Ora Muoio, Dammi Tempo

I morti sanno soltanto una cosa: che è meglio essere vivi.

Ora ti nomino, dammi tempo: il Grande Fratello è pilotato

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Che sorpresa, in questi giorni la realtà mi ha destato dal sonno profondo in cui riversavo da diversi lustri, forse dal giorno della mia nascita.

Mentre vagavo nei meandri del web a caccia di notizie succose ed interessanti del tipo: Belen Rodriguez è incinta? Alessia Marcuzzi partorirà in diretta al Grande Fratello? Simona Ventura in realtà è la sorella della bambola assassina? Antonella Clerici è stata tradita perché a Sanremo aveva un vestito troppo brutto? ho scoperto una cosa che ha sconvolto la mia esistenza e quella degli italiani in maniera irreversibile.

Il Grande Fratello è pilotato.

Guendalina scopre che il GF è pilotato

Mi è scappato spontaneamente un rumorosissimo “Nooooo!” e mentre mi sfuggiva di bocca, mi sono resa conto che tutta la gente intorno a me, nelle case, nelle strade, negli autobus, stava facendo la stessa cosa nell’apprendere la notizia e lo stivale si era trasformato in un coro di “Nooooo!”. Gli italiani, come me, adesso si sentono presi in giro perché hanno scoperto che il Grande Fratello decide tutto e che quindi ogni sorpresa che va in onda il lunedì sera è una bufala. Forse non si erano mai chiesti perché durante la settimana Alessia Marcuzzi facesse le prove per la trasmissione e perché ogni settimana c’è uno scoop diverso, alimentato di volta in volta a seconda della situazione per le settimane a venire, eccetera, eccetera.

Questo va a dimostrazione del fatto che gli italiani (come me, certo) siano delle pecorelle che vanno dietro al pastore, senza curarsi d’altro, se non di ricevere la porzione d’erba che spetta loro, per poter ruminare in tutta tranquillità. Quindi, oh Grande Fratello, dacci oggi il nostro scoop quotidiano e noi te ne saremo grati.

Se l’Italia attualmente è in ginocchio (o in altra posizione, a voi la scelta, de gustibus non disputandum est) è per lo stesso identico motivo. Vogliamo lo scoop scottante e non vogliamo preoccuparci d’altro, fin quando qualcuno promette di fare per noi. Fin quando qualcuno promette di vivere per noi delle emozioni preconfenzionate e di fattura scadente dentro una scatola a Cinecittà, allora sta andando tutto bene. E fin quando qualcuno promette per noi meno tasse e più amore, allora va tutto bene. Anche il Bunga Bunga. George Orwell, che di Grande Fratello parlò per primo anche se la cosa, ainoi, è sconosciuta ai più, che pensano sia una geniale trovata del mondo televisivo, non avrebbe mai immaginato che al mondo si potesse degenerare fino a tal punto. Ma queste sono quisquilie, piuttosto, ditemi un po’ chi volete che esca dalla casa, la prossima settimana.

L’Italia è un Paese libero: God Save the Premier

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Ok, ho deciso. IlGiornale.it è il mio preferito. Addio al Corriere e Repubblica e PeaceReporter e quant’altro, io oggi dichiaro ufficialmente il mio amore per IlGiornale. Perché è come Emilio Fede: mi fa ridere. E si sa che in questo mondo crudele, c’è un infinito bisogno di sorrisi.

Mi spiace sembrare monotona, ma l’argomento m’appassiona, come succede un po’ a tutti gli italiani. Silvio Berlusconi ogni giorno ci offre così tante argomentazioni che se lo vedessi lo bacerei e lo ringrazierei senza chiedergli un centesimo. Ci lamentiamo sempre che al giorno d’oggi stiamo sempre abbracciati ai monitor dei pc e non c’è comunicazione. Meno male che Silvio c’è, perché tanto “Silvioberlusconi” è un termine (sì, uno) più gettonato di “Facebook” e se non ci fosse Silvio, Facebook a un certo punto non ci offrirebbe molto materiale di cui discutere, a meno che qualcuno non saccheggi le nostre fattorie di Farmville. Lui lo fa per noi.

Il prossimo 25 marzo al cinema arriverà un documentario che ha già suscitato scalpore. E’ “Silvio Forever” e la Rai ha deciso di non passare il trailer nelle sue reti, perché è “inopportuno” e perché non rende giustizia alla memoria della defunta cara madre di Silvio Berlusconi. E poi perché utilizza male la satira. Puntuale, arriva l’attacco da IlGiornale.it, contro la LuckyRed che ha osato proporre una pellicola così scandalosa e sacrilega. Dopo un’indignata introduzione, Pedro Armocida ci offre qualche delucidazione sulla casa di produzione:

A portarla nelle sale sarà la Lucky Red di Andrea Occhipinti che già in passato ha firmato un altro tassello di quella che sta diventando una vera e propria documentaristica antiberlusconiana, Viva Zapatero! di Sabina Guzzanti. Le due operazioni hanno molto in comune, a partire dall’effetto sorpresa.

La teoria del “giornalista” è che un film annunciato last minute ottenga più successo di uno annunciato con largo anticipo. Come nel caso di “Silvio Forever“. Ma tanto per tornare alla Guzzanti, “Draquila” di scalpore ne ha fatto eccome, ma se la memoria non m’inganna, se n’è parlato per mesi, senza che fosse intaccato il suo successo.

La particolarità però è che la società di Andrea Occhipinti da un lato è la protagonista di film che mostrano Berlusconi come il diavolo, dall’altro con il Premier intesse affari. E non marginali. È infatti noto che tutti i film del catalogo Lucky Red (circa 200) sono stati comprati dalla berlusconiana Medusa per la distribuzione in dvd.

Andrea Occhipinti sarebbe un voltagabbana cronico e Silvio Berlusconi è il martire di tutta questa spiacevole situazione mediatica, ormai tramutatasi in complotto internazionale. Perfino in Finlandia contestano il premier e giù di raccomandazioni: non toccare la nipote di Babbo Natale! Tanto ha già dato quella (finta) di Mubarak e a quanto pare, viste le conseguenze ed il successo, pare che abbia dato davvero molto.

E sempre la società del gruppo Mediaset sarà quella che si accollerà la maggior parte dei rischi del nuovo film di Paolo Sorrentino This must be the place con Sean Penn che ha un budget molto importante per un film italiano, 28 milioni di euro, a cui partecipa anche la Lucky Red (oltre a Indigo e Intesa Sanpaolo). Anche se poi sarà solo Medusa a scommettere nella distribuzione nelle sale tanto che lo stesso Occhipinti ammette: «È la prima volta che collaboriamo in un film che non verrà distribuito da noi». Anche per questo si respira un certo malumore nei corridoi di Medusa per un’operazione come quella di Silvio Forever che qualcuno potrebbe definire di «killeraggio cinematografico».

Non possiamo che dedurre che Silvio Berlusconi, proprio come hanno testimoniato in moltE, ha un cuore immenso e anche se il mondo ce l’ha con lui e nelle sue case di produzione continuano a screditarlo, lui non demorde e regala all’Italia tutta la libertà che merita. Grazie, Silvio, e grazie, Medusa, perché il 25 aprile potremo vedere il nostro Presidente del Consiglio virtualmente lapidato sul grande schermo. Lo immagino già, Silvietto, in lacrime perché l’Italia non lo comprende, ma ancora una volta non si arrenderà e sfoggerà un enorme sorriso. E pensare che di lui dicono che sia un pagliaccio, mentre ci offre in dono cultura e libertà.

Meno male che Silvio c’è: la scuola pubblica non educa

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Io ogni tanto penso a come sarebbe il mondo senza Nutella e senza Berlusconi e piuttosto vorrei una morte lenta, atroce, truculenta e terrificante. Vi immaginate che Italia sarebbe senza le avventure di Gian Burrasca Silvio? Una tragedia. Se state pensando che sarebbe un posto migliore, vi state sbagliando. Sarebbe incredibilmente noioso, e non c’è niente di peggio di un posto incredibilmente noioso. E banale. La banalità è immorale, lo sapevate, no? Silvio non è banale, ma è immorale, però parla di moralità.

Ok, sono un po’ confusa anche io. E’ normale, dopotutto. Silvio dice che nelle scuole pubbliche l’educazione non è buona, che è meglio studiare nelle private perché nelle pubbliche i docenti vogliono inculcare idee contrarie a quelle dei genitori. E, lasciatemelo dire, se qui c’è qualcuno che vuole inculcare qualcosa, non si tratta di certo degli insegnanti.

Si sarà offesa Maria Stella Gelmini al suono di queste affermazioni, mentre noi rabbrividiamo. Micio, bello, bamboccione che paga fior fior di quattrini per le sue dame, che lancia il fenomeno Bunga Bunga, spera di diventare immortale mangiando qualche frutto del diavolo (citazione colta), ha alle spalle un divorzio ed un rapporto particolarmente stretto-ma non per questo armonioso- con la giustizia, è ridicolizzato dalla stampa estera ed è considerato un pagliaccio da buona parte della popolazione mondiale, frequenta gente come Apicella, Fede e Mora e poi si preoccupa di giudicare l’educazione che viene impartita nelle scuole?

Meno male che Silvio c’è, mi vien da dire. Senza di lui, non ci sarebbe più niente da dirsi. Sarebbe un’Italia silenziosa e triste. E magari educata. E noi certe cose, diciamocelo, non le vogliamo.

Silvio Berlusconi

I peccati dei padri ricadono sui figli: Roberto Saviano e i guai di Luigi

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Oggi per la redazione de IlGiornale.it, la mia redazione preferita, è un giorno di festa. Immagino tutti intenti a stappare spumante da cinque euro con quattro pastine alla crema perché hanno finalmente trovato il modo di accusare (sì, vabbè, lo fanno sempre) Roberto Saviano. Uno della sinistra, un comunista, uno controcorrente. Uno che ha addirittura il coraggio di dire che la mafia esiste e che parla di camorra, ma come si fa?

Roberto Saviano

Ebbene, si fa. Il padre di Roberto Saviano, stando all’articolo de IlGiornale, avrebbe qualche problemino giudiziario. Medico di base presso l’ASL di Napoli, Luigi Saviano è sotto processo per prescrizioni di ricette false e rimborsi non dovuti. I fatti hanno avuto inizio nel 2000, ma vanno avanti fino al 2006. Quasi esultando, nel pezzo viene raccontato che venivano prescritte delle ricette fittizie, non riconosciute, infatti, da coloro a cui risultavano attribuite.

Che vergona, Robbè. Tu che parli tanto di giustizia, e poi tuo padre ti frega così? Luigi Saviano sostiene di essere vittima delle truffe e di essere ignaro di ogni cosa. Valutando l’ipotesi che il tutto sia vero e che quindi l’uomo sia veramente colpevole per l’accusa di truffa, ricettazione, corruzione e concussione ai danni dell’Asl, che c’entra Roberto Saviano?

Il problema rimane sempre lo stesso, in saecula saeculorum: i peccati dei padri ricadono sui figli. Se nasci nel posto sbagliato, sei fregato a vita. Se il padre di Roberto Saviano è un truffatore, allora anche Roberto Saviano lo è. Questa è la logica che segue IlGiornale e che, diciamocelo, seguiamo un po’ tutti, divorati dal pregiudizio. Mettiamo caso che anche lo scrittore di “Gomorra” sia un truffatore: tutto quello che chiede un cittadino medio è la debita punizione del reato. Che sia fatto un processo, che ci sia una condanna e tutto il resto. E’ quello che si spera anche per Luigi Saviano, sebbene l’autore dell’articolo sia seriamente preoccupato che il processo possa scadere in prescrizione. In ogni caso, la criminalità merita una punizione come logica conseguenza.

La criminalità merita una punizione come logica conseguenza.

La criminalità merita una punizione come logica conseguenza.

La criminalità merita una punizione come logica conseguenza (nel caso in cui il concetto non fosse chiaro).

I guai giudiziari di Silvio Berlusconi sono iniziati nel 1979. Siamo nel 2011. Silvio Berlusconi è stato accusato, indagato, prescritto assolto, eccetera, per traffico di droga, falsa testimonianza, corruzione, finanziamenti illeciti, falso in bilancio, prostituzione minorile, sulle stragi del 1992-93, concorso esterno in associazione mafiosa, concussione, diffamazione aggravata dall’uso del mezzo televisivo, e molto eccetera, ad esser brevi.

Silvio Berlusconi è il Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana. Seguendo questa logica, Luigi Saviano ha ancora molta strada da fare, ma se continuasse a truffare e poi magari si mettesse a fare anche robe un po’ più serie, può darsi che diventi anche Papa.

L’informazione pulita: PeaceReporter, la rete della pace

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Visto che in Italia non facciamo altro che lamentarci della pessima informazione che ci viene propinata quotidianamente, oggi ho ben pensato di segnalare un sito utilissimo per rimanere informati nella maniera più veritiera possibile.

Mi sono resa conto che non sono molte (almeno non come dovrebbero) le persone che si informano via PeaceReporter, che invece è un’ottima fonte per scoprire quel che accade nel mondo, senza che i telegiornali ci mettano del loro.

Peace Reporter nasce da un’idea dell’agenzia giornalistica MISNA (Missionary Service News Agency)  e da Emergency, ONG che spesso e volentieri abbiamo appoggiato e sostenuto in questo blog. Il quotidiano online permette di conoscere gli eventi che accadono in giro per il mondo e che purtroppo spesso non vengono presi in considerazione da giornali e tv. Peace Reporter è buona informazione, ci rende consapevoli del fatto che la guerra esiste ed è un dramma concreto, che si consuma quotidianamente in tantissimi posti nel mondo, senza che noi ne sappiamo nulla. Esistono anche le guerre privilegiate, altre invece passano inosservate, perché a volte è meglio così. A volte è meglio chiudere gli occhi, altrimenti troppi interessi finirebbero sotto i riflettori, altrimenti i cittadini sarebbero troppo consapevoli.

Io sono dell’idea che la consapevolezza sia giusta e che sia giusto sapere quanti sono stati i morti in Libia, cosa succede nelle Filippine, ad Haiti, in Cina, in Brasile, in Thailandia, in Cile, in ogni parte del mondo. Se il web è una cosa buona, allora sfruttiamolo al meglio, allora informiamoci e ragioniamo con il nostro cervello.

Il sito ufficiale di PeaceReporter

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L’amore ai tempi di Silvio Berlusconi

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Colui che sborsa settemila euro per sentirsi dire “micio, bello e bamboccione“.

Bunga Bunga parte II, Silvio Berlusconi indagato: maledetti comunisti!

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Riporto lo stesso articolo pubblicato su Forbiciate.com, riguardante il caso Ruby, “Bunga bunga parte II“. Silvio Berlusconi dichiara di non temere nulla e non si può non essere d’accordo con lui. Purtroppo ci sono molti “non comunisti” che continuano ad appoggiare il suo operato (e che operato!) e molti “comunisti” che inutilmente e invano tentano di farlo cadere dal trono, al quale è ben radicato. Ecco un piccolo (si fa per dire) sunto sui nuovi indagati.

Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi ancora una volta al centro del mirino ed ancora una volta pronto a puntare il dito contro i magistrati di sinistra e tutti quei comunisti che voglioni farlo fuori.

Il caso Ruby Rubacuori sembrava ormai acqua passata ed invece potrebbe essere la chiave per concludere una volta per tutte questo scomodo caso. Dalle indagini eseguite, risulta che la ragazza marocchina, Karima El Marhoug, abbia mentito durante gli interrogatori. Ruby Rubacuori, nome d’arte, avrebbe dichiarato di aver passato solamente poco tempo a casa del premier, che Silvio Berlusconi non era a conoscenza della sua età e non avrebbe avuto rapporti sessuali con lei. Ruby avrebbe dichiarato di essere stata  ad Arcore il 14 febbraio dello scorso anno, accompagnata da Emilio Fede, ed andò via dopo cena. La seconda volta fu il mese successivo, quella del fatidico Bunga Bunga, mentre l’ultima volta fu una cena molto tranquilla alla quale, secondo la testimonianza di Ruby, presero parte anche George Clooney ed Elisabetta Canalis.

EMILIO FEDE, LELE MORA E NICOLE MINETTI INDAGATI -Adesso, però, arrivano le perquisizioni a Milano e nella dimora genovese della ragazza marocchina, ora maggiorenne. Nel caso, oltre a lei, sono coinvolti Nicole Minetti, consigliere della regione lombardia, Emilio Fede e Lele Mora. Gli ultimi due sarebbero i gestori veri e propri di tutto il giro di starlette, prostitute, e varie ragazze di varie nazionalità disposte a tutto pur di ottenere qualcosa. E poi c’è Niccolò Ghedini, che deve occuparsi della difesa di Silvio Berlusconi, che oltre che dalla moglie, è stato definito “malato” anche da un’altra importante testimone, la cui identità rimane sconosciuta, ma fondamentale ai fini dell’inchiesta. Proprio questa testimone, insieme ad altre due, tutte amiche di Nicole Minetti, ha spiegato cosa succede durante le serate del Bunga Bunga: dopo una cena noiosa in cui il premier chiacchiera e racconta le famose barzellette, le ragazze vengono condotte nella “sala del bunga bunga”, una sorta di discoteca in cui possono travestirsi nei camerini. Infermiere, poliziotte, tutte a seno scoperto, hanno il compito di mimare scene di sesso nel modo più spregiudicato e disinibito possibile, per fare la gioia di Silvio Berlusconi ed Emilio Fede, oltre che di eventuali ospiti. La più brava, spregiudicata e convincente tra tutte, sarà debitamente premiata.

14 RAGAZZE  A MILANO 2- Al centro dell’inchiesta ci sono ben 14 ragazze che vivono a Milano 2, in appartamenti interamente pagati dal premier Silvio Berlusconi. Gli appartamenti sono stati perquisiti e al loro interno sono stati trovati vari oggetti e abiti di valore, sex toys ed anche le prove di versamenti in contanti che vanno dai mille ai cinquemila euro. Tra i nomi più in vista risultano Iris Berardi (18 anni, Miss Rocchetta 2009), Eleonora ed Imma De Vivo (le famose sorelle napoletane de “L’isola dei famosi”), Barbara Guerra, Marysthelle Garcia Polanco (Colorado Cafè) e diverse altre aspiranti showgirls, alcune già coinvolte nel caso d’Addario, collegato all’imprenditore Giampaolo Tarantini, altre provenienti dalla scuderia di Lele Mora, indicato insieme ad Emilio Fede e Nicole Minetti tra i più attivi “collaboratori” di Silvio Berlusconi per le serate di Arcore.

LA DIFESA DEGLI AVVOCATI DEL PREMIER- Niccolò Ghedini e Pietro Longo, ignorando le testimonianze veritiere e la gravità dei fatti, finiti sulle testate giornalistiche di mezzo mondo, continuano a compiere il loro lavoro, difendendo Silvio Berlusconi e parlando di un’indagine ” assurda e infondata”, una vicenda da considerarsi “più mediatica che processuale”; le ipotesi su cui si basa “sono state già ampiamente smentite da tutti i testimoni e dai diretti protagonisti” e l’unica conclusione possibile per questa faccenda, rimane l’archiviazione. I due proseguono, in una nota:

Si tratta in realtà di una gravissima intromissione nella vita privata del Presidente del Consiglio che non ha precedenti nella storia giudiziaria del Paese e che dimostra la insostenibile situazione dei rapporti con una certa parte della magistratura.

Intanto, dal PDL, Daniele Capezzone offre ai cittadini italiani la possibilità di “indignarsi o sbadigliare“, seppure Berlusconi sia assolutamente indifendibile, siamo certi che la giustizia italiana, la sua giustizia italiana, trionferà ancora una volta e l’Italia rimarrà sommersa da pagine di giornali che inneggiano al Bunga Bunga.

In memoria di Peppino Impastato

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Giuseppe Impastato

Cinisi, 5 gennaio 1948 – 9 maggio 1978

L’elenco di come il Premier Silvio Berlusconi definisce gli altri

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E’ tempo di liste, non di quelle elettorali, ma di elenchi che indicano qualcosa, come ci ha insegnato “Vieni Via Con Me”. Noi di Ora Muoio Dammi Tempo sicuramente alla trasmissione di Fabio Fazio e Roberto Saviano non ci arriveremo mai, ma vogliamo pubblicare il nostro, quello dei titoli, degli appellativi e dei modi in cui il nostro Premier Silvio Berlusconi ha chiamato ed identificato gli avversari politici, i presentatori, le persone comuni, i suoi contestatori, i concorrenti, gli amici e i nemici.

  • Comunisti
  • Mistificatori
  • Gay
  • Catto-Comunisti
  • Giovane, Bello e Abbronzato
  • Coglioni
  • Pletorico
  • Più Bella che intelligente
  • Matti
  • Sovvertitori
  • Cornuto
  • Antidemocratici
  • Matto
  • Cancro
  • Disturbati Mentali
  • Gelosi
  • Troppo intelligente per essere un mafioso
  • Menzogneri
  • Creatori di menzogna
  • Corrotti
  • Magistrati rossi
  • Magistrati di sinistra
  • Prepotenti

Tutti sono rinvenibili in rete o nei vari quotidiani usciti in edicola negli ultimi anni, sicuramente ce ne saranno tanti altri che abbiamo dimenticato, ma siamo certi di come questi già bastino.

Giornata mondiale dei diritti dei bambini per il logo di Google

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Nonostante liste e liste di diritti che dovrebbero spettare loro, non tutti i bambini possono essere davvero bambini. Sensibilizzare le masse, però, è un piccolo passo verso la strada del miglioramento.

Logo di Google

Ci sono convenzioni che vincolano gli Stati che le ratificano, contenenti le leggi sui diritti fondamentali dell’infanzia che, come spesso accade a molti altri diritti, vengono calpestati, ma:

I bambini hanno diritto al nome, tramite la registrazione all’anagrafe subito dopo la nascita, nonché alla nazionalità (art.7), hanno il diritto di avere un’istruzione (art. 28 e 29), quello di giocare (art. 31) e quello di essere tutelati da tutte le forme di abuso (art. 34).

Noi vogliamo che questi diritti siano rispettati in tutto il mondo, senza che vi sia l’effettivo bisogno di vincolare uno Stato tramite una Convenzione, i bambini devono essere tutelati sempre e comunque.

Come già fatto su CineZapping, in occasione dell’iniziativa che si è diffusa su Facebook, vi invitiamo ad informarvi sulla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia, sappiamo benissimo che la cultura e l’informazione sono strumenti potentissimi e mai come adesso questi strumenti sono stati così indispensabili. Informatevi, informatevi, informatevi.

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