Ora Muoio, Dammi Tempo

I morti sanno soltanto una cosa: che è meglio essere vivi.

A che ora è la fine del mondo?

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Cito direttamente dal mio libro di sociologia, riguardo il “processo di civilizzazione”, teoria proposta settant’anni fa da Norbert Elias:

Secondo questa teoria, nel Medioevo la vita quotidiana era caratterizzata dal sopruso, dalla violenza, dalla guerra, perchè in Europa vi era una pluralità di poteri sovrani in concorrenza e in lotta fra loro. Gli uomini vivevano così in uno stato permanente di insicurezza e di paura, pronti a difendersi dagli altri e ad attaccarli per primi. La situazione iniziò a cambiare [...] quando un potere territoriale più forte trionfò su quelli più deboli e a poco a poco si instaurò il monopolio della violenza legale da parte dello stato. [...] Gli individui abbandonarono a poco a poco la spontaneità, l’irruenza, l’autoindulgenza ed impararono a dominare se stessi, a controllare le proprie pulsioni e passioni, a regolare l’aggressività.”

Nel 2009 siamo ben lontani dal periodo medievale, dalla caccia alle streghe e tutto il resto. Anche se abbiamo avuto massacri e morti a non finire, roba da far provare invidia ai soldati dell’Impero Romano. Abbiamo inventato le bombe intelligenti, così colpiscono solo dove c’è da colpire, come se realmente si dovesse fare. Abbiamo inventato l’informazione. Così tutti possono essere sempre al corrente di quel che avviene intorno a loro. Abbiamo inventato il potere, così chi lo detiene può filtrare le informazioni. Abbiamo inventato il terrore, o meglio, abbiamo imparato a manipolarlo.

Nel 2009 siamo ben lontani dal periodo medievale, eppure leggo che in Giappone massacri e mattanze di delfini e balene sono ancora attuali, nonostante i richiami e le proteste di animalisti e persone sensibili riguardo l’argomento. Così il mare si riempie di sangue, il mare è un immenso cimitero in cui vi sono sepolti tesori, popoli, rifiuti tossici. Uno sterminato deposito di sangue, che tutto nasconde e sempre tace. E nonostante sia così sporco e pieno di sé, riesce sempre a lavarci la coscienza.

Siamo nel 2009, lontani dal medioevo e da quell’accozzaglia di persone in procinto di evolversi e pronte alla civilizzazione, e leggo che a Ponteranica, in provincia di Bergamo, il sindaco leghista ha deciso di rimuovere la targa di Peppino Impastato, morto nel 1978 per mano della , simbolo di una lotta che non scorge una fine. Lotta scoraggiata da persone come colui che ha motivato la sua decisione sostenendo di voler onorare principalmente personalità locali. Come se nel morire non fossimo tutti uguali, come se a saltare in aria in Sicilia piuttosto che in Lombardia sia tutt’altra cosa. Forse perchè in Lombardia hanno più dignità di un “terrone”, forse perchè in Lombardia la non c’è, ma i paraocchi sì.

Siamo nel 2009 e quasi mi sembra di tornare al medioevo, impazza l’omofobia. Mi sembra di tornare ai lager, mi sembra che vogliano riaprire i gulag, mi sembra di tornare semplicemente indietro. Mandiamoli tutti fuori questi poveri gay, sono la rovina della società! Non importa se il Presidente del Consiglio e i politici tutti si prendono gioco di noi. Il vero dramma della società sono i gay, sono piaghe da curare, eliminare. Per cui prendiamoli a botte, sono diversi da noi. Siamo negli anni zero, quelli di un posto migliore nel , quelli in cui ancora esistono categorie di persone. Esistono gli immigrati, i gay, i meridionali, è l’era del diverso. E’ l’era in cui ci si dimentica che sono tutte persone, buone e cattive indipendentemente dalla loro provenienza e dalla direzione che hanno scelto di seguire.

Gli anni zero, quelli dei nuovi divertimenti per adolescenti. Picchia la coppietta, e sarai più “figo”. Quelli in cui il divertimento va di pari passo con la violenza. Se non c’è sangue e bestialità la vita diviene fallimento. Dov’è il punto in cui tutto si è spezzato e ci siamo lasciati cadere a peso morto dritti verso l’inferno?

Gli anni zero, l’evoluzione, gli anni in cui il tg mi parla perennemente della stagione più calda degli ultimi vent’anni esattamente da vent’anni. Lo stesso tg che mi parla per trenta secondi del tentativo del Presidente degli Stati Uniti di offrire una garanzia sanitaria per tutti e per i cinque minuti successivi mi parla dei video-scandalo di Pamela Anderson e delle lotte di stile tra gli emo e i truzzi in Piazza del Popolo. Il tg che consulta psicologi e specialisti di ogni genere, perchè la scuola sta per iniziare e i bambini non sanno che zaino indossare per non rovinarsi la schiena, subiscono un trauma perchè è finita la stagione dei divertimenti e si dimentica del Darfur, lo Zimbabwe, il Congo, la Cambogia, l’Afghanistan, il Brasile, si dimentica di mezzo , dei bambini soldato, di quelli che spacciano il crack, quelli che vivono nelle fogne, di quelli che saltano in aria tra le mine anti-uomo, che non hanno nemmeno più le mani per scrivere il tema del loro primo giorno di scuola, o le gambe per camminare fino alla scuola, soprattutto perchè a scuola non ci vanno. Non c’è tempo, nella guerra, per consultare lo psicologo e chiedere quale sia il modo migliore per superarla.

Il tg in cui si chiede alla gente che sta male come sta. Siamo negli anni in cui va di moda l’, la gente si lamenta delle città sporche e poi butta i fazzoletti, le carte e le sigarette per la strada. Il in cui tutti si lamentano del e se ne stanno fermi, aspettando che decida di cambiare da sé.

A che ora è la fine di quel ? Datemi un orario, perchè io, quel giorno voglio esserci e voglio stare in prima fila.

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Come la ghianda il maiale, così i compensi non retribuiti la SIAE

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In Italia esiste la Società Italiana degli Autori ed Editori (SIAE):

un ente

pubblico economico a base associativa, preposto alla protezione e all’esercizio dei d’autore (copyright).

La agisce come ente intermediario tra il pubblico e le industrie culturali, occupandosi di:

  1. concedere licenze e autorizzazioni per lo sfruttamento economico di opere, per conto e nell’interesse degli aventi
  2. percepire i proventi derivanti dalle licenze/autorizzazioni
  3. ripartire i proventi tra gli aventi .

Oltre a ciò può esercitare altri compiti connessi con la protezione delle opere dell’ingegno e può assumere, per conto dello stato, di enti pubblici o privati, servizio di accertamento e di percezione di tasse, contributi, .

Definiti compiti e scopi della , ci sono alcune domande da porsi su dettagli ben più nascosti. Tre cose sono da evidenziare, l’”obbligo del bollino“, l’”equo compenso” e “la tutela dei di esecuzione“.

Partiamo dal fatidico “bollino”, il contrassegno , che secondo l’articolo 181 bis della Legge n. 633/1941 dovrebbe essere apposto su ogni supporto che contiene opere protette dal d’autore. Ma esistono sentenze della Corte di Giustizia delle Comunità Europee e di della Corte di Cassazione, le quali decretano che l’assenza del bollino non non costituisce reato. Esistono inoltre sentenze di diversi trubinale che assolvono imprenditori e rimborsano aziende per l’acquisto dei contrassegni . Addirittura la direttiva è quella di non obbligare all’uso dei contrassegni .

Nonostante ciò, un decreto legge del Presidente del Consiglio dei Ministri del 23 febbraio 2009 reintroduce l’obbligo del bollino , tra l’altro con efficacia retroattivo, provocando non pochi problemi ed inserendo di fatto diverse persone e aziende in uno stato di illegalità vissuta.

La parte migliore arriva nel fatto che anche per le opere di autori ed editori non iscritti alla . Quindi se una persona decide di produrre un CD con del proprio materiale (siano fotografie, , film o altro materiale multimediale) e vuole venderlo senza che i suoi interessi vengano gestiti dalla dovrà comunque pagare il prezzo del bollino. La naturalmente dovrebbe dividere i compensi tra gli interessati e dare la propria parte a chi non è iscritto nei loro registri, non si interesserà mai di andare a chiedere nulla, non vuole percepire nulla.

Passando al cosiddetto equo compenso, in questo caso si parla del compenso che la sui supporti vergini venduti in Italia. In pratica quando viene acquistato un CD, DVD, musicassetta, cassetta VHS, memorie digitali (SD Flash Card, memorie USB, hard disk, etc), pellicole fotografiche. La quindi, e con essa lo statao Italiano che permette tale cosa, presume che un utente, acquistando uno dei suddetti supporti, registrerà materiale protetto dai d’autore.

Ciò significa che anche se memorizzate i vostri documenti su un hard disk, scattate foto della vostra festa di laurea, copiate un software libero, una distribuzione Linux, sotto , vostre incisioni musicali e chi più ne ha più ne metta, pagate la tassa sul d’autore e sul copyright, per materiale creato da voi e per voi.

La tutela dei di esecuzioni è quella che riserva ad un autore il ad esigere un compenso ogni volta che un’opera musicale è rappresentata in pubblico, eseguita, diffusa, riprodotta. LA però pretende che anche nell’esecuzione di opere libere venga redatta una lista dei brani eseguiti e pagata una tassa. MA anche in questo caso, i compensi a chi andranno sei gli autori non sono iscritti alla ?

Tralasciando i dettagli sulla suddivisione dei compensi, a me sembra che qui qualcosa di assurdo ci sia veramente, oltre al fatto che non capisco il perché in Italia ci sia una sola “azienda” che svolge tale compito, mi chiedo veramente chi, come e perché guadagna dalla . In Italia la non ha pagato compensi ad almeno 1413 autori a cui spettavano le loro parti, esiste una lista pubblica di tali nominativi, che ne dite di cercarli e fare si che questi poveri autori almeno ricevano i loro compensi e che tali soldi non restino nelle casse della ?

Io che altro dire non so, o forse lo ma preferisco stare zitto per non sputare rabbia e sentenze per una tra le tante .
Io vorrei che la libertà fosse gestita come tale e non ci fossero soprusi avallati da leggi ingiuste ed anticostituzionali.

Io ora mi iscrivo alla , datemi opere.

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