Un giorno ho deciso di cancellare il mio account Facebook per 24 ore e ho scoperto un tentativo di impianto di sensi di colpa e di essere più sola di quanto pensassi, ma questa storia ve l’ho già raccontata.

I social network ti fanno sentire coccolato e ben voluto ma non tutto quello che vediamo è reale. Soprattutto quando vediamo la gente che fa sempre cose fighe. Ci sono svariate categorie di persone sui social – oggi ci soffermiamo di nuovo su Facebook  – e le affronteremo in seguito, le due principali sono i piagnucoloni e i fighissimi. La seconda categoria viaggia, mangia, ama ma dal vivo non ha mai contenuti reali di cui parlare. Tutto viene vissuto in superficie, in foto e filtri e in like su Instagram. Sono quella categoria di gente che da sprovveduti invidierete e da coscienti eviterete come la peste.

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via Tumblr

In maniera meno fighissima ho deciso per un periodo di fingere che la mia vita fosse altro. No, non era un tentativo di evasione dalla mia realtà, semplicemente è divertente vedere come funziona il cervello umano, soprattutto ora che con i social bisogna distinguere bene il suo funzionamento nel mondo virtuale e in quello reale. E se uno è proprio bravo a fingere, sappiate che prima o poi in qualche modo distruggerà tutto il suo lavoro, dategli solo un po’ di tempo (come a me quello che serve per morire).

Detto questo, un giorno ho pensato di vedere la differenza di disponibilità tra nord e sud e più che altro tra Roma e Firenze, città nota per la sua chiusura mentale. Ho chiesto se qualcuno potesse aiutarmi a cercare casa a Roma, alcuni dei miei contatti li ho visti una volta sola nella vita o anche mai ma in tantissimi mi hanno scritto in privato per chiedermi preferenze sulla zona, pronti a mettersi in moto per vedere se conoscessero qualcuno e così via. A Firenze, amici cari, non funziona esattamente così. Dopo questa piccola prova ho pensato di spingermi oltre, di fingere un vero e proprio trasloco. C’erano delle persone che non mi andava di “usare” ai fini dell’esperimento e alle quali ho confessato subito, soprattutto perché erano state adorabili, tutto il resto un po’ meno o un po’ di più.

shirleytemple

Mi sono arrivate telefonate, messaggi, di persone che volevano capire come mai questo trasferimento improvviso e volevano sinceramente o pettegolamente sapere del mio futuro. Chi invece non si era mai interessato nemmeno del mio presente, si è volatilizzato. Avevo già organizzato cene e aperitivi nel mio attico di Trastevere, in ogni caso aveva funzionato, uno va sulla fiducia e se tu mi dici che stai a Roma, perché non dovrei crederti? Nel mio caso perché subito dopo ho iniziato a testare l’attenzione media degli utenti, pubblicando foto di Roma risalenti a molti anni prima (che parlavano di eventi di anni prima) o di Firenze spacciandole per foto romane, mettendoci in mezzo elementi palesemente sbagliati, ma ai quali nessuno o quasi faceva caso. Quelli che se ne sono accorti hanno capito anche il gioco e hanno iniziato a scherzare, altri se ne sono fregati ma buona parte delle persone si è limitata a mettere il like alla foto senza badare al contenuto. Senza badare, per esempio, che pubblicando una foto di Roma parlassi di Lungarno e Torre degli Asinelli. Come se non bastasse, ho avvisato a casa che presto sarebbero shutuparrivate voci sul mio trasferimento, ma soprattutto domande. Perdonatemi, famiglia cara, se ho uno strano modo di divertirmi.  Nell’esperimento, è chiaro, rientrava anche questo e infatti non è passato molto tempo prima che qualcuno si informasse sull’andazzo della mia nuova vita a Roma e del motivo del mio trasferimento senza chiedere a me direttamente.

Le conclusioni sono che la gente mormora tantissimo, ha ragione Jovanotti. I social sono fatti dopotutto per parlare e sparlare degli altri, un po’ per i rosiconi. E far diventare il prossimo rosicone è un attimo: per qualche giorno sono stata in Sardegna senza essere mai uscita dalla mia stanza a Firenze, è bastato rubare una foto di una spiaggia sarda su Instagram (sono una persona che fa le cose per bene, anche quando devo fingere, anche quella del caffè e cornetto arrivava esclusivamente da Olbia) ed è subito partita una raffica di like e qualche invidiosetto che avrà pensato che stessi sempre in giro a divertirmi tra Trastevere e la Costa Smeralda, invece ero pallida e rinchiusa a studiare e lavorare, ma sai che soddisfazione!

Certo, adesso godo di meno credibilità ma ho aggiornato i miei amici sul mio ritorno a Firenze, Roma è stata una bellissima parentesi e tutti rimarranno col dubbio sulla veridicità di quanto dico. Ma in fondo, su Facebook, che ce ne frega di essere autentici?

Per esempio, ieri mi sono fidanzata ufficialmente.

heidi

 

Written by sally

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