Mario Monicelli
16 maggio 1915 – 29 novembre 2010

Mario Monicelli
Solo gli stronzi muoiono.
Il Maestro, però, rimane per sempre.
Mario Monicelli
16 maggio 1915 – 29 novembre 2010

Mario Monicelli
Solo gli stronzi muoiono.
Il Maestro, però, rimane per sempre.
Caro il giornale.it,
questa volta devo proprio dirlo che come scrivi a sproposito tu nessuno mai. Io sono una persona che un tempo aveva sognato di diventare giornalista, ma la mia idea di giornalismo si avvicinava più a quella di gente come Tiziano Terzani, e poi ogni cosa è sfumata perché il mio quotidiano è circondato da articoli scritti da gente come quella che lavora per ilgiornale.it, che significa circondato dal nulla.
[Ieri sera Fabio Fazio e Roberto Saviano hanno fatto una cosa straordinaria, sono riusciti a distogliere gran parte d'Italia dallo svuotamento cerebrale che ogni lunedì sera va in onda su Canale 5 e che non nominiamo per non inserire troppi pessimi elementi in questo post (ho già scritto Il Giornale e Canale 5).
L'unica argomentazione che oggi il giornale ha per screditare "Vieni via con me" è quella economica, ha fatto i conti in tasca al programma più che basarsi sui contenuti concreti, che non nega però di non aver apprezzato. Impossibile apprezzare il fatto che si aprano gli occhi della gente e si parli di decadenza della democrazia quando siamo tutti liberi di esprimere la nostra opinione e abbiamo un angioletto di presidente del consiglio e giornalisti dalla indicibile bravura che ci raccontano solo la verità nuda e cruda.
Le argomentazioni del programma vengono ridicolizzate, da Fazio("l’intervistatore più morbido di Gigi Marzullo, ha trovato un nuovo mestiere: il barman") a Saviano (il "pezzo forte" della serata è il suo show) che viene descritto come un uomo ossessionato dalla mafia e dalla democrazia, praticamente un povero cretino che gira con la scorta e parla di cose che non sono mai esistite. La mafia. Ma anche la democrazia.
Sembra che tirare in ballo la scomoda morte di Giovanni Falcone sia stata una scelta poco azzeccata, la prossima volta consiglierei a Fazio di scrivere la trasmissione direttamente con la redazione de il giornale, che non ha gradito il poco spazio ottenuto. Perché tirare in ballo la mafia e i problemi della libertà del Paese, in una democrazia come quella italiana è un gesto da non imitare: bambini, non fatelo a casa.
Questo è un Paese libero in cui ognuno ha il diritto di esprimere la propria opinione, un così bel Paese dove nessuno mai è morto per mafia per il semplice fatto che la mafia non esiste e se mai ci fosse stato un accenno di mafia (questa misteriosa creatura), il governo attuale e solo il governo attuale, è riuscito a combatterla. Italia, paese dei miracoli, la spazzatura di Napoli sparisce e spariscono anche le accuse al Presidente del Consiglio che a giorni andrà dal papa per farsi incoronare re, mentre tutte le sue escort saranno le più attive nel mondo politico, ma solo dai 13 anni in su. E così come sparisce tutto questo, spariscono gli italiani, fagocitati da una realtà controllata dall'alto, ancora convinti di essere in un sistema equo.]
Io non lo so quale sia il modo per divincolarsi da tutto questo, ma una via d’uscita ci deve essere sempre ed io oggi, caro ilgiornale.it, vorrei ringraziarti con tutta me stessa di farmi sentire ogni giorno più convinta e determinata che dobbiamo trovare questa soluzione al più presto.
Il 2 novembre 1975 moriva Pier Paolo Pasolini, ma il 2 novembre 2010 non se n’è ricordato nessuno, perché Ruby Rubacuori era diventata maggiorenne il giorno prima e c’erano questioni più importanti da affrontare.
Pasolini aveva capito tutto, per questo motivo possiamo dichiarare, ad oggi, il decesso cerebrale dell’Italia, che preferisce eliminare i Pasolini, piuttosto che far crescere il Paese.
Sapeva ma non aveva le prove, noi sappiamo e ci va bene così. Grazie, Pier Paolo Pasolini, di averci almeno provato, l’Italia non ti meritava, non ti ha mai meritato.
(Questo post è stato scritto in ritardo per mancanza di tempo e non per dimenticanza)
In realtà non se n’è mai andato.
John Lennon: 9 ottobre 1940 – 2010
Immagina che non esista il paradiso,
è facile se provi,
nessun inferno sotto di noi,
sopra di noi solo il cielo.
Immagina tutta la gente
vivere per il presente.
Immagina che non esistano frontiere,
non è difficile da fare,
nessuno per cui uccidere o morire
e nessuna religione.
Immagina tutta la gente
vivere una vita in pace.
Puoi darmi del sognatore,
ma non sono il solo.
Spero che un giorno
tu ti unirai a noi e il mondo sarà unito.
Immagina che non ci siano ricchezze,
mi meraviglierei se tu ci riuscissi,
né avidità né cupidigia,
una fratellanza di uomini.
Immagina che tutta la gente
si divida tutto il mondo.
Spero che un giorno
tu ti unirai a noi e il mondo vivrà unito.
Lo sai che ci sono più di due miliardi di persone al mondo? E nemmeno una di loro mi apprezza! E… lo sai cos’è ancora peggio? Che con il continuo aumento della popolazione, io divento impopolare ogni giorno di più! (Charlie Brown)
Charlie Brown e i Peanuts sono nati il 2 ottobre 1950 da Charles Monroe Schulz.
Saprai che non t’amo e che t’amo
perché la vita è in due maniere,
la parola è un’ala del silenzio,
il fuoco ha una metà di freddo.
Io t’amo per cominciare ad amarti,
per ricominciare l’infinito,
per non cessare d’amarti mai:
per questo non t’amo ancora.
T’amo e non t’amo come se avessi
nelle mie mani le chiavi della gioia
e un incerto destino sventurato.
Il mio amore ha due vite per amarti.
Per questo t’amo quando non t’amo
e per questo t’amo quando t’amo
L’attacco alle Torri Gemelle è stata una vera e propria svolta nella storia della politica mondiale, e non solo politica. Pensate a quanto e quante vite sono cambiate quel giorno. Molti e differenti sono stati gli spunti per opere cinematografiche e letterarie, tra queste “Molto forte, incredibilmente vicino“, libro di Jonathan Safran Foer (Ogni cosa è illuminata) che presto diventerà un film.
Si tratta del secondo romanzo dello scrittore, il protagonista è il piccolo Oskar, un bambino newyorkese di nove anni che deve affrontare l’improvvisa scomparsa del padre. Tra invenzioni e curiosità, si attacca a tutto quello che ha per non perdere il ricordo di suo padre , soprattutto ad una chiave trovata nel suo armadio, che gli permette di mettersi in cerca della serratura giusta, alla scoperta di risorse ed indizi che gli lasceranno inevitabilmente qualcosa dentro. Il racconto dell’attentato visto dagli occhi ingenui di un bambino, alternato alle vite dei nonni e all’orrore della Seconda Guerra Mondiale, due epoche diverse, due esperienze forti, ma incredibilmente vicine. La scrittura scorrevole e la genialità e l’irriverenza di uno dei più grandi scrittori contemporanei, un libro da non perdere.
In occasione dell’anniversario dell’attentato, ci tengo a citare un pezzo del libro, che amo particolarmente, per rendere omaggio alle vittime ed ai loro cari che non le hanno viste più tornare a casa, vittime anch’essi.
“E inventare dei grattacieli per i morti, costruiti verso il basso? Potrebbero star sotto i grattacieli per i vivi, che sono costruiti verso l’alto. Si potrebbe seppellire la gente cento piani nella terra, e ci sarebbe tutto un mondo morto sotto quello vivo. A volte penso che sarebbe pazzesco se ci fosse un grattacielo che va su e giù mentre il suo ascensore resta fermo. Per esempio, se vuoi andare al novantacinquesimo piano, basta che schiacci il tasto 95 e il novantacinquesimo viene da te. Sarebbe anche utile al massimo perchè se sei al novantacinquesimo piano e un aereo si schianta sotto di te, il palazzo ti può portare a terra, e tutti si salverebbero anche se quel giorno avessero lasciato a casa la camicia di becchime”.
Nel mondo succede che Google decida di scassare le palle ai suoi utenti, l’ETA dica basta agli spargimenti di sangue, Michela Murgia vinca il Premio Campiello 2010 e allo stesso tempo e stesso posto che Bruno Vespa faccia apprezzamenti poco carini nei confronti di Silvia Avallone.
Nel mio ufficio succede che siamo da 16 giorni senza un condizionatore, a soffrire tutto il giorno il caldo. Qui dentro puzza un pò di bestiame. Ma forse perchè in fondo si, come bestie siamo trattati.
Se a Roma c’è una targa più grande di me con su scritto Monte Citorio, perchè scriviamo Montecitorio?
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