Che senso ha oggi uscire di casa, in questa giornata grigia, con le cuffie all’orecchie che risuonano Ch-Ch-Changes se David non c’è più? Un senso c’è, o meglio, ci sarà tra qualche ora, tra qualche giorno, ma questo è stato uno dei peggiori risvegli della mia vita dalla morte di Lou Reed. Quando questi geni finiscono – quelli che sui cd e sui vinili non finiscono mai, quelli che finiscono solo per finta – è sempre un grande shock.

Spotify dice che David Bowie è l’artista che ho ascoltato di più quest’anno, infatti se ci penso per 365 giorni non ce n’è stato uno in cui non lo abbia ascoltato almeno mezza volta. Che poi lasciamo perdere le statistiche, David c’è sempre stato. Lui è uno di quelli che ti fanno da colonna sonora nei momenti più fighi della tua vita. O in quelli più tristi, ma li rendono meno tristi. Io ancora fantasticavo, immaginavo di poter vedere un suo concerto pur sapendo che non sarebbe mai successo. Ma si può ancora sognare.

Grazie David per tutta la musica che mi hai dato, per il genio che sei stato. Non riuscirei ad immaginarmi un mondo vivibile senza la tua musica, sono grata all’universo che la musica sopravviva a chi la fa. Grazie per l’ultimo, bellissimo, regalo di compleanno. Tanto continueremo a nascere, rinascere e festeggiare insieme, anche a diversi universi di distanza.

 

Written by sally

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