Firenze è una città molto particolare: è una delle più belle d’Italia, su questo non ci sono dubbi, ma la bellezza non basta.

Incredibile ma vero, anche per una città che vive di turismo e che quindi sulla bellezza deve puntare tutto. Ultimamente in modo un po’ discutibile, Firenze non vuole sentirsi ripetere di essere la città del Rinascimento, perché non è solo quello. Reclama il diritto di essere altro, lo fa con la stessa ostinazione di Atreyu che deve sfuggire alla Palude della Tristezza ma finisce puntualmente come il suo cavallo, Artax (vedi opera mastodontica di Urs Fischer in Piazza della Signorina). E pure questa è una storia infinita. Infatti Firenze è una città che si nutre di polemiche, anche quando non hanno motivo di esistere. Fa parte del carattere tipico fiorentino ed è un tratto che a volte può risultare simpatico, almeno nei casi in cui c’è dell’ironia ben dosata. E a proposito di ironia ben dosata, da tempo avevo in mente di parlare delle geniali trovate di Dario Nardella, l’attuale sindaco di Firenze. Nemmeno il tempo di pensarci e viene fuori che è il sindaco più apprezzato d’Italia. Ma se la concorrenza conta personaggi del calibro di Virginia Raggi, è il caso di dire che Nardella vince facile. Per omaggiarlo in tutto il suo splendore e per la sua voglia di fare, ecco in ordine sparso delle idee che ogni Sindaco vorrebbe avere.

Firenze non è la città dello sballo

L’incidente diplomatico era dietro l’angolo. Due studentesse americane hanno denunciato due carabinieri accusandoli di stupro. Se ne sono lette e sentite di tutti i colori e anziché dare la priorità al problema delle due ragazze, da bravo sindaco Nardella si è occupato della reputazione della città. Certo, lui l’aveva detto che se le due ragazze erano in stato di ebbrezza la cosa non poteva essere un attenuante per i due uomini ma diciamo che si è espresso male. Il messaggio che è passato è “Firenze non è Disneyland dello sballo”, anche se non è insolito trovare in giro per Firenze dei disegni che dicono esattamente il contrario. Basta farsi un giro in centro di sabato sera per smentire tutto quel che Nardella sostiene. Siamo sicuri che il problema di fondo sia davvero quello, poi?

Le navette per gli studenti americani

Dopo lo spiacevole fatto che ha coinvolto le due studentesse americane, il Sindaco di Firenze ha pensato di rendere la città più sicura per gli studenti americani, mettendo a disposizione delle navette in collaborazione con le loro università. Il problema della sicurezza a Firenze sembrerebbe esclusivamente americano. Questo significa che per tornare a casa in sicurezza, solo poche sere fa, ho speso 13 euro di taxi.  I livelli di criminalità saranno decrescenti, come sostiene il vicesindaco, ma io a casa da sola non ci torno. Come molte altre persone gradirei che i provvedimenti fossero estesi anche a chi non è uno studente americano. A chi non è uno studente. A chi non torna a casa tranquillo.



La montagna di borse in Piazza della Signoria

Le montagne di cose piacciono un sacco in piazza della Signoria. Prima di BigClay #4 il Sindaco ha voluto lanciare una provocazione per far vedere quanti prodotti contraffatti siano stati sequestrati in soli sei mesi in città. Oltre 70mila pezzi, tutti ammassati davanti a Palazzo Vecchio. Borse, occhiali, magliette. Visto l’intento fiorentino di sfuggire all’etichetta di città esclusivamente rinascimentale e la discussa opera di Koons in precedenza (tra le altre), il messaggio non è stato così diretto, sembrava un’installazione di arte contemporanea. Sicuramente sarebbe stata più bella rispetto a quella dell’artista svizzero Fischer.

Gli avvisi allo yogurt

Come educare la gente che non vuole seguire le regole? Come insegnare l’educazione agli ospiti e al contempo combattere l’abusivismo? Lo spirito di un Giovanni Muciaccia iperecologista si è impossessato di Dario Nardella e ne è venuto fuori uno stencil a base di yogurt, gesso e cellulosa pronto a svanire alla prima burrasca. Le scritte bianche e viola sono apparse per tutta la città, ricordando di raccogliere le cacche dei cani, non lasciare per strada rifiuti ingombranti, non comprare dai venditori abusivi con messaggi del tipo: Quando non la raccogli l’animale non è il tuo cane, sei tu!

L’acqua sul sagrato

C’era una volta una città che non aveva abbastanza panchine per far sedere tutti i turisti che arrivavano da ogni parte del mondo. I turisti portavano molti soldi ma li spendevano male. Al posto di sedersi nei ristoranti a mangiare la bistecca, compravano la schiacciata con la finocchiona. Un brutto giorno i sagrati delle chiese diventarono così scivolosi da sembrare un campo di calcio saponato e si rischiava di farsi davvero male. Dario Nardella pensò che fosse giunto il momento di intervenire, tuonando: “Basta bivacco!”. Per impedire lo scempio il Sindaco decise che ogni giorno all’ora di pranzo dei topini magici trasformati in operatori Alia avrebbero bagnato i sagrati delle chiese per non far sedere più nessuno. Solo una categoria di creature a Firenzelandia poteva concedersi del sano bivacco: le suore davanti alle vetrine di Prada.

Quella volta che ha gridato “Allah Akbar!”

Un bel giorno Dario Nardella è andato a Rimini insieme ai suoi amici sindaci. Il mondo era spaventato dall’incubo del terrorismo e Barcellona era stata colpita pochi giorni prima, così il Sindaco di Firenze ha pensato di rallegrare gli animi. Luigi Brugnarno, il Sindaco di un’altra bella città, Venezia, aveva dichiarato “a chi grida Allah Akbar in piazza San Marco ghe sparemo” (gli spariamo). Immedesimatosi nell’istinto suicida di un kamikaze doc ma consapevole di non essere in piazza San Marco, Dario Nardella è passato accanto al collega sfoggiando il suo migliore “Allah Akbar!”, che mattacchione.

Written by sally

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