Ora Muoio, Dammi Tempo

I morti sanno soltanto una cosa: che è meglio essere vivi.

Primo maggio: siete dei poveri comunisti!

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Primo maggio: quello che per gli italiani è solamente un concerto in piazza San Giovanni per ubriacarsi e cantare Bella Ciao alla faccia del suo significato, in realtà è frutto di anni di sconfitte e lotte.

E noi italiani, dovremmo apprezzare maggiormente questa data, la Festa del Lavoro negli anni del fascismo è stata soppressa (spostata al 21 aprile, con il Natale di Roma), perché da molti considerata di matrice socialista. Ed anche se è vero che di mezzo c’è la Seconda Internazionale, è anche vero che gli operai non necessariamente hanno un colore, ma devono avere dei diritti, da qualunque parte essi vogliano stare.

Il primo maggio in Italia, dovrebbe essere ricordato anche per la prima Strage di Stato a Portella della Ginestra (Palermo). Era l’1 maggio del 1947, duemila lavoratori festeggiavano il primo maggio e manifestavano contro il latifondismo, ma la mafia agraria adottò il terrorismo per sopprimere la voglia di riscatto dei contadini siciliani. Un evento significativo, dal 1947 ad oggi, è cambiato, purtroppo, molto poco.

LA STRAGE DI PORTELLA DELLA GINESTRA

Ora sono sereno, dammi tempo: Saverio Romano, il Ministro Mafioso

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Ormai dire “mafioso al Governo” sarebbe come dire “spogliarellista in un night club“, cosa c’è da stupirsi? Il Governo attuale da tempo ormai predica la lotta contro la mafia e mostra con orgoglio i progressi raggiunti in questi anni tra un TG1 e un Tg4, ma se poi ci scappa un Ministero per un indagato, che problema c’è? Se il Presidente del Consiglio è l’uomo più perseguitato dalla giustizia degli ultimi 150 anni, il problema non sarà di certo Saverio Romano, nuovo Ministro per le Politiche Agrarie.

Saverio Romano

Solamente a settembre 2010, Saverio Romano abbandonava l’UDC senza risparmiarsi le polemiche e sul suo sito ufficiale commentava il suo possibile ingresso tra le fila del Governo con un titolo già di per sé eloquente, che recitava “Non sono interessato alle offerte di Berlusconi“:

Leggo già da diversi giorni di un mio inserimento in una lista di futuri sottosegretari del governo, ma è evidente che si tratta di fantasticherie. E’ chiaro che il premier ha tutto l’interesse a cavalcare l’onda del dissenso che ho espresso all’interno dell’Udc, ma la mia è una posizione politica dettata dalla voglia di dare un contributo alla crescita del nostro Paese. Non so quindi se piangere o ridere davanti a ciò che hanno scritto i giornali in questi giorni.

Davanti a tutte queste fantasticherie, evidentemente l’attuale Ministro deve aver perso la testa, poiché nel corso di pochi mesi ha cambiato idea. Ma diamo un’occhiata ai suoi guai giudiziari e cerchiamo di capire se il suo è un curriculum valido per entrare in politica e gestire l’agricoltura italiana. A leggere nomi come Cuffaro e Ciancimino, sembra proprio che Saverio Romano, palermitano, classe 1964, sia uno dei migliori candidati in circolazione:

  • Dal 1997 al 2011, Saverio Romano è stato presidente dell’IRCAC, ente creditizio siciliano. Da qui, galeotto fu l’incontro con Gianni Lapis con il quale Romano collaborò in qualità di consulente. Gianni Lapis è il prestanome di Ciancimino, Romano non ha alcun problema a negare di averlo conosciuto e successivamente ad ostentare tutta la sua sicurezza e tranquillità, rivelando ai magistrati:

Non ho alcun problema a dirle che lo conosco: fino a qualche anno fa era per tutti solo uno stimato avvocato tributarista e un docente universitario. Lapis è stato soprattutto consulente dell’Ircac, di cui ero presidente. Quando arrivai, lui era già lì da anni. Non sapevo che avesse altri interessi al di fuori di quelli del suo studio. Quando sono diventato deputato mi avrà cercato una volta al telefono per parlare, credo, di riforma fiscale.

  • Nel 2003, una volta iniziati i problemi giudiziari di Totò Cuffaro, iniziano anche quelli di Saverio Romano, fedelissimo compagno d’avventura. Su Totò Cuffaro pende una condanna di sette anni per favoreggiamento a Cosa Nostra e rivelazione di segreto d’ufficio, tanto per capire l’andazzo della compagnia.
  • Tra gli incontri eccellenti di Saverio Romano, rientra anche il boss mafioso Giuseppe Guttadauro. Saverio Romano lo incontrò per assicurarsi il suo sostegno elettorale.
  • Nel 2005, un altro personaggio legato a Cuffaro (ma anche alla famiglia Mandalà di Villabate), Francesco Campanella, rivela che Saverio Romano (all’epoca era Sottosegretario al lavoro del Governo Berlusconi) era stato eletto con i voti della mafia. Consapevolmente anzichenò. Ne dà conferma anche Nino Mandalà: un uomo, una garanzia.
  • Due anni fa è stato proprio Massimo Ciancimino a dichiarare che Saverio Romano è stato destinatario di un’ingente somma di denaro, che ammontava a 1.300.000 euro in contanti. Fu proprio Romano a prelevarla da un conto svizzero e la somma era necessaria ai fini di corruzione e parte della somma era destinata a Cuffaro.
  • Appena ottenuto l’incarico in qualità di Ministro delle Politiche Agrarie, Saverio Romano nomina Antonello Colosimo come nuovo capo di Gabinetto. Chi è Colosimo? Per farla breve, uno di quelli che ebbe un attacco di ridarella mentre L’Aquila cadeva a pezzi a causa del terremoto.

Tuttavia, Saverio Romano si dice sereno e non ha alcun problema a fare il Ministro. A giudicare dalla lista di misfatti, Romano ha la coscienza a posto e merita il ruolo che gli è stato affidato più di chiunque altro.

Non potrei essere più sereno leggo su Repubblica che i magistrati vorrebbero chiedere alla Camera dei deputati l’autorizzazione a utilizzare alcune intercettazioni che mi riguarderebbero: non ho nulla da nascondere, che siano pure utilizzate quelle intercettazioni, se esistono davvero. Intanto, faccio con serenità il ministro dell’Agricoltura. E le assicuro che ho tanti progetti, perché è l’agricoltura che ha unito l’Italia.

Se proprio dobbiamo essere un Paese sporco, dobbiamo esserlo fino in fondo.

Ora ti bombardo, dammi tempo: la carta delle Nazioni Unite

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Ci sono alcuni documenti, alcune Convenzioni e trattati che uno studente di diritto internazionale dovrebbe conoscere a memoria e che deve ritenere sacri come fossero la Bibbia. Secondo il mio opinabile parere, certi documenti, certe Convenzioni e trattati, dovrebbero essere resi noti a tutti obbligatoriamente, e non solo a coloro che decidono di studiare, perché le nostre vite, burocraticamente, socialmente, psicologicamente, pragmaticamente e bellicosamente parlando, dipendono da quei pezzi di carta, le cui parole, spesso e volentieri, vengono girate e rigirate fino ad ottenere il senso voluto.

In questi giorni la comunità internazionale sta offrendoci uno spettacolo di quelli che non si vedevano da anni e le parole che vengono pronunciate più spesso sono “missione sotto l’egida dell’ONU“. Ma che cos’è l’ONU e quali sono i suoi compiti, i suoi doveri?

Nata dalla Carta di San Francisco il 26 giugno 1945, l’Organizzazione delle Nazioni Unite, come ogni organizzazione che si rispetti, è dotata di uno statuto, che ne spiega le funzioni e quindi ne motiva l’esistenza. Il preambolo della Carta delle Nazioni Unite, recita che i popoli delle Nazioni Unite sono “decisi (corsivo originale) a salvare le future generazioni dal flagello della guerra“. Teniamo in considerazione l’anno di nascita dell’associazione, il 1945. La comunità internazionale, proprio come accadde con la nascita della Società delle Nazioni tempo prima, era più intenzionata che mai a far cessare la guerra una volta per tutte. Diciamo anche che i presupposti affinché ciò accadesse erano un po’ campati in aria, se consideriamo che il 6 agosto dello stesso anno, gli Stati Uniti sganciavano un “Little Boy” su Hiroshima e, non contenti, successivamente un “Fat Man” su Nagasaki. Alla faccia delle buone intenzioni.

La Carta (vi invito a leggerla, cliccando qui) è adorna di bellissime parole, sognanti e pacifiste: uguaglianza, solidarietà, tolleranza. L’attacco armato, sia per quanto riguarda l’ONU che le norme generali di diritto internazionale, deve essere preceduto da tutte le azioni coercitive possibili che possano escludere l’uso della forza. Il problema è che le potenze fremevano, avevano delle bombe in più in magazzino e Gheddafi, diciamolo, aveva anche un po’ stancato. Quindi via con la “missione“. Questa volta non la chiamano “missione di pace”, nessuno ha parlato di “peace keeping”, “peace enforcement”, “caschi blu”, ma tutti pronunciano la parola guerra solo per negarne l’esistenza. Un po’ come quando si parla della mafia. Questa non è una guerra, che sia chiaro. E’ una missione. Stiamo salvando la Libia. Tanto Gheddafi mente. Non c’è tolleranza o norma che tenga, bisogna attaccare, anche se chiede il cessate il fuoco, sta bluffando. Come in una partita di Risiko, quindi t’attacco.

Vorrei far presente che i primi ad accogliere il dittatore libico a braccia aperte, sborsando fior fior di euro per garantirgli ogni comodità, sono stati proprio quelli che hanno deciso di prendere parte alla missione per primi. Francia e Italia, determinate come non mai a difendere il loro caro Mediterraneo, mentre dagli USA il presidente Obama, quello pacifista, quello delle promesse e della fine di ogni conflitto, tiene i fili di questi burattini e li muove, qua e là, tanto gli eroi, che bombardino oppure no, hanno sempre la faccia a stelle e strisce. Ora ti bombardo, dammi tempo.

Ora ti nomino, dammi tempo: il Grande Fratello è pilotato

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Che sorpresa, in questi giorni la realtà mi ha destato dal sonno profondo in cui riversavo da diversi lustri, forse dal giorno della mia nascita.

Mentre vagavo nei meandri del web a caccia di notizie succose ed interessanti del tipo: Belen Rodriguez è incinta? Alessia Marcuzzi partorirà in diretta al Grande Fratello? Simona Ventura in realtà è la sorella della bambola assassina? Antonella Clerici è stata tradita perché a Sanremo aveva un vestito troppo brutto? ho scoperto una cosa che ha sconvolto la mia esistenza e quella degli italiani in maniera irreversibile.

Il Grande Fratello è pilotato.

Guendalina scopre che il GF è pilotato

Mi è scappato spontaneamente un rumorosissimo “Nooooo!” e mentre mi sfuggiva di bocca, mi sono resa conto che tutta la gente intorno a me, nelle case, nelle strade, negli autobus, stava facendo la stessa cosa nell’apprendere la notizia e lo stivale si era trasformato in un coro di “Nooooo!”. Gli italiani, come me, adesso si sentono presi in giro perché hanno scoperto che il Grande Fratello decide tutto e che quindi ogni sorpresa che va in onda il lunedì sera è una bufala. Forse non si erano mai chiesti perché durante la settimana Alessia Marcuzzi facesse le prove per la trasmissione e perché ogni settimana c’è uno scoop diverso, alimentato di volta in volta a seconda della situazione per le settimane a venire, eccetera, eccetera.

Questo va a dimostrazione del fatto che gli italiani (come me, certo) siano delle pecorelle che vanno dietro al pastore, senza curarsi d’altro, se non di ricevere la porzione d’erba che spetta loro, per poter ruminare in tutta tranquillità. Quindi, oh Grande Fratello, dacci oggi il nostro scoop quotidiano e noi te ne saremo grati.

Se l’Italia attualmente è in ginocchio (o in altra posizione, a voi la scelta, de gustibus non disputandum est) è per lo stesso identico motivo. Vogliamo lo scoop scottante e non vogliamo preoccuparci d’altro, fin quando qualcuno promette di fare per noi. Fin quando qualcuno promette di vivere per noi delle emozioni preconfenzionate e di fattura scadente dentro una scatola a Cinecittà, allora sta andando tutto bene. E fin quando qualcuno promette per noi meno tasse e più amore, allora va tutto bene. Anche il Bunga Bunga. George Orwell, che di Grande Fratello parlò per primo anche se la cosa, ainoi, è sconosciuta ai più, che pensano sia una geniale trovata del mondo televisivo, non avrebbe mai immaginato che al mondo si potesse degenerare fino a tal punto. Ma queste sono quisquilie, piuttosto, ditemi un po’ chi volete che esca dalla casa, la prossima settimana.

Di Maria Aragon e di altri talenti del nostro tempo

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Siamo nell’epoca del fast food, cibo veloce e veloce tutto ciò che si può velocizzare. Possibilmente anche la crescita. Non c’è poi da scandalizzarsi se i giovani d’oggi a 11 anni abbiano già bevuto il primo cocktail, abbiano perso la verginità ed abbiano sperimentato qualche droga. Per la gioia di Silvio Berlusconi (immancabile, lui), la maggiore età si può tranquillamente abbassare, facciamo a 14, tanto si sentono tutti maturi.

Il prodotto finale è una classe di disadattati e sbandati che non sa dove andare, ma punta al successo. Ma successo de che? Oggi è arrivata una notizia che da un lato non può che fare molto piacere, dall’altro può solo suscitare malinconia ed infinita tristezza. Maria Aragon ha dieci anni, ed ha un talento spaventoso. Sa suonare il piano e sa cantare divinamente. Ma ha dieci anni. I genitori hanno avuto una geniale idea, comune a molti genitori anche quando ci sono in ballo bambini più piccoli che magari si cimentano nel canto, o conoscono le capitali, di pubblicare il video su YouTube. Adesso è cliccatissimo, perché lo ha scoperto Lady Gaga e vuole duettare con la bambina, perché ha realizzato una cover di “Born this way” che fa rabbrividire per quant’è brava, perché è una sua fan, perché sarà una trovata mediatica. O perché Justin Bieber e Miley Cyrus ormai sono vecchi e va per la vecchiaia anche Taylor Swift.

Maria Aragon

Già, sono tutti sui diciotto e dintorni, ma ormai sono vecchi. Vogliamo la carne fresca, e non quella che è passata alla maggiore età, che già inizia a puzzare un po’ di marcio. Ancora ci stanno bene i figli di Will Smith, Willow potrà durare un po’ di più perché ha ancora dieci anni, ma ha già girato mezzo mondo per il suoi tour e le sue ospitate e si atteggia a diva cinquantenne sui red carpet.

Justin Bieber ha un piccolo problema con la pubertà ed oltre ad aver cambiato taglio di capelli, presto avrà una voce che non sarà capace di intonare i fastidiosi acuti che fino ad ora hanno fatto impazzire le ragazzine. E poi spunterà un nuovo talento, con un taglio più cool, su un altro video di YouTube. Magari troverà una storia commovente, più di quella di Bieber, e stregherà milioni di fan disposte a morire per il suo amore.

Io rimango sbalordita di fronte alla straordinarietà di certi talenti (non quello di Justin Bieber, sia chiaro), ma poi mi fanno anche un po’ pena. Vengono sballottati a destra e a manca, truccati, incipriati, addestrati e programmati come macchine e ci ritroviamo di fronte a generazioni che non sognano altro che questo. I lustrini, la fama, il palcoscenico, la folla che acclama. Dopo un anno o poco più, finiscono per essere dimenticati e si fanno le pere in qualche motel di periferia, per non farsi beccare da obiettivi indiscreti. Macaulay Culkin è il primo della lista, in tempi più “recenti”. Abbiamo Britney Spears, Lindsay Lohan, Miley Cyrus che ci va piano piano ma dopo il bong e la salvia allucinogena ha preso il via pure lei. Demi Lovato, autolesionista ed una lista infinita di teen stars che hanno già vissuto tutte le esperienze possibili tranne una: l’adolescenza.

Quella che dicono sia la parte più bella e turbolenta della vita. Loro la passano negli alberghi di lusso, sotto i flash dei fotografi, rilasciando interviste su tacchi impossibili, credendo che le loro opinioni sulla politica e il sesso abbiano davvero importanza. Ed hanno tutto quello che vogliono e molto, molto di più. Solo si sono dimenticati di un piccolo particolare, una volta finiti nel vortice del successo: di vivere veramente.

Bunga Bunga parte II, Silvio Berlusconi indagato: maledetti comunisti!

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Riporto lo stesso articolo pubblicato su Forbiciate.com, riguardante il caso Ruby, “Bunga bunga parte II“. Silvio Berlusconi dichiara di non temere nulla e non si può non essere d’accordo con lui. Purtroppo ci sono molti “non comunisti” che continuano ad appoggiare il suo operato (e che operato!) e molti “comunisti” che inutilmente e invano tentano di farlo cadere dal trono, al quale è ben radicato. Ecco un piccolo (si fa per dire) sunto sui nuovi indagati.

Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi ancora una volta al centro del mirino ed ancora una volta pronto a puntare il dito contro i magistrati di sinistra e tutti quei comunisti che voglioni farlo fuori.

Il caso Ruby Rubacuori sembrava ormai acqua passata ed invece potrebbe essere la chiave per concludere una volta per tutte questo scomodo caso. Dalle indagini eseguite, risulta che la ragazza marocchina, Karima El Marhoug, abbia mentito durante gli interrogatori. Ruby Rubacuori, nome d’arte, avrebbe dichiarato di aver passato solamente poco tempo a casa del premier, che Silvio Berlusconi non era a conoscenza della sua età e non avrebbe avuto rapporti sessuali con lei. Ruby avrebbe dichiarato di essere stata  ad Arcore il 14 febbraio dello scorso anno, accompagnata da Emilio Fede, ed andò via dopo cena. La seconda volta fu il mese successivo, quella del fatidico Bunga Bunga, mentre l’ultima volta fu una cena molto tranquilla alla quale, secondo la testimonianza di Ruby, presero parte anche George Clooney ed Elisabetta Canalis.

EMILIO FEDE, LELE MORA E NICOLE MINETTI INDAGATI -Adesso, però, arrivano le perquisizioni a Milano e nella dimora genovese della ragazza marocchina, ora maggiorenne. Nel caso, oltre a lei, sono coinvolti Nicole Minetti, consigliere della regione lombardia, Emilio Fede e Lele Mora. Gli ultimi due sarebbero i gestori veri e propri di tutto il giro di starlette, prostitute, e varie ragazze di varie nazionalità disposte a tutto pur di ottenere qualcosa. E poi c’è Niccolò Ghedini, che deve occuparsi della difesa di Silvio Berlusconi, che oltre che dalla moglie, è stato definito “malato” anche da un’altra importante testimone, la cui identità rimane sconosciuta, ma fondamentale ai fini dell’inchiesta. Proprio questa testimone, insieme ad altre due, tutte amiche di Nicole Minetti, ha spiegato cosa succede durante le serate del Bunga Bunga: dopo una cena noiosa in cui il premier chiacchiera e racconta le famose barzellette, le ragazze vengono condotte nella “sala del bunga bunga”, una sorta di discoteca in cui possono travestirsi nei camerini. Infermiere, poliziotte, tutte a seno scoperto, hanno il compito di mimare scene di sesso nel modo più spregiudicato e disinibito possibile, per fare la gioia di Silvio Berlusconi ed Emilio Fede, oltre che di eventuali ospiti. La più brava, spregiudicata e convincente tra tutte, sarà debitamente premiata.

14 RAGAZZE  A MILANO 2- Al centro dell’inchiesta ci sono ben 14 ragazze che vivono a Milano 2, in appartamenti interamente pagati dal premier Silvio Berlusconi. Gli appartamenti sono stati perquisiti e al loro interno sono stati trovati vari oggetti e abiti di valore, sex toys ed anche le prove di versamenti in contanti che vanno dai mille ai cinquemila euro. Tra i nomi più in vista risultano Iris Berardi (18 anni, Miss Rocchetta 2009), Eleonora ed Imma De Vivo (le famose sorelle napoletane de “L’isola dei famosi”), Barbara Guerra, Marysthelle Garcia Polanco (Colorado Cafè) e diverse altre aspiranti showgirls, alcune già coinvolte nel caso d’Addario, collegato all’imprenditore Giampaolo Tarantini, altre provenienti dalla scuderia di Lele Mora, indicato insieme ad Emilio Fede e Nicole Minetti tra i più attivi “collaboratori” di Silvio Berlusconi per le serate di Arcore.

LA DIFESA DEGLI AVVOCATI DEL PREMIER- Niccolò Ghedini e Pietro Longo, ignorando le testimonianze veritiere e la gravità dei fatti, finiti sulle testate giornalistiche di mezzo mondo, continuano a compiere il loro lavoro, difendendo Silvio Berlusconi e parlando di un’indagine ” assurda e infondata”, una vicenda da considerarsi “più mediatica che processuale”; le ipotesi su cui si basa “sono state già ampiamente smentite da tutti i testimoni e dai diretti protagonisti” e l’unica conclusione possibile per questa faccenda, rimane l’archiviazione. I due proseguono, in una nota:

Si tratta in realtà di una gravissima intromissione nella vita privata del Presidente del Consiglio che non ha precedenti nella storia giudiziaria del Paese e che dimostra la insostenibile situazione dei rapporti con una certa parte della magistratura.

Intanto, dal PDL, Daniele Capezzone offre ai cittadini italiani la possibilità di “indignarsi o sbadigliare“, seppure Berlusconi sia assolutamente indifendibile, siamo certi che la giustizia italiana, la sua giustizia italiana, trionferà ancora una volta e l’Italia rimarrà sommersa da pagine di giornali che inneggiano al Bunga Bunga.

Caro Il Giornale.it

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Caro il giornale.it,

questa volta devo proprio dirlo che come scrivi a sproposito tu nessuno mai. Io sono una persona che un tempo aveva sognato di diventare giornalista, ma la mia idea di giornalismo si avvicinava più a quella di gente come Tiziano Terzani, e poi ogni cosa è sfumata perché il mio quotidiano è circondato da articoli scritti da gente come quella che lavora per ilgiornale.it, che significa circondato dal nulla.


[Ieri sera Fabio Fazio e Roberto Saviano hanno fatto una cosa straordinaria, sono riusciti a distogliere gran parte d'Italia dallo svuotamento cerebrale che ogni lunedì sera va in onda su Canale 5 e che non nominiamo per non inserire troppi pessimi elementi in questo post (ho già scritto Il Giornale e Canale 5).

L'unica argomentazione che oggi il giornale ha per screditare "Vieni via con me" è quella economica, ha fatto i conti in tasca al programma più che basarsi sui contenuti concreti, che non nega però di non aver apprezzato. Impossibile apprezzare il fatto che si aprano gli occhi della gente e si parli di decadenza della democrazia quando siamo tutti liberi di esprimere la nostra opinione e abbiamo un angioletto di presidente del consiglio e giornalisti dalla indicibile bravura che ci raccontano solo la verità nuda e cruda.

Le argomentazioni del programma vengono ridicolizzate, da Fazio("l’intervista­tore più morbido di Gigi Mar­zullo, ha trovato un nuovo mestiere: il barman") a Saviano (il "pezzo forte" della serata è il suo show) che viene descritto come un uomo ossessionato dalla mafia e dalla democrazia, praticamente un povero cretino che gira con la scorta e parla di cose che non sono mai esistite. La mafia. Ma anche la democrazia.

Sembra che tirare in ballo la scomoda morte di Giovanni Falcone sia stata una scelta poco azzeccata, la prossima volta consiglierei a Fazio di scrivere la trasmissione direttamente con la redazione de il giornale, che non ha gradito il poco spazio ottenuto. Perché tirare in ballo la mafia e i problemi della libertà del Paese, in una democrazia come quella italiana è un gesto da non imitare: bambini, non fatelo a casa.

Questo è un Paese libero in cui ognuno ha il diritto di esprimere la propria opinione, un così bel Paese dove nessuno mai è morto per mafia per il semplice fatto che la mafia non esiste e se mai ci fosse stato un accenno di mafia (questa misteriosa creatura), il governo attuale e solo il governo attuale, è riuscito a combatterla. Italia, paese dei miracoli, la spazzatura di Napoli sparisce e spariscono anche le accuse al Presidente del Consiglio che a giorni andrà dal papa per farsi incoronare re, mentre tutte le sue escort saranno le più attive nel mondo politico, ma solo dai 13 anni in su. E così come sparisce tutto questo, spariscono gli italiani, fagocitati da una realtà controllata dall'alto, ancora convinti di essere in un sistema equo.]

Io non lo so quale sia il modo per divincolarsi da tutto questo, ma una via d’uscita ci deve essere sempre ed io oggi, caro ilgiornale.it, vorrei ringraziarti con tutta me stessa di farmi sentire ogni giorno più convinta e determinata che dobbiamo trovare questa soluzione al più presto.

Pier Paolo Pasolini seppellito dal Bunga Bunga

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Il 2 novembre 1975 moriva Pier Paolo Pasolini, ma il 2 novembre 2010 non se n’è ricordato nessuno, perché Ruby Rubacuori era diventata maggiorenne il giorno prima e c’erano questioni più importanti da affrontare.

Pier Paolo Pasolini

Pasolini aveva capito tutto, per questo motivo possiamo dichiarare, ad oggi, il decesso cerebrale dell’Italia, che preferisce eliminare i Pasolini, piuttosto che far crescere il Paese.

Sapeva ma non aveva le prove, noi sappiamo e ci va bene così. Grazie, Pier Paolo Pasolini, di averci almeno provato, l’Italia non ti meritava, non ti ha mai meritato.


(Questo post è stato scritto in ritardo per mancanza di tempo e non per dimenticanza)

Ora mi vergogno, dammi tempo

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Avete ascoltato e guardato bene questo video?

Ditemi che sta parlando del magico Natale di Topolino e che non sta paragonando l’uscita dei poveri minatori cileni a quella dei concorrenti del Grande Fratello.

Ritengo che i giornalisti (almeno il 90% per non esagerare) del nostro Paese non debbano essere etichettati come tali, ma dovrebbero vergognarsi di propinare certi servizi alla gente.

“A colpo d’occhio, le sequenze sono identiche e, in un certo senso, è identico lo stato d’animo di chi esce…[...]“. Peccato ci siano differenze sostanziali: mentre le immagini scorrono e il mio volto ha un’espressione sempre più contrita non posso fare a meno di pensare alla differenza tra la gioia di Mauro Marin e del povero signor Nessuno Sepulveda che dopo mesi di buio ha finalmente potuto riabbracciare i suoi cari. Uno è stato in una casa a far nulla e a dimostrare nulla, vincendo una notevole somma di denaro per nulla, rivelando poi di essere anche uno schizofrenico e passando da una discoteca all’altra acclamato come un supereroe. L’altro è rimasto sotto terra perchè stava lavorando per portare il pane a casa, ad attenderlo fuori una folla di persone in ansia per la sua vita e quella dei suoi colleghi, niente soldi, niente stress da televisione, non avrà nessuna crisi in diretta, da domani non ci ricorderemo nemmeno che tutto questo è accaduto.

Peccato che queste piccole differenze rendano il paragone a dir poco blasfemo, soprattutto considerando che viene lanciato dal TG5, in onda su una delle reti più seguite d’Italia. Recuperiamo la frase: “A colpo d’occhio, le sequenze sono identiche e, in un certo senso, è identico lo stato d’animo di chi esce dalla cattività, che sia in miniera o in un reality [...]“. Non so se ve ne state rendendo conto, ma il disagio di quest’uomo viene sminuito come se avesse trascorso gli ultimi due mesi della sua vita a prendere il sole in giardino e a tuffarsi in piscina e a litigare con i colleghi perchè voleva gli spaghetti al posto delle penne.

Non siamo forse in pieno regime, quando la tv propone servizi così vergognosi? Santoro viene sbattuto fuori e noi ingurgitiamo notizie accuratamente selezionate per non temere il peggio. Ma il peggio è già qua. Io mi vergogno di un Paese così, mi vergogno di una televisione così, mi vergogno di giornalisti così, mi vergogno del fatto che prendano soldi per scrivere spazzatura, mi vergogno del fatto che ci sia gente meritevole a fare la muffa. Mi vergogno, ma se mi date tempo muoio, così non ci penso più.

Emergency chiude col botto a Firenze

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Tremila persone sono rimaste fuori dal Mandela Forum a guardare la serata dagli schermi, circa diecimila all’interno, e questo è accaduto per la seconda volta. Firenze ha ospitato gente da tutta italia per l’incontro nazionale di Emergency, che si è tenuto dallo scorso 7 settembre e si concluderà oggi, 12 settembre, con gli incontri presso l’Auditorium del Palazzo degli Affari di piazza Adua, punto facilmente raggiungibile, poichè si ritrova proprio fuori dalla stazione.

Oltre alla presenza dell’immancabile Gino Strada, accompagnato dalla figlia Cecilia, ora presidente di Emergency, anche la presenza spirituale di Teresa Strada, ad un anno dalla sua morte, che ancora oggi viene ricordata da tutti con immenso affetto. E poi innumerevoli progetti di cui parlare, momenti goliardici alternati a momenti di serietà ed una voragine di emozioni già a partire dalla prima sera, anche se i programmi, proprio nello stile di Emergency, non sono andati tutti per il verso giusto.

Tra il colpo della strega di Stefano Bollani, recuperato poi ieri sera, l’assenza di Andrea Camilleri, un pò troppo in là con l’età per affrontare il lungo viaggio e la polmonite “da auto blindata” di Roberto Saviano, le giornate di Emergency sono giunte a conclusione nel migliore dei modi. Tantissimi gli ospiti intervenuti, da Vauro Senesi, David Riondino, Marco Paolini, Lorenzo Monguzzi, Bebo Storti, Renato Sarti.

La prima serata del Mandela Forum, venerdì sera, ha visto condurre Fabio Fazio, con la presenza di Gino Strada, Vauro e lo scrittore Antonio Tabucchi. Ovviamente la discussione si è concentrata sul documento di Emergency e sulle “ovvietà e banalità” che ci vengono negate, quali i diritti elementari nonchè fondamentali di ogni uomo. La serata si è conclusa con il concerto di Samuele Bersani e il numero delle persone è sicuramente aumentato questa sera, con una fila fuori dal palazzetto già lì dalle quattro del pomeriggio.

Una serata importante, condotta da Serena Dandini, già scelta lo scorso anno, che ha visto salire sul palco la cantante Fiorella Mannoia, in forma come sempre: si è esibita con “Ho imparato a sognare“, una versione leggermente modificata di “Clandestino” ed “Il cielo di Irlanda“. Poi c’è stata una grandiosa e commovente Lella Costa, ed un’isterica ed in menopausa Anna MeacciNeri Marcorè, che per l’occasione è diventato Gasparri, Di Pietro e Casini (“La politica è una cosa sporca, facciamola insieme!”), che come sempre si conferma un grandissimo imitatore. Per ribattere non poteva mancare Antonio Albanese ed il suo amatissimo Cetto LaQualunque, parodia di una raccolta di particolarissimi sindaci del nostro disgraziato meridione.

La più attesa della serata ovviamente era Patty Smith, che ha preso parte anche all’evento dello scorso anno e che ormai prende parte attivamente all’organizzazione. Inoltre Patty Smith ha portato con se il gruppo La casa del vento, ascoltato e scoperto proprio durante il raduno nazionale dell’anno scorso, sempre a Firenze, sempre al Mandela Forum. La cantante di Chicago si è innamorata della musica del gruppo, tant’è che ha deciso di suonare con loro ed insieme hanno tenuto un piccolo concerto che ha mandato in delirio le persone con la conosciutissima “Because the night”. Non sono mancati gli sputi a terra di rito, Patty Smith, classe 1946 (per non rivelare palesemente l’età, visto che in teoria trattasi di donna!) mostra una carica davvero invidiabile ed ha chiuso il suo piccolo concerto con “Gloria”, dopo aver lasciato spazio anche a La casa del vento con “Ogni splendido giorno” e la famosa “Carne da cannone“,  per poi tornare sul palco per cantare l’immancabile ed indimenticabile “People have the power“.

Ed è proprio questa la frase chiave di tutta questa settimana e dell’intero operato di Emergency, che da sedici anni porta assistenza nelle zone più disagiate del mondo, curando chiunque abbia bisogno di aiuto senza discriminazione alcuna. Cassettine trasparenti- proprio come l’organizzazione, ci tiene a dire la Dandini-  sono state sempre in giro tra la gente a raccogliere le offerte che, speriamo, riusciranno a salvare la vita di molte altre persone. Non sono mancati due dei tre operatori sequestrati lo scorso aprile in Afghanistan, i momenti emozionanti sono stati davvero molti, tanto che non possono essere racchiusi in un solo post. Ma è vero, ed è importante ricordarlo sempre, sono le persone ad avere il potere, è l’unione a fare la forza, frasi fatte che hanno perso di senso nel corso del tempo solo perché abbiamo lasciato fare, invece adesso è arrivato il momento di agire.

Proprio come dice Gino Strada, le utopie non esistono. Non devono esistere, aggiungerei. Un mondo migliore è quello che vogliamo ed un mondo migliore è quello che dobbiamo cercare di ottenere. Una strada lunga e tortuosa, ma crederci è già il primo passo verso il successo. Io sto con Emergency, e tu?

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