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In principio era il caos. Poi ho acceso la tv.

Panoramica dell’attuale situazione televisiva italiana, destinata solo a peggiorare.

“Ho visto cose che voi umani”. La televisione è stata una grande invenzione, senza di lei avrei letto molti più libri e trascorso molte più ore all’aperto, invece ha preservato la mia incolumità, fisica ma non mentale, convincendomi a restarmene sotto le coperte con il telecomando in mano, a cambiare canale come se non ci fosse un domani. Funziona così, con la pratica dello zapping: è come fumare il crack, inizi una volta e poi non smetti più. Ancora peggio da quando c’è ‘sto Digitale Terrestre che ti offre duemila canali in più. Il vuoto totale, non c’è niente di buono da vedere da nessuna parte (tranne David Letterman), ma il problema, facendo zapping, è scegliere cosa vedere, tra tutte queste orrende opzioni.

La creazione più malefica di questi ultimi anni è Real Time: oltre a creare una forte dipendenza, stando a quello che sento dire in giro, propone obesi che vogliono mettersi sulla retta via, mamme scalmanate che vogliono divertirsi, parrucchiere acide… e Gordon Ramsay, che è un po’ su tutte le reti. Solo i suoi insulti contro i ristoratori meritano un click sul canale, che poi uno pensa che in cucina per fare bene bisogna sproloquiare contro il prossimo, offendendolo, ma sempre con fantasia. Per il resto c’è Clio Makeup, che ha convinto migliaia di donne in tutta Italia di essere diventate delle bravissime estetiste, con ricette fai da te per la cura del corpo ed un sacco di blush, di primer, di nude sulle bocche di tutte, che per strada si scambiano consigli, baciando il santino di Clio Zammatteo, mentre se ne vanno in giro con le gote rosa che manco Heidi nelle giornate più fredde e pasticci di colore sulle palpebre, utilizzando tutti i prodotti a basso costo, di quelli che ti fanno venire l’orticaria, che se ti metti un filino di smalto sull’unghia, quella si ritira come una lumaca quando vai a toccarle i cornetti.

Per chi ama la creatività poi c’è Paint your life, che ti insegna la nobile arte del riciclo. Che vedi Barbara Gulienetti dipingere un palazzo di 70 piani tutto di vernice glitterata rossa, poi ripassare un po’ di flatting, il mastice e di nuovo la vernice, contornando le finestre di palline colorate, una per una, senza l’aiuto di nessuno, sempre con un sorriso smagliante che vale a dire “Come mi diverto io nessuno mai”. Oltre alla Gulienetti, in studio intervengono ospiti scazzati, donne frustrate che per accettare i loro insuccessi si accaniscono contro le cannucce delle bibite, le bottiglie di plastica, dando vita a braccialetti che nemmeno Lady Gaga in sbronza piena vorrebbe mai indossare. Che poi su Real time tra malattie imbarazzanti, accumulatori e gente che fa la spesa come se domani arrivasse l’Apocalisse, sembra che abbiano tutta l’intenzione di rendere fighe le malattie mentali.

In alternativa, se i vostri cani abbaiano troppo o non hanno ancora imparato a stare seduti al vostro comando, potete sempre seguire le appassionantissime vicende dello Psicologo per cani, che le migliori dormite me le son fatte proprio guardando quel programma e, sebbene io non abbia un cane, devo comunque ringrazialo per le ore di sonno che mi ha regalato. Il top di Cielo però è The Apprentice, con Flavio Briatore che a insulti è messo bene tanto quanto Ramsay (“Voi siete dei caproni! Anzi, nemmeno quello, le capre fanno latte e formaggio, voi non fate niente!” è ormai entrato nella storia) che con il suo ditino indignato, elimina giovani in cerca di un buon contratto. Avoglia, Fornero, a dirgli che sono choosy: qui di choosy c’è solo Briatore, che se sbagli i gemelli per la camicia è capace di decollarti con un machete.

Ma passiamo ai canali “classici”, che hanno sempre roba buona da offrire ai drogati di televisione: partiamo da una delle regine Mediaset, Maria De Filippi. Affrontiamo il discorso delle lettere di “C’è posta per te“: hanno tutte la stessa impostazione, sarà il tono della conduttrice che non ha variazioni significative, sarà che immagino un tizio ingobbito rinchiuso da anni in uno sgabuzzino, illuminato solo dalla luce di una candela Ikea, di quelle che profumano solo per finta, e che deve sorbirsi tutte le tragedie d’Italia, scrivendo testi chilometrici e commoventi per ogni ospite. Ingurgita senz’altro quantitativi massicci di psicofarmaci. A lui, poi, si aggiungono i bambini che portano palloncini in studio, candeline, cartelloni e regalini, che li vedi lì smarriti e non sanno cosa fare. Infanzie rovinate per sempre. E se proprio vogliamo restare in tema De Filippi, in attesa di sapere quale altro talento sfornerà, ci sono pur sempre i tronisti. Guardando una puntata di Uomini e Donne si assiste all’improbabile lotta tra ignoranti che si accusano vicendevolmente di essere ignoranti, mentre i timpani, i nostri, a casa, sventolano bandiera bianca.

Ma come tralasciare la regina delle faccine: l’arcata sopraccigliare di Barbara D’Urso è ormai l’emblema della televisione del dolore e del trash. E’ l’unica donna che strappa le pagine dei giornali per il popolo e capace di lottare per i poliziotti, contro i poliziotti, per i bambini, per le donne, per il cancro, per i gay, per i disoccupati, per i cani, per i gatti, per i politici, contro i politici. E poi non ha un uomo da tre anni, e te lo dice tra un “siamo una tv commerciale” e un “siamo una testata giornalistica, mi dissocio da quello che dice e chiunque può replicare” e “io non dico quello che faccio perché non mi piace, ma vado sempre nei centri per bambini e disabili” e te lo dice ogni giorno, giusto perché non le piace dirlo.

Abbiamo poi Verissimo, dove tra una tragedia e l’altra (con Misseri che dichiara di essere un assassino ma che la colpa è del trattore) arriva Jonathan con la pretesa di agghindare a modo un’adolescente sfigata e poi passa Fabrizio Corona, ormai ospite fisso, che vuole raccontare la sua nuova esistenza e che ti dice che la sua vita è come un film e lo dice ai giornali, alla Toffanin e ad Alessio Vinci, che lo guarda come un 13enne innamorato, mentre dentro sé pensa di aver sbagliato tutto nella sua vita e dice addio a Domenica Live, che Barbarella e le sue sopracciglia gli fregano il posto. Per non sbagliarsi mai, c’è l’evergreen Studio Aperto, coi giornalisti che spulciano tutto il giorno su Facebook alla ricerca di tragedie adolescenziali e video divertenti di animali “bislacchi” e poppe al vento, possibilmente quelle della Minetti. Per chi ama le tragedie, invece, c’è sempre Salvo Sottile. Tutto il resto del niente che volete vedere, lo trovate su Vero Tv.

Adesso, però, fatemi una lavanda gastrica.

 

Ora muoio dammi tempo: di Berlusconi e di altri demoni

C’è qualcosa che non va, nell’aria. Rassegniamoci. E’ inutile che nel 2011 ci ricordiamo di tirar fuori dal cilindro le auto elettriche, le buste della spesa che puzzano e si rompono e tutte le soluzioni possibili per salvare il pianeta, dopo aver fatto per secoli i nostri porci comodi senza curarci della sua salute.

Abbiamo l’aria inquinata, uscire in città diventa ogni giorno una prova fisica non da poco, ci vorrebbero dei distributori automatici di mascherine per i polmoni meno resistenti. E poi abbiamo le radiazioni. Anche se ci siamo convinti che il Giappone sia lontano e che qui stanno tutti bene.

Silvio Berlusconi: stiamo tutti bene!

Se stessimo tutti bene, per esempio, non avremmo un Premier a tempo perso. Se Silvio Berlusconi leggesse questo blog, avrebbe l’ennesima conferma, è il più grande perseguitato della storia. Gesù Cristo in confronto era un pischellino, diciamocelo. Tutti a parlare di Silvio, tutti ad ascoltare le sue intercettazioni e lui che si indigna e vuole affrontare la sinistra malvagia che gli mette il bastone fra le ruote, abbiate Fede, prima o poi ci salverà e ci ricrederemo.

Robert De Niro realizza di essere andato dalla De Filippi

No, dicevo. Deve esserci qualcosa di strano nell’aria. Ieri sera credevo di aver mangiato troppo pesante e si sa, quando si va a dormire poi si pagano le conseguenze con incubi terrificanti. Invece dopo mi sono resa conto che ero sveglia, avevo acceso la tv e in preda a un raptus avevo premuto sul tasto 5. Mi sono ritrovata davanti Maria De Filippi, la regina della strumentalizzazione del dolore a livello mediatico, e vicino a lei c’era quello lì di “Taxi Driver”, quello di “chiacchiere e distintivo”, insomma, Robert De Niro. A un certo punto l’ho visto anche piangere, avrà preso improvvisamente coscienza di quel che stava accadendo. La vecchiaia gioca scherzi bruttissimi, quando l’Alzheimer imperversa, c’è ben poco da fare, finisci per lavorare anche al fianco di Monica Bellucci, dichiarando che sia la più brava attrice dell’universo, senza renderti conto delle sciocchezze che ti escono di bocca. Il mondo sta finendo, rassegniamoci. A proposito di grandi attrici, la sapete la storia di Manuela Arcuri, no? Prima applausi e complimenti perché ha rifiutato di cedere alle avances di Berlusconi (non è mica colpa mia se ha il dono dell’ubiquità, costringe il mondo a parlare di lui!) e poi si scopre che è talmente sfigata che nemmeno il vecchietto la vuole più e la reputa pure una “troia”, lui che ne ha un minimo di 20 a sera che gli girano per casa. Ma le vuole tutte di un certo stile, il Bunga Bunga non è mica roba per tutti.