Ora Muoio, Dammi Tempo

I morti sanno soltanto una cosa: che è meglio essere vivi.

Hiroshima e Nagasaki: 65 anni dopo il mondo ricorda la bomba atomica

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65 Anni fa, il 6 Agosto 1945 ale ore 08.16, su Hiroshima veniva sganciata dall’Enola Gay, B52 dell’United States Army Air Forces (l’Aeronautica Militare Statunitense), “Little Boy”, la prima bomba atomica della storia.
Ancora oggi il numero di morti non è definito, ma la stima è tra i 100.000 e i 200.000, un disastro o meglio una strage di dimensioni elevatissime.

Il Fungo Atomico

Il Fungo Atomico

Quel giorno quello che accadde fu inumano, un crimine di che fu passato dai media come mezzo utile a far si che le perdite fossero minore di quante sarebero potute essere quelle che la continuazione della Seconda Mondiale avrebbe portato.
Una mossa studiata a tavolino, poichè l’obiettivo non fu solo militare, anzi fu soprattutto civile e condizionò psicologicamente oltre che materialmente la continuazione della , che in breve volse al termine anche grazie a tale operazione.

Quest’anno l’evento viene ricordato in maniera leggermente diversa, presso il Memorial Park di Hiroshima si è svolta la cerimonia di commemorazione, in cui erano presenti l’ambasciatore americano a Tokyo John Roos e, per la prima volta, anche il segretario delle Nazioni Unite Ban Ki-moon.

Menti come Enrico Fermin, Albert Einstein e Robert Oppenheimer avevano reso possibile 65 anni fa qualcosa di straordinario e unico, ma in questo caso avrebbero potuto usare il loro genio in un modo migliore per il mondo.

Tre giorni dopo, il 9 Agosto 1945, a Nagasaki fu lanciata una seconda bomba atomica, la “Fat Man”, inutile dire che i risvolti sono stati gli stessi della precedente esplosione.

Eventi come questi non hanno alcuna giustificazione.
Ora muoio, datemi una atomica.

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Strage di Bologna. 2 Agosto 1980 – 2 Agosto 2010. 30 anni.

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Era il 2 Agosto 1980, l’orologio segnava le 10:25, un boato scosse l’aria e nella sala d’aspetto di 2º classe della Stazione di Bologna Centrale, dove il pieno di persone in partenza o di ritorno dalle vacanze era assicurato, un ordigno a tempo esplose e fu la causa del crollo dell’ala ovest della Stazione.
Fu un’operazione precisissima e studiata, la bomba era posizionata con precisione militare, su un tavolino portabagagli alto 50 centimetri posizionato sotto il muro portante dell’ala ovest, lo scopo era quello di aumentare l’effetto dell’esplosione, in ciò fu perfetto, perfetto e cattivo, 25 kg di esplosivo che non lasciano scampo.

Strage di Bologna - 2 Agosto 1980

Strage di Bologna - 2 Agosto 1980

All’epoca i giornali intitolarano senza troppi limiti, e poco dopo Giuseppe Fioravanti (meglio noto come ) ed il suo gruppo dei NAR furono incolpati della vicenda, negarano sempre e oggi ancora, in tutto ciò fu implicato anche Licio Gelli, forse per caso, forse no, era a capo della P2.
La gravità dei fatti fu comunque subito chiara, la scossa che diede l’accaduto non passò inosservata, vi fu una manifestazione di protesta in Piazza Maggiore durante la celebrazione dei funerali delle vittime che fece capire quanto la città fosse presente.

85 vittime, 85 persone morte,questo il resoconto finale della tragica esplosione, senza dimenticare gli oltre 200 feriti, di cui addirittura molti mutilati.

Oggi, a trent’anni da quel giorno, molti ancora chiedono giustizia, mentre infuriano le polemiche per la mancata presenza dei rappresentanti del governo che il Ministro della Difesa giustifica richiamando il fatto che gli esponenti dello stato sono sempre stati fischiati negli anni precedenti.

Credo ci sia poco da dire, molto da riflettere. Oggi non ci sarà nessuno del governo, dove la situazione è esplosiva già di suo, ma ci sarà il mio pensiero, ci sarà il vostro, ci sarà un Italia che vuole essere migliore e che vuole giustizia.

Ora esplodono, dategli tempo.

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Il nubifragio sull’heineken Jammin’ Festival 2010: tutti contro Lobotomia!

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“I fan dei Green Day sono pezzi di merda” è il titolo del post-provocazione che tutti quelli che hanno letto non hanno praticamente capito.

Il 4 luglio il nubifragio che ha colpito Mestre e di conseguenza il Parco San Giuliano dove si è tenuto l’Heineken Jammin’ Festival 2010, non ha permesso ai Green Day di esibirsi, e dopo tanta attesa i fan son dovuti scappare via per non prendersi qualche malanno sotto una pioggia più che insistente e un vento poco rassicurante.

Bisogna considerare che il Festival è da molti visto ormai come maledetto, dopo la triste vicenda del 2007: Festival annullato a causa di una tromba d’aria.

Il punto della situazione è però un altro: nessuno ha capito la critica di messere Lobotomia, espressosi sì in maniera poco delicata ma sufficientemente chiara.

In molti se la sono presa per la sua affermazione #1: “5 fan su dieci erano accompagnati dai genitori”

Era la piccola scoperta dell’autore ed anche mia se vogliamo, che sono arrivata all’Heineken Jammin’ Festival con l’idea di ritrovarmi tra gente ubriaca, fatta e delirante, ma comunque dai venti in su, o al massimo diciotto anni. Ed invece con mia grande sorpresa mi sono ritrovata intorno tantissimi ragazzini accompagnati dai genitori, un gesto da ammirare, soprattutto se a quei genitori non piace il genere musicale che ascoltano i figli, per cui c’è ben poco da prendersela se la cosa è saltata un pò all’occhio di tutti quelli che erano lì per i Green Day e avevano qualcosa in più di quindici anni.

Affermazione #2: I fan dei Green Day quando ascoltano le canzoni dicono di volere cambiare il mondo, quando devono alzare un dito per aiutare a tenere una tenda ferma si defilano e fanno gli indifferenti.

Considerata la media d’età, non si può che giungere alla conclusione che questi giovani quindicenni non si applichino per nulla e preferiscano ammirare l’ignoto aspettando che la pioggia passi, pregando il dio del punk che il gruppo possa finalmente suonare. Sì perchè purtroppo in molti non hanno realizzato immediatamente che il concerto fosse stato annullato, forse li avevano fatti andare via solamente per fare prendere aria alla zona sotto il palco. Forse era davvero la nuvola di passaggio nella quale avevamo inizialmente sperato tutti, fattosta che quando è stato il momento di reggere le tende dello stand Vodafone dentro il quale ci siamo rifugiati, l’unica cosa per cui gli intraprendenti fan dei Green Day, arrivati da tutta Italia, si sono mobilitati, è stata una maglietta della Vodafone per il ricambio, onde evitare una bella broncopolmonite.

L’attacco va principalmente ai fan dei Green Day perchè loro erano la maggioranza della giornata, perchè la media d’età dei fan dei Green Day è quindici anni, perchè a quindici anni si vuole cambiare il mondo con il pensiero, perchè i quindicenni di oggi il mondo lo cambiano dai Facebook, soprattutto i quindicenni fan dei Green Day che hanno commentato il post di Lobotomia non hanno ben afferrato un concetto piuttosto elementare: le condizioni metereologiche non dipendono dalle persone che vivono a Mestre o che organizzano eventi a Mestre.

L’organizzazione dell’Heineken Jammin’ Festival va accusata poichè va sempre tenuta in considerazione la possibilità di un imprevisto e soprattutto bisogna attrezzarsi in tempo per far si che circa quarantamila persone non si disperdano per il parco sotto la pioggia e la grandine, e vadano a rifugiarsi sotto ai tavoli in mezzo al fango.

Ma non si possono incolpare gli organizzatori dell’evento per il mal tempo, a meno che non si venga a scoprire che si tratta di sciamani portati direttamente dal cuore dell’Africa o dei migliori stregoni sudamericani pronti a danzare per invocare il più feroce dei nubifragi. A che pro, poi?

E soprattutto, un tempo non si spiegavano anche a scuola, magari vagamente, le dinamiche del meteo? O dobbiamo laurearci tutti quanti per capire com’è che funziona?

Lobotomia secondo molti è  testa di cazzo e forse non si sbagliano poi più di tanto, ma in questo caso conviene loro rileggere meglio il post e tentare, anche se a fatica, di rimettere in moto i neuroni che la natura ha concesso loro per capire che gli organizzatori non hanno attivato un nubifragio per divertirsi e vedere la gente correre qua e là, semplicemente si sono preparati male a questa eventualità.

Che i Green Day vi proteggano sempre, anche se non sono punk come pensate voi.

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Curiosità inquietanti: cosa succedeva il 10 maggio 1994

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Vi è mai capitato di chiedervi cosa fosse successo in un determinato giorno nel corso della storia?

A me sì e sono andata a cercare tutti gli avvenimenti del 10 maggio nel corso del tempo. Tra eventi piacevoli e meno piacevoli ce ne sono due che mi inquietano alquanto, avvenuti non solo nello stesso giorno, ma anche nello stesso anno.

Mentre il 10 maggio 1994 il Sudafrica si preparava ad accogliere Nelson Mandela, primo presidente nero dopo l’apartheid e premio Nobel per la pace nel 1993, l’Italia si accingeva ad accogliere Silvio Berlusconi e il suo primo governo.

Non servono ulteriori commenti, a mio parere. Ironia della storia.

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Io sto con Emergency: firma l’appello

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200.000 adesioni in soli due giorni. Gino Strada ed lanciano l’appello per i tre operatori dell’ospedale afghano di Lashkar Gah, arrestati dalle autorità locali.

Il dibattito istituzional-politico si trascina da giorni e sabato 17 aprile alle 14.30 si terrà una manifestazione a Roma, a Piazza Navona, per chiedere giustizia nei confronti dei tre operatori. E chiarezza, abbiamo bisogno anche di quella.

Io sto con Emergency, e tu?

Vauro per Emergency

Vauro per

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Fenomeno Avatar: ora mi deprimo, dammi tempo

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Avatar è l’ultimo kolossal lanciato da , una sfida tecnologica, una sfida al botteghino ed una sfida alla psiche umana. Nonostante sia stato accolto con clamoroso successo e apprezzamento da parte di pubblico e critica, non possono non arrivare i giudizi e le critiche negative.

La pellicola è stata criticata per le sigarette fumate da , tra i protagonisti principali del film, tanto per dirne una. Col sangue e le commedie indecenti (da ogni punto di vista) che circolano, parlar male della sigaretta della Weaver sembra proprio l’atteggiamento di chi sta a cercare il pelo nell’uovo, come si suol dire.

La nuova voce che circola ormai da qualche giorno, ben più grave di quella della sigaretta, è quella che sostiene che “” istighi al suicidio. Pare infatti che la visione dello splendido e florido pianeta Pandora scateni qualcosa dentro lo spettatore che, finito di vedere il film, non sa più come ripredersi, dopo aver realizzato in che triste realtà vive.

Effettivamente non è piacevole essere terrestri, sempre disastrati da terremoti, uragani, eserciti, kamikaze e politici. Una vita stressante, non c’è che dire. Non si può fare a meno di invidiare i Na’vi, che sono capaci di “vedere”, sono al 100% ecologici, saltano da un ramo all’altro, hanno la loro divinità che si manifesta più concretamente delle nostre, per le quali tra l’altro ci uccidiamo a vicenda e in gran quantità da secoli. Inoltre hanno dei fisici da far paura e delle code per i legami che altro che le porte USB.

Insomma, a pensarci a fondo forse la depressione potrebbe essere giustificata. Se non fosse che uno si siede su quelle poltrone e indossa quegli occhialini perfettamente cosciente del fatto di essere uno sfortunato terrestre che sta andando a vedere una pellicola che è pura finzione.

Agli esordi del il concetto forse fu un pò più difficoltoso da introdurre ma ragazzi, siamo nel 2010, com’è che vi passa per la testa di deprimervi per il pianeta Pandora? Nessuno s’è depresso perchè il Titanic è affondato o perchè non c’è un Batman o un Superman a proteggere le nostre città? Nessuno s’è depresso perchè non vive nel Paese di Molto Molto Lontano o nel Paese delle Meraviglie e non può bere il tè con il Cappellaio Matto?

Al posto di scrivere sui vari socialnetwork che il vostro pianeta è stato distrutto, uscite dalle stanze e cercate di salvare il salvabile. Non diamo lavoro inutile agli psicologi, diventiamo persone migliori, che magari Pandora no, ma un Pianeta decente su cui vivere possiamo ancora procurarcelo. Sempre che non sia già troppo tardi.

Ci deprimeremo tutti, diamoci tempo.

Intanto io scrivo a una breve letterina per parlargli del problema.

Caro signor regista ,

ho visto il suo ultimo film e l’ho molto apprezzato ma adesso mi sento un pò confusa perchè non so se essere depressa perchè il pianeta Pandora non esiste o sentirmi semplicemente appagata per aver introdotto nel mio cervello una piccola dose di cultura cinematografica. Prima di esporle le mie richieste vorrei complimentarmi con lei e tutto il suo staff per il lavoro realizzato.

Adesso procedo con le richieste. Si fanno sempre più intense le voci che la vogliono responsabile di eventuali suicidi, poichè il numero di aspiranti è aumentato dopo la diffusione di “”. Visto che lei e la tecnologia siete ormai in rapporti più che ottimali, non è che potrebbe costruirci un Pandora per tutta questa gente che soffre non appena partono i titoli di coda? Noi non glielo diremo, ma la faremo funzionare come una vera e propria casa di cura per malati mentali. Ci pensi a fondo e poi mi faccia sapere.

I miei più cari cordiali e stimati saluti.

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Ora ti racconto Halloween, dammi tempo.

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Da un pò di anni a questa parte, non si può fare a meno di notare il grande entusiasmo che precede il 31 ottobre per i preparativi della festa di Halloween. Se ci dobbiamo globalizzare, quantomeno facciamolo bene. Per cui, poco ci manca a vedere tacchini sulle tavole italiane il quarto giovedì di novembre.

L’America è sempre stata un modello, anche per coloro che si sono professati e dichiarati anti-americani. Nessuno è immune. La festa di Halloween è una delle “americanate” più esportate e le persone confluiscono tutte in una grande massa che festeggia e fa baldoria ma non sa nemmeno perchè. E soprattutto non sa che Halloween è tutto tranne che americano.

E se non sapete perchè, proverò a spiegarvelo io.
E’ diventata ormai usanza comune “trasformare” le cose e dar loro un tocco più, come dire… commerciale. A fare questo contribuisce senza alcun dubbio il mondo cinematografico che necessita di continue ispirazioni per raccontare storie nuove e che, spesso e non so quanto volentieri, le rende delle vere e proprie tendenze. Da qui, bisogna anche dirlo, son venuti fuori anche dei veri e propri capolavori.

Nel periodo di Halloween, che ricade precisamente tra la notte del 31 ottobre e del 1 novembre, casualmente vengono fuori tutti i film horror possibili e immaginabili o, quantomeno, ci si organizza una bella serata all’insegna dell’horror e del macabro, talvolta con conseguenti episodi spiacevoli e aloni di mistero che si creano laddove di misterioso c’è ben poco.

Per esempio, tra le vittime di Halloween abbiamo i gatti neri. Pare che queste povere bestiole se ne vadano nell’altro mondo in 30 mila all’anno. Solamente per degli stupidi rituali. E non è tutto. I satanisti più sfegatati non aspettano altro che “la notte delle streghe” per darsi da fare. Adesso fermatevi a meditare un attimo e poi traetene le dovute conclusioni. Siamo una massa di imbecilli oppure no?

Al di là di questo, forse si cade anche nell’esagerazione quando si va a pensare che questa festa sia solo un subdolo tentativo satanista di dar vita a rituali collettivi senza che la maggior parte delle persone ne sia consapevole. E non vi dico chi è che lo pensa.

Comunque, tornando alle origini, la festa di Halloween derivava da un rito popolare pre-cristiano tipico dell’Europa Settentrionale, prima di approdare oltre oceano e divenire festa tipica degli USA e del Canada, prima ancora di essere scopiazzata qua e là nel resto dei Paesi, Italia compresa. Da precisare che in Italia qualche accenno di Halloween, molto tempo fa, effettivamente c’è stato.

Con l’arrivo della stagione fredda, i contadini usavano portare il bestiame in luoghi chiusi per garantirne la sopravvivenza. I Celti, noto popolo del nord Europa, usavano celebrare la fine dell’estate, ovvero “Samain”. Questo preciso periodo dell’anno si collocava in un punto della dimensione temporale in cui non rientrava nè nell’anno vecchio, nè tantomeno in quello nuovo. Proprio in quest’occasione, il velo che divideva i vivi dalla terra dei morti cadeva e quindi i due mondi non erano più separati.

C’è da precisare che i Celti non temevano i morti, anzi usavano lasciare loro del cibo sulla tavola in segno di accoglienza. Quello che più temevano erano le fate e gli elfi, che erano soliti fare pericolosi scherzi agli uomini, soprattutto durante questo periodo.

Da qui, con il passare degli anni, hanno preso vita tutte quelle usanze di cui siamo a conoscenza. Vecchie leggende e usanze comuni di tempi ormai andati, hanno dato vita alla tradizione di Jack’o Lantern, al “Dolcetto o scherzetto”, ai vestiti in maschera, ai dolciumi e chi più ne ha più ne metta. Tanto che ormai Halloween (All Hallows Eve) è la gioia dei commercianti, che sfornano gadget, maschere e dolciumi in quantità industriale per le folle di bambini e patiti dell’horror, anche se di horror c’è ben poco.

Insomma, il merito della civiltà odierna è quello di aver commercializzato anche il più semplice dei riti pagani. Questa sera state bene attenti, durante la notte delle streghe tutto può succedere.

(Un ringraziamento speciale a Tim Burton, per aver usufruito cinematograficamente e commercialmente eccellentemente di Halloween. Ed anche a )

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Il premio Nobel per la pace: a chi lo dareste?

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E’ stato attribuito a Barack , presidente degli Stati Uniti, il premio Nobel per la pace.

La causa della pace sta a cuore all’umanità intera e in precedenza il prestigioso premio era stato assegnato a personaggi del calibro di , Madre Teresa di Calcutta e Aung San Suu Kyi.

Il premio assegnato ad è stato particolarmente discusso, poichè il Presidente da poco eletto, è stato premiato semplicemente per le intenzioni più che per le gesta compiute. Non si può mettere in discussione la sua volontà di mediare con i vari Paesi del mondo nel tentativo di costituire un posto migliore in cui vivere, ma alla luce dei fatti ancora la strada per raggiungere una pace o qualcosa di simile, è abbastanza lunga e ripida. Gli USA sono un paese ancora impegnato nella .

ha commentato l’evento sostenendo di non essere sicuro di meritarlo. “Come Presidente, ha creato un clima nuovo nella politica internazionale: la diplomazia multilaterale ha riguadagnato una posizione centrale, con un’enfasi sul ruolo che le Nazioni Unite e le altre organizzazioni internazionali possono svolgere” è quello che ha detto il Comitato, ma una pioggia di critiche è arrivata da più giornali.

Il presidente venezuelano Hugo Chavez si è chiesto cosa abbia fatto per meritare un tale riconoscimento. Quest’ultimo è stato considerato “bizzarro e postmoderno” dal Wall Street Journal, che ironizzato aggiungendo: “Per aver fatto pace con Hillary Clinton? Per aver rinunciato allo scudo missilistico e per aver incoraggiato gli iraniani? Perché sta preparando un aumento delle truppe in Afghanistan?“.

Sebbene gli intenti siano più che ammirevoli, non sarebbe stato più giusto premiare qualcuno attivo sulla scena mondiale e impegnato per la pace da molto più tempo di e soprattutto con delle prove concrete da mostrare?

A questo proposito anche su Facebook sono sorti diversi gruppi che proponevano Gino Strada come candidato al Nobel. Strada è attivo da tantissimi anni, gli ospedali di sono dei piccoli miracoli che sorgono in mezzo alla , eppure a lui non è arrivato alcun riconoscimento.

Non sarebbe allora il caso di prendere in considerazione anche gli intenti di Silvio Berlusconi? Anche quest’ultimo ha dei meriti diplomatici e più anni di attività politica alle spalle, rispetto al presidente americano. Tutte le motivazioni sono spiegate nel sito nato appositamente per proporre Berlusconi come candidato al Nobel.

Adesso facciamo la Pace, datemi tempo.

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Buon compleanno, Emergency

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Si è tenuto dall’8 al 13 di settebre l’incontro nazionale di Emergency, a Firenze, per festeggiare i suoi quindici anni.

Una festa di compleanno inaspettatamente affollata, organizzata tra incontri, mostre, workshop, film e serate di intrattenimento che via via vedevano affluire sempre più gente.

Gli incontri, tenutisi nel Palazzo dei Congressi di Piazza Adua, trattavano argomenti che spaziavano dalla cardiochirurgia, al dei diritti, all’Afghanistan, dalla al razzismo e la xenofobia dilagante. Incontri totalmente gratuiti, ad alto livello di partecipazione, che offrivano al pubblico la possibilità di porre domande e soprattutto di venire a conoscenza di realtà che troppo spesso sono occultate dai mezzi di comunicazione.

L’associazione di offre assistenza medico-chirurgica gratuita e di elevata qualità alle vittime civili delle guerre. In questi giorni ha offerto anche testimonianze e dati reali di quello che succede nel mondo, a volte nemmeno troppo lontano da noi.

Ho personalmente assistito all’incontro tenutosi sabato mattina, “Il razzismo, strana malattia” che oltre alla presenza di Gabriele Del Grande, Franco Pittau, Don Virginio Colmegna, e Christian Elia, prevedeva anche quella dello scrittore Erri De Luca. Ho assistito, in parte, anche all’incontro precedente, in cui si è parlato delle attività svolte fino ad oggi da e ai progetti in cantiere. Si è parlato quindi dell’ospedale di Palermo, divenuto ormai fondamentale in territorio siciliano. E si è parlato anche di nuovi ospedali che saranno costruiti in Africa, con una testimonianza del dramma che vivono i migranti nel tentativo di trovare una nuova vita lontani dal proprio paese. Una storia a lieto fine, purtroppo una delle poche che può permetterselo.

Ho partecipato anche alle serate organizzate presso il Mandela Forum. La prima sera è stata presentata da Diego Cugia, tornato appositamente dall’America. L’immancabile presenza di Gino Strada è stata affiancata da quella di un acceso Vauro e un ironico e sempre calmo Gianni Mura. Sul palco Piero Pelù e Jovanotti si sono esibiti insieme con “Il mio nome è mai più”, mentre Marco Paolini ha intrattenuto le 6.500 persone presenti con un monologo indimenticabile. Innumerevoli gli interventi per ricordare Teresa, moglie di Gino Strada, alla quale sono stati dedicati un albero a Firenze e un altro in Darfur ed un ospedale in Uganda, per mantenere vivo il suo ricordo, quello di una donna che ha dedicato la sua vita agli altri, con estrema passione.

La serata successiva ha visto le lacrime di Serena Dandini, nel ricordare la chioma rossa di Teresa, insieme alla commozione di Paola Turci. La serata è iniziata alla grande con l’apertura di Patty Smith, rimasta a Firenze per l’occasione. Si è esibita con unaPeople have the power” accompagnata semplicemente dal battito delle mani di diecimila persone che tenevano il tempo.

Prima di andare via, Patty Smith ha dichiarato che sì, sono le persone ad avere il potere. Di sognare, e di agire. A seguire si sono alternati Antonio Cornacchione, la banda Osiris, la Casa del Vento, Paolo Hendel, Fiorella Mannoia, tornata di corsa dalla Sicilia, pronta a cantare, anche lei, senza musica per concludere la serata con un duetto, insieme a Paola Turci, dedicando “Quello che le donne non dicono” sempre all’indimenticabile Teresa.

Una festa di compleanno a dir poco ben riuscita, della quale si sono stupiti gli stessi organizzatori.

Il popolo di c’era, esiste ancora una parte d’Italia che vuole il bene assoluto, che non vuole distinzioni di sesso, razza o religione. Esiste ancora una parte del nostro Paese che crede in valori veri, reali e puri. Speriamo soltanto che non rimanga in silenzio. Questa volta si è fatta sentire.

Pubblico del Mandela Forum

Pubblico del Mandela Forum

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Un’ottima annata

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Se nel 1809 non fosse nato Louis Braille, forse i non vedenti non avrebbero avuto la possibilità di leggere. Se lo stesso anno non ci avesse regalato Charles Darwin e Abraham Lincoln, da che parte sarebbe andata la storia? E se non fosse nato nemmeno Edgar Allan Poe, ci sarebbe stato uno spazio vuoto nel mondo della letteratura?

Doppio anniversario per il leggendario  Geronimo, nato nel 1829 e morto nel 1909. Come dimenticare il 1929, invece, con il crollo di Wall Street e la Grande Depressione? Lo stesso anno vede la stipulazione dei Patti Lateranensi, la strage di San Valentino (Al Capone), la nascita di Braccio di Ferro. Nel 1939 iniziava la Seconda Mondiale, il 1949 vede la nascita del COMECON nei paesi dell’Europa dell’Est mentre  in America si celebra la grandezza di Joe Di Maggio. Nascono la Repubblica Federale Tedesca (RFT) e la Repubblica Popolare Cinese di Mao.

Nel 1959, invece, viene rovesciato il regime di Fulgencio Batista a , per mano di Fidel Castro, la Barbie fa il suo ingresso nel mondo, Aldo Moro diviene segretario della DC. L’anno seguente, in Cecoslovacchia prende vita la Primavera di Praga, Jan Palach si da fuoco per protestare contro l’invasione dell’URSS. Muore Bryan Jones dei Rolling Stones, che terranno un concerto storico in suo onore ad Hyde Park, Armstrong e Aldrin sono i primi uomini a mettere piede sulla LunaGheddafi subentra nella politica libica con un colpo di Stato ed è anche l’anno del terrorismo nero e quindi della Strage di Piazza Fontana, l’Italia è in pieno autunno caldo. E’ l’anno di Woodstock.

Il 1979 vede il riavvicinamento di Cina e USA, mentre viene deposto il regime di Pol-Pot in Cambogia, dopo aver provocato la morte di circa un terzo della popolazione del Paese. Muore Syd Vicious dei Sex Pistols e viene concluso, a Catanzaro, il processo per la Strage di Piazza Fontana. E’ l’anno della morte di Aldo Moro e di Peppino Impastato, della prima donna al governo inglese, Margaret Thatcher. L’anno dei sandinisti al potere in Nicaragua e dell’ascesa di Saddam Hussein, del sequestro De Andrè-Ghezzi, l’URSS invade l’Afghanistan.

Il 1989 vede finalmente la caduta del muro di Berlino, si conclude il processo per la strage di Piazza della Loggia con l’assoluzione di tutti gli imputati, è l’anno della nascita di internet, della morte di Salvador Dalì, in Polonia viene riconosciuto il movimento Solidarnosc mentre a Pechino si assite alla repressione di Piazza Tiananmen. In Cecoslovacchia prende vita la Rivoluzione di Velluto, Havel diventa presidente, inizia la dissoluzione dell’Unione Sovietica.

Dieci anni dopo nasce ufficialmente l’Euro, Prodi è presidente dell’UE, la NATO interviene in Jugoslavia per fermare la repressione attuata da Milosevic, le Brigate Rosse uccidono Massimo D’Antona, muoiono Fabrizio De Andrè, Joe Di Maggio, Stanley Kubrick.

Il 2009 è l’anno internazionale dell’Astronomia, l’anno del PD di Franceschini, del Popolo delle Libertà che diviene unico partito, l’anno di alla presidenza USA, del terremoto e del  G8 a L’Aquila, del divorzio e degli scandali di Silvio Berlusconi, della visita del Papa in Terra Santa, delle guerre infinite in Medioriente, dell’Onda Verde di Moussavi, del colpo di stato in Honduras, della morte di Eluana Englaro e quella ancor più seguita, di Michael Jackson. L’anno di Marco Carta che vince Sanremo e di Alessandra Amoroso che vince Amici. Impossibile riportare tutti gli eventi ma comunque anche questa pare sia storia.

Ci siamo dentro. Ora la riscrivo, datemi tempo.

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