Narra la leggenda che Ian Curtis decise di togliersi la vita dopo aver tentato invano di trovare una camera a un decente rapporto qualità/prezzo in quel di Firenze.

Era il 1980 e nessuno poteva prevedere che qualche anno dopo anche Kurt Cobain avrebbe fatto la stessa fine. Su di loro sono state inventate le storie più disparate che coinvolgevano problemi di droga e depressione ma il motivo era tutt’altro. Tutta colpa degli affitti fuori controllo, di anno in anno la situazione peggiora e, di conseguenza, al lievitare dei prezzi peggiora il livello di degrado delle case. Cercare una stanza a Firenze è un’impresa impossibile, lo è in tutte le città universitarie ma a Firenze di più. Firenze ha sempre la meglio quando si devono fare paragoni.

Ho raccolto decine di immagini che potrebbero andare a formare una galleria degli orrori e potrebbero ispirare migliaia di sondaggi di Libero per capire al meglio il senso di disagio comune a tutti coloro che osservano le foto e i malcapitati che hanno avuto pure la sfortuna di vedere gli orrori di persona. In questa sede, tuttavia, ve lo risparmierò. Nel corso della mia vita fiorentina ho davvero visto cose che voi umani e molte altre mi sono state riferite, che al solo pensarci mi vengono i brividi. Nella mia breve escursione nel mondo delle case fiorentine di oggi – colpa dell’afa – ho scoperto che i monolocali ricavati in duemetriperdue, che una cella a Rebibbia in confronto è un loft extra-lusso, si definiscono “casa piccola tipica fiorentina“. Gli spazi sono sempre “piccoli ma graziosi” o “funzionali” e questo è un danno che subiremo a lungo, colpa della mentalità IKEA, che ti fa credere che dentro un cubo SKUBB puoi creare un universo in cui vivere anche in maniera confortevole (dopotutto per studiare basta “un minuscolo spazio vitale”) o che basta arredare la tua mente per vivere sereno. Se sei a 1000 km da casa e devi stare con la testa sui libri non hai bisogno di grandi spazi nè di aree della casa che possano permetterti di svagarti, perché sarebbe pura distrazione. Una delle cose più assurde sono i prezzi delle doppie, che negli ultimi anni hanno praticamente raggiunto quelli delle singole: 300 € per un posto letto? Che se per caso mi stiro e distendo il braccio acceco il compagno/la compagna di stanza? Incredibile, poi, l’elevato numero di peluches che si trovano sui letti nelle foto degli annunci o, ancora meglio, l’ingegno che bisogna avere per promuovere al meglio delle camere che vanno contro ogni singolo punto della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. Nessuna dignità, 70 caparre e pure in nero, bollette da capogiro per morire di freddo tutto l’inverno perché i vetri sono solo un’illusione ottica e ogni volta che accendi il phon devi farti il segno della croce, sperando di arrivare vivo alla fine dell’asciugatura della chioma. Si continua a speculare sui poveri studenti e su chiunque abbia bisogno di un alloggio senza nemmeno garantire le condizioni minime per non sentire di aver buttato via tutti i soldi con la propria dignità al seguito. Un minuto di silenzio va poi a tutti coloro che, già vittime del sistema, devono essere creativi per incastrare il prossimo onde evitare di dover pagare spese più alte per una stanza rimasta vuota. Gli incentivi per attirare l’attenzione sono il frigorifero (“frigo con congelatore“, cito testualmente) e la lavatrice. Cosa che voi umani potreste ritenere scontata e invece non lo è affatto. Le finestre. Anche quelle non è detto che ci siano sempre e non è nemmeno detto che il fatto di averle sia un bene. Dipende, il riscaldamento è condominiale o autonomo? Son dilemmi. Scorrendo annunci a caso, tra gli altri incentivi, ci sono armadi, scrivanie e mensole. Ho visto un annuncio in cui la camera ha due finestre, per questa gli aspiranti inquilini potrebbero pure uccidere. Uno che scrive un annuncio sa che due parole non possono mai mancare, indipendentemente dalla grandezza della stanza: “ampia” e “luminosa“. E poi “recentemente ristrutturata” (o “finemente”) e si fa riferimento almeno all’epoca di Lorenzo de’ Medici, che si potrebbe condurre uno stile di vita da fare invidia a una comunità Amish. Oppure fa riferimento a un poster di Pulp Fiction che tappa un buco o copre le zanzare morte dal 1789 in poi.

Sui potenziali coinquilini ci torniamo un’altra volta ma sappiate che la crisi è così tanta e le case sono così brutte che c’è chi è disposto a pagare di più pur di ottenere la camera o chi dice di essere disposto a fare qualsiasi cosa pur di averla. Poi ci sono le camere belle e impossibili, quegli annunci che puzzano di truffa da lontano, che ormai il livello di frustrazione è talmente alto che uno nemmeno va a cliccarci su. Di gente improbabile che si trova bloccata a Bangalore per problemi di famiglia ma che se gli mandi subito tutti i tuoi risparmi ti spedisce di sicuro le chiavi. Non so come sia possibile, ma ancora qualcuno ci casca. Altri sono dei geni che ti offrono stanze in case ristrutturate in cambio di favori sessuali, senza escludere però il canone mensile che ovviamente è più alto rispetto alle altre catapecchie. È un bel mondo, quello delle case in affitto, chissà se un giorno qualcuno lo rivoluzionerà.

You may say I’m a dreamer, but I’m not the only one“, scrisse John Lennon. Era soddisfatto per aver appena concluso una trattativa durata settimane per accaparrarsi un monolocale di 12mq a 10 minuti a piedi da piazza della Signoria. “Dotato di tutti i comfort“, recitava l’annuncio. Quando lo vide rimase un po’ intontito, c’erano solo un fornellino e un materasso, ma all’epoca trascorreva le giornate a meditare e decise che comunque poteva andar bene. Fu ucciso prima della consegna della prima di sedici caparre dal rivale, che in sua difesa disse che la sua ricerca andava avanti da più tempo. Il giudice decise di assolverlo, ricordando i tempi in cui si ritrovò a vendere il proprio corpo in cambio di un posto letto a Scandicci per portare a termine gli studi di Giurisprudenza.

Written by sally

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