Ora Muoio, Dammi Tempo

I morti sanno soltanto una cosa: che è meglio essere vivi.

Ora mi dimetto, dammi tempo

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Oggi è un gran giorno. Silvio Berlusconi ha dimostrato ancora una volta di volere il bene degli italiani. Loro lo hanno sollecitato, e lui si è dimesso. Perché in  fondo, ci vuole bene.

Sarcasmo a parte, non facciamo i soliti italiani che si rilassano con troppa velocità. I caroselli, gli abbracci e i trenini di stasera al Quirinale sono il simbolo di un’Italia che non si prende più a botte, ma preferisce gli abbracci. Dopo la mezzanotte, però, le carrozze si trasformano in zucche. Cerchiamo di far durare tutto un po’ di più.

Ora ti ammazzo dammi tempo: la morte di Gheddafi

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Gheddafi è morto. Se non ci credete esiste un video che ve lo mostra. E vi dimostra che anche gli stronzi, quando sono morti, possono fare pena. Che sensazione vi ha dato il video del dittatore trascinato dalla folla nella polvere libica? Per quanto mi riguarda, da una parte rimane un senso di liberazione, dall’altra le immagini non possono che lasciare impressionati, alla morte non ci si abitua mai, alla guerra nemmeno, non ci si deve abituare.

Qui parla Occidente, siamo un popolo assuefatto dalla morte, questo è il grande rischio. Il nostro distacco. Ho vissuto un’epoca ricca di eventi di rilevanza storica, non dimenticherò mai l’11 settembre, l’orrore delle due torri che crollano. E sicuramente non potrò scordare il volto del cadavere del dittatore e la gioia della gente che correva per le strade a festeggiare la libertà che non avrà mai, che non avrà comunque, ci sono altre dittature, mascherate, pronte a fermarli. Tutti gli eventi a cui ho assistito, però, li ho ingurgitati da una scatola talvolta malfunzionante, dall’audio pessimo, spesso e volentieri con la voce incerta di Luca Rigoni in sottofondo, seguiti da notizie che mi parlavano di tette scoppiate e gatti rimasti terrorizzati sui rami degli alberi e sulle usanze più in voga tra gli adolescenti milanesi. E’ così, qui, che facciamo la storia.

Davanti ad una tv che ci parla di pudore e morale e che durante determinate ore della giornata non consente di pronunciare quelle che parole che potrebbero essere diseducative nei confronti di tutte le giovani anime ferme davanti allo schermo, ad assorbire il vuoto. Ma poi arriva il giornalista del tg e avverte “Trasmetteremo delle immagini forti” e questo diventa un dovere “perché si tratta di un momento storico” e tutti devono sapere. Ma i bambini non lo sanno che dobbiamo sapere solo quello che si può sapere e restano confusi quando dalla tv spariscono i cartoni animati diseducativi che dicono le parolacce. Nutriamoli di realtà e di sangue, Mussolini a testa in giù non sarà poi più impressionante, per loro, delle tette di Cristina Del Basso.

Arrivederci, Steve Jobs

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Steve Jobs - 1955 -2011

Steve Jobs - 1955 -2011

 

Il nostro tempo è limitato, per cui non lo dobbiamo sprecare vivendo la vita di qualcun altro. Non facciamoci intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciamo che il rumore delle opinioni altrui offuschi la nostra voce interiore. E, cosa più importante di tutte, dobbiamo avere il coraggio di seguire il nostro cuore e la nostra intuizione. In qualche modo, essi sanno che cosa vogliamo realmente diventare. Tutto il resto è secondario.

Steve Jobs (San Francisco, 24 febbraio 1955 – Palo Alto, 5 ottobre 2011)

La comicità del Governo italiano: il tunnel Gelmini

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Siamo alla frutta. Da quanto tempo è che ce lo diciamo? Ci guardiamo in faccia e le cose non cambiano mai. Se proprio devono smuoversi, peggiorano e nulla più. E se possono ancora peggiorare, vuol dire che forse non c’è più un limite da oltrepassare, ci è concessa un’infinita gamma di vergogne e figure ridicole su scala mondiale.

Gli americani ridono di noi da tempo immemore, chissà perché il popolo italiano deve contraddistinguersi con amara comicità. Pensavamo che i tempi delle bizzarre idee espansionistiche di Benito fossero lontani, ma abbiamo un pagliaccio al Governo e altrettanti di contorno, che nessuno più sa come si potrebbe schiodare l’omino dal suo trono e lui non si pone di certo il problema. Il Governo è eterno finché dura e qua sembra proprio voler durare parecchio ed è ancora troppo presto per far partire i countdown.

La Gelmini colta nell'atto di pronunciare una stronzata colossale

David Letterman, alla guida di uno degli show più famosi d’America e del mondo, lo prende in giro per il suo grande amore per le donne (video qui). “Bisogna far girare la patonza“, è stata una delle dichiarazioni più amate del premier emersa negli ultimi giorni. Inutile che state a lamentarvi, Ligabue esprimeva lo stesso concetto con “Metti in circolo il tuo amore” e allora non s’è lamentato nessuno, perché ve la prendete tutti con Silvio?

Dopotutto ci sono altri personaggi nel panorama italiano che sono decisamente degni di nota. Come Mariastella Gelmini, che nell’arco di poche ore si è trasformata nel principale trend su Twitter, a mio parere il social network più utile e sensato per lo scambio di informazioni, che quotidianamente mi sorprende e mi fa conoscere centinaia di geni capaci di battute sagaci.

Sarebbero troppe quelle geniali da riportare, fattosta che il Ministro dell’Istruzione sembra essere davvero poco istruito, ma di questo ce n’eravamo accorti da tempo e nonostante tutto, abbiamo lasciato che con le sue manine ben curate sgretolasse quel poco di cultura che era rimasta al nostro Paese, coadiuvata da altri eccellenti personaggi. Più che un Paese, sembriamo essere Il Bagaglino in versione maggiorata. Anche Pedro Almodovar ha parlato di Berlusconi, è uscito l’articolo su El Pais (articolo qui), lo definisce un “omofobo ossessionato dalle donne”. Lo diceva anche la sua ex moglie, a suo tempo. Eppure a noi ci piace così: ‘cchiù pilu pe tutti, lavorare se proprio si deve, a tempo perso e fottere il prossimo. In questo non ci batte nessuno. Viva l’Italia. Viva la.

Ora muoio dammi tempo: di Berlusconi e di altri demoni

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C’è qualcosa che non va, nell’aria. Rassegniamoci. E’ inutile che nel 2011 ci ricordiamo di tirar fuori dal cilindro le auto elettriche, le buste della spesa che puzzano e si rompono e tutte le soluzioni possibili per salvare il pianeta, dopo aver fatto per secoli i nostri porci comodi senza curarci della sua salute.

Abbiamo l’aria inquinata, uscire in città diventa ogni giorno una prova fisica non da poco, ci vorrebbero dei distributori automatici di mascherine per i polmoni meno resistenti. E poi abbiamo le radiazioni. Anche se ci siamo convinti che il Giappone sia lontano e che qui stanno tutti bene.

Silvio Berlusconi: stiamo tutti bene!

Se stessimo tutti bene, per esempio, non avremmo un Premier a tempo perso. Se Silvio Berlusconi leggesse questo blog, avrebbe l’ennesima conferma, è il più grande perseguitato della storia. Gesù Cristo in confronto era un pischellino, diciamocelo. Tutti a parlare di Silvio, tutti ad ascoltare le sue intercettazioni e lui che si indigna e vuole affrontare la sinistra malvagia che gli mette il bastone fra le ruote, abbiate Fede, prima o poi ci salverà e ci ricrederemo.

Robert De Niro realizza di essere andato dalla De Filippi

No, dicevo. Deve esserci qualcosa di strano nell’aria. Ieri sera credevo di aver mangiato troppo pesante e si sa, quando si va a dormire poi si pagano le conseguenze con incubi terrificanti. Invece dopo mi sono resa conto che ero sveglia, avevo acceso la tv e in preda a un raptus avevo premuto sul tasto 5. Mi sono ritrovata davanti Maria De Filippi, la regina della strumentalizzazione del dolore a livello mediatico, e vicino a lei c’era quello lì di “Taxi Driver”, quello di “chiacchiere e distintivo”, insomma, Robert De Niro. A un certo punto l’ho visto anche piangere, avrà preso improvvisamente coscienza di quel che stava accadendo. La vecchiaia gioca scherzi bruttissimi, quando l’Alzheimer imperversa, c’è ben poco da fare, finisci per lavorare anche al fianco di Monica Bellucci, dichiarando che sia la più brava attrice dell’universo, senza renderti conto delle sciocchezze che ti escono di bocca. Il mondo sta finendo, rassegniamoci. A proposito di grandi attrici, la sapete la storia di Manuela Arcuri, no? Prima applausi e complimenti perché ha rifiutato di cedere alle avances di Berlusconi (non è mica colpa mia se ha il dono dell’ubiquità, costringe il mondo a parlare di lui!) e poi si scopre che è talmente sfigata che nemmeno il vecchietto la vuole più e la reputa pure una “troia”, lui che ne ha un minimo di 20 a sera che gli girano per casa. Ma le vuole tutte di un certo stile, il Bunga Bunga non è mica roba per tutti.

Amy Winehouse nel Club 27

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Il Club 27 dà il suo benvenuto a Amy Winehouse. Inaugurato nel fittissimo 1969 con Brian Jones, il club nel corso degli anni ha raccolto i migliori volti della musica, alcuni davvero leggendari, quali Jimi Hendrix, Janis Joplin e Jim Morrison, le tre J, quelli che avremmo forse voluto veder svanire dopo degli altri.

E adesso anche Amy Winehouse dà il suo addio al mondo crudele e con un mix letale di droghe e alcol, chiude  in bellezza il lavoro che aveva da tempo cominciato. Dispiacersi oppure no? I drogati sanno a quale destino vanno incontro e lo sapeva anche Amy, ricoveratasi più e più volte. Lei che cantava che in rehab non ci sarebbe andata, è rimasta fedele alla sua bottiglia di vodka fino all’ultimo, anche quando i dottori le hanno detto che sarebbe andata male e nel peggiore dei modi.

Mito o esempio da non seguire? Tra un Jimi Hendrix che affoga nel vomito e un Kurt Cobain che si spara in testa, c’è ben poco di esemplare, quindi, ragazzi: don’t try this at home. Ma questi 27 non saranno diventati davvero un traguardo inquietante? E’ il tempo concesso al talento per esprimersi, diffondersi, e poi svanire per rimanere un mito?

Questo articolo simula un servizio di studio aperto

 

 

Habemus Quorum: l’Italia s’è desta

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Potremmo dire che l’Italia s’è desta, se non fosse che non è esattamente così. Il Paese intero gioisce per il nuovo schiaffo dato a Silvio Berlusconi, ma la cosa preoccupante sono tutte quelle persone che hanno scelto di non votare e che il tasso di affluenza più basso, tanto per cambiare, sia stato registrato al Sud.

Proprio dove ci sarebbe più bisogno di essere attivi, ricordate, “libertà è partecipazione“, come diceva qualcuno, il menefreghismo impazza e non c’è verso di convincere la gente che l’unico modo per liberarsi, è dimostrare di volerlo realmente. Sostenendo “non me ne importa niente” o “la cosa non mi riguarda” mettiamo puntualmente a rischio il nostro futuro, con la pretesa assurda di poterci lamentare a tempo debito, come se davvero fosse cosa lecita, per chi non ha mosso un dito.

Ma tralasciando l’indifferenza e i free riders che potranno beneficiare delle decisioni della maggioranza degli italiani, oggi è un vero giorno di festa, almeno in parte questo Paese sta iniziando ad avere delle reazioni, qualche pulsione vitale che, seppur minima, lascia presagire che la speranza non è ancora agonizzante.

Caro mondo, se leggi questo messaggio è perché non sei finito

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Ve la siete fatta un po’ sotto, dite la verità. Caro mondo, se stai leggendo questo messaggio è perché non sei finito ed io non sono morta.

O forse il mondo è finito ed è ricominciato talmente in fretta che non ci siamo accorti del passaggio. O forse Harold Camping ha toppato di nuovo.

Caro mondo, se stai leggendo questo messaggio è perché io lo sapevo che non saresti finito, sono una pessimista cronica ed ho preparato questo messaggio alle 22.50 di ieri sera, perché sapevo che non sarebbe successo. Non sono poi così fortunata.

Caro mondo, se stai leggendo questo messaggio è perché non sei in balìa degli angeli dell’Apocalisse e Will Smith e il suo pastore tedesco non ci stanno salvando da una strana razza disumana e Denzel Washington non sta nascondendo nessun libro. Caro mondo, se stai leggendo questo messaggio è perché anche tu, ammettilo, eri curioso di scoprire se a Milano sale la sinistra e se gli italiani hanno capito cosa votare per il referendum del 12 giugno. E sì, se Berlusconi prima o poi verrà condannato. Altrimenti ti chiedo con estrema gentilezza di finire, e di fare alla svelta.

 

Domani, 21 maggio 2011, finisce il mondo

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Secondo le previsioni di Harold Camping, domani il mondo finirà. Noi di segnali in tutto questo tempo ne abbiamo avvistati parecchi, sia in Italia che altrove, per cui non ci sarebbe motivo di non credere alle teorie di quest’uomo che, nonostante il passare degli anni e i fallimenti, ha deciso di non arrendersi.

Il ritorno del Messia? Gli alieni sbarcheranno sul nostro pianeta? Ci trasformeremo tutti in vampiri e ci mangeremo a vicenda? Chi può saperlo. Io mi auguro di alzarmi alle otto, come ogni sabato mattina, per andare a lavorare. Se così  non fosse mi consolerò pensando che potrò riposarmi più a lungo. Tantissimo a lungo. Se il mondo finisse domani, è stato bello stare con voi.

Ma tanto non finisce. Lo sapete, vero?

La Festa della Mamma: figlie al botox

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Il male del nostro tempo è la paura di invecchiare. Eppure, prima o poi, che lo si voglia o meno, il tempo passa e non si fa nemmeno troppi scrupoli. Che tu ci metta botox e silicone per rattoppare oppure no, prima o poi cala la mannaia.

Tra i mali del nostro tempo, che derivano dalla paura di vederlo passare, c’è sicuramente la mania dell’estetica. L’ossessione del bello che arriva al punto tale da imbruttire in maniera alquanto grottesca. Questo accade quotidianamente sotto ai nostri occhi: centinaia di donne si pompano le labbra, ritoccano lo zigomo, vogliono per forza le tette grosse e il fondoschiena da brasiliana, ma piuttosto che fare movimento, si lasciano andare a diete improponibili e si affidano alle mani di famelici chirurghi.

Il problema è quando quest’ossessione diviene contagiosa e finisce col far del male anche a chi ci sta intorno. Oggi, che è il giorno della Festa della Mamma, vorrei parlare di Sharon Evans, una vera e propria madre modello che per la figlia non sogna altro che un futuro radioso e ricco di successo. Perché si sa, per i genitori è più forte di loro e riversano sogni e speranze affogati nella loro giovinezza, sulla giovinezza dei loro figli.

Bree ha sette anni ed ha le labbra al botox, una pelle liscia e senza rughe ed è tanto felice, perché la mamma è sicura che in questo modo Bree potrà diventare famosa e Bree vuole essere esattamente come Willow Smith ed è contenta che la mamma si prenda cura di lei, e le compagne che la criticano sono gelose.

Ma come si può pensare che una bambina di sette anni possa avere le rughe o necessiti di ritocchi per avere una pelle morbida? Sharon Evans è fiera del suo operato e spiega al The Sun che in questo modo la sua Bree diventerà una grande star. Sarà un’amara delusione scoprire che il mondo adesso parla di questa bambina come di un mostro, quello generato dall’ossessione di una madre evidentemente frustrata ed incapace di offrire un futuro felice ad una figlia plagiata.

Sharon Evans

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