione quando si va a pensare che questa festa sia solo un subdolo tentativo satanista di dar vita a rituali collettivi senza che la maggior parte delle persone ne sia consapevole. E non vi dico chi è che lo pensa.

Comunque, tornando alle origini, la festa di Halloween derivava da un rito popolare pre-cristiano tipico dell’Europa Settentrionale, prima di approdare oltre oceano e divenire festa tipica degli USA e del Canada, prima ancora di essere scopiazzata qua e là nel resto dei Paesi, Italia compresa. Da precisare che in Italia qualche accenno di Halloween, molto tempo fa, effettivamente c’è stato.

Con l’arrivo della stagione fredda, i contadini usavano portare il bestiame in luoghi chiusi per garantirne la sopravvivenza. I Celti, noto popolo del nord Europa, usavano celebrare la fine dell’estate, ovvero “Samain”. Questo preciso periodo dell’anno si collocava in un punto della dimensione temporale in cui non rientrava nè nell’anno vecchio, nè tantomeno in quello nuovo. Proprio in quest’occasione, il velo che divideva i vivi dalla terra dei morti cadeva e quindi i due mondi non erano più separati.

C’è da precisare che i Celti non temevano i morti, anzi usavano lasciare loro del cibo sulla tavola in segno di accoglienza. Quello che più temevano erano le fate e gli elfi, che erano soliti fare pericolosi scherzi agli uomini, soprattutto durante questo periodo.

Da qui, con il passare degli anni, hanno preso vita tutte quelle usanze di cui siamo a conoscenza. Vecchie leggende e usanze comuni di tempi ormai andati, hanno dato vita alla tradizione di Jack’o Lantern, al “Dolcetto o scherzetto”, ai vestiti in maschera, ai dolciumi e chi più ne ha più ne metta. Tanto che ormai Halloween (All Hallows Eve) è la gioia dei commercianti, che sfornano gadget, maschere e dolciumi in quantità industriale per le folle di bambini e patiti dell’horror, anche se di horror c’è ben poco.

Insomma, il merito della civiltà odierna è quello di aver commercializzato anche il più semplice dei riti pagani. Questa sera state bene attenti, durante la notte delle streghe tutto può succedere.

(Un ringraziamento speciale a Tim Burton, per aver usufruito cinematograficamente e commercialmente eccellentemente di Halloween. Ed anche a Matt Groening)

Ora ti insulto, dammi tempo.

Dalla Romania piovono insulti sulla politica italiana. Per la precisione gli insulti sono due e, sempre per la precisione, sono due i politici che vengono insultati. Uno è il sindaco di Verona, Flavio Tosi. L’altra è Alessandra Mussolini. Per la precisione, uno un “sindaco di merda” e l’altra “una puttana”. Perdonatemi, ma riporto le notizie così come stanno.

L’opera di cui si parla, il contenitore degli insulti insomma, è  “Francesca” del regista romeno Bobby Paunescu. Un ottimo esordio, se vogliamo. O quantomeno, un ottimo modo di ottenere pubblicità ed incuriosire il pubblico. Probabilmente le sale si riempiranno più che altro per la scena con gli insulti che per il film in sè.

Senza offesa, ovviamente. La pellicola ha comunque ottenuto largo consenso alla Mostra del Cinema di Venezia, all’apertura della sezione”Orizzonti”. Il regista cerca di rimandare l’attenzione al significato del film in sè, ma la Mussolini, giustamente offesa, ha risposto energicamente con una diffida, facendo slittare l’uscita del film al 20 novembre.

Distribuito dalla Fandango, il film uscirà comunque un versione fedelissima all’originale.

Si è parlato di  libertà d’espressione nel mondo dell’arte, ma certe volte forse si dovrebbe parlare anche di buon senso. Qui ci troviamo di fronte ad insulti belli e buoni che colpiscono direttamente delle persone, non si tratta di semplice satira. A quella ci siamo abituati bene ormai da tempo.

Per quanto ci si possa discostare dalla posizione politica dei personaggi, arrivare ad insultarli pesantemente è una scelta priva di senso e, ancor di più, di alcun carattere artistico. Non c’è infatti artisticità nell’offendere una donna e, di conseguenza la sua dignità, nè tantomeno il sindaco e, forse, il suo operato, con tanto di accusa palese di razzismo. Perchè, ricordiamolo, prima che di politici, stiamo parlando di esseri umani.

Qual è quindi il limite tra l’arte e il buon senso?

Buon compleanno, Emergency

Si è tenuto dall’8 al 13 di settebre l’incontro nazionale di Emergency, a Firenze, per festeggiare i suoi quindici anni.

Una festa di compleanno inaspettatamente affollata, organizzata tra incontri, mostre, workshop, film e serate di intrattenimento che via via vedevano affluire sempre più gente.

Gli incontri, tenutisi nel Palazzo dei Congressi di Piazza Adua, trattavano argomenti che spaziavano dalla cardiochirurgia, al cinema dei diritti, all’Afghanistan, dalla guerra al razzismo e la xenofobia dilagante. Incontri totalmente gratuiti, ad alto livello di partecipazione, che offrivano al pubblico la possibilità di porre domande e soprattutto di venire a conoscenza di realtà che troppo spesso sono occultate dai mezzi di comunicazione.

L’associazione di Emergency offre assistenza medico-chirurgica gratuita e di elevata qualità alle vittime civili delle guerre. In questi giorni ha offerto anche testimonianze e dati reali di quello che succede nel mondo, a volte nemmeno troppo lontano da noi.

Ho personalmente assistito all’incontro tenutosi sabato mattina, “Il razzismo, strana malattia” che oltre alla presenza di Gabriele Del Grande, Franco Pittau, Don Virginio Colmegna, e Christian Elia, prevedeva anche quella dello scrittore Erri De Luca. Ho assistito, in parte, anche all’incontro precedente, in cui si è parlato delle attività svolte fino ad oggi da Emergency e ai progetti in cantiere. Si è parlato quindi dell’ospedale di Palermo, divenuto ormai fondamentale in territorio siciliano. E si è parlato anche di nuovi ospedali che saranno costruiti in Africa, con una testimonianza del dramma che vivono i migranti nel tentativo di trovare una nuova vita lontani dal proprio paese. Una storia a lieto fine, purtroppo una delle poche che può permetterselo.

Ho partecipato anche alle serate organizzate presso il Mandela Forum. La prima sera è stata presentata da Diego Cugia, tornato appositamente dall’America. L’immancabile presenza di Gino Strada è stata affiancata da quella di un acceso Vauro e un ironico e sempre calmo Gianni Mura. Sul palco Piero Pelù e Jovanotti si sono esibiti insieme con “Il mio nome è mai più”, mentre Marco Paolini ha intrattenuto le 6.500 persone presenti con un monologo indimenticabile. Innumerevoli gli interventi per ricordare Teresa, moglie di Gino Strada, alla quale sono stati dedicati un albero a Firenze e un altro in Darfur ed un ospedale in Uganda, per mantenere vivo il suo ricordo, quello di una donna che ha dedicato la sua vita agli altri, con estrema passione.

La serata successiva ha visto le lacrime di Serena Dandini, nel ricordare la chioma rossa di Teresa, insieme alla commozione di Paola Turci. La serata è iniziata alla grande con l’apertura di Patty Smith, rimasta a Firenze per l’occasione. Si è esibita con unaPeople have the power” accompagnata semplicemente dal battito delle mani di diecimila persone che tenevano il tempo.

Prima di andare via, Patty Smith ha dichiarato che sì, sono le persone ad avere il potere. Di sognare, e di agire. A seguire si sono alternati Antonio Cornacchione, la banda Osiris, la Casa del Vento, Paolo Hendel, Fiorella Mannoia, tornata di corsa dalla Sicilia, pronta a cantare, anche lei, senza musica per concludere la serata con un duetto, insieme a Paola Turci, dedicando “Quello che le donne non dicono” sempre all’indimenticabile Teresa.

Una festa di compleanno a dir poco ben riuscita, della quale si sono stupiti gli stessi organizzatori.

Il popolo di Emergency c’era, esiste ancora una parte d’Italia che vuole il bene assoluto, che non vuole distinzioni di sesso, razza o religione. Esiste ancora una parte del nostro Paese che crede in valori veri, reali e puri. Speriamo soltanto che non rimanga in silenzio. Questa volta si è fatta sentire.

Pubblico del Mandela Forum
Pubblico del Mandela Forum

Un’ottima annata

Se nel 1809 non fosse nato Louis Braille, forse i non vedenti non avrebbero avuto la possibilità di leggere. Se lo stesso anno non ci avesse regalato Charles Darwin e Abraham Lincoln, da che parte sarebbe andata la storia? E se non fosse nato nemmeno Edgar Allan Poe, ci sarebbe stato uno spazio vuoto nel mondo della letteratura?

Doppio anniversario per il leggendario  Geronimo, nato nel 1829 e morto nel 1909. Come dimenticare il 1929, invece, con il crollo di Wall Street e la Grande Depressione? Lo stesso anno vede la stipulazione dei Patti Lateranensi, la strage di San Valentino (Al Capone), la nascita di Braccio di Ferro. Nel 1939 iniziava la Seconda Guerra Mondiale, il 1949 vede la nascita del COMECON nei paesi dell’Europa dell’Est mentre  in America si celebra la grandezza di Joe Di Maggio. Nascono la Repubblica Federale Tedesca (RFT) e la Repubblica Popolare Cinese di Mao.

Nel 1959, invece, viene rovesciato il regime di Fulgencio Batista a Cuba, per mano di Fidel Castro, la Barbie fa il suo ingresso nel mondo, Aldo Moro diviene segretario della DC. L’anno seguente, in Cecoslovacchia prende vita la Primavera di Praga, Jan Palach si da fuoco per protestare contro l’invasione dell’URSS. Muore Bryan Jones dei Rolling Stones, che terranno un concerto storico in suo onore ad Hyde Park, Armstrong e Aldrin sono i primi uomini a mettere piede sulla LunaGheddafi subentra nella politica libica con un colpo di Stato ed è anche l’anno del terrorismo nero e quindi della Strage di Piazza Fontana, l’Italia è in pieno autunno caldo. E’ l’anno di Woodstock.

Il 1979 vede il riavvicinamento di Cina e USA, mentre viene deposto il regime di Pol-Pot in Cambogia, dopo aver provocato la morte di circa un terzo della popolazione del Paese. Muore Syd Vicious dei Sex Pistols e viene concluso, a Catanzaro, il processo per la Strage di Piazza Fontana. E’ l’anno della morte di Aldo Moro e di Peppino Impastato, della prima donna al governo inglese, Margaret Thatcher. L’anno dei sandinisti al potere in Nicaragua e dell’ascesa di Saddam Hussein, del sequestro De Andrè-Ghezzi, l’URSS invade l’Afghanistan.

Il 1989 vede finalmente la caduta del muro di Berlino, si conclude il processo per la strage di Piazza della Loggia con l’assoluzione di tutti gli imputati, è l’anno della nascita di internet, della morte di Salvador Dalì, in Polonia viene riconosciuto il movimento Solidarnosc mentre a Pechino si assite alla repressione di Piazza Tiananmen. In Cecoslovacchia prende vita la Rivoluzione di Velluto, Havel diventa presidente, inizia la dissoluzione dell’Unione Sovietica.

Dieci anni dopo nasce ufficialmente l’Euro, Prodi è presidente dell’UE, la NATO interviene in Jugoslavia per fermare la repressione attuata da Milosevic, le Brigate Rosse uccidono Massimo D’Antona, muoiono Fabrizio De Andrè, Joe Di Maggio, Stanley Kubrick.

Il 2009 è l’anno internazionale dell’Astronomia, l’anno del PD di Franceschini, del Popolo delle Libertà che diviene unico partito, l’anno di Obama alla presidenza USA, del terremoto e del  G8 a L’Aquila, del divorzio e degli scandali di Silvio Berlusconi, della visita del Papa in Terra Santa, delle guerre infinite in Medioriente, dell’Onda Verde di Moussavi, del colpo di stato in Honduras, della morte di Eluana Englaro e quella ancor più seguita, di Michael Jackson. L’anno di Marco Carta che vince Sanremo e di Alessandra Amoroso che vince Amici. Impossibile riportare tutti gli eventi ma comunque anche questa pare sia storia.

Ci siamo dentro. Ora la riscrivo, datemi tempo.

L’Apollo 11 e i 40 Anni dallo sbarco sulla Luna, diversi modi per parlarne e ricordarlo

Oggi sono 40 anni che l’uomo ha conquistato la Luna, grazie all’Apollo 11, un evento che tutt’ora sembra attuale e suscita interesse e polemiche.
Nel web Youtube gli dedica il logo del giorno, la NASA rende disponbili i filmati video restaurati di undici filmati relativi all’Apollo 11, la blogosfera tutta ne parla (tra l’altro c’è chi ricorda la voce di Tito Stagno).
Servizi come We Choose The Moon ripercorrono le fasi di tutta la missione partendo da Cape Canaveral e seguendo l’Apollo 11 fino allo sbarco sulla Luna.
Anche Google dice la sua con Google Moon, ricostruendo su una mappa virtuale luoghi ed eventi in ordine cronologico.

Il mondo del cinema anche coglie l’occasione per ricordare l’evento e Sam Rockwell si presenta con il suo “Moon“, sperando non sia l’ennesimo flop sull’argomento.

Intanto per sentirci meno lontani dallo spazio dal 2010 sarà possibile passare le proprio vacanze in orbita, l’ennesimo piccolo passo per l’uomo e grande passo per l’umanità.

Io ora non ho tempo, vengo dalla luna.

Alice in Wonderland

Tim Burton torna a far parlare di sè, con il nuovo “Alice in Wonderland“, la cui uscita in America è prevista per il 5 marzo 2010. Protagonista principale del film sarà Mia Wasikowska, attrice australiana nei panni di Alice. A seguire, nei panni del Cappellaio Matto, ancora una volta Johnny Depp, ormai personaggio fisso dei film burtoniani, mentre la moglie del regista, Helena Bonham Carter, sarà la Regina di Cuori. Fanno parte del cast anche Alan Rickman, che interpreterà il Brucaliffo e Christopher Lee, ed entrambi hanno già collaborato con Tim Burton. La trama del film è nota a tutti, l’unica novità tra i personaggi sarà La regina bianca, interpretata da Anne Hataway ed antagonista della Regina di Cuori.
La sceneggiatrice sarà invece Linda Woolverton, nota per aver lavorato a “Il re leone”, “La bella e la bestia” e “Mulan”. Il film sarà in Digitale 3D e sono state rese note le prime foto in attesa di vedere il film per intero, sicuri che Tim Burton riuscirà a stupire ancora.

La regina di cuori - Helena Bonham Carter
La regina di cuori - Helena Bonham Carter

Il cappellaio matto - Johnny Depp
Il cappellaio matto - Johnny Depp
La regina bianca - Anne Hataway
La regina bianca - Anne Hataway

Coraline e la porta magica

Coraline è una bambina di 11 anni che si trasferisce insieme ai genitori ad Ashland, nell’Oregon. Nella nuova casa Coraline scopre la presenza di una porta misteriosa, che non aveva mai notato prima di allora. Una notte, per la grande curiosità e annoiata dalla solita routine, Coraline decide di aprire la porta e si ritrova in un mondo parallelo che, anche se identico a quello in cui vive, si contraddistingue per i bottoni che stanno al posto degli occhi dei personaggi. Un’altra presenza importante è quella del gatto parlante, che diventerà la guida della bambina. L’entusiasmo iniziale per l’illusione di aver trovato un mondo migliore svanirà presto, e spingerà Coraline alla ricerca di una via di fuga.

La Locandina di Coraline
La Locandina di Coraline

Nato come libro nel 2002, “Coraline” è il nome della protagonista di un romanzo del noto scrittore Neil Gaiman. La storia si rifà chiaramente al mondo di Alice nel Paese delle meraviglie, se notiamo il passaggio in un mondo parallelo dove tutto sembra essere migliore e la stessa presenza del gatto-guida, come il gatto del Cheshire, meglio noto come Stregatto.

Il film invece nasce col titolo di “Coraline e la porta magica” in Italia ed è realizzato con la tecnica della stop-motion. L’uscita della pellicola era inizialmente prevista per Halloween 2008, ma è stata posticipata ed uscirà nelle nostre sale a partire dal 19 giugno.

Il regista è Henry Selick, già noto per aver diretto The Nightmare Before Christmas con Tim Burton. Seppure in molti abbiano creduto che il film fosse di Tim Burton a causa della presentazione che recita “dal regista di Nightmare before Christmas”, l’unica cosa che accomuna Selick a Burton in questo caso è solamente lo stile.

Una piccola coincidenza è data dalla città in cui si trasferisce Coraline, ovvero Ashland. Anche in Big Fish, film di Tim Burton tratto dall’omonimo libro di Daniel Wallace, risalente al 2003, esiste un’Ashland, che però è in Alabama.

La voce di Coraline nella versione originale è di Dakota Fanning, mentre quella della madre è di Teri Hatcher.

Questo è il trailer ufficiale:

Mentre questo è il trailer in Italiano:

Buona visione!