A guardarla da fuori, la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze è maestosa, perfetta, racchiude in sé grandi tesori della cultura, ma grazie anche e soprattutto a chi quei tesori li ha salvati.

L’alluvione che c’è stata a Firenze nel 1966 rimane una ferita aperta tutt’oggi, un evento che non è mai stato dimenticato e che adesso si può conoscere da vicino grazie alle nuove tecnologie e all’effetto della realtà aumentata. L’alluvione la raccontava anche Mario Monicelli nel secondo atto del suo “Amici miei“, in cui si vede il Melandri che scappa da casa dell’amante per mettere in salvo gli oggetti e i mobili del suo appartamento, la scena è diventata cult e racchiude in sé anche delle sequenze amatoriali dell’epoca.

Sentirne parlare e immaginarsela è cosa ben diversa da quello che i fiorentini – ma non solo loro – hanno vissuto nel 1966. Per riuscire a immedesimarsi, per quanto sia possibile, in quella situazione, basterà andare alla Biblioteca Nazionale Centrale Firenze, ma non è tutto qui. Lì c’è un percorso a tappe che ricostruisce tutti i momenti salienti dell’alluvione e l’incredibile lavoro, raccontato anche in alcuni documentari, compiuto dai cosiddetti “angeli del fango” (giovani provenienti da tutto il mondo) per mettere in salvo i libri. La passeggiata dura circa un’ora ed è pensata per gruppi di 25 persone, il percorso avviene con il supporto di tablet e di visori VR/AR che sfruttano l’effetto della realtà aumentata. Si può vedere, quindi, il luogo della foto così com’è oggi e com’era dopo l’alluvione. Un’occasione in cui la tecnologia diventa un supporto per migliorare le proprie conoscenze su una storia che ha segnato molto la città.

Per portare a compimento questo progetto è stato svolto un lavoro immenso, che comprende la digitalizzazione di 3500 immagini d’archivio della Biblioteca Nazionale, in parte disponibili anche per la consultazione del pubblico. L’alluvione ha colpito tutta Firenze, si può fare in tour di gran parte dei luoghi coinvolti anche semplicemente con il proprio smartphone, scaricando l’app Arno66-TimeTravel e, passeggiando per la città, scoprirete le foto che immortalano i momenti più importanti di quanto accadde il fatidico 4 novembre 1966. Potete consultare l’archivio fotografico o fare il tour virtuale anche tramite il sito web Arno66ar, un’occasione per scoprire la storia della città in un momento storico ben preciso, con tutta la documentazione necessaria, in foto e in video, che permette di conoscere l’importantissimo lavoro di tutti coloro che, con le mani immerse nel fango, hanno salvato oltre un milione di volumi.

Come prenotare il tour?

Potete organizzare il tour – per un massimo di 25 persone – chiamando il numero 334 660 67 16, sarà possibile farlo dal 29 ottobre al 25 novembre dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17, dal lunedì al sabato.

Gli orari del tour

4 novembre: alle 10.30 e alle 16

Il weekend del 5 e 6 novembre: alle 10, alle 12, alle 15 e alle 17

Dal 7 al 26 novembre, dal lunedì al sabato: da lunedì a venerdì alle 10.30 e alle 16. Il sabato alle 11.30.

Prenotazione obbligatoria 

 

Written by sally

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