Ora Muoio, Dammi Tempo

I morti sanno soltanto una cosa: che è meglio essere vivi.

Justin Bieber-mania: quando il fan è troppo fan

Tags: , , , , , , , , ,

Quest’oggi non mi soffermerò sulle vicende che attanagliano et tormentano il nostro pianeta, piuttosto mi soffermerò solo su una di queste. Per quanto piccolo e insignificante possa essere, Justin Bieber è uno dei più grandi problemi che l’umanità dovrà affrontare e, possibilmente, estirpare.

Pensate che questo giovine talento, come lo chiamano i fanS, ha solamente sedici anni, il ché sta a significare che ha ancora un lungo futuro davanti a sè, salvo attentati.  Io sono una persona da sempre schierata contro la violenza, però certe volte mi vengono i dubbi: perché il fan sfegatato va a sparare a John Lennon che un suo perché ce l’aveva, e invece Justin Bieber  gira con la Ferrari e si slinguazza sui sedili posteriori delle auto come ogni sedicenne che si rispetti?

Ecco, il punto è proprio questo. Justin Bieber ha tradito le sue fan. A sedici anni il ragazzo è circondato dalle donne più belle dello star system che lo sbaciucchiano e lo coccolano, mica scemo. Finchè ha l’età, uno ne approfitta. Tra l’altro il talento di Justin, o JUSS, potrebbe essere compromesso dalla crescita che gli sta cambiando la voce e magari se tra cinque anni canta “Baby” con la voce di Dolph Lundgren (“Ti spiezzo in due“, per intenderci) nessuno si addolcisce più alla sua vista, e a quella del suo casco di capelli che i Beatles in confronto lottavano contro la calvizie.

Anyway è successa questa tragedia: tra le coccole di Katy Perry e quelle di Kim Kardashian (tra l’altro minacciata di morte dalle fan), Justin Bieber ha baciato una ragazza. Così è scoppiato il putiferio. Io di fan accaniti nella  mia vita ne ho visti, letti e sentiti parecchi, ma quelli di Justin Bieber hanno battuto anche quelli di Mauro Marin, sono arrivati alle minacce di morte anche questi. La seconda cosa fondamentale è che sono tutte donne, al massimo qualche ghei. Ma le donne sono davvero terribili quando si mettono.

Questa povera baciatrice è diventata automaticamente “troia”, minacce di morte da tutto il mondo, Justin Bieber si ritrova dietro di sè una schiera di ragazze possedute dall’ormone, in qualunque posto vada. Per esempio, vi consiglio di leggere i numerosissimi commenti delle fan indignate, qui. Trovo la cosa davvero sconcertante, io non ho mai fatto nulla di simile in vita mia, nemmeno nella fase più bassa e triste della mia frustrata adolescenza.

Insomma, il perché di tanto subbuglio mica l’ho ancora capito io. Mi chiedo quale sia il confine tra fan e fanatismo estremo, tra apprezzamento ed ossessione. Ma ancor di più mi chiedo, cos’ha fatto di tanto eclatante questo Justin Bieber, a parte distruggere i timpani di chi ancora apprezza la buona musica? No, perché se mi dite che è per la forma del cuore che fa con le mani, quella la so fare pure io eh.

Justin Bieber

Casino Online, divertimento anche d’estate?

Tags:

L’estate ormai è arrivata, siamo quasi ad agosto e in molti, boccheggianti negli uffici, staranno contando il tempo che passa fino all’atteso giorno di inizio di ferie.
Tra qualche sporadico temporale, afa e temperature da record, la gente inizia a preferire l’aria aperta al chiuso delle case che tanto sa di giornate invernali, quando fa buio presto.
L’estate è la stagione degli amori fugaci e delle vacanze, del divertimento ad ogni costo. Alcuni settori come il cinema e internet a loro modo risentono del caldo, proprio perchè nessuno vuole rimanere imprigionato dentro spazi chiusi, a meno che non vi sia una valida motivazione per farlo.

Al momento però, se c’è un settore che non risente di tutte queste cause è quello del gioco d’azzardo, che da diversi anni è sempre in crescita, specialmente online.
La febbre da Casino riuscirà a coinvolgere le persone anche con il caldo insistente di agosto?
Molto probabilmente sì, soprattutto perchè quello del gioco d’azzardo sembra esere proprio il settore ludico più in crescita, tra Casino Online e Casino Mobile, la scelta non manca.

Che sia al mare o in montagna, gli appassionati di certo non rinunceranno al loro gioco preferito, chi di voi giocherà al Casino anche in questa afosa estate 2010?

Il nubifragio sull’heineken Jammin’ Festival 2010: tutti contro Lobotomia!

Tags: , , , , , ,

“I fan dei Green Day sono pezzi di merda” è il titolo del post-provocazione che tutti quelli che hanno letto non hanno praticamente capito.

Il 4 luglio il nubifragio che ha colpito Mestre e di conseguenza il Parco San Giuliano dove si è tenuto l’Heineken Jammin’ Festival 2010, non ha permesso ai Green Day di esibirsi, e dopo tanta attesa i fan son dovuti scappare via per non prendersi qualche malanno sotto una pioggia più che insistente e un vento poco rassicurante.

Bisogna considerare che il Festival è da molti visto ormai come maledetto, dopo la triste vicenda del 2007: Festival annullato a causa di una tromba d’aria.

Il punto della situazione è però un altro: nessuno ha capito la critica di messere Lobotomia, espressosi sì in maniera poco delicata ma sufficientemente chiara.

In molti se la sono presa per la sua affermazione #1: “5 fan su dieci erano accompagnati dai genitori”

Era la piccola scoperta dell’autore ed anche mia se vogliamo, che sono arrivata all’Heineken Jammin’ Festival con l’idea di ritrovarmi tra gente ubriaca, fatta e delirante, ma comunque dai venti in su, o al massimo diciotto anni. Ed invece con mia grande sorpresa mi sono ritrovata intorno tantissimi ragazzini accompagnati dai genitori, un gesto da ammirare, soprattutto se a quei genitori non piace il genere musicale che ascoltano i figli, per cui c’è ben poco da prendersela se la cosa è saltata un pò all’occhio di tutti quelli che erano lì per i Green Day e avevano qualcosa in più di quindici anni.

Affermazione #2: I fan dei Green Day quando ascoltano le canzoni dicono di volere cambiare il mondo, quando devono alzare un dito per aiutare a tenere una tenda ferma si defilano e fanno gli indifferenti.

Considerata la media d’età, non si può che giungere alla conclusione che questi giovani quindicenni non si applichino per nulla e preferiscano ammirare l’ignoto aspettando che la pioggia passi, pregando il dio del punk che il gruppo possa finalmente suonare. Sì perchè purtroppo in molti non hanno realizzato immediatamente che il concerto fosse stato annullato, forse li avevano fatti andare via solamente per fare prendere aria alla zona sotto il palco. Forse era davvero la nuvola di passaggio nella quale avevamo inizialmente sperato tutti, fattosta che quando è stato il momento di reggere le tende dello stand Vodafone dentro il quale ci siamo rifugiati, l’unica cosa per cui gli intraprendenti fan dei Green Day, arrivati da tutta Italia, si sono mobilitati, è stata una maglietta della Vodafone per il ricambio, onde evitare una bella broncopolmonite.

L’attacco va principalmente ai fan dei Green Day perchè loro erano la maggioranza della giornata, perchè la media d’età dei fan dei Green Day è quindici anni, perchè a quindici anni si vuole cambiare il mondo con il pensiero, perchè i quindicenni di oggi il mondo lo cambiano dai Facebook, soprattutto i quindicenni fan dei Green Day che hanno commentato il post di Lobotomia non hanno ben afferrato un concetto piuttosto elementare: le condizioni metereologiche non dipendono dalle persone che vivono a Mestre o che organizzano eventi a Mestre.

L’organizzazione dell’Heineken Jammin’ Festival va accusata poichè va sempre tenuta in considerazione la possibilità di un imprevisto e soprattutto bisogna attrezzarsi in tempo per far si che circa quarantamila persone non si disperdano per il parco sotto la pioggia e la grandine, e vadano a rifugiarsi sotto ai tavoli in mezzo al fango.

Ma non si possono incolpare gli organizzatori dell’evento per il mal tempo, a meno che non si venga a scoprire che si tratta di sciamani portati direttamente dal cuore dell’Africa o dei migliori stregoni sudamericani pronti a danzare per invocare il più feroce dei nubifragi. A che pro, poi?

E soprattutto, un tempo non si spiegavano anche a scuola, magari vagamente, le dinamiche del meteo? O dobbiamo laurearci tutti quanti per capire com’è che funziona?

Lobotomia secondo molti è  testa di cazzo e forse non si sbagliano poi più di tanto, ma in questo caso conviene loro rileggere meglio il post e tentare, anche se a fatica, di rimettere in moto i neuroni che la natura ha concesso loro per capire che gli organizzatori non hanno attivato un nubifragio per divertirsi e vedere la gente correre qua e là, semplicemente si sono preparati male a questa eventualità.

Che i Green Day vi proteggano sempre, anche se non sono punk come pensate voi.

Per Alitalia arriva il miglior prezzo con la migliore qualità

Tags: , , , , ,

Ci lamentiamo sempre dei servizi nazionali ed Alitalia è spesso la prima a subire critiche, ma una volta tanto arriva una notizia positiva per la compagnia di volo nazionale.

Arrivà così la tariffa “best price”, una nuova tariffa “Promo” che porta con se tante caratteristiche. Innanzitutto si differenzia dalle “low cost” in quanto propone gli stessi servizi della tariffa normale ma ad un prezzo estremamente più vantaggioso.

Alitalia best price

Prezzo minimo, infatti le tariffe sono di €39/€49/€59, e caratteristiche essenziali:

  • Selling/Travel illimitato: acquisto e utilizzo del volo non vincolato a scadenze, tranne i voli da Fiumicino per Palermo, Bari e Reggio Calabria che hanno un selling fino al 31 maggio ed un travel fino al 30 giugno;
  • Advance Purchase (AP) variabile: per usufruire delle tariffe è necessario prenotare con un anticipo di 7/14 giorni a secondo della tratta scelta;
  • Tariffe One Way all inclusive, ad eccezione della tratta Fiumicino-Linate (74 One Way, 99 A/R con pernottamento minimo di 3 notti e AP di 30 gg).

E come avrete letto sono molte le tratte minori incluse, addirittra c’è la nostra Reggio Calabria.

Da notare poi che per i GIOVANI di età compresa tra i 12-25 anni, Alitalia offre altre de pecliarità:

  • Prezzo esclusivo voli nazionali a 39/49 euro
  • NO Advanced Purchase ad esclusione della tratta Fiumicino-Linate con un AP di 14 giorni.

Quindi tariffe per grandi e piccini ed un grande passo verso noi utenti.

Ora voliamo, dateci tempo!

Sponsored Post

Buon compleanno, Emergency

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Si è tenuto dall’8 al 13 di settebre l’incontro nazionale di Emergency, a Firenze, per festeggiare i suoi quindici anni.

Una festa di compleanno inaspettatamente affollata, organizzata tra incontri, mostre, workshop, film e serate di intrattenimento che via via vedevano affluire sempre più gente.

Gli incontri, tenutisi nel Palazzo dei Congressi di Piazza Adua, trattavano argomenti che spaziavano dalla cardiochirurgia, al cinema dei diritti, all’Afghanistan, dalla guerra al razzismo e la xenofobia dilagante. Incontri totalmente gratuiti, ad alto livello di partecipazione, che offrivano al pubblico la possibilità di porre domande e soprattutto di venire a conoscenza di realtà che troppo spesso sono occultate dai mezzi di comunicazione.

L’associazione di Emergency offre assistenza medico-chirurgica gratuita e di elevata qualità alle vittime civili delle guerre. In questi giorni ha offerto anche testimonianze e dati reali di quello che succede nel mondo, a volte nemmeno troppo lontano da noi.

Ho personalmente assistito all’incontro tenutosi sabato mattina, “Il razzismo, strana malattia” che oltre alla presenza di Gabriele Del Grande, Franco Pittau, Don Virginio Colmegna, e Christian Elia, prevedeva anche quella dello scrittore Erri De Luca. Ho assistito, in parte, anche all’incontro precedente, in cui si è parlato delle attività svolte fino ad oggi da Emergency e ai progetti in cantiere. Si è parlato quindi dell’ospedale di Palermo, divenuto ormai fondamentale in territorio siciliano. E si è parlato anche di nuovi ospedali che saranno costruiti in Africa, con una testimonianza del dramma che vivono i migranti nel tentativo di trovare una nuova vita lontani dal proprio paese. Una storia a lieto fine, purtroppo una delle poche che può permetterselo.

Ho partecipato anche alle serate organizzate presso il Mandela Forum. La prima sera è stata presentata da Diego Cugia, tornato appositamente dall’America. L’immancabile presenza di Gino Strada è stata affiancata da quella di un acceso Vauro e un ironico e sempre calmo Gianni Mura. Sul palco Piero Pelù e Jovanotti si sono esibiti insieme con “Il mio nome è mai più”, mentre Marco Paolini ha intrattenuto le 6.500 persone presenti con un monologo indimenticabile. Innumerevoli gli interventi per ricordare Teresa, moglie di Gino Strada, alla quale sono stati dedicati un albero a Firenze e un altro in Darfur ed un ospedale in Uganda, per mantenere vivo il suo ricordo, quello di una donna che ha dedicato la sua vita agli altri, con estrema passione.

La serata successiva ha visto le lacrime di Serena Dandini, nel ricordare la chioma rossa di Teresa, insieme alla commozione di Paola Turci. La serata è iniziata alla grande con l’apertura di Patty Smith, rimasta a Firenze per l’occasione. Si è esibita con unaPeople have the power” accompagnata semplicemente dal battito delle mani di diecimila persone che tenevano il tempo.

Prima di andare via, Patty Smith ha dichiarato che sì, sono le persone ad avere il potere. Di sognare, e di agire. A seguire si sono alternati Antonio Cornacchione, la banda Osiris, la Casa del Vento, Paolo Hendel, Fiorella Mannoia, tornata di corsa dalla Sicilia, pronta a cantare, anche lei, senza musica per concludere la serata con un duetto, insieme a Paola Turci, dedicando “Quello che le donne non dicono” sempre all’indimenticabile Teresa.

Una festa di compleanno a dir poco ben riuscita, della quale si sono stupiti gli stessi organizzatori.

Il popolo di Emergency c’era, esiste ancora una parte d’Italia che vuole il bene assoluto, che non vuole distinzioni di sesso, razza o religione. Esiste ancora una parte del nostro Paese che crede in valori veri, reali e puri. Speriamo soltanto che non rimanga in silenzio. Questa volta si è fatta sentire.

Pubblico del Mandela Forum

Pubblico del Mandela Forum

Virginity soap: il ritorno alle origini

Tags: , , , ,

Voglio tornare vergine ogni volta che io ce ne ho voglia” cantava Ligabue.
Per lui forse sarà un pò più difficile, ma per le donne sappiamo benissimo che ormai nulla è impossibile in questo campo. Se prima l’operazione era un pò più complessa e richiedeva l’intervento chirurgico, ovvero l’imenoplastica, adesso basta usare il Virginity Soap e tutto torna come prima. Il primo successo di questa portentosa saponetta si è avuto in Egitto, al Cairo. Trovarla non è per nulla complicato, basta andare al supermercato. E così sembra possano sparire i problemi di molte donne di religione musulmana, penalizzate per la loro “mancata” verginità.

Il sapone di cui ha parlato anche Luciana Littizzetto a “Che tempo che fa”, infatti restringe le mucose dell’imene e l’effetto che si ottiene, almeno così dicono, è quello di un ritorno alle origini, che consentirebbe così di evitare la costosa e meno “fast” corsa dal chirurgo. Provare per credere!

Virginity Soap

Virginity Soap

E dopo i brutti, l’oriente alla riscossa. Nel mondo dei giocattoli.

Tags: , , , , , ,

Regalereste Fulla a vostra figlia? E’ la domanda d’apertura dell’articolo de La Stampa riguardante la nuova barbie, che impazza nel mondo orientale e che sbarca ora in Olanda, definita “islamicamente corretta“.

Fulla (che si legge Fullà) è il nuovo idolo delle bambine musulmane. Indossa il velo, sì, ma veste alla moda. Oltre a non essere bionda, ha gli occhi scuri e sotto i vestiti indossa un costume intero che non può essere sfilato. Rispetta la famiglia, ama leggere, prega, ha un fratellino e una sorellina, due amiche, Yasmeen e Nada, ma non un fidanzato, al contrario della biondissima Barbie, che ha il suo Ken e sembrerebbe essere anche più formosa. La bambola esiste in varie versioni, come “Fulla dottoressa” o “Fulla preghiera del mattino” e inoltre ad essa sono associati vari gadget, come i libri di scuola, i fermalibri. Nulla che si allontani dalla sfera familiare, assolutamente volto all’istruzione e pubblicizzato nel suo sito.

Fulla è prodotta dalla NewBoy Dubai, concorrente della Mattel e maggior distributore di giocattoli in medioriente. Come già detto, ha riscosso molto successo nel mondo orientale e tra le bambine musulmane in Olanda, grazie anche alla pubblicità che le è stata fatta. Non deve però essere definita come “bambola musulmana” ma piuttosto come “bambola globale”, sostengono i creatori. Infatti ne esistono diverse versioni, che corrispondono a diversi paesi e ne riflettono le tradizioni e gli stili di vita. Fulla vuole essere semplicemente un mezzo per facilitare il dialogo e la comprensione ed anche un ottimo prodotto pubblicitario.

Mentre Fulla riscuote il suo successo nel mondo delle piccole donne, dal Giappone fa scandalo il videogioco hentai Rapelay. Il titolo deriva da un gioco di parole: “rape” (stupro) e “replay” (ripetere), quindi “stupro ripetuto”, per intendersi. Creato dalla Illusion di Yokohama, Rapelay nasce già nel 2006. La trama del gioco prevede che il protagonista sia un maniaco con l’obiettivo di stuprare la prima ragazza minorenne che incontra in una stazione metropolitana, e a seguire anche le due sorelle e la madre.

Il prodotto era destinato esclusivamente al mercato nipponico, ma anche Amazon si è ritrovato (pare) inconsapevolmente a venderlo tramite negozi affiliati, anche se è stato prontamente riparato il danno.

Numerose sono state le proteste dalla comunità internazionale, ma le vendite in Giappone non sono state bloccate. Dalle varie discussioni che il gioco ha generato, qualcuno ha detto che le scene di violenza sono ormai all’ordine del giorno e di certo non dovrebbe essere un videogame del genere a scandalizzarci.

Qualcun altro sostiene che il gioco potrebbe essere utilizzato al contrario, ovvero le ragazze potrebbero usarlo per imparare a difendersi dallo stupro. Comparare un gioco in cui si stuprano ragazze, specie minorenni, a molti altri giochi di guerra e spionaggio in cui di certo la violenza non manca, non sembra una risposta altamente costruttiva, così come costruttivo non è alcun tipo di gioco che abbia contenuti del genere. E’ proprio il caso di dirlo… Si salvi chi può!

Febbre da Poker: voglia di soldi o divertimento?

Tags: , ,

L’Italia è caduta nella febbre del Texas Holdem. Sono bastati un paio di giorni a Sanremo, gli articoli di qualche giornale e l’apertura dei soliti telegiornali per far scoprire gli italiani tutti grandi amanti di questo gioco.
Ma, sarà vero?

Delle volte si ha l’impressione che certe “mode”, che certi modi di vendere le notizie nascondano la voglia di convincere tutti che in un modo o nell’altro sia tutto vero.

Quando eravamo bambini ci avevano insegnato che il poker, come tanti altri giochi che coinvolgono il denaro, poteva essere bello ma era sicuramente pericoloso. Poi, magicamente, in tanti hanno cominciato a pensare che il poker non fosse un gioco ma fosse uno sport, salutare come il nuoto e prestigioso come gli scacchi.

Certo, gli articoli che insegnano la strategia del poker e che spiegano come la fortuna giochi un ruolo molto marginale non si risparmiano, ma a volte riesce complesso pensare che ci si possa fidare completamente.

Quando poi si scopre che il governo, solo dalle licenze vendute alle sale da poker italiane, guadagna fior di milioni di euro, allora quello che era un semplice sospetto diventa un macigno difficile da digerire.
Per carità, il gioco è divertente ed è un buon passatempo, ma penso che il mondo abbia cose ben più serie da fare che mettersi a giocare ad Holdem, però un pensiero lo si fa sempre.
Ora gioco, dammi tempo.

© 2009 Ora Muoio, Dammi Tempo. All Rights Reserved.

This blog is powered by Wordpress and Magatheme by Bryan Helmig.